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DevilDriver - The Last Kind Words
( 6672 letture )
Gli ultimi anni metallici nel nuovo continente sono stati a dir poco caotici: dall'avvento e declino del nu metal alla nascita della new wave of american heavy metal e all'imposizione di quel metalcore che va tanto di moda oggi non è passato molto tempo, eppure una moltitudine di band più o meno valide ha visto accendersi e spegnersi la luce dei riflettori a ritmo vertiginoso, creando non poca confusione nel panorama heavy d'oltreoceano. Gruppi come Trivium, Lamb Of God, Killswitch Engage, Chimaira, Shadows Fall e chi più ne ha più ne metta, sembra abbiano fatto a gara per togliere quei pochi punti di riferimento che gli amanti del metal estremo a stelle e strisce hanno visto pian piano cadere o smarrire la via. Chi raccoglierà l'eredità dei Metallica, dei Morbid Angel, degli Obituary e degli Slayer? Certo loro ci sono ancora, ma chi saprà trasportare il loro perverso verbo nella nuova era? Deve essere questa la domanda che è ronzata in testa alla nuova generazione di musicisti americani che affollano oggi il mercato. C'è chi se ne è fottuto allegramente e ha preferito continuare per la sua strada come ad esempio i Mastodon, ma in molti hanno preso a cuore la questione e hanno cercato di trovare una risposta diminuendo progressivamente nella propria musica le parti più "cool" e moderne (che ormai paradossalmente non andavano più di moda) per recuperare in modo massiccio e spesso in pompa magna (vedi i Trivium) le sonorità che si credevano perdute come death e thrash classico. E c'è anche chi, in seguito alle delusioni ottenute con la propria band, ha pensato bene di chiudere baracca e ripartire con un progetto nuovo di zecca, ovviamente improntato sulle sonorità estreme di cui sopra: è la storia di Dez Fafara e dei suoi DevilDriver, nati in seguito allo scioglimento dei Coal Chamber. La nuova band del tatuato cantante americano giunge con questo The Last Kind Words al suo terzo full-length ufficiale e segue a distanza di due anni il riuscito The Fury Of Our Maker's Hand. A chi già conosce i DevilDriver basti sapere che la loro proposta non è cambiata di una virgola, mentre i profani saranno felici di apprendere che la musica suonata da questi cinque loschi figuri è un potente mix di thrash, death e varie forme d'espressione estreme, condite da un appeal fortemente moderno che si rifà nella forma al metalcore più concreto e incazzato (scordatevi i ritornelli melodici simil-emo). Ad ogni modo, entrambe le categorie di ascoltatori si ritengano avvisate: The Last Kind Words è al contempo il miglior disco dei DevilDriver e una delle uscite estreme più interessanti di questo 2007. Pur non presentando nessuna novità a livello stilistico, la band di Fafara è riuscita a mettere insieme undici pezzi aggressivi, dinamici e potenti, suonati con una furia esecutiva non indifferente e forti di suoni perfetti nella loro graniticità, frutto del lavoro di un certo Andy Sneap dietro al mixer. Ne risulta un album che sembra privo di veri punti deboli e non lascia un solo secondo di tregua all'incauto ascoltatore, sottoponendolo ad un assalto frontale perpetuo per circa tre quarti d'ora. Dall'aggressione sonica di Not All Who Wander are Lost agli hook melodici di Clouds Over California, dalle ritmiche mozzafiato di These Fighting Words alla pesantezza di Monsters of the Deep, tutto scorre in modo da provocare parecchi scapocciamenti e conseguenti dolori al collo, giusto tributo da rendere ad un Fafara mai così incazzato e vocalmente espressivo e soprattutto al lavoro disumano delle due asce, che si producono in una serie di riff al fulmicotone, lead vorticosi e ritmiche spezzaossa, dando la vera marcia in più ad un disco impossibile da ignorare da chiunque si ritenga amante di tali sonorità.
Non mi stupirei se un giorno questi DevilDriver riuscissero a diventare un punto di riferimento nella scena estrema americana, e dire che all'inizio mi stavano sullo stomaco per via del quasi-plagio del logo ai miei amati Blue Oyster Cult (capovolgere per credere)...



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
61.28 su 52 voti [ VOTA]
Macca
Venerdì 12 Luglio 2019, 10.39.32
18
Idem, un gruppo che a parte qualcosina non mi ha mai comunicato nulla ma il precedente e questo sono due album fatti veramente bene. Nel loro genere due ottimi lavori, pesanti e coinvolgenti con un grande Fafara al microfono. Voto 77
mop
Giovedì 11 Luglio 2019, 15.40.16
17
Rispolverato dopo una decina di anni con il risultato che mi è piaciuto più ora che quando usci'! Grosso disco, una bomba, a mio avviso apice della carriera.
