Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Selvans
Faunalia
Demo

Bullet Ride
The Choice
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

21/11/18
MADDER MORTER
Marrow

23/11/18
ACCEPT
Symphonic Terror – Live at Wacken 2017

23/11/18
SINBREED
IV

23/11/18
SONS OF LAZARETH
Blue Skies Back To Grey

23/11/18
EMBRYONIC CELLS
Horizon

23/11/18
CORPSESSED
Impetus of Death

23/11/18
UNEARTH
Extinction(s)

23/11/18
KALIDIA
The Frozen Throne

23/11/18
TRAGODIA
Before the Fall

23/11/18
WARPATH
Filthy Bastard Culture

CONCERTI

20/11/18
SLAYER + LAMB OF GOD + ANTHRAX + OBITUARY
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

21/11/18
MUDHONEY + PLEASE THE TREES
LOCOMOTIV - BOLOGNA

22/11/18
MUDHONEY + PLEASE THE TREES
LARGO VENUE - ROMA

23/11/18
MUDHONEY + PLEASE THE TREES
SANTERIA SOCIAL CLUB - MILANO

23/11/18
METHEDRAS
THE OLD JESSE - SARONNO

23/11/18
CORELEONI + UNDERSKIN + REDEEM
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

23/11/18
PUNITION BABEK + LAST RITES + ASTRAL FIRE
EXENZIA - PRATO

24/11/18
TESSERACT + BETWEEN THE BURIED AND ME + PLINI
CAMPUS INDUSTRY MUSIC - PARMA

24/11/18
ASPHYX
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

24/11/18
NOTHING
LOCOMOTIV - BOLOGNA

Seventh Wonder - Tiara
30/10/2018
( 1177 letture )
Gli svedesi Seventh Wonder ci avevano abituato ad un’elevatissima prolificità, ben quattro dischi pubblicati tra il 2005 ed il 2010, e nessuno si sarebbe aspettato un silenzio di otto anni spezzato in questo ottobre con il rilascio di Tiara. Uno dei motivi è sicuramente l’annuncio dato dai ben più blasonati Kamelot nel 2012, con cui comunicavano di aver assunto come cantante il frontman Tommy Karevik. Questo avvenimento ha influito negativamente sulla produzione in studio e il risultato è che abbiamo dovuto attendere fino ad oggi per udire il nuovo album. Quattro anni or sono, per smorzare l’attesa di nuovo materiale, è stato rilasciato il live Welcome to Atlanta, un’ottima performance tratta dal tour mondiale seguito alla pubblicazione di The Great Escape. In un comunicato sui social la band aveva fatto sapere ai fan di aver terminato le registrazioni di un nuovo album a fine 2017 e la data fissata per la pubblicazione sarebbe stata marzo 2018. Per una sfortunata serie di coincidenze tale data è slittata poiché ad aprile è stato rilasciato The Shadow Theory e la Frontiers Music ha giustamente deciso di spostare di sette mesi la pubblicazione di Tiara in modo che non venisse completamente oscurato dal disco dei Kamelot.

