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Accept - Symphonic Terror - Live at Wacken 2017
10/12/2018
( 1746 letture )
L’idea degli Accept di affiancare il proprio heavy metal alla musica classica non è certamente innovativa, tant’è che diverse storiche formazioni hanno registrato alcuni dei loro lavori più famosi assieme a un’orchestra. Per non uscire dai confini tedeschi, diversi anni fa gli Scorpions avevano dato vita al connubio con bei risultati, ma anche il chitarrista e leader degli stessi Accept Wolf Hoffmann una ventina d’anni fa aveva dato vita a un progetto solista in cui riproponeva in chiave heavy metal famosi brani di musica classica. Symphonic Terror è la registrazione del monumentale concerto tenuto dalla band teutonica lo scorso anno al Wacken Open Air in compagnia dell’Orchestra Sinfonica Nazionale Ceca tenuto davanti a svariate migliaia di metallari. Due ore di concerto, una ventina di canzoni per una scaletta suddivisa in tre parti. Nella prima sono gli Accept gli unici protagonisti, che eseguono cinque brani “normali”, senza l’aggiunta dell’orchestra. Nella seconda parte si mette in risalto la parte classica, con l’orchestra che esegue diversi brani famosissimi dei repertori di Mozart, Beethoven, Vivaldi, però accompagnati dall’ascia di Hoffmann, tutti brani riarrangiati da quest’ultimo nel suo ultimo lavoro solista Headbangers Symphony. Il terzo e ultimo atto è invece il fulcro di Symphonic Terror, composto da dieci brani degli Accept suonati assieme all’orchestra.

Le prime canzoni mettono in risalto una band in forma, a presentare soprattutto brani del periodo con Mark Tornillo alla voce e in particolare dell’ultimo album The Rise of Chaos, con la sola macro-eccezione del superclassico Restless and Wild. La seconda parte, come detto, si snoda sulla pura musica classica accompagnata dall’heavy metal, ottimamente eseguita e coinvolgente, ma sicuramente è la terza parte quella di maggior interesse, specialmente se pensiamo che ad acquistare l’album saranno soprattutto (giustamente) i fan degli Accept. Le dieci canzoni che la compongono sono per una metà brani degli ultimi album e per l’altra classici degli anni Ottanta, e anche qui ci rendiamo conto di come la band non voglia rimanere comodamente fossilizzata soltanto sui vecchi classici, andando a proporre setlist più varie. E almeno in questo senso la scelta pare azzeccata, nel senso che vecchie rasoiate come Breaker o Fast As a Shark si dimostrano forse meno adatte a un solenne accompagnamento orchestrale, che rende decisamente di più con brani dalla maggiore enfasi drammatica come Dark Side of My Heart o Shadow Soldiers, e specialmente quest’ultimo è uno dei brani che maggiormente giova del connubio tra metal e orchestra. Questo naturalmente non vuol dire che tra i vecchi brani non ci siano ottimi risultati: Princess of the Dawn è ben accompagnata, Metal Heart con i suoi suoni cadenzati risulta ancora più monumentale dell’originale ottenendo una nuova veste epica ai limiti del pacchiano, ma in senso buono. Tra le altre spiccano anche il brano che ispira il titolo dell’album e che ha segnato il rilancio degli Accept senza Udo, la travolgente Teutonic Terror, Dying Breed e la conclusiva -per l’occasione protratta per quasi otto minuti- Balls to the Wall.

Symphonic Terror è un viaggio musicale senz’altro imperdibile per i fan degli Accept, perché regala canzoni in una versione sostanzialmente irripetibile e non è il “solito” live proprio per la presenza dell’orchestra. È inoltre una dimostrazione dello stato di grazia del gruppo tedesco, che con la nuova formazione con Tornillo e con il contemporaneo accordo con Nuclear Blast ha anche ottenuto ottimi risultati di vendita, in particolare con Blind Rage, arrivato ai tempi al primo piazzamento nelle classifiche tedesche e qui presente con ben tre brani. Si tratta dunque di un live vario, diviso in atti come una grande opera, con una ricca scaletta costituita da un totale di ben ventuno brani oltre che essere anche l’ultimo album con Peter Baltes al basso, fin qui presente in tutte le uscite della band, che ha recentemente annunciato la separazione (apparentemente pacifica) dallo storico bassista.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
55.75 su 4 voti [ VOTA]
hellvis
Domenica 23 Dicembre 2018, 20.02.39
3
Tronfio o noioso. Scioglietevi, ormai siete al capolinea e non rovinate i bei ricordi che abbiamo.
Kai Shiden
Giovedì 13 Dicembre 2018, 19.16.01
2
Gli Accept sono uno dei miei gruppi preferiti e lì c'ero, me ne sono andato dopo pochi pezzi. Purtroppo le orchestrazioni nonostante gli Accept abbiano accenni di Musica Classica, non c'entrano nulla, invece di valorizzare i pezzi li ammosciano. Dovessi scegliere tra questo e il concerto di Udo con i pezzi degli Accept, non esiterei a promuovere quest'ultimo.
Metal Shock
Martedì 11 Dicembre 2018, 5.27.34
1
No per me questa volta niente, meglio l'ultimo live che questo con l'orchestra. Per il futuro ho molti dubbi.
INFORMAZIONI
2018
Nuclear Blast Records
Heavy
Tracklist
Part 1: Accept
1. Die by the Sword
2. Restless and Wild
3. Koolaid
4. Pandemic
5. Final Journey

Part 2: Headbanger’s Symphony
6. Night on Bald Mountain
7. Scherzo
8. Romeo and Juliet
9. Pathétique
10. Double Cello Concerto in G Minor
11. Symphony No. 40 in G Minor

Part 3: Accept with Orchestra
12. Princess of the Dawn
13. Stalingrad
14. Dark Side of My Heart
15. Breaker
16. Shadow Soldiers
17. Dying Breed
18. Fast As a Shark
19. Metal Heart
20. Teutonic Terror
21. Balls to the Wall
Line Up
Mark Tornillo (Voce)
Wolf Hoffmann (Chitarra)
Uwe Lulis (Chitarra)
Peter Baltes (Basso)
Christopher Williams (Batteria)
 
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