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Blue Oyster Cult - Fire of Unknown Origin
15/12/2018
( 1727 letture )
Una band appartenente alla storia, una di quelle realtà che ha contribuito alla nascita del rock duro con derive metalliche. Il valore dei Blue Oyster Cult è indubbio, sebbene non abbiano sempre dato alle stampe dei capolavori indimenticabili. Fire of Unknown Origin rappresenta l'ottavo capitolo vinilico da studio, viene pubblicato dalla casa discografica Columbia Records nel giugno del 1981 e sfoggia sonorità tipiche di quel periodo stretto tra la fine del punk, lo scoppio della disco music, ma soprattutto venato da una certa leggerezza da classifica tipica degli eighties. Quasi 40 minuti di musica con un produttore d’eccellenza, quel Martin Birch che diverrà factotum di un gruppetto misconosciuto a nome Iron Maiden, tutti gli arrangiamenti sono da ascrivere al gruppo al completo, tutti uniti nella registrazione avvenuta a Long Island presso il Kingdom Sound. Questo però, sarà l’ultimo album dei B.O.C. a veder impegnata la formazione originaria: dopo la sua pubblicazione, infatti, Albert Bouchard, eccellente batterista, oltre che una delle vere anime scalcianti del gruppo, lascerà definitivamente la band per un’incerta e discontinua carriera solista, salvo poi riapparire per una brevissima parentesi nel 1985.

Il qui presente Fire of Unknown contiene uno dei più grandi pezzi di successo che gli americani abbiano mai scritto, Burnin' For You, che fa risalire in verticale le quotazioni del quintetto collocandosi nelle altissime posizioni delle chart e vendendo paccate di dischi, cosa che ai B.O.C. non succedeva da almeno due pubblicazioni: la stesura è una tipica matrice AOR a stelle e strisce, senza forzare troppo le marce o scapicollarsi, insomma la giusta formula chimica per farsi notare di nuovo. Buon pezzo con tutte le tessere del mosaico al loro posto. Il 33 giri, in generale, appare come una fusione mirata tra le sonorità quasi melodrammatiche degli albori e una diluizione più melodica apparsa già nelle opere pubblicate dopo la seconda metà dei settanta, senza dimenticare la forte componente, a livello di sound, dei primi anni ottanta, un mix tra AOR ed effettistica che strizzava l’occhio alla classifiche e all'easy listening. E Sole Survivor ne è un limpido esempio, un brano riuscito che guada con tranquillità i concetti appena espressi, guarnito con quel basso molto vibrante che percorre il brandello in lungo e in largo e gli arrangiamenti che più anni 80 non si può, mancano solo le giacche svasate, corte e coloratissime e poi il revival è pronto da consumarsi. Ma ci sono anche le componenti più dure, e ci mancherebbe fossero state eliminate, che escono fuori come micce innescate, penso a Heavy Metal: the Black and Silver, titolo evocativo senza pelucchi superflui, ma anche Veteran of the Psychic Wars e l’opener, condite da tante tastiere come mai era accaduto in precedenza, hanno un tiro di livello e piacciono indubbiamente con le loro correnti di teatral-rock ad esaltarne le stesure. Vengeance (The Pact) è rock saltellante con Eric Bloom in grande forma e la line-up che sciorina cori AOR e atmosfere di peso che ricordano Yes, Kansas e Boston, venendo a creare una rock song anthemica, After Dark gode di synth onnipresenti, batteria sostenuta e un solo-guitar metallico e furente, Joan Crawford cambia ancora direzione e destinatari. Introdotto da un suggestivo solo di piano, attacca il ritmo come il pezzo portante di Flashdance secondo le sonorità tanto in voga all’epoca, il ritornello pressa l’ascoltatore, il break centrale spariglia le carte con le sue sensazioni darkeggianti e un briciolo orrorifiche. Eh sì, perché dovete sapere che le liriche dedicate alla celeberrima attrice, parlano di un ritorno dall’oltretomba della Crawford, con l’intenzione di saldare i conti con la figlia diseredata, autrice in quegli anni di una biografia molto caustica nei confronti della madre. Chiude l’ellepì Don't Turn Your Back, brano scritto dal tastierista Allen Lanier che scodella un pop corale, con arrangiamenti delicati ma incisivi mentre i synth si rincorrono e il basso pulsante di Joe Bouchard appare ancora una volta presente, muscoloso e cadenzato.