Il quintetto decide di riproporre un concept, come già accaduto dieci anni fa con Mercy Falls, ma cambiando completamente trama e contenuto. Lo stile è rimasto invece molto simile, con l’aggiunta di tracce più power che progressive e di ballad nelle quali poter sfoggiare la splendida voce di uno dei migliori cantanti nel panorama metal. Una piccola curiosità per i fan più appassionati: nella sesta traccia è presente un chiaro riferimento a The Great Escape e all’astronave dal nome Aniara, per mezzo della quale l’umanità, fuggendo dal pianeta, si apprestava ad intraprendere un viaggio interstellare, che però si concluderà in tragedia. Tiara analizza la situazione di coloro che non sono fuggiti dalla Terra, di chi è quindi rimasto a vivere in condizioni ai limiti della sopravvivenza. Il nostro pianeta è segnato irrimediabilmente dallo sconsiderato stile di vita dell’essere umano che, come un cancro, si sta espandendo su tutti e cinque i continenti. Per questo motivo si decide di chiedere l’intervento degli Everones, che ci vengono presentati come divinità imperiture che osservano il genere umano dall’alba dei tempi e hanno il potere di vita e di morte su di esso. Lo sbarco di questa oligarchia divina viene reso musicalmente con una pomposa sinfonia strumentale intitolata Arrival, una ouverture dallo stile classicheggiante. La violenza e la potenza degli dei che approdano al cospetto delle Nazioni Unite è il tema che padroneggia il brano The Everones: riff cupi ed aggressivi di chitarra e batteria in perfetto stile Symphony X. La performance vocale di Tommy Karevik nei ritornelli è eccezionale, così come l’assolo di tastiere di Andreas Söderin. La presa di coscienza degli umani è drammatica: la loro richiesta d’aiuto non solo è stata completamente ignorata, ma anzi ha prodotto l’effetto contrario. Gli Everones, che hanno osservato la situazione del pianeta per milioni di anni, intendono eliminare l’umanità dalla faccia della Terra per evitare che la malattia che affligge il pianeta continui ad espandersi.
Il doppio pedale del nuovo arrivato alla batteria Stefan Nogren ci accompagna per tutta la durata di Dream Machines e sul finale si ode il basso emergere da un missaggio che lo penalizzerà fortemente durante il resto del disco. Nel brano, l’umanità si oppone con tutte le proprie forze e si schiera in una strenua resistenza a difesa del pianeta. Tiara, la bambina protagonista del disco, fa il suo ingresso nella quarta traccia Against The Grain e con la dolcezza che la contraddistingue convince tutti a smettere di utilizzare la violenza come mezzo per comunicare; è indubbiamente lei il personaggio più importante del concept. La positività e la fiducia in un futuro migliore pervadono tutto il testo di Victorious, primo singolo rilasciato ben sei mesi prima dell’uscita del disco. È il brano con il ritornello che rimane più in testa e la scelta per il lancio dell’album non poteva che ricadere proprio su di esso. Farewell, una suite di quasi venti minuti divisa in tre parti, è il saluto dell’umanità alla piccola Tiara. Per la salvezza dell’umanità viene presa una decisione importante: la bambina sarà inviata al cospetto degli Everones e con le sue parole dolci convincerà le divinità a risparmiare la specie umana. La prima parte, Tiara’s Song, è il tributo che le viene offerto per il difficile compito al quale è stata sottoposta nonostante la giovane età. La seconda, Goodnight, è una ballad strappalacrime che viene introdotta dal duo voce-pianoforte. Questa volta sono i genitori di Tiara a parlare, riversando tutte le loro preoccupazioni per la missione che la loro piccola è chiamata a compiere e la incoraggiano. La traccia si muove su sonorità care ai Seventh Wonder e dopo la metà comincia un tripudio strumentale condito da tastiere in pieno stile Pain Of Salvation. Il finale, in cui il paese intona il ritornello della canzone che è appena volta al termine, riporta alla mente i cori presenti in sovrabbondanza in The Astonishing. La terza parte, Beyond Today, è una ballad strappalacrime che viene introdotta dal trio composto dai fratelli Karevik alla voce e da Andreas Söderin con il suo pianoforte. Tiara prova a convincersi dell’esito positivo della sua missione sebbene in principio non avesse la benché minima intenzione di essere la prescelta e ci confida tutta la sua preoccupazione in questo brano molto intimo, mozzafiato e carico di pathos, come traspare dalle liriche:

I can hear them through the window singing out my name
They all laugh and sound so happy, why so happy? I don’t know…
If I fail, if I don’t make it, will their song remain the same?
Or will the echoes fade to make these streets sound silent once again


