Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Death Angel
Humanicide
Demo

IX – The Hermit
Present Days, Future Days
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

17/06/19
LEFT HAND PATH
Left Hand Path

21/06/19
HOLLYWOOD VAMPIRES
Rise

21/06/19
DREAMSLAVE
Rest In Phantasy

21/06/19
KRYPTOS
Afterburner

21/06/19
MEMORIAM
Requiem for Mankind

21/06/19
THENIGHTTIMEPROJECT
Pale Season

21/06/19
MOONLIGHT HAZE
De Rerum Natura

21/06/19
ABYSSAL
A Beacon In The Husk

21/06/19
TERAMAZE
Are We Soldiers

21/06/19
MAERORMID
Stasi

CONCERTI

16/06/19
THE CURE + GUESTS TBA
FIRENZE ROCKS - VISARNO ARENA

17/06/19
WINGS OF BEA METALFEST (day 3)
SANTHIA' - VERCELLI

18/06/19
UADA + PANZERFAUST
Slaughter Club - Paderno Dugnano (MI)

19/06/19
DEF LEPPARD + WHITESNAKE
MEDIOLANUM FORUM - ASSAGO (MI)

19/06/19
DROPKICK MURPHYS + THE INTERRUPTERS
SHERWOOD FESTIVAL - PADOVA

19/06/19
SHADE EMPIRE + KEEP OF KALESSIN + SKINNED
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

19/06/19
KEEP OF KALESSIN
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

20/06/19
UGLY KID JOE
ROCK PLANET - PINARELLA DI CERVIA (RA)

21/06/19
DESTRAGE
SANTERIA SOCIAL CLUB - MILANO

21/06/19
THE BURNING DOGMA + COCAINE KAMIKAZE
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

Commonwealth - Everyone Around Me
30/11/2018
( 283 letture )
Sebbene al giorno d’oggi nell’immaginario comune si faccia riferimento ad esso identificandolo come l’organo internazionale che unisce al suo interno tutti i paesi facenti parte in passato dell’Impero Britannico, con il termine anglofono Commonwealth in realtà si tenderebbe ad indicare letteralmente il “benessere comune”, espressione introdotta storicamente da Oliver Cromwell durante la rivoluzione inglese. E con tutta probabilità è proprio il sostantivo inteso come benessere comune quello da cui prendono il nome i Commonwealth, band alternative rock di Orange County formatasi nel 2016, ma già pronta ad esordire sul mercato con Everyone Around Me, debutto targato SharpTone Records. I quattro californiani si presentano subito come dei musicisti preparati e con testi politicamente impegnati, atti a fotografare la situazione globale.

Fear è uno dei singoli di lancio scelti per promuovere l’album, e non è difficile immaginare il perché dal momento che verte a fare presa diretta sulla sfera emotiva dell’ascoltatore, sia per la vena malinconica che permea il brano, sia per la profondità del testo, una riflessione del protagonista rassegnato alla sua solitudine in attesa che il mondo si svegli. Nella successiva Lost si prosegue sulla falsariga dell’opener, sebbene risulti molto più anonima in questo caso, pur contando sempre su delle linee di basso brillanti e dei passaggi di batteria interessanti a sorreggere la voce emozionante. Episodio più che positivo Runaway, dove la componente emozionale della voce emerge particolarmente potendo esprimere in tutto e per tutto il suo potenziale, dimostrando di sapersi adattare perfettamente ad ogni cambio e ogni sfaccettatura del brano. Fathers è l’altro singolo, sicuramente la composizione più articolata e più lunga dell’album, ma riempita perfettamente nel suo saliscendi d’intensità. Ed è così che tra rassegnazione, problemi relazionali e visioni proiettate verso il futuro con occhio preoccupato, si giunge al termine dell’ascolto, lasciandoci piacevolmente colpiti dai suoi pregi, ma presentando anche qualche lato negativo, facilmente migliorabile, attorno al quale sorge qualche perplessità in fase di bilancio.
Gli aspetti positivi del platter sono rappresentati principalmente dai due singoli, un po’ per la qualità intrinseca delle canzoni che riescono a coinvolgere già da subito l’ascoltatore, un po’ perché, specialmente nel caso di Fathers, spezzano la formula di composizione dei brani prevalentemente uniforme. Questo ci porta ai due difetti dell’album, uno dei quali è proprio il fatto che ascoltando uno dopo l’altro gli episodi della tracklist si ha l’impressione che essi tendano a somigliarsi troppo tra loro a livello di costruzione, con le dovute eccezioni come il già menzionato singolo e Taxi. Un altro elemento negativo, seppur in misura minore, consiste nella durata breve dei brani, mediamente inferiori ai tre minuti. Nonostante di per sé scorrano via senza annoiare, e questo non è certamente un difetto, di contro c’è però il rischio di incorrere nella sensazione di ascoltare qualcosa di passeggero, incapace di lasciare definitivamente il segno, limitandosi a fare da contorno.

Tutto sommato, però, il bilancio non può essere che positivo, poiché i Commonwealth ci regalano un lavoro molto buono e che sa intrattenere per tutta la sua durata, sebbene incappi in qualche riempitivo di troppo, andando però a bersaglio con i suoi brani migliori, tra i quali vanno aggiunti anche Vinyl, Reckless e l’ultima Unbalanced ai già sopracitati singoli. Come la tradizione alternative rock degli ultimi anni ci ha insegnato, non ci sarebbe da stupirsi troppo se questo fosse il primo riuscito episodio che fa da preludio ad un seguito ancora migliore, perché gli indizi per un’ulteriore crescita artistica ci sono tutti.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
SharpTone Records
Alternative Rock
Tracklist
1. Fear
2. Lost
3. Runaway
4. Happy
5. Fathers
6. Taxi
7. Neglect
8. Vinyl
9. Reckless
10. Wilt
11. Unbalanced
Line Up
Tyler St. Clair (Voce)
Brett Chiodo (Chitarra)
Richard Friedrich (Basso)
Bryce Evenson (Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]