Gli eighties si fanno sentire eccome in questo platter, imprimono le loro lunghe ali stilistiche, dando vita ad un abile mix tra le peculiarità classiche della band e le nuove tendenze a cui si doveva prestare attenzione per entrare nelle classifiche. Non ci sono i capolavori dei primi long playing in questi solchi, questo va detto, ma, i Blue Oyster Cult mettono a segno un bel colpo, plasmando un disco decisamente buono ed orecchiabile, che verrà ricordato dai fans per duttilità e pregevolezza. Un piacere riscoprire ancora una volta il “Culto dell’Ostrica Bluette”.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90.75 su 12 voti [ VOTA]
Max1
Venerdì 21 Dicembre 2018, 16.09.13
25
ET live fa parte di quelle produzioni che non possono mancare..sempre da quel capolavoro la stupenda (Don't Fear ) the Reaper !!
MorphineChild
Venerdì 21 Dicembre 2018, 14.40.10
24
consiglio la versione di "Veterans..." presente su Extraterrestrial Live, definitiva
Pino
Martedì 18 Dicembre 2018, 18.55.39
23
"un disco decisamente buono ed orecchiabile"? Ma stiamo scherzando? Capolavoro assoluto! Franco Leonetti rischi di trovarti sotto casa i gilet gialli inbufaliti!
HIRAX
Martedì 18 Dicembre 2018, 1.01.48
22
Album fantastico! Questa band ha lasciato un'impronta come GODZILLA!
OathBound
Lunedì 17 Dicembre 2018, 22.53.11
21
Album immortale, fra i famosi dieci per l'isola deserta… Veteran of the Psychic Wars è immensa.
VOX POPULI
Lunedì 17 Dicembre 2018, 21.38.47
20
Ciao Frankiss, senza polemica, pero' gli 80 sono da te nominati in continuazione in questa rece.. boh non capisco il perche'.. sembra quasi un difetto. In realta', a mio parere personale , band immensa e album strepitoso.
Voivod
Lunedì 17 Dicembre 2018, 11.55.17
19
Ennesimo capolavoro targato BOC! Forse il loro album più completo, e poi...splendida copertina!
ObscureSolstice
Domenica 16 Dicembre 2018, 11.14.19
18
Fondamentale. Come i Blue Oyster Cult. Recensione di parte personale e non obbiettiva. Troppe sfilze di ottanta per una band di questo livello. voto: 94
Masterburner
Sabato 15 Dicembre 2018, 20.12.43
17
Non mi pare che marmar abbia detto nulla di grave, se non si possono esprimere opinioni sulle recensioni chiudete i commenti e finiamola qui. È anche ovvio che il voto 80 a questo album leggendario dovesse accendere gli animi... meno male, qualcuno ancora ci tiene!
Testamatta ride
Sabato 15 Dicembre 2018, 15.49.30
16
Secondo me il loro apice, nel complesso anche superiore a Secret Treaties, magari di poco ok. Faranno (quasi) altrettanto bene nel 1988 con Imaginos, il loro ultimo grande album.
Rik bay area thrash
Sabato 15 Dicembre 2018, 15.48.45
15
Bellissimo album, e detto da uno che non è un grande estimatore dell' hard rock (cioè io), la dice lunga sul valore di questo 'fire of...' secondo il mio modestissimo point of view, I b.o.c. sono stati una delle band più underrated, ma sicuramente tra le più belle per via del loro eclettismo sonoro. Riuscire a unire riff hard rock con suadenti melodie con disarmante facilità, cosa non così facile, come in apparenza può sembrare 😉. I b.o.c. non sono mai stati né scontati né banali e in versione live erano micidiali. (imho)
ok
Sabato 15 Dicembre 2018, 13.47.16
14
un gruppo troppo sottovalutato i boc, almeno in italia.... questo è un grande album voto massimo
InvictuSteele
Sabato 15 Dicembre 2018, 12.42.59
13
Per me il miglior album della band, oscuro, influenzato dalla darkwave, melodie stupende, e atmosfera incredibile. L'apice dei grandi BOC. Voto 88
TARTU
Sabato 15 Dicembre 2018, 10.46.54
12
avevo tutti i vinili loro adesso ahime' li ho dovuti vendere devo comprarmi i cd assolutamente.....