Il violino del maestro Arto Järvelä chiude magistralmente la traccia più emozionante dell’album. The Truth è una vera e propria orchestra di strumenti e cori dal ritmo leggero e pomposo che ha l’obiettivo di raccontare cosa accade al cospetto degli dei, una sorta di Olimpo al quale Tiara è giunta non si sa bene come, interpretata dalla bellissima voce di Jenny Karevik. La bambina tiene il destino del pianeta Terra nel palmo delle sue mani, eppure non intende difendere l’umanità e la sua scelta si rivela funesta. By The Light Of The Funeral Pyres aggredisce le orecchie dell’ascoltatore, dopo la quiete della precedente traccia, con un ritmo rapidissimo scandito dalle tastiere e dalla batteria in uno stile prettamente power metal e la voce di Tommy Karevik si assesta su tonalità più scure. Il titolo scelto è molto forte: “alla luce delle pire funerarie”, per sottolineare il tradimento subito dall’unica persona nella quale l'umanità aveva riposto tutta la sua fiducia. La razza umana torna quindi a fare ciò che dall’alba dei tempi le è sempre riuscito meglio: combattere, distruggere e uccidere con un istinto animalesco e primordiale.

As we’re dying, as we’re trying
Primal instincts taking over us like a drug


Il viaggio di Tiara, tuttavia, non è stato vano. La sua purezza e la sua bontà hanno mosso gli animi delle divinità tanto che esse decidono di abbandonare il pianeta nello stato in cui è, senza eliminare la razza umana. Le tastiere spadroneggiano in Damnation Below traccia dallo stile molto simile ai conterranei Andromeda. Un intermezzo dai toni ecclesiastici ci conduce alla conclusiva Exhale, un epico brano di puro progressive metal. I Seventh Wonder decidono di lasciare il meglio sul finale. La seconda parte strumentale è forse la migliore in assoluto di tutti i loro cinque lavori in studio, grazie ad assoli alternati di chitarra e tastiere che sembrano giungere direttamente dal 1997 quando i Symphony X suonavano la fantastica The Divine Wings Of Tragedy. Dopo dieci tracce torniamo a sentire il basso di Andreas Blomqvist, che probabilmente avrebbe meritato molto più spazio. Mentre Aniara è alla completa deriva, perduta nei meandri dell’universo profondo, l’umanità viene abbandonata al suo destino funesto, tra le ceneri, la distruzione e la desolazione.

