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Body Count - Violent Demise: The Last Days
23/11/2018
( 505 letture )
Una carriera lunga ben ventotto anni, ma correlata da appena sei studio album quella degli statunitensi Body Count. Tre sono infatti i dischi pubblicati nel corso degli anni Novanta, e tre quelli dagli anni Duemila in poi. Dopo una partenza in grande stile con l’omonimo Body Count, che aveva aperto la strada nel migliore dei modi, però, i losangelini hanno via via sempre più perso di vista la loro rotta dando alle stampe dischi di ben altra fattura, meno efficaci dal punto di vista tanto dei contenuti lirici quanto di quelli puramente musicali. Unici due punti fermi di sempre sono inoltre rimasti soltanto i co-fondatori del gruppo, ovvero il cantante Ice-T e il chitarrista Ernie C, mentre gli altri membri sono cambiati negli anni, spesso anche per cause di forza maggiore, dato che prima il batterista Beatmaster V, poi il bassista Mooseman e infine il secondo chitarrista D-Roc the Executioner sono morti lasciando un grande vuoto dietro di loro. Il primo di questi, Beatmaster V -il cui vero nome era Victor Ray Wilson- fu accreditato sul terzo album della band pur essendo stato portato via dalla leucemia l’anno prima dell’uscita del disco, a soli trentasette anni d’età; motivo per cui dietro le pelli risulta esserci stato anche Jonathon James, che ha preso parte alle registrazioni di Violent Demise: The Last Days in supporto proprio a Wilson. Lloyd “Mooseman” Roberts III lasciò invece il gruppo precedentemente alla realizzazione dell’album, e qualche anno prima di essere coinvolto in una sparatoria che ne decretò la morte, venendo rimpiazzato da Griz già nel ‘96.

Pubblicato nel marzo del 1997 dalla Virgin Records, Violent Demise: The Last Days verrà ricordato come l’ultimo album della prima fase di carriera dei Body Count, dato che per avere tra le mani quello successivo sarebbero stati necessari ben nove anni. Terzo album che risultò anche uno dei meni efficaci alla pari del precedente Born Dead. Tra i due vi è sì qualche differenza, ma non così sostanziale, ed è la mediocrità a farla da padrone in entrambi i casi. Lo stile del gruppo nei primi anni non ha mutato di molto le sue caratteristiche principali, facendo sempre cardine su un particolarissimo mix di rap e metal sanguigno e violento, che tanto ha a che vedere con un genere come l’hardcore e spesso proprio con questo termine può venire identificato al meglio. Ma i fasti di Cop Killer sono lontani anni luce in questo Violent Demise: The Last Days, nel quale sono appena una manciata di ottimi pezzi a salvarsi dalla succitata mediocrità e tanti sono purtroppo i passaggi a vuoto. Nella parte iniziale del disco spicca inevitabilmente un brano viscerale e diretto come My Way, che conta sulla partecipazione dei Raw Breed, gruppo rap proveniente nientedimeno che dal Bronx e attivo proprio in quegli anni. Più sottotono ed evidentemente meno ispirati invece i brani successivi, come Strippers, Truth or Death e la semi-titletrack Violent Demise, che non riescono a mantenere alta l’asticella della qualità, pur possedendo ognuno qualche buono spunto. Interessante e particolare è invece Bring It to Pain, col basso di Griz in grande risalto a rendere assai piacevole l’ascolto. Va comunque meglio nella seconda metà dell’album con brani del calibro di Dead Man Walking, aggressiva e possente come poche altre, alla pari dell’iconica You’re Fuckin’ with BC, e Dr. K, canzone veloce e grintosa, tra i pezzi più ispirati dell’intero lavoro. Purtroppo brani come I Used to Love Her, Root of All Evil ed anche la conclusiva Last Days poco ci raccontano di buono, lasciandoci spesso con l’amaro in bocca per l’occasione sprecata.

Con Violent Demise: The Last Days i Body Count hanno chiuso una prima significativa porta sulla loro carriera, dando le spalle a una decade che li ha visti protagonisti sia in positivo che in negativo. Band spesso sottovalutata, i Body Count di Ice-T hanno comunque dato un contributo significativo alla cosiddetta scena “rap metal” -termine efficace anche se consapevolmente troppo generalista-, ponendo delle solide basi per tutti quei gruppi che da loro sarebbero poi stati ispirati. Violent Demise: The Last Days è un album che pur non risplendendo di una gran luce può ancora oggi regalarci qualche buon momento e che merita di essere compreso per quello che è, capito nel suo contesto e di conseguenza valutato senza pregiudizi di sorta.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
61 su 2 voti [ VOTA]
Area
Lunedì 26 Novembre 2018, 12.06.55
2
Interessante band crossver, soprattutto per i fans di Ice T... di sicuro son meglio gli album dei Body Count di quelli di Ice T post 1992... In realtà non sono mai stato un loro grande fan, ma il primo mi era piaciuto e me lo sono tenuto.
FABRYZ
Sabato 24 Novembre 2018, 11.03.04
1
Band sopravvalutata altro che sottovalutata..i migliori restano il primo x l importanza storica ma non x la qualità e l ultimo dove, al contrario, suonandoci musicisti come si deve, la qualità è maggiore..questo è una fetecchia come loro altri dischi e Ice t comunque gli album migliori li ha fatti da solista
INFORMAZIONI
1997
Virgin Records
Crossover
Tracklist
1. Interview
2. My Way
3. Strippers Intro
4. Strippers
5. Truth or Death
6. Violent Demise
7. Bring It to Pain
8. Music Business
9. I Used to Love Her
10. Root of All Evil
11. Dead Man Walking
12. Interview End
13. You’re Fuckin’ with BC
14. Ernie’s Intro
15. Dr. K
16. Last Days
Line Up
Ice-T (Voce)
Ernie C (Chitarra solista, Sintetizzatore)
D-Roc the Executioner (Chitarra ritmica)
Griz (Basso, Samples)
Beatmaster V (Batteria)
Jonathon James (Batteria)
Sean E Sean (Samples, Cori)
Sean E. Mac (Hype man, Cori)

Musicisti Ospiti
Raw Breed (Voce nella traccia 2)
 
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