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The Unity - Rise
22/11/2018
( 652 letture )
Alcuni di voi ricorderanno forse questa notizia, con cui vi informavamo della costituzione di una nuova realtà metallica formata da elementi provenienti dai Gamma Ray e dai Love.Might.Kill. Ora, a poco più di un anno dal debutto con l’album omonimo, a strettissimo giro di posta arriva il loro secondo parto musicale, intitolato Rise. Un lavoro dalla genesi affrettata, ma non certo superficiale, che in ogni caso conserva pregi e difetti tipici del gruppo senza che il poco tempo trascorso tra la prima e la seconda opera abbia inciso davvero profondamente in un senso o nell’altro.

Il fatto di volere/dovere far uscire Rise con tempi di lavorazione ristrettissimi -dopo l’uscita dell’esordio la band si è imbarcata in un tour con Edguy e Sinner ed ha suonato moltissime date live- a detta dei membri della band ha avuto un impatto benefico su di loro, dandogli una sferzata di energia e di voglia di fare che ha prodotto un risultato finale compatto a dispetto delle premesse e complessivamente più equilibrato e meditato del precedente. Un heavy/power con venature hard rock anni 70 a dare l’ossatura al CD, qualche accelerazione secca qua e là, alcuni momenti più melodici, ottimi musicisti ad arrangiare ed eseguire i pezzi ed un cantante come Gianbattista Manenti che sembra tagliato con l’accetta per questo genere di musica, sono gli elementi costitutivi essenziali della musica della band. All’ascolto, però, oltre alla grandissima professionalità ed alla eccellente padronanza dei propri mezzi con cui ogni fase della progettazione e dell’esecuzione dell’operazione Rise è stata orchestrata, a venire fuori è l’assoluta mancanza di spunti originali ed un evidente citazionismo che avvolge ogni canzone. Alcune ancora più che altre. Intendiamoci: ogni pezzo è quantomeno piacevole e il CD non mancherà di soddisfare gli appassionati del genere se ascoltato come prodotto fine a sé stesso, ma una volta contestualizzato, l’album perde parecchio del suo appeal. Canzoni come Last Betrayal, The Storm e No Hero giusto per citare qualche pezzo a caso, funzionano davvero bene, ma a parte gli ovvi richiami a gruppi come Gamma Ray, Edguy e consimili, sono molto spesso le citazioni di melodie di band degli anni 70 (Better Day) e 80 a tracciare le linee principali delle varie canzoni. Fino ad arrivare a ravvisare con chiarezza come l’irrompere della voce in Children of the Light sia praticamente sovrapponibile a quello di Rob Halford in Electric Eye. Ed altri esempi più “sfumati” potrebbero essere citati copiosamente. Niente plagi, certo, ma rimandi in quantità industriale sì.

Alla fine della fiera, quindi, Rise è uno di quegli ormai classici album che possono essere considerati come assolutamente buoni da ogni punto di vista se presi come singola uscita, ma che una volta inseriti in un’ottica che tenga minimamente conto di quanto fatto in precedenza da altri, deve essere nettamente ridimensionato nella valutazione. Tante buone cose racchiudibili per brevità alle voci “professionalità” e “bravura”, ma anche l’incapacità di andare oltre il riscaldamento della solita minestra. Una buona minestra, sia chiaro, riscaldata alla temperatura giusta, condita bene e servita da professionisti che conoscono bene il loro mestiere e sanno mettere l’avventore musicale a proprio agio, ma la solita minestra.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
fasanez
Giovedì 22 Novembre 2018, 20.41.29
2
I due punti deboli di questo lavoro sono imho le canzoni e la voce che proprio non reggo, poco incastonata nella musica e sempre troppo sopra le righe. Dopo pochi ascolti, il tasto skip si fa sempre più strada.
Masquerade
Giovedì 22 Novembre 2018, 11.18.39
1
Non un capolavoro a almeno 72 sicuro. Ha alcuni brani davvero d'alto livello prodotti in maniera impeccabile. Il genere è quello che è, inutile cercare strnezze o alterazioni dello stesso; prendere o lasciare. Un buon disco di melodic metal suonato da un ensamble di professionisti
INFORMAZIONI
2018
SPV/Steamhammer
Heavy/Power
Tracklist
1. Revenge
2. Last Betrayal
3. You Got Me Wrong
4. The Storm
5. Road to Nowhere
6. Welcome Home
7. All That Is Real
8. No Hero
9. The Willow Tree
10. Above Everything
11. Children of the Light
12. Better Day
13. L.I.F.E.
Line Up
Gianba Manenti (Voce)
Henjo Richter (Chitarra)
Stef E (Chitarra)
Sascha Onnen (Tastiere)
Jogi Sweers (Basso)
Michael Ehré (Batteria)
 
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