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Vulcain - Vinyle
06/12/2018
( 487 letture )
Li rammentate? Se la risposta è no e siete ancora giovani, poco male. Se invece siete tra quelli con un numero di primavere sulle spalle normalmente associato ad un momento della vita in cui si comincia ad inquadrare in lontananza il traguardo della pensione, allora avete probabilmente più possibilità di ricordarvi dei francesi Vulcain. Nonostante la loro attività si sia protratta in prima battuta fino al 2000 e sia poi ripresa nel 2009, rendendo il loro nome potenzialmente noto anche ai così detti millennials, essendo partiti nel 1981 i parigini hanno infatti più probabilità di essere ricordati dagli attempati rockers di cui sopra. Bollati da alcuni come i Motorhead d’oltralpe, che effettivamente ricordano un po’ quando spingono di più sull’acceleratore ed anche se la loro musica contiene molti elementi puramente hard rock, dall’esordio ufficiale del 1984 intitolato Rock’n’Roll Secours in poi, hanno sempre macinato la loro musica in modo da non tenere conto delle varie mode che si sono susseguite negli anni e mantenendo l’uso del francese nel canto. E tanto è rimasto ancorato alla propria storia, che il trio parigino torna adesso sotto i riflettori con un lavoro intitolato Vinyle disponibile anche su nastro e vinile, pur se solo in 500 copie.

Cinque anni sono passati dal precedente V8 e sempre con all’opera la formazione Daniel Puzio/Vincent Puzio/Marc Varèz, stabile ormai dal 1985, ma date le premesse non è certo da gente come loro che ci si può aspettare novità e, men che mai, rivoluzioni di sorta. Questo fin dalla copertina che riproduce un vinile sagomato a mo’ di lama per sega circolare (ne esistono davvero in circolazione), per proseguire con il loro abituale speed/hard/rock’n’Roll d’annata, piacevole e prevedibile come una birra chiara da pasto. Gli episodi migliori sono da ricercare nella title-track ed in generale nella prima parte del prodotto, più o meno fino a L’Arnaque, in quanto lo stile più che consolidato e la mancanza di spunti di classe superiore nella scrittura tendono a far scivolare via la scaletta in diminuendo. Questo anche se non mancano altri passaggi indovinati come Dans les livres, Borderline e Motör. Sempre evidenziando un certo spirito scanzonato verso il quotidiano, messo in luce da testi che in linea di massima guardano alla vita ed alla musica con un certo umorismo. In generale, comunque, è quando spingono di più che i Vulcain risultano maggiormente efficaci, mentre le parti più rock suonano meno incisive. Ed è un peccato che i tre non abbiano incluso almeno un paio di altri pezzi di questo stampo a scapito di altrettanti più amichevoli, ma meno capaci di attirare l’attenzione, perché il risultato finale ne avrebbe certamente guadagnato.

Se amate la musica sincera e non avete problemi con l’uso del francese nel metal (parlo ovviamente solo di suono della lingua, che molti reputano inadatta al genere al pari dell’italiano, del resto), le band che suonano in maniera semplice e diretta solo per reale amore per la musica e tutto questo vi basta, Vinyle può essere un disco divertente da ascoltare, come del resto l’intera discografia pregressa del gruppo. Se invece non fate parte di questa parrocchia, non saranno i Vulcain a farvi cambiare idea. Niente di imperdibile, alla fine, ma un tipo di band da rispettare e conservare, che fa sempre il suo.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Zagor
Lunedì 10 Dicembre 2018, 16.59.42
6
anche Warning e Sortilege! Raven
Raven
Domenica 9 Dicembre 2018, 7.28.00
5
Anche gli H Bomb, per esempio
Zagor
Venerdì 7 Dicembre 2018, 19.04.53
4
buo segno che i vulcain esistono ancora, me li ricordo con il lavoro sopracitato rock'n'roll secours , certo il francese e' ostico e cantato in fretta non si riesce a capirlo neanche da chi lo ha studiato a scuola, bands come trust.... album 'marche ou creve' o il primo dei satan jockers sono molto belli anche se in francese, il 'metal gallico' ha fatto il suo massimo per l'appunto negli anni ottanta, peccato perche' era una bella squadriglia di bands.
Rik bay area thrash
Venerdì 7 Dicembre 2018, 15.42.59
3
Effettivamente il cantato in lingua francese non è il massimo dell' udire in ambito heavy metal. Una pletora di band transalpine non si è mai posto questo problema, con il risultato di rimanere circoscritte al loro paese, ma tant'è. Ricordo di questi vulcain, perché quando lessi di loro un piccolo trafiletto, nel millennio passato, pensai fossero brasiliani 😅e con sorpresa scoprii che erano francesi. Questo album non l'ho ascoltato, però fa piacere che siano ancora in attività. Ricordo che erano simili ai motorhead.... 😅
Raven
Venerdì 7 Dicembre 2018, 14.33.38
2
Sono attivi. ultimo album uscito a Marzo.
Diego75
Venerdì 7 Dicembre 2018, 14.16.16
1
Ottima band anni 80...bellissima sorpresa...ma il cantato in francese va bene ai francesi e non a tutti...comunque mi sembra un buon album di hard rock nel loro stile...voto 70....domanda....che fine hanno fatto i loro conterranei trust?
INFORMAZIONI
2018
Season of Mist
Heavy
Tracklist
1. Vinyle
2. Héros
3. Backline Music
4. L’Arnaque
5. Darling
6. Décibels
7. Dans les livres
8. L’Oseille
9. Borderline
10. Contrôle
11. Motör
Line Up
Daniel Puzio (Voce, Chitarra)
Vincent Puzio (Basso)
Marc Varèz (Batteria)
 
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