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Peter Frampton - Frampton Comes Alive!
02/12/2018
( 580 letture )
Un album diventato leggenda, e non stiamo esagerando! Frampton Comes Alive! è il primo, doppio vinile dal vivo, del musicista rock britannico Peter Frampton, pubblicato nel 1976. Viene registrato tra il 24 marzo 1975 e il 22 novembre 1975, praticamente all’indomani della pubblicazione di Alive! dei Kiss (10 settembre 75), un capostipite, quello dei mascherati, che cambierà, soprattutto negli States, la concezione e la considerazione di un album dal vivo, sia da parte del pubblico sia da parte dell’industria musicale. Prima di questo periodo, i dischi dal vivo, erano visti dagli artisti come un riempitivo o una modalità per ottemperare a questioni contrattuali, nulla più.

Questo doppio album venne realizzato assemblando le registrazioni di quattro concerti effettuati in altrettante località durante il tour compiuto dal cantante-chitarrista nel 1975: San Francisco, San Rafael (California), Long Island e Plattsburgh (New York) . Il risultato, in termini di smercio di copie fu letteralmente straordinario, tanto che, ancora oggi, risulta essere l'album live più venduto di sempre. Se i Kiss svoltarono nella loro carriera vendendo oltre 4 milioni di copie del doppio live, Frampton ne totalizzò addirittura il doppio: ben 8 milioni di copie vendute solo negli Stati Uniti e un totale di oltre 11 milioni nel mondo, salendo in classifica un po’ ovunque e sfondando le chart americane. Appena lanciato sul mercato, nel gennaio del 1976, il doppio vinile parte subito bene e una volta raggiunta la prima posizione in classifica ci rimane per 10 settimane, stazionando poi almeno un altro anno nelle prime 40 posizioni; per dirla tutta un risultato insperato ma decisamente meritevole. Compagno di classe di David Bowie, Peter Frampton, nel 1969, aveva dato vita insieme a Steve Marriott, degli Small Faces, agli Humble Pie, una band di rock blues che ottenne un discreto successo negli Usa. A San Francisco, poi, il nome degli Humble Pie e quello di Frampton, in particolare, si erano ritagliati un posto speciale nel cuore degli appassionati, tanto che proprio al Winterland, il locale tanto amato dai musicisti hippie della città californiana, il nostro decise di registrare una tappa che poi confluirà in questo documento dal vivo. Il lavoro doveva essere un 33 giri singolo, poi vennero aggiunte ulteriori date al tour, così la casa discografica pensò di editare un doppio: saggia idea. Frampton suonò principalmente una Les Paul nera per tutte le date e ammise, al contrario dei Kiss, che lo fecero solo molti anni dopo nelle varie autobiografie e nemmeno in tutti i componenti, che la maggior parte delle registrazioni erano fedeli al live, ma qualche sovraincisione era avvenuta, soprattutto in alcune parti di chitarra ritmica e piano. Baby I Love Your Way, Show Me The Way e Do You Feel Like We Do, vennero estratti come singoli, ricevendo airplay spinto e trascinando il disco nelle alte sfere di vendita, nei primi due pezzi, di grande riuscita e presa, con utilizzo del talk box, molto in auge in quell’epoca; il sound è tipico dei tempi, apparendo rotondo e ben delineato, senza gli effetti ultrapompati delle registrazioni inaugurate negli anni novanta. In particolare il primo singolo, Baby I Love Your Way, è divenuto un’istituzione nelle decadi, venendo coverizzato da schiere di artisti e band, molto carina la versione reggae dei Big Mountain del ’94. Superflua l’analisi dettagliata di una release editata oltre 40 anni orsono, ma giova ricordare alcuni scampoli assai piacevoli come, (I'll Give You) Money, vera hard rock song pestata e bellissima, soprattutto nel riff e nel solo guitar pirotecnico, l’apertura in stile rock arioso britannico di Something's Happening che acchiappa subito l’ascoltatore e lo trascina nel mondo magico di questo live. Il quartetto suona bene, puntuale e compatto, sprigionando scintille melodiche che decretarono il successo dell’operazione, bello il giro funky di Doobie Wah punteggiato dalla chitarra solista in avviamento di brano, con il basso che esce poderoso, il rock pungente di It's A Plain Shame adornato da cori tanto scarni quanto idonei, le armonie in salsa americana di All I Want To Be (Is By Your Side), la cover stonesiana di Jumpin’Jack Flash, i 7 minuti abbondanti di una suite come I Wanna Go To The Sun coronata da un lungo guitar solo e ancora la ritmata Shine On, segnata da un ottimo riff e cori consistenti e la liquida Lines On My Face, uno slow con una mole enorme di lavoro da parte delle sei corde.

Il doppio platter fu il best seller del 1976 negli States, venendo votato come miglior album dai lettori di Rolling Stone rimanendo ben 97 settimane in classifica. Nel 2001, in occasione del venticinquennale della pubblicazione, venne messa in commercio una nuova edizione, prodotta, remixata e curata direttamente da Frampton, che è anche l’autore di tutti i pezzi, con quattro tracce aggiuntive oltre a sostanziali cambiamenti nella sequenza cronologica dei brani, probabilmente con l'intento di rispecchiare più fedelmente la scaletta dei concerti. Il brano finale Day's Dawning era tratto, in realtà, da una esibizione radiofonica. Il tutto venne glorificato e promosso dalla band originale, al completo, con un’esibizione tenutasi alla Tower Records di Los Angeles sul Sunset Strip. Peter Frampton, è ancora sulle scene, vivo e vegeto, ma non ha mai più raggiunto i picchi di vendite e popolarità fornitegli da questo evento vinilitico più unico che raro. Comes Alive merita un posto luminescente nella discografia di tutti i rocker che si rispettano, un vero e proprio manifesto del rock and roll dei seventies. Letteralmente imperdibile!



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
82 su 1 voti [ VOTA]
lucignolo
Venerdì 7 Dicembre 2018, 18.57.27
16
@Rob e Gal,anche io non lo capisco,eppure...forse era "quel" momento giusto che spesso fa la differenza,forse era che la gente aveva bisogno di pezzi come Baby I Love Your Way,alchimie....ok sono canzoncine piacevoli e niente di più,credo che alla fine restassero sulle palle anche a lui,però nella sua riservatezza (malgrado tutto il successo) mi resta comunque simpatico.Strana la vita.
Galilee
Venerdì 7 Dicembre 2018, 18.18.17
15
Guarda, ti do ragione anch'io. Pur ritenendolo un ottimo live non riesco a comprendere quella miriade di copie vendute.
Rob Fleming
Venerdì 7 Dicembre 2018, 16.19.49
14
Sperando di non passare per contraddittorio, io vi do ragione. Le mie critiche erano rivolte proprio solo ed esclusivamente a questo album in particolare che comunque, come scrivevo, ho comprato. E' che sono proprio le canzoni che non mi prendono. Non il genere e tanto meno il personaggio. Non riesco a comprendere come questo album, peraltro doppio, possa aver venduto oltre 11 milioni di copie. Non aveva album di platino alle spalle eppure riscosse un enorme successo. Chi è che disse: "E' più difficile scrivere un pezzo da 3 minuti che una suite di 20?" Non ricordo, ma è così. E adesso torno ad ascoltarmi Eleanor Rigby
Galilee
Venerdì 7 Dicembre 2018, 15.15.58
13
Quoto Lucignolo al 100%, anche perchè esprime bene il mio approccio alla musica. Ma ognuno la vede come vuole. Quello che continuerò a non comprendere e a vedere proprio in maniera negativa, è questo "essere facilina" che sottolinea Rob. Chi lo dice che una cosa più complessa o impegnativa ha più valore di un qualcosa di piu orecchiabile e lineare? Nessuno, sono prese di posizione. Per me il genio sta nella seconda, per altri nella prima. Che poi spesso dal vivo sono piu difficili da eseguire le canzoni più semplici e dirette, perché non basta suonarle bene.
lucignolo
Venerdì 7 Dicembre 2018, 15.04.31
12
@Rob,gli Eagles hanno scritto un pezzo di storia del rock (album oltre che singoli),altra cosa peter Frampton solista,ha scritto 2/3 pezzi radiofonici che,inaspettatamente,sono diventati delle hit mondiali,senza fare la storia di nulla,ma che probabilmente sono arrivate "evergreen" fino ad oggi e lo continueranno ad essere.E' che nei commenti spesso si celano chissà che aspettative, bisogna per forza che uno sia "straordinario" o "capolavoro" per fare qualcosa di buono,ci dimentichiamo delle cose semplici,quelle che non stupiscono,non fanno urlare al miracolo,delle semplici canzoni di cui godere per qualche minuto,a suo modo sono difficili da fare anche queste (se ben fatte).Spesso e volentieri leggo commenti da "puzza sotto il naso",ricordiamoci che è "solo" musica e che goderne o meno dipende solo da noi.Talk box a piccole dosi.
Rob Fleming
Venerdì 7 Dicembre 2018, 6.35.40
11
@Lucignolo, non è questione di fare commenti spocchiosi, ma la sua proposta solista mi sembra proprio molto, troppo "facilina" (e io sono uno cui piacciono gli Eagles e ascolta con gusto i Beach Boys, i Fleetwood Mac o gli Abba). Se pensi, poi, come era in grado di far fumare la chitarra quando era negli Humble Pie in coppia con quell'altro mostro di Steve Marriott...Bella invece la storiella di @Marmar. E adesso mi sta ancora più simpatico, basta che non poggi la bocca sul talk box!
marmar
Giovedì 6 Dicembre 2018, 23.33.42
10
Sul valore del disco, che comunque mi piace, la penso più o meno come Maurizio al commento 8, ma tant' è, ebbe un successo clamoroso, specialmente in USA, e di riflesso condizionato e/o imposto anche da noi, come suggerisce il mitico Marchese al 7, e per questo rientra in quei lavori che hanno fatto epoca. Poi il nostro biondino riccioluto, schiacciato dal peso del successo non seppe più ripetersi e finì presto nell'oblio, ma questa è un' altra storia, che me ne ricorda però una di personale. Anno '90, il mio allora amico G. rientra da un incredibile ed epico viaggio estivo di circa due mesi e mezzo in giro per il mondo. Una sera ci troviamo per farci raccontare le sue mirabolanti avventure e davanti ad una buona birra mi chiede: "M., tu che sai tutto di rock, lo conosci un certo Peter, ehm Fraston, no Frinton, ehm no.." "Frampton vuoi forse dire?" "Ecco proprio lui! Un personaggio, nella settimana che ho passato alle Fiji ho incontrato sto tipo che viveva nel villaggio dove ero finito, il pomeriggio giocavamo a calcio ( immortalato in foto) e poi la sera ci ritrovavano in compagnia a berci una birra e a farci una canna...." " Ostrega G., ma ti rendi conto con chi ti facevi la birra, con uno che una quindicina di anni fa ha venduto milioni e milioni di dischi ed era una rockstar..." "Ah sì, ho capito che doveva aver fatto qualcosa, ma era alla mano, sai proprio simpatico, e giocava bene a calcio..." Quella sera rimasi di stucco, a volte com'è piccolo il mondo.
lucignolo
Giovedì 6 Dicembre 2018, 14.43.32
9
mamma mia che commenti spocchiosi,certo che non è IL capolavoro del rock,ma mettetevi anche nei suoi panni,che a ventanni si è ritrovato sul tetto del mondo per un paio di pezzi radiofonici e un live,e dopo è iniziato il rientro sulla terra,piano piano,e il peso di un album da portarsi dietro fino ad oggi,alla fine era un ragazzo normale,nessun prodigio.Mi stava simpatico allora ed anche oggi,che molto umilmente e senza più capelli continua a suonare e cantare canzoni semplici che non verranno mai a noia.
Maurizio
Giovedì 6 Dicembre 2018, 14.24.14
8
Disco difficile da classificare. Carino, easy listening, successo clamoroso, lo riascolto sempre volentieri ma i veri capolavori... Sono altri.
Le Marquis de Fremont
Giovedì 6 Dicembre 2018, 12.56.18
7
Pardon, ma no, no et no. Un incubo. Lo si sentiva dappertutto. Show Me the Way, come My Sharona, tormentoni continui. Probabilmente Frampton avrà anche fatto ottime cose ma quando te lo fanno odiare, difficilmente torni indietro. Désolé encore mais rien à faire. Au revoir.
Galilee
Lunedì 3 Dicembre 2018, 20.48.18
6
Un ottimo live molto genuino. Di facile presa e di facile ascolto, ma suonato molto bene. Da avere.
Hellion
Lunedì 3 Dicembre 2018, 20.09.39
5
Nel tour di due anni prima la band di spalla era la PFM.
Rob Fleming
Lunedì 3 Dicembre 2018, 13.12.21
4
Quando capii che la musica mi piaceva leggevo tutto quello che poteva darmi dei suggerimenti: libri, articoli, una rubrica di un settimanale. Essendo curioso mi procuravo/registravo/compravo quello che veniva indicato. Grazie a quel settimanale conobbi Green River dei C.C.R.; Rumors dei Fleetwood Mac; Led Zeppelin I e questo Frampton comes alive. Mi dissi: "11 milioni di persone non possono sbagliarsi!". E così mentre ero in gita a Roma entrai alla Ricordi e lo comprai. L'avrò ascoltato tra il sì ed il no 5 volte. Quanto di più lontano dai miei gusti; lui e il talk box! Lui quanto meno l'ho rivalutato con gli Humble Pie e David Bowie, il talk box no, nemmeno grazie a Richie Sambora e Jeff Beck. Eppure ancora dopo tutto questo tempo mi ricordo come ha fatto a finire a casa mia. Lo riascolterò, promesso
Rik bay area thrash
Lunedì 3 Dicembre 2018, 11.26.10
3
... Capperi ricordo di questo album o perlomeno di Frampton ma ero troppo piccolo 😪 era considerato un must da quelli più grandi di me 😂
alifac
Lunedì 3 Dicembre 2018, 11.17.09
2
Questo album è strepitoso!!!!
Zess
Domenica 2 Dicembre 2018, 21.30.51
1
Eccezionale, uno dei migliori live di sempre.
INFORMAZIONI
1976
A&M Records
Rock
Tracklist
Lato 1
1. Introduction/Something's Happening
2. Doobie Wah
3. Show Me The Way
4. It's A Plain Shame

Lato 2
5. All I Want To Be (Is By Your Side)
6. Wind Of Change
7. Baby, I Love Your Way
8. I Wanna Go To The Sun

Lato 3
9. Penny For Your Thoughts
10. (I'll Give You) Money
11. Shine On
12. Jumping Jack Flash

Lato 4
13. Lines On My Face
14. Do You Feel Like We Do
Line Up
Peter Frampton (Voce, Chitarra, Talk-Box)
Bob Mayo (Chitarra, Cori, Piano Fender Rhodes, Organo, Pianoforte)
Stanley Sheldon (Basso, Cori)
John Siomos (Batteria)
 
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