Aceshigh
Sabato 15 Dicembre 2018, 10.22.55
11
Speravo da tempo nella recensione di questo album e finalmente è arrivata! Lo reputo un capolavoro (non ai livelli di Secret Treaties magari), sicuramente il migliore degli anni ottanta, un filo sopra a Cultosaurus Erectus (altro grande album), con dei picchi di valore assoluto come Joan Crawford, il singolo Burnin' for You, la title-track ma soprattutto la "spaziale" Veteran of Psychic Wars, un pezzo che mi fa venire i brividi ad ogni ascolto (non è un caso che sia stata coverizzata anche da un certo Arjen Lucassen...) . Grande band, bisognerebbe ricordarsela più spesso. Al disco... voto 91
Barry
Sabato 15 Dicembre 2018, 10.09.44
10
Non ho motivo di dubitare di quanto dici/dite, ma capirete anche voi che paragonare i voti di altri album, magari anche di genere totalmente diverso (le famose "cazzate"), a questo non ha molto senso. Questo a prescindere dal voto in sé, che poi si può anche non condividere, logicamente. Potrei allora rispondere dicendo che, se il commento è moderato dallo spirito natalizio, figuriamoci come poteva essere al naturale...
marmar
Sabato 15 Dicembre 2018, 9.45.20
9
Caro Barry, dopo aver letto quello che ho letto oggi sono stato anche troppo buono, forse lo spirito natalizio mi sta coinvolgendo a livello inconscio; forse quando parli di educazione non sai bene quali siano siano i confini dettati da questo termine. Rob, stima reciproca, alla prossima.
Rob Fleming
Sabato 15 Dicembre 2018, 9.36.00
8
@Barry: senza intenti polemici mi permetto di dire che Marmar è uno degli utenti più misurati, equilibrati ed educati che scrivono su questo sito. Che poi abbia fatto ricorso ad un paio di esternazioni sopra le righe in effetti è sorprendente. Ma se poi si va a fondo vedi che lo stesso recensore assegna 85 agli ultimi Ten e 80 a questo album. E forse ha sbottato (e detto tra noi: l'utilizzo di "bluette" è incomprensibile).
Barry
Sabato 15 Dicembre 2018, 9.24.28
7
Certo, Frankiss non conosce la storia del rock, del resto è solo uno dei nostri redattori più esperti e competenti. Qualcun altro però difetta sicuramente in educazione
marmar
Sabato 15 Dicembre 2018, 9.05.13
6
Leonetti, senza offesa ma mi girano le palle, forse tu non hai idea di chi siano stati i B.O.C. e di cosa abbiano fatto e rappresentato, assegnare 80 a questo disco, quando in questo sito si vedono votazioni senza senso per banalità uniche è cazzate varie è un insulto alla Storia del Rock, materia in cui probabilmente ancora difetti. Questo disco, prodotto dal mitico Martin Birch, è il classico "capolavoro", non c' è una canzone una fuori tiro, ed è impreziosito da gemme inestimabili quali " Veterans..." , "Burnin for you", "Sole Survivor" e "Vengeange"; un'icona della musica, l'apice di una splendida quanto innovativa carriera da parte di un gruppo fuori da qualsiasi schema. 100 tutta la vita, e poi quel "bluette" finale non si può proprio vedere...
Pacino
Sabato 15 Dicembre 2018, 8.45.03
5
Tra le migliori uscite di questa grande band e uno degli album piú conosciuti dal pubblico. Voto 86
Mic
Sabato 15 Dicembre 2018, 8.37.19
4
Grande album, più accessibile dei primissimi dischi. Veteran figata che mi piace ascoltare anche nel successivo live
Rob Fleming
Sabato 15 Dicembre 2018, 8.35.28
3
Forse il loro capolavoro; sicuramente lo è Joan Crawford. Un filo sotto le splendide Veteran of the Psychic Wars, Fire of Unknown Origin e Vengeance. Un album strepitoso da avere assolutamente
Metal Shock
Sabato 15 Dicembre 2018, 4.59.30
2
Penso ci sia ben poco da commentare: uno dei migliori dischi del Culto!! Tra tutti i brani Veteran...è il picco di un disco spettacolare e una delle vette del gruppo, forse troppo poco valutato per la qualità dei suoi album. Per me 90!
Nyarlathotep
Sabato 15 Dicembre 2018, 4.49.34
1
Fra i pur tanti dischi fondamentali di questa band leggendaria, questo è uno dei miei preferiti in assoluto. Stupendo!
INFORMAZIONI
1981
Columbia Records
Hard Rock
Tracklist
1. Fire of Unknown Origin
2. Burnin' for You
3. Veteran of the Psychic Wars
4. Sole Survivor
5. Heavy Metal: the Black and Silver
6. Vengeance (the Pact)
7. After Dark
8. Joan Crawford
9. Don't Turn Your Back
Line Up
Eric Bloom (Voce, Chitarra, Basso nella traccia 5)
Donald 'Buck Dharma' Roeser (Chitarra, Voce, Basso nella traccia 8, Percussioni nella traccia 3)
Allen Lanier (Tastiere)
Joe Bouchard (Basso, Voce)
Albert Bouchard (Batteria, Synth, Voce)
 
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