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Injection - Over the Asphalt
29/11/2018
( 194 letture )
Gli Injection sono una metal band alternative formatasi nel 2015 e proveniente da Varese, con all’attivo un LP dal titolo Over the Asphalt targato MASD Records. Già da un primo ascolto balza all’orecchio il mix tra metal e hip-hop, incrocio che negli anni Novanta era stato portato in auge prima da band come gli Hed(Pe), i Body Count o i Clawfinger e successivamente ai livelli massimi di mainstream da esponenti del calibro di Limp Bizkit, P.O.D. e Crazy Town, contribuendo a coniare il termine di nu metal. Non è semplice al giorno d’oggi per un gruppo riuscire a rimanere attuale ripercorrendo sonorità appartenenti a vent’anni prima e già in declino dopo meno di una decade, motivo per cui gli Injection presentano una versione moderna del crossover che fu, aggiornando la proposta prendendo spunto dalle recenti release provenienti da entrambe le influenze. Come ci si aspetta dagli standard del genere e dal titolo del platter, quello dei nostri è un nu metal molto stradaiolo, costituito da bordate di palm muting e stop ’n’ go sopra le quali le strofe rap e le harsh vocals dei due cantanti raccontano il concept racchiuso in Over the Asphalt, che vomita il suo rancore nei confronti di una società alienante, dove gli individui sono obbligati a vivere facendo affidamento solo su sé stessi, in una realtà dalla quale non si può scappare.

L’intro Arcadia è scandita tramite un annuncio di servizio dalla voce di Graves e già da subito si può avvertire l’influenza dei Papa Roach, compresa una velata citazione. La voce ricorda molto quella di Jacoby Shaddix sia come timbro sia nel flow, mentre i riff sono ipnotici ed alienanti allo stesso tempo. La prorompente Master of the Apocalypse si impone all’interno della tracklist forte di un ritornello che ha l’effetto di un pugno dritto in faccia e di una batteria che in alcuni passaggi riprende i guizzi geniali dei primi Korn. Una nemmeno tanto celata critica all’immagine della musica propinata dalle TV domina in TVX Skit, che fa da intermezzo prima della roboante Street Foot Kick Ass, pesantemente influenzata a livello ritmico dal debutto omonimo degli Slipknot; va da sé quindi che la batteria regni incontrastata tra spianate di doppio pedale e martellate sui tom. Good Thinking/Bad Acting è una delle composizioni più articolate e rientra sicuramente tra le migliori dell’album, così come Castrophobia, che nei suoi cinque minuti ci fa respirare ansia e claustrofobia trasformate in musica, tenendo sempre in tensione i nervi dell’ascoltare per tutto il tempo. Dopo questa parentesi degna dei migliori Coal Chamber c’è spazio per l’assalto frontale e senza sconti di Death Police, che a livello tematico funge anche da title track, durante la quale i due cantanti sanno essere aggressivi sia nelle rappate sia quando si tratta di passare allo scream e al growl. L’ultima esplosione di rabbia si ha con I’Ve Got to Burn, un insieme di aggressività e furia cieca che si sposta continuamente tra liriche velocissime, urla laceranti e riff duri come il cemento, il tutto concentrato in un minuto e mezzo, ma che nella sua pur breve durata è uno degli episodi che lascia il segno sin da subito. Secondari forse, ma comunque apprezzabili, i vari intermezzi, il cui utilizzo fece da valore aggiunto in album fondamentali come Issues, ed anche qui svolgono la loro funzione di spezzare il ritmo dell’ascolto preparando nel contempo al brano successivo. Di per sé ci si trova di fronte ad un lavoro complessivamente molto buono, senza particolari alti e bassi, con poche canzoni che emergono complessivamente rispetto ad altre, non presentando di contro nessun filler in particolare, assestandosi bene o male sullo stesso livello per quasi tutta la sua durata.

Appurata la validità del disco, la domanda che risulta inevitabile porsi è se la qualità sia abbastanza elevata da potersi garantire un seguito in futuro. L’obiettivo prefissato in partenza dagli Injection con questo Over the Asphalt era che non costituisse solamente un tuffo nel passato, ma anche una produzione in grado di portare qualcosa di suo, dimostrandosi al passo con i tempi. In oltre trenta minuti di ascolto, per quanto ci sia qualcosa di originale da parte della band, nella maggior parte dei casi i rimandi ai nomi grossi del genere sono evidenti e ben marcati, dando la sensazione di assistere all’ombra di quello che è già stato fatto prima. Quando si cerca di riportare in auge una corrente artistica figlia del suo tempo è fondamentale realizzare un lavoro che sia il maggiormente possibile elevato a livello di qualità, poiché da un confronto con qualcosa che ha segnato un’epoca precedente si rischia sempre di uscirne sconfitti. In questo caso, la situazione per ottenere riscontri positivi è ancora più difficile rispetto a quella dei gruppi usciti al volgere del millennio, quando il genere aveva già esaurito la sua spinta, ma c’era la possibilità di assestare un ottimo colpo di coda, mentre ora come ora si rischia di essere considerati fuori luogo già in partenza. Uscite come questa però dimostrano come, sebbene il nu metal sia considerato superato dal punto di vista prettamente musicale, le tematiche di cui si occupava siano paradossalmente attuali ancora oggi. Di base costituisce un elemento su cui lavorare, staccandosi abbastanza da mantenere i punti di contatto con le radici del genere, e sviluppando allo stesso tempo delle chiavi di lettura personali in modo non solo da intrattenere l’ascoltatore con un prodotto ben suonato, ma anche riuscire ad apportare qualcosa di personale che sia abbastanza tangibile attualmente da poter lasciar il segno e avere qualcosa da dire in questo periodo. Una volta riusciti ad imboccare questa strada, i risultati non tarderanno ad arrivare.



VOTO RECENSORE
64
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2018
MASD Records
NuMetal
Tracklist
1. Arcadia
2. Master of Apocalypse
3. TVX Skit
4. Steel Foot Kick Ass
5. MP01945
6. Good Thinking/Bad Acting
7. Rotten Eyes Annie
8. Blowthrough
9. Channel 60-89
10. Castrophobia
11. Death Police
12. Hand Me a Gun
13. I’Ve Got to Burn
Line Up
Psycho (Voce)
Grave (Voce)
Wolf (Chitarra)
M-16 (Basso)
Lable (Batteria)
 
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