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Def Leppard - Euphoria
03/11/2018
( 609 letture )
Nel maggio 1998 quale poteva essere l'obiettivo dei Def Leppard all'interno degli studi del Joe's Garage di Dublino prima di appropinquarsi alla stesura del nuovo album? Tornare a sonorità vicine a Hysteria e Adrenalize? Lasciarsi finalmente alle spalle le varie vicissitudini e problematiche personali? O forse semplicemente scrivere qualcosa di meglio di Slang? Probabilmente tutte queste cose messe assieme e sebbene Euphoria non sia di certo un disco memorabile, possiamo affermare che i punti chiave succitati furono affrontati ed in parte superati. Se è pur vero che accantonare le discutibili sperimentazioni di Slang in favore di strutture più credibili fosse alquanto semplice, ben più complesso invece risultava sfornare tracks degne del passato recente del gruppo.

Alternare l'hard rock adrenalinico e per così dire "politically correct" caratteristico della band, a ballate intense e hits radiofoniche adatte al mercato del Nord America (da sempre terra di conquista degli inglesi) era ed è tuttora alquanto complicato. Non a caso nella fattispecie ciò riuscirà solo al singolo Promises, ultima canzone dei Def Leppard a piazzarsi al primo posto della Mainstream Rock Songs di Billboard, sulla quale peraltro vi è lo zampino dello storico produttore "Mutt" Lange, accorso in aiuto dei vecchi amici anche sulla passionale All Night e sulla skippabilissima It's Only Love. Purtroppo quest'ultima non sarà l'unico riempitivo dell'LP che sulla parte centrale risente negativamente della presenza di alcune ballate abbastanze scialbe come Goodbye e To Be Alive. Entrambe sono costruite su impianti melodici realizzati da ottimi mestieranti, il problema è che si sente fin troppo perciò non riescono ad emozionare fino in fondo. L'altra falla compare sul finale: tuffi nel passato scontati ed evitabili sono disseminati ovunque ma è proprio a pochi passi dal traguardo che assistiamo agli accostamenti peggiori. La delicatissima Guilty sul bridge si ridicolizza ricordando i fasti di Animal, il chorus di Day After Day pare una zuppa del 1987 servita fredda a distanza di anni dal periodo d'oro del genere, mentre la conclusiva Kings of Oblivion è preda di un falsetto rivedibile di Joe Elliott, ma fortunatamente a risollevare le sorti di questa pseudo-cavalcata hard rock ci pensa il bel solo di chitarra. Peccato per i passi a vuoto poiché Euphoria presenta anche alcuni episodi veramente centrati come l'opener Demolition Man, dove le ottime sovrapposizioni delle chitarre fanno da colonna portante del brano assieme al ritornello trascinante enunciato in coro, in pieno stile Def Leppard. Curioso il fatto che l'assolo finale di chitarra sia eseguito dal pilota e campione di Formula 1 Damon Hill, vicino di casa del bassista Rick Savage. Stesso discorso vale per la già citata Promises: uno spaccato degli anni 80, palesemente e meravigliosamente catchy come solo la band di Sheffield sa fare. Anche 21st Century Sha La La La Girl, nonostante il titolo infelice, è particolarmente carica, densa di distorsioni e ricca di una forma di pathos difficilmente riscontrabile sul resto dell'album se si esclude la sensuale All Night: una canzone moderna dalle tinte maggiormente novantiane, piacevole ed atipica per il gruppo. Menzione a parte per la strumentale Disintegrate che pur essendo movimentata ed audace si stanzia su livelli medi se non mediocri; mentre di tutt'altra pasta la riuscita Paper Sun, il vero pezzo da novanta di Euphoria, una splendida song realizzata sulle solide fondamenta chitarristiche di Phil Collen e Vivian Campbell, con coretti estasianti e melodie sul chorus rimembranti i tempi migliori.