Ancora una volta si rimane stupiti dal modo in cui la trama scorre perfettamente nei concept della band svedese. La scelta delle parole è soppesata in maniera maniacale e il risultato è davvero convincente. Strumentalmente ci sono poche novità rispetto a quanto già proposto nei precedenti quattro album, ma francamente non si sentiva il bisogno di grosse modifiche. Tommy Karevik si conferma ancora una volta il mattatore assoluto, mentre Stefan Nogren si rivela un ottimo acquisto e questo è per lui il primo disco tra le fila del gruppo dopo l’abbandono inaspettato di Johnny Sandin. Come già accennato in precedenza, peccato per il missaggio e la produzione dell’album che hanno eccessivamente penalizzato il suono del basso, a tratti inesistente. Inoltre, è possibile accorgersi dei piccoli dettagli dell’album solo dopo vari ascolti perciò si consiglia di premere ripetutamente il tasto play per apprezzare ed amare tutte le sfumature di Tiara.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
78.75 su 4 voti [ VOTA]
progster78
Giovedì 8 Novembre 2018, 15.52.09
25
L'ho riascoltato altre volte,siamo sulla norma. Lo so che lo farete ma recensite Vector degli Haken...SPLENDIDO!
JC
Mercoledì 7 Novembre 2018, 20.25.53
24
Decisamente un buon disco, non mi ha però esaltato. Non è colpa loro, che sono bravissimi, é piuttosto che certe sonorità e soluzioni le ho ascoltate talmente tante volte che ormai, anche quando fatte ad alto livello (come in questo caso), mi lasciano un po' così. Con poca voglia di un secondo ascolto. Ecco, visto che qualcuno ha parlato del disco di Romeo, ho preferito quest'ultimo. Forse meno perfetto, ma con più carisma.
CeccoProg
Mercoledì 7 Novembre 2018, 19.56.20
23
Disco noioso e uguale ai loro precedenti lavori, nulla di nuovo. Voto 60 solo per la voce di Karevik che si dimostra per l'ennesima volta un grande singer.
vurpotentatore
Mercoledì 7 Novembre 2018, 9.53.51
22
Mercy Fall e' lontano, ma' questo e' un buon con una produzione sonora che non mi piace ASSOLUTAMENTE. Cambiando gruppo, MI spiegate, mi date un perche' il nuovo galattico album solista di sua maestà MICHEAL ROMEO non è stato ancora recensito ? Sveglia RAGAZZI e' passato troppo tempo dalla sua uscita e VOI che fate ? Sveglia ciurma 🤔🤔🤔
Rush 1981
Domenica 4 Novembre 2018, 15.01.40
21
Tiara non aggiunge nulla di nuovo al loro sound.. ed è sicuramente inferiore a quel Mercy Falls che ne ha lasciato il segno indelebile nel Progressiv Metal.. io concordo in tutto quello che il recensore dice ..compreso il commento numero 8... Tiara è un bellissimo album...ma già la sola traccia"the great escape" è migliore di quanto proposto nell interezza da Tiara... Tiara non è un album perfetto ma sfido qualsiasi band a proporre album di tale qualità nel 2018... per me album dell'anno.. rispondo @Vladimir dicendo che gli anni 90 erano tutt altra cosa...certo.. e che purtroppo la musica prog di quegli anni non tornerà più ... ma la musica per fortuna và avanti e deve molto a quello che è gia stato detto e fatto... ed anche gli everon devono molto ad altre band nate prima di loro... i Seventh wonder sono tra le poche Band coerenti che non ha voluto rischiare per snaturarne il proprio sound..c'è molta bellezza in questo disco...
HeroOfSand_14
Domenica 4 Novembre 2018, 13.16.17
20
@Vladimir: nulla da dire sui gusti, stiamo pur sempre parlando di questioni soggetive e non li contestavo assolutamente. Non sono però d'accordo sulla derivatività del sound proposto. Come già detto non inventano nulla ma non sono neanche dei plagiatori. Consideriamo anche che ormai si sono creati uno stile loro perchè le loro melodie si riconoscono a distanza
Vladimir
Domenica 4 Novembre 2018, 11.06.49
19
HoroOfSand : ho capito l'atinenza musicale di questo lavoro e so distinguere un tipo di sound da un altro, grazie. E proprio per questo, rimanendo nello stesso tipo di proposta, appunto, che riascoltando band di anni 90 e su tutti gli Everon, mi sembrano più freschi, più innovativi e più ispirati di SW con questo Tiara. Non sto dicendo che è un brutto lavoro, infatti ho dato un voto 70. Sto solo dicendo che personalmente mi sembra assurdo gridare al miracolo con un disco del genere. Perché non inventa nulla, non mi emoziona, e ripropone sonorità del passato ma con molta meno enfasi di molti bend del passato a cui si ispirano in maniera molto evidente. In più Secondo me il tutto é paradossalmente mascherato dalla quantità.
