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Runemagick - Evoked from Abysmal Sleep
23/11/2018
( 717 letture )
Un doom che fa esplodere la sua potenza sonora senza limitarsi alle note gravi e lasciate andare all'infinito, tra feedbacks e valvole fumanti, ma uno stile più complesso, costruito ed a suo modo eclettico. I Runemagick emergono spaventosamente dall'occulta scena svedese e, vantando una presenza ormai trentennale, condensano precisamente il frutto della loro esperienza.
Tant'è che sarebbe limitante etichettarli semplicemente come doom, date le influenze riconoscibili in campo black e death. La chitarra, ad esempio, si perde spesso in giri sfrenati, claustrofobici e particolarmente acuti, trasmettendo una presenza costante dello strumento e dei suoi toni laceranti (mi viene in mente l'immagine della nebbia bassa e persistente nei cimiteri, uno sfondo ideale).
Il ritmo lento e cadenzato della batteria, che è poi uno dei tratti tipici del doom metal, si rivela più che adatto alla scrittura per questo gruppo in grado così di riempire gli ampi spazi lasciati tra un colpo di rullante e l'altro.

Il nome dell'album è molto significativo in quanto si presenta un po' come il risveglio della band, che dopo dieci anni di silenzio è stata "evocata" (forse dall'inaspettata diffusione che negli ultimi quattro/cinque anni ha garantito a questi generi una nuova fetta di fan base in costante aumento).
Tutto il disco, rilasciato tramite la norvegese Aftermath Music, pare infatti connesso al concetto del ritorno di una forza antica e misteriosa che “dopo la fine, sorge di nuovo”, basta leggere i titoli delle tracce per rendersene conto. Si parla di resurrezione, di spiriti dall'aldilà che dopo un lungo e profondo sonno tornano a manifestarsi.

Dopo i (quasi) tre minuti della prima traccia, interamente strumentale, che funge un po' da intro con lo stesso giro che si ripete per tutta la durata del brano, la voce cupa e straziata di Nicklas Rudolfsson (chitarra e voce) rompe il "silenzio" ad apertura della titletrack di quest'album. Evoked from Abysmal Sleep, infatti, si avvia come una marcia che accompagna il "risveglio" della band svedese dopo tutti questi anni di inattività.

Grazie a una resa annoverabile senz’altro tra i picchi qualitativi del platter, tocca in particolare alla traccia numero quattro, A Rising Fume of Returning Death catturare fin da subito l'attenzione. Un riff di chitarra solitario apre il brano, forse il più stoner/doom dell'album sia a livello sonoro (le tonalità si fanno infatti più gravi) che strutturale (progressione più lenta). I rallentamenti di tempo, in piena sintonia col genere, trasportano la mente in una dimensione solenne, rituale, per poi tornare a un vorticoso crescendo strumentale. Intorno ai quattro minuti e mezzo del brano comincia quella che sembra essere una reprise del riff iniziale, che si trasforma subito però in un solo tanto semplice quanto potente, di stampo quasi sabbathiano. Qui chitarra e batteria sgomberano le orecchie per riempirle poi con una nuova esplosione di suono fino alla fine del brano.

Magistrale poi la chiusura di questo disco, con il brano A Shining Spirit from Beyond, dove il suono dei tamburi di Daniel Moilanen che accompagna il giro di chitarra sospende completamente l'atmosfera, così da lasciare alla voce piena libertà. La traccia dura appena tre minuti, con trenta secondi finali di suono puro che finiscono per cedere al silenzio.

Si conclude così l'ultima esperienza dei Runemagick, che porteranno live in alcune date previste per il 2018 e il 2019 insieme al resto di una discografia comunque ragguardevole per qualità e numero di rilasci (con questo i ragazzi di Goteborg tagliano il traguardo del dodicesimo full length), ma con un senso di mistero su quel che sarà il destino (“Doom”, in inglese) della band. E allora non è certo un caso che, tra le note biografiche scelte per accompagnare il ritorno sulle scene, il quartetto abbia deciso di puntare su poche ma chiarissime parole:

Then let’s see where this new path and time leads…



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
99 su 1 voti [ VOTA]
Room 101
Venerdì 23 Novembre 2018, 19.58.58
1
Approfitto della pubblicazione della sua recensione d'esordio per fare un grande in bocca al lupo a Giorgio! Che sia la prima di molte altre!
INFORMAZIONI
2018
Aftermath Records
Black/Doom
Tracklist
1. After the End They Rise Again
2. Evoked from Abysmal Sleep
3. Runes for the Undead
4. A Rising Fume of Returning Death
5. Wisdom Keepers Resurrected
6. An Anthem of Olden Magic
7. Tomb to Womb
8. A Shining Spirit from Beyond
Line Up
Nicklas Rudolfsson (Voce, Chitarre)
Jonas Blom (Chitarre)
Emma Rudolfsson (Basso)
Daniel Moilanen (Batteria)
 
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