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Opera IX - The Gospel
24/11/2018
( 1583 letture )
Anno domini 1899. Charles Godfrey Leland, cronista e folclorista d’oltreoceano, imprime su carta la storia ed i riti di ciò che ritiene essere la tradizione secolare precristiana toscana, citando quale fonte tale Maddalena, una misteriosa figura che gli avrebbe consegnato un “Vangelo delle streghe”. Quest’ultimo conteneva, oltre ad una serie di formule ed incantesimi, il mito di Aradia, divinità discesa sulla terra al fine di iniziare a tali pratiche il popolo, dimodoché avesse le armi per contrastare tanto il potere dei signori feudali quanto quello della chiesa cattolica. Tale trama, nella quale si intrecciano a doppio filo ansie millenarie e culti ancora più antichi, costituisce la tela sulla quale i nostrani Opera IX tratteggiano, a tinte cremisi, i lineamenti del loro più recente lavoro in studio. Esso è difatti imperniato su sette dei quindici capitoli che costituiscono lo scritto di Leland, restituendo corpo e sangue all’epopea della stregoneria toscana. Nessun mistero dunque se tale tema coincide con il primo full-length successivo al secondo lavoro in studio -eccettuata la pregevole raccolta Back to Sepulcro- nel quale, ad incanalare l’essenza esoterica della combo è un’oscura signora: Serena Mastracco -in arte Dipsas Dianaria. La talentuosa cantante imprime, mediante l’incredibile plasticità della propria ugola, il proprio marchio su un amalgama che trasuda del passato più nobile della band -con particolare riferimento a The Black Opera e Maleventum. La venuta sulla terra di Aradia, generata da Diana e Lucifero, si dipana così nei tre atti introduttivi del platter attraverso orchestrazioni -spazianti da corrive incursioni di archi, impalpabili sfondi al guitar work e sontuosi organi- e armonizzazioni tra l’epico ed il misterico e dinamismi avvincenti. Il songwriting dei Nostri annoda sapientemente slow e mid tempo ieratici a repentine e ferine reprise lascianti spazio all’assalto furibondo delle pelli, messo in opera dal funambolico M:A Fog. Non sarebbe inoltre possibile tralasciare la straordinaria bravura della vocalist, in grado di aggredire l’amalgama con uno screaming viscerale e gelido e, allo stesso tempo, accarezzarlo mediante clean fatali e suadenti, come avviene in Chapter III e in The Moon Goddess, preghiera rivolta alla dea lunare affinché fortifichi e protegga coloro che si dedicano alle arti magiche. Il fine ordito intessuto dalla combo non disdegna inoltre sezioni allentate dal dirompente assetto atmosferico -House of the Wind, The Invocation- permeate da ossessionanti motivi ricorrenti -spesso esaltati da organi allucinati- che si imprimono irrimediabilmente nella memoria dell’ascoltatore. Queen of The Serpents -inno dedicato a Diana -qui rappresentata nel suo aspetto di signora dei serpenti, della natura e di tutte le forze che operano il rinnovamento e la rigenerazione- sorprende invece tanto con un affascinante ritornello cantato in italiano quanto con la massiccia presenza di clavicembali ed archi, donanti alla composizione un fascino orrorifico e goticheggiante. Su tutto spende l’ipnotico guitar work del mastermind Ossian, in grado di dar forma a costrutti godevolissimi quanto intriganti. Menzione particolare merita inoltre la conclusiva Sacrilego, distaccantesi dal concept. Il brano prende infatti le mosse dal libro VI della Pharsalia -poema epico scritto da poeta romano Marco Anneo Lucano- narrante un terrificante rito negromantico compiuto da Erìttone. Quest’ultima avrebbe difatti riportato alla vita un soldato, predicente la sconfitta di Pompeo, la rovina di Roma e l'assassinio di Cesare. Ancora una volta il vivido testo declamato in lingua madre, unito ad orchestrazioni raffinate ma mai bombastiche o prolisse, incarnano magistralmente l’afflato mefitico e tremebondo impresso nelle liriche, sostenuto da un avvincente arabesco affidato alle sei corde.

Chiunque lasci fluire -preferibilmente nel silenzio del vespro autunnale- i poco più di cinquanta minuti che costituiscono il full-length non potrà che provare ammirazione nei confronti di una formazione celebrante il proprio trentennale con un’opera di tale calibro. The Gospel è infatti un lavoro formalmente perfetta e curato in ogni suo aspetto, a partire da una produzione cristallina e perfettamente adeguata alla resa delle molteplici sfumature del sound dei Nostri sino allo splendido packaging che la accompagna. Pur essendo per certi versi un ritorno alle origini e non una decisa evoluzione, l’ispirazione e la freschezza che traspaiono da ogni composizione rendono The Gospel un must have tanto per i fan di vecchia data della band tanto per i neofiti: nessuno può difatti restare ad indifferente dinanzi a questa oscura perla di black metal sinfonico.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
79.28 su 7 voti [ VOTA]
lisablack
Domenica 10 Marzo 2019, 20.42.28
6
Bell'album, grandi Opera |X, come sempre..
Giasse
Venerdì 4 Gennaio 2019, 23.49.58
5
Onestamente mi è piaciuto. Trovo però poche somiglianze sostanziali con TBO: la restituzione è mediamente meno chitarristica poiché maggiormente incentrata sulle keys e il cantato meno taglinte in fatto di espressività, anche se di buona fattura soprattutto lato clean. Molto più gothic che black anche a seguito dello stile di drumming.
Nattleite
Domenica 25 Novembre 2018, 12.12.05
4
@Korgull: il 17 novembre si è tenuto un live tanto per celebrare il trentennale quanto per presentare il nuovo disco, ma per il momento non mi sembra vi siano news circa eventuali ulteriori date future.
Korgull
Domenica 25 Novembre 2018, 10.55.11
3
Qualcuno sa se sono previste date live per quest'album?
Pacino
Domenica 25 Novembre 2018, 8.51.39
2
Non mi é piaciuto, banalotto direi.Voto 56
Shaytan
Sabato 24 Novembre 2018, 21.56.03
1
Grandi Opera IX! Band da supportare sempre e comunque.. Quest'album è un ritorno alle sonorità che li hanno resi grandi, in primis The Black Opera. Album da avere, una celebrazione per il trentennale della band!
INFORMAZIONI
2018
Dusktone
Black
Tracklist
1. The Gospel
2. Chapter II
3. Chapter III
4. Moon Goddess
5. House of the Wind
6. The Invocation
7. Queen of the Serpents
8. Cimaruta
9. Sacrilego
Line Up
Dipsas Dianaria (Voce)
Ossian (Chitarra)
Alexandros (Tastiera)
Charon (Basso)
M:A Fog (Batteria)
 
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