deris
Sabato 3 Novembre 2018, 10.58.39
18
ma perché no cambiano cantante e vanno avanti in modo serio!!! che facciamo un disco ogni 10 anni? mah
HeroOfSand_14
Venerdì 2 Novembre 2018, 18.35.32
17
@Vladimir: non vorrei sembrare troppo di parte, ma mi domando dove senti tutti questi plagi. Se la maggior parte delle recensioni ha dato bei voti al disco non sarà la sola cosa che conferma il valore dello stesso, ma certamente ci sarà qualche motivo per cui i vari recensori (tra i quali anche Roberto) l'hanno elogiato. I SW sono un gruppo al quale bisogna approcciarsi consci del fatto che non inventano nulla, assolutamente, ma nemmeno sono cosi sfacciatamente dei plagiatori come dici tu. Il tuo commento ci sta essendo un giudizio personale, ma mi sembra un parere di un utente che si aspettava di trovare i nuovi Dream Theater. Il prog ha mille sfaccettature al giorno d'oggi (per fortuna), se non vuoi ascoltare il prog abbastanza "classico" devi allontanarti dai SW e magari ascoltare gli Haken, se vuoi sentire qualcosa di diverso.
Vladimir
Venerdì 2 Novembre 2018, 13.07.55
16
Un album piatto e monotono . Nulla di nuovo, viene riproposto un prog metal/rock di fine anni 90 e i primi 2000. A volte addirittura sembrano dei plagi di vari band di quei anni oggi ai più dimenticati. Su tutti i tedeschi Everon. Mah, comunque almeno in questa recensione non gridano al miracolo come lo vanno altre testata. Complimenti per la lucidità e la competenza del recensore.
Kurujai
Giovedì 1 Novembre 2018, 17.05.35
15
Tommy karevik deve restare nei sw ( ma anche ayreon) se vuole esprimersi perché i kamelot non sono assolutamente adatti a lui . Comunque la sua voce è una benedizione per noi tutti.
fasanez
Giovedì 1 Novembre 2018, 15.05.15
14
Ascoltato non molte volte ma concordo per adesso in toto col commento precedente. Non mi è rimasto nulla o poco dall'ascolto... Forse crescerà col tempo, ma per ora ne dubito.
Don Dio
Giovedì 1 Novembre 2018, 14.41.31
13
MIgliorati tecnicamente da Mercy Falls The Great Escape, ma non ci siamo. Non emoziona non coinvolge. Mercy Falls, per quanto imperfetto, aveva delle scelte vocali vincenti e melodie magiche. Qui tutta esteriorità, emotivamente non dà nulla.
maurizio
Giovedì 1 Novembre 2018, 12.02.38
12
questo disco merita almeno 90, poche storie
M. G.
Giovedì 1 Novembre 2018, 0.31.49
11
Dopo tutta questa attesa mi sarei aspettato qualcosa di un po' più fresco e nuovo, mentre qui ci sono forse un po' troppi richiami a TGE. Ma è l'unico e solo "difetto" che riesco a trovare, perché il resto è fantastico: Karevik è spettacolare, gli strumentisti sono tecnicamente preparatissimi, le melodie sono efficaci, i testi sono molto belli, i cambi di tempo sono ben gestiti, ci sono momenti molto emozionanti. Inferiore a Mercy Falls, ma comunque un grande album, tra i migliori dell'anno.
HeroOfSand_14
Mercoledì 31 Ottobre 2018, 18.27.17
10
@Vicarious: grazie della spiegazione, concordo ovviamente con quello che hai detto anche qui. Secondo me sarebbe anche da menzionare Against The Grain che hanno un bridge favoloso con la batteria che cattura l'attenzione, ed un ritornello perfetto. Ovviamente ci sono anche dei difetti, e secondo me, come dici tu nella rece, si collegano alla produzione che non mi ha fatto impazzire anche se c'era Bogren, non il primo arrivato comunque. Lui di solito "pompa" molto i suoni ma qui non ho sentito questa cosa, e forse è meglio cosi, penso per via del volere del gruppo. La batteria ha un suono che non mi piace ed il basso avrei voluto sentirlo di più, considerando quanto è bravo Andreas. Invece immaginavo che il voto fosse riferito al paragone con gli altri dischi. Però questa cosa non la trovo "corretta", e te lo dico da "ex" collega ritiratosi due settimane fa. Visto che la rece di Mercy Falls è stata scritta da un altro recensore, sarebbe stato bello non prendere paragoni per questa perchè risulta penalizzato il disco sennò. Ma so bene che è un argomento già discusso, è che se uno (un pò superficiale) entra e vede che Mercy Falls ha preso 75 magari non ha neanche voglia di provare ad ascoltarlo. Diverso sarebbe con un 85