La scelta di relegare la nostalgica I'm Your Child a bonus track per la versione giapponese è alquanto strana, dato che risulta migliore di altri brani, veri e propri filler che non imprezioscono affatto il valore del prodotto, anzi piuttosto lo indeboliscono. La riproposizione di sonorità parenti strette degli anni di maggior successo è benaccetta, seppur non si tocchino minimamente i fasti di Hysteria e Adrenalize, ciononostante Euphoria sarà l'ultimo lavoro in studio dei Def Leppard a raggiungere la certificazione di disco d'oro sia in Canada, sia negli Stati Uniti. Una sorta di canto del cigno per la band inglese, la quale dal successivo X in poi non riuscirà più a confermare i consueti numeri di vendita.



VOTO RECENSORE
65
VOTO LETTORI
84.66 su 3 voti [ VOTA]
Graziano
Giovedì 8 Novembre 2018, 16.23.13
8
Nel tempo ho rivalutato pure slang. Band immensa.....
VOX POPULI
Lunedì 5 Novembre 2018, 23.39.17
7
Una delle mie bands preferite, li amo alla follia. Non ci sono dubbi che Adrenalize ha segnato uno spartiacque nella carriera dei Leps, ma scrivere le cagate che leggo qui sotto e' veramente ridicolo. Certo tutti abbiamo il diritto di dire la nostra.. ma a volte leggo cose assurde.. Slang e' un album senza direzione, in un momento in cui la band non aveva ben chiaro il da farsi. Ma Euphoria e' buono, X ottimo e l'ultimo fantastico. Consiglierei a tutti di andare ad un loro concerto, una cosa da brividi.
Metal Shock
Lunedì 5 Novembre 2018, 19.39.50
6
Per me dopo Adrenalize il nulla o quasi: o dischi brutti o appena sufficienti come questo, qualche buon spunto ma troppo poco per andare oltre il 65/100. Peccato che una band così si sia persa troppo presto.....
progster78
Lunedì 5 Novembre 2018, 16.02.52
5
Siamo sulla sufficienza..cmq rispetto per una grande band.
Aceshigh
Domenica 4 Novembre 2018, 11.34.52
4
Concordo: Songs from the Sparkle Lounge è un gran bell'album. Viceversa l'ultimo non mi ha entusiasmato, mi è sembrato un po'... spento. La rispolverata di questo Euphoria mi ha soddisfatto di più.
D.T.
Domenica 4 Novembre 2018, 11.10.33
3
Invece "Songs From The Sparkle Lounge" è un grandissimo album e anche l'ultimo con tre brani in meno sarebbe stato veramente ottimo. A questo album darei un 70.
Aceshigh
Domenica 4 Novembre 2018, 11.07.25
2
Hmm, purtroppo non sono d'accordo con molte delle cose scritte nella recensione. Dopo lo scialbo Slang (non perché fosse alternativo... semplicemente perché composto da pezzi scarsini), questo più energico e convinto Euphoria aveva riportato la band a livelli decisamente a lei più consoni, purtroppo non mantenuti con l'album successivo. Secondo il mio parere, a tutt'oggi è il miglior album della seconda parte della carriera (per intenderci : post-Adrenalize), seguito da Songs from the Sparkle Lounge. A parte 3/4 brani al massimo, il resto funziona alla grande, compreso lo strumentale (che a me ricorda l'antica Switch 625). Per me vale un 80 pieno
RALPH
Domenica 4 Novembre 2018, 10.54.54
1
Ormai i Leppard non ci sono piu' da 20 anni ... Una band allo sbando totale con album ridicoli.
INFORMAZIONI
1999
Mercury Records
Hard Rock
Tracklist
1. Demolition Man
2. Promises
3. Back in Your Face
4. Goodbye
5. All Night
6. Paper Sun
7. It's Only Love
8. 21st Century Sha La La La Girl
9. To Be Alive
10. Disintegrate
11. Guilty
12. Day After Day
13. Kings of Oblivion
Line Up
Joe Elliott (Voce)
Phil Collen (Chitarra, Cori)
Vivian Campbell (Chitarra, Cori)
Rick Savage (Basso, Cori)
Rick Allen (Batteria)

Musicisti Ospiti
Robert John "Mutt" Lange (Cori nelle tracce 2, 5; Chitarra nella traccia 5)
Damon Hill (Chitarra nella traccia 1)
 
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