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Fifth Angel - The Third Secret
15/12/2018
( 877 letture )
Solita vecchia storia: un gruppo di grande talento nasce, cresce, pubblica dei lavori assolutamente eccellenti, magari ben diversi l’uno dall’altro -due, nel caso di specie- e poi muore senza aver raccolto in proporzione a quanto seminato, travolto da un repentino cambio di interesse del mercato. Parlando di musica heavy, il killer di tante band è spesso identificato nel grunge ed anche nel caso dei Fifth Angel, ironicamente provenienti da Seattle, è proprio quel genere ad essere sul banco degli imputati, anche se dovrebbero essere più i discografici a dover essere “inquisiti”. Tuttavia, non è di questo che dobbiamo occuparci adesso. Dopo uscite importantissime come Fifth Angel e Time Will Tell, che rinverdirono e mantennero negli anni la leggenda di uno stile che vedeva gruppi quali Queensryche e Metal Church passando per i Crimson Glory come punti di riferimento, il Quinto Angelo precipitò rovinosamente senza trovare più una casa discografica che concedesse loro rifugio. Per conoscere approfonditamente la storia di questo gruppo, vi rimandiamo alla nostra puntata loro dedicata all’interno della serie Almost Famous. Adesso, però, ciò che conta è il loro ritorno improvviso sulla scena dopo quasi trent’anni di oblio, con l’uscita di The Third Secret. Ed anche se tantissima acqua è passata sotto i ponti e la formazione odierna non è interamente quella classica, il risultato è quantomeno interessante.

Ripartiti in realtà già nel 2010 per un’esibizione al Keep It True festival, temporaneamente con Peter Orullian al microfono (Heir Apparent) dato che lo storico vocalist Ted Pilot è oggi uno stimato odontoiatra descritto già all’epoca come “non in grado di cantare per la reunion”, la band è arrivata adesso ad incidere il nuovo album in formazione a tre con Kendall Bechtel impegnato alla chitarra ed alla voce e con il chitarrista ritmico Ed Archