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Impellitteri - The Nature of the Beast
05/12/2018
( 900 letture )
Per chi ama i grandi shredder ed il metal classico, il nome di Chris Impellitteri è certamente tra quelli che bisogna conoscere. Autore di alcuni dischi di ottimo spessore e di certi altri meno interessanti, lo statunitense di chiare origini italiane è considerato giustamente uno dei due o tre chitarristi più veloci, ma capace anche di scrivere pezzi che restano tali e non semplicemente pure esibizioni di tecnica fini a loro stesse. A distanza di circa tre anni dal molto valido Venom e confermata la stessa, micidiale formazione, Impellitteri torna sulla scena con The Nature of the Beast. Ed ancora una volta, colpisce nel segno.

Coadiuvato da un terzetto di primo livello costituito dal fido e quadratissimo bassista James Pulli, dal letale batterista Jon Dette (Testament, Slayer) e da un cantante come Rob Rock il quale, come si suol dire, non ha bisogno di presentazioni, Chris mette insieme altre dieci canzoni originali più due cover, che non mancheranno di mandare in sollucchero gli appassionati. Anche per merito di un suono possente registrato in quel di Los Angeles con il contributo decisivo del noto produttore Mike Plotnikoff (Van Halen, Aerosmith, In Flames), oltre che quello al mixer di Greg Reely (Overkill, Fear Factory) e degli ingegneri Jun Murakawa e Sean Shannon. Il tutto ha portato ai soliti eccitanti assoli di chitarra che però non soffocano mai la forma-canzone; ad una sezione ritmica che pompa in maniera imponente e mette sugli scudi lo stile pieno di filler di Dette che ben si sposa con quello del mastermind, ed anche se dal vivo dovrebbe essere utilizzato Patrick Johansson; alla piena valorizzazione di una voce che era e resta una delle più importanti ed esperte del panorama metallico internazionale, ma soprattutto alla capacità di suonare canzoni aggressive e graffianti senza lasciarsi soverchiare dalle proprie doti. Sia in fase di scrittura, che di esecuzione. Ed è questa la qualità migliore di The Nature of the Beast. Inoltre, qualche piacevole nota oscura emerge in alcuni passaggi e contribuisce a dare varietà al disco. Si parte con l'acceleratore direttamente a tavoletta -raramente si rallenterà, del resto- con Hypocrisy, Masquerade e Run for Your Life, eccellenti esempi di come si possa bilanciare con classe irruenza, melodia e capacità di dominare le alte velocità con sicurezza. Un avvio che chiarisce molto bene come la band sia decisamente in palla. Poi spazio alla prima delle due cover: una versione “impellitterizzata” di Phantom of the Opera di Andrew Lloyd Webber. Forse un po’ troppo “riempita” rispetto all'originale, rispecchia del resto l'indole del chitarrista. Della serie: prendere o lasciare. Ancora adrenalina sulle sei corde e ritornelli molto riusciti con Gates of Hell e Wonder World, prima del rallentamento con i tempi medi di Man of War. È il momento della seconda cover e stavolta si tratta di uno dei brani più iconici dell'intera storia dell’heavy metal, ossia quella Symptom of the Universe di sabbathiana memoria che resta un solidissimo punto fermo per chiunque. Difficile, dato il materiale base e la professionalità dei soggetti coinvolti nella riproposizione, produrre qualcosa di brutto. Ed infatti la versione in esame risulta godibile a dispetto della sua notorietà universale (appunto), che ci ha portato ad averla ascoltata innumerevoli volte prima di questa. Si riprende con i BPM sempre in zona rossa con Do You Think I’m Mad e Fire It Up, prima di arrivare alla parte finale con un pezzo un (bel) po’ Dio-style come Kill the Beast e un brano “regolare” come Shine On.

The Nature of the Beast è un album che si inserisce ottimamente nella storia del chitarrista e del gruppo, scritto con passione per gente appassionata dello stile. Certo, non sposta una virgola da punto di vista della novità non contenendo nessuna sorpresa, ma nessuno se ne aspettava e non era nemmeno giusto chiederne. Al netto di qualche pacchianeria qua e là, anche questa da prendere nel “pacchetto retrò” che riguarda questa uscita, si tratta comunque di un CD che soddisferà in pieno chi apprezza queste sonorità, dato che a dispetto del suo essere alla fine dei conti solo l'ennesima rielaborazione della lezione immortale degli anni 80, riesce lo stesso ad essere fresco e coinvolgente per la maggior parte del tempo. E non è facile, in questo campo.



VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
77.5 su 2 voti [ VOTA]
Maurizio
Venerdì 7 Dicembre 2018, 9.36.07
2
bentornato Chris, ottimo cd davvero. Voto 80 ps: la cover dei black sabbath davvero bella
JC
Mercoledì 5 Dicembre 2018, 16.21.47
1
Rimetto il commento, sintetizzato. Onesto disco di metal classico. Belle le chitarre tirate. 80
INFORMAZIONI
2018
Frontiers Music
Shred/Metal
Tracklist
1. Hypocrisy
2. Masquerade
3. Run for Your Life
4. Phantom of the Opera
5. Gates of Hell
6. Wonder World
7. Man of War
8. Symptom of the Universe
9. Do You Think I'm Mad
10. Fire It Up
11. Kill the Beast
12. Shine On
Line Up
Rob Rock (Voce)
Chris Impellitteri (Chitarre)
James Pulli (Basso)
Jon Dette (Batteria)
 
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