Mirco Morgese
Domenica 10 Aprile 2016, 15.03.53
16
Sono sicuramente meglio di quegli obbrobri dei Coal Chamber, anche se Loco è una bella canzone, ma per il resto sono la copia uscita male dei Korn. Non capisco Ozzy con che coraggio ci abbia collaborato... Sono 2 generi diversi e lo so, non dovrei metterli a paragone, ma qui Dez Fafara rende meglio, non era adatto per il Nu/Alternative/Industrial dei Coal Chamber.
metalist
Martedì 5 Aprile 2016, 18.54.52
15
io non li definirei death core,meglio groove come i machine head
Macca
Giovedì 16 Maggio 2013, 14.39.18
14
Quoto il commento sotto, "The Fury..." è sicuramente il loro album più ispirato
La Furia Della Mano Di Nostro Creatore
Lunedì 18 Giugno 2012, 19.23.30
13
della nuova creatura di dez fafara l'album più maturo rimane senza dubbio the fury of our maker's hand. ottimo anche il debutto, ma un po' discontinuo e ancora troppo legato alle sonorità dei defunti coal chamber. a proposito, non se la meriterebbero una bella recensione? non ce n'è nemmeno una dei loro album!
Flag Of Hate
Sabato 28 Aprile 2012, 11.43.38
12
Un gruppo pompatissimo, ultrapubblicizzato e, a mio parere, ultrasopravvalutato. Carucci i primi 2 ascolti, poi annoiano. 63/100
twist
Martedì 7 Luglio 2009, 10.29.52
11
Mi chiedo se abbiate mai sentito una canzone Melodic Death di scuola svedese,perchè francamente penso che parliate così solo per pregiudizio
Khaine
Lunedì 6 Luglio 2009, 19.35.26
10
Con un quintale di carisma in meno però, sottolineiamolo... hanno preso solo la facciata dello swedish...
Renaz
Lunedì 6 Luglio 2009, 19.19.33
9
E' risaputo che il nuovo metalcore è la copia sputata del vecchio swedish metal...
twist
Lunedì 6 Luglio 2009, 19.14.40
8
Se questo è Metalcore e non Death melodico i Cannibal Corpse fanno Power Metal.
vale master metal
Mercoledì 13 Maggio 2009, 20.19.37
7
ma che cacchio centra il metal-core? suvvia non siamo così limitativi
Nikolas
Sabato 25 Aprile 2009, 14.25.21
6
Una delle poche band che si appoggiano al filone metalcore (per quanto effettivamente non sia semplicemente il solito metalcore trito e ritrito) capace di dire qualcosa di veramente interessante!
LoSteppa
Sabato 25 Agosto 2007, 11.23.52
5
Sono completamente imparziale perché adoro questa band... xD subito subito il lavoro non mi convinceva tantissimo... ma che devo dire, sono fantastici! li ascolti una volta e ti piacciono un pochino, li riascolti una seconda e ti piacciono un pò di più... e così via, finché non ti decidi che questo è il loro album migliore... grandiosi!
STE
Lunedì 23 Luglio 2007, 18.00.38
4
Per favore non scrivere "metal-core" che non ha proprio un cazzo a che fare...anche xkè il metal-core è la brutta copia del death svedese...
Persex
Lunedì 23 Luglio 2007, 12.20.07
3
Ma è morto il cane di Dez? Gesù mio in tutto l'album canta incazzato nero! Bellissimo.
Thomas
Domenica 22 Luglio 2007, 23.13.47
2
Ennesima uscita xyz_core per la Roadrunner... a leggerti sembra bello . Ascolto e ti dico. Bella review!
master444
Domenica 22 Luglio 2007, 22.21.34
1
bello proprio come cd....80 sì sì
INFORMAZIONI
2007
Roadrunner Records
Death Core
Tracklist
1. Not All Who Wander Are Lost
2. Clouds Over California
3. Bound By The Moon
4. Horn Of Betrayal
5. These Fighting Words
6. Head On To Heartache (let Them Rot)
7. Monsters Of The Deep
8. Tirades Of Truth
9. Burning Sermon
10. When Summoned
11. The Axe Shall Fall
Line Up
Dez Fafara - vocals
Mike Spreitzer - guitar
Jeff Kendrick - guitar
Jon Miller - bass
John Boecklin - drums
 
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