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Serocs - The Phobos / Deimos Suite
01/11/2018
( 418 letture )
Ritroviamo i Serocs a due anni di distanza dal terzo album And When the Sky Was Opened, lavoro che aveva sicuramente acceso i riflettori su un gruppo inizialmente nato come un progetto solista di Antonio Freyre. The Phobos/Demos Suite si presenta con una formazione rinnovata e che vede l'ingresso di Antoine Daigneault al basso, Kévin Paradis alla batteria e Laurent Bellemare alla voce. Sconosciuti? Per alcuni sì, ma parlaimo di gente che suona in gruppi come Chthe'ilist e Benighted. Non gli ultimi arrivati insomma.

Iniziamo col dire che si tratta di un disco puramente tech death e poco affascinato dalle suggestioni progressive. È bene specificarlo perché troppo spesso, anche giustamente e tutto sommato in maniera logica, le due cose vengono mischiate; The Phobos/Demos Suite è un album che sin dalle prime battute si avvicina più al lavoro folle e violento di gruppi come Spawn of Possession o Gorguts che a realtà come ad esempio gli Obscura. Si è quindi immersi in un contesto molto violento nonostante la grande tecnica messa a disposizione dei pezzi, con un sacco di riff che spaziano dai più elaborati passando per quelli più rocciosi a quello più diretti. Non siamo però davanti ad dei brani folli come quelli degli Spawn of Possession, ed è un bene, perché dimostra come i nostri non abbiano voluto strafare per nulla restando così vicini all'aspetto più death della proposta; vi sono infatti tanti passaggi più semplici con una batteria che si limita ad andare in quattro quarti, riff semplicemente serrati e fattore non di poco conto, la prova vocale di Laurent Bellemare resta sempre su lidi estremi (growl d'ogni tipo e scream) senza mai gettarsi in ormai prevedibili e scontate clean vocals. Ma si parla sempre di tech death, quindi sotto con dissonanze sparse ovunque e degli intrecci chitarra/basso sempre efficaci anche grazie ad un ottimo lavoro di produzione che non oscura nessuno strumento. E a proposito di strumenti, pur avendo detto che le influenze prog sono ben lontane da questo lavoro, è comunque normale che in ogni caso ci si imbatta in momenti un attimo più “ricercate”; vi è infatti l'utilizzo di qualche synth così come quello del baglama, ma si tratta comunque di elementi che vanno ad arricchire la proposta senza stravolgerla. Tanta tecnica, ma tanta violenza come dimostrano Nihilus, Tanathophoia o SCP-106. Ma c'è spazio anche per un brano più lento e dal sound più orientato ai Gorguts come Nonbeing, molto interessante e che mostra un gruppo in grado di muoversi benissimo anche su ritmiche più controllate. Ma come si saranno mossi su quello che è il pezzo più curioso del lavoro, ovvero la suite Deimos? Bene, senza troppi indugi. Non parliamo di un pezzo di chissà quale caratura, ma nonostante ciò, è un brano che nei suoi undici minuti offre momenti diversi ed una narrazione che riesce a non stancare. Certo, come tanti altri, i nostri “spezzano” il brano con dei momenti di calma, ma niente che possa andare ad intaccare la qualità generale del lavoro.

È un album che nella sua “semplicità” colpisce, così come colpisce e fa piacere far notare il concept che lega le tematiche del disco: stando a quanto dichiarato dai membri dal gruppo, i testi traggono ispirazione da lavori come La divina commedia, Canto di Natale et simili, e vedono come protagoniste le sensazioni negative (solitudine, follia, paura...) di un uomo tutt'altro che buono (“piece of shit”, nel press kit) terrorizzato dalla morte e che verrà portato ad esplorare l'inferno che regna nella sua mente. Insomma, c'è materiale anche per chi reputa i testi una componente fondamentale di un disco.

Ad una prova tutt'altro che facile, i Serocs arrivano molto preparati e non deludono. Il disco si lascia ascoltare con molto piacere sia per la qualità che per il mixing, ed è bene sottolinearlo perché seguire il basso di Antoine Daigneault è sempre un piacere. Chi cerca del tech death virtuoso, "riff-oriented" e che non rinuncia alla violenza più pura, troverà in The Phobos/Deimos Suite tutto quello che a volte fatica a trovare.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
75 su 2 voti [ VOTA]
bradipo666
Sabato 3 Novembre 2018, 15.03.49
2
concordo con gianmarco. Ottimo disco
gianmarco
Sabato 3 Novembre 2018, 0.07.59
1
veramente bravi , uno dei migliori dischi dell'anno .
INFORMAZIONI
2018
Everlasting Spew Records
Technical Death Metal
Tracklist
1. Being
2. Nihilus
3. Thanatophobia
4. REM(nants)
5. Oneirology
6. Revenants
7. Lethe
8. SCP-106
9. Nonbeing
10. Deimos
Line Up
Laurent Bellemare (Voce)
Antonio Freyre (Chitarra)
Phil Tougas (Chitarra)
Antoine Daigneault (Basso, Baglama)
Kévin Paradis (Batteria)
 
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