progster78
Mercoledì 31 Ottobre 2018, 17.55.39
9
Karevik dovrebbe dedicarsi solo ai SW,non si possono aspettare altri 8 anni per un altro album,e spero che Khan ritorni nei Kamelot(lo so, impossibile ma ci spero).
Vicarious
Mercoledì 31 Ottobre 2018, 17.37.00
8
@HeroOfSand hai praticamente fatto una minirecensione del disco e sono contento che la pensiamo allo stesso modo. Intanto per rispondere alla considerazione su Karevik io trovo che nei kamelot sia imbrigliato, mentre nei seventh wonder ha la possibilità di liberare tutta la sua potenza vocale partecipando molto pià attivamente anche alla stesura dei testi e alla produzione del disco. Io ritengo che nel prog sia nel podio dei migliori cantanti in compagnia di Russell Allen e Daniel Gildenlow, Russell lo vedo ancora favorito per lo scettro di miglior vocalist, ma solamente un mio parere. Concordo anche sul discorso delle similitudini tra Tiara e The Great Escape, ad esempio sulle prime note del riff di The Everones mi è sembrato di stare ascoltando Wiseman. Jenny è immancabile nei dischi dei SW ma la performance di Mercy Falls per me rimane la migliore in assoluto, duetti emozionanti soprattutto per via delle parole e della trama. Piccola considerazione personale, mi è piaciuto più Nogren di Sondin. In studio....... vedremo dal vivo, si spera in Italia . Beyond Today mi ha riportato alla mente Tears for a Father e One Last Goodbye, eccezionale è dire poco, ho riportato le parole del testo che mi hanno colpito di più ma anche la parte che hai scritto tu è toccante. Questione voto, rispondo sia a te che a @Rush 1981: è un 75 obbligato, nel senso che a parer mio è leggermente inferiore a Mercy Falls (concordiamo tutti sul fatto che sia il loro album TOP) ed è al livello di The Great Escape (visto come album nella sua interezza preferisco Tiara ma se considerassimo la singola traccia The Great Escape preferirei quest'ultima). Se lo estrapoliamo dalla loro discografia e lo analizziamo come lavoro a sè stante è un 85, dovendolo porre sotto mercy falls (e non condivido con il 78) allora il 75 diventa obbligato.
progster78
Mercoledì 31 Ottobre 2018, 15.20.41
7
Ascoltato solo un paio di volte ma devo dire che siamo su un buon livello. Anche secondo me è inferiore ai precedenti, .
d.r.i.
Mercoledì 31 Ottobre 2018, 9.44.25
6
Disco piacevole con Tommy sopra le righe, però secondo me inferiore ai precedenti. Penso che abbiano creato alcuni pezzi facendo un collage di buone idee ma che nel complesso rendono la canzone non lineare (dream machines su tutte), preferivo canzoni meno strutturate ma più omogenee all'interno del pezzo stesso. Voto? Mmmh per ora non saprei, comunque sopra i 65
Rush 1981
Mercoledì 31 Ottobre 2018, 9.34.43
5
Album a dir poco fantastico..bellissima recensione... la valutazione pero è troppo bassa..ma credo sia dovuta al fatto che "Mercy Falls" sia stato valutato con appena 78/100.
HeroOfSand_14
Martedì 30 Ottobre 2018, 21.50.45
4
@Painkiller: se non hai mai ascoltato i SW basta che senti una canzone a caso da Mercy Falls o the Great Escape per capire quanto Tommy sia a proprio agio nel prog, o perlomeno in un gruppo dove è il leader (assieme a Blomqvist, il bassista) e può permettersi di creare linee vocali non piatte, non banali ma varie. In Tiara ci sono forse due brani che non spiccano per originalità come Damnation Below e Dream Machines, ma se ascolti Tiara's Song potresti già farti un'idea di cosa può fare. E se vuoi sentire le sfumature nelle canzoni più "zuccherose", Beyond Today è perfetta
Galilee
Martedì 30 Ottobre 2018, 21.19.18
3
Son tipo gli Eight Wonder??? Eh eh...
Painkiller
Martedì 30 Ottobre 2018, 20.59.32
2
Non li ho mai ascoltati e viste le prove di Karevik nei Kamelot (dischi mediocri, cantato sempre uguale a se stesso) la rece ed il commento di @hero mi hanno convinto a dargli una chance. Quindi nuovo SW, nuovo Conception per scaldare i motori di Roy e poi ognuno là dove meglio sta? Tommy nei SW e Roy nei Kamelot? 😊
HeroOfSand_14
Martedì 30 Ottobre 2018, 19.41.20
1
Ascoltato numeroso volte, l'idea che mi sono fatto è quella di un disco enorme, costruito e suonato alla grandissima, in puro stile SW. Sono pienamente soddisfatto da quanto ho potuto sentire, e sono estasiato da alcune cose che mi mancavano parecchio: 1. la voce di Tommy nel prog, dove fa esattamente quello che vuole quando vuole. Non ci sono limiti, usa tutte le sue sfumature possibili ed è autore di una prova magistrale. Questo Tiara può essere il definitivo tassello che lo conferma tra i primi al mondo, per me conferma il fatto che è IL primo. No paragoni, no rivali. Per me è il top assoluto. 2. le melodie all SW, perfettamente riconoscibili e qui in qualche modo evolute. Se in alcune parti, come in the Everones, sono molto simili ad altre già sentite (per esempio in TGE), ci sono altri brani che svettano per ricercatezza però immediata. Al momento direi che Tiara's Song è il culmine di tutto, una canzone che racchiude cosa sono i SW oggi, canzone splendida con testo notevole. I cambi di tempo contenuti sono una manna dal cielo, il finale con ritornello in crescendo è un must. 3. Jenny: quanto ho sperato che la richiamassero a cantare, ormai è tradizione che compaia nei loro dischi e la sua partecipazione è sempre eccellente, sembra solamente una guest di poco conto ma in realtà è l'anima aggiunta alla canzone 4. le parti strumentali iper melodiche ed iper tecniche. Nient altro da dire, strumentisti eccezionali ed anche il Nogren mi è piaciuto molto, ottimo il suo apporto con parti non banali. A parte questi brevi punti, direi che Tiara ci ha fatto aspettare tanto ma ne è valsa la pena (quasi, perchè otto anni sono veramente troppi). Dalla copertina splendida ai testi mai troppo criptici di Andreas e Tommy, capaci di far trasparire le emozioni dei protagonisti e di far seguire la trama del concept. Ascoltare Tiara's Song sapendo che è una dedica del popolo a Tiara, cosi come sapere che Goodnight è scritta con le parole di un suo genitore e che Beyond Today è in prima persona (riferito alla bambina) aumentano di molto il valore già alto dei brani. In particolare, menzione speciale a Beyond Today. Secondo me l'highlight del disco assieme a Tiara's Song ed Exhale. In questa ballad ho ritrovato la capacità dei SW di scrivere canzoni emozionanti come pochi (al pari direi di One Last Goodbye di Mercy Falls). Il testo è qualcosa di realmente profondo, tra le paure di Tiara e le speranze per il futuro: "Will someone ask my dad for his daughter’s hand To make her princess of the promised land? Just like in the movies, will I feel those butterflies?". Splendida, e qui Tommy è di livello assolutamente superiore. Insomma, concordo con la recensione ma disaccordo col voto, anche perchè me lo sarei aspettato più alto considerando quanto scritto. Per me è un 89-90. Mercy Falls lo vedo ancora un pò più in alto di grandezza ma poco ci manca. Bentornati Seventh Wonder, disco consigliatissimo ai fan del prog tecnico ma con venature ai limiti del pop e dell'AOR.
INFORMAZIONI
2018
Frontiers Music
Prog Metal
Tracklist
1. Arrival
2. The Everones
3. Dream Machines
4. Against The Grain
5. Victorious
6. Tiara’s Song (Farewell pt. 1)
7. Goodnight (Farewell pt. 2)
8. Beyond Today (Farewell pt. 3)
9. The Truth
10. By The Light Of The Funeral Pyres
11. Damnation Below
12. Procession
13. Exhale
Line Up
Tommy Karevik (Voce)
Johan Liefvendahl (Chitarra)
Andreas Söderin (Tastiere)
Andreas Blomqvist (Basso)
Stefan Nogren (Batteria)

Musicisti Ospiti:

Jenny Karevik (Voce)
Johan Larsson (Voce)
Kobra Paige (Voce)
Michele Coombes (Voce)
Jenna Blomqvist (Voce)
Arto Järvelä (Violino)
 
RECENSIONI
75
78
ARTICOLI
22/04/2012
Live Report
SEVENTH WONDER + FROM THE DEPTH + RAISING FEAR + AVELION
Onirica, Parma, 13/0/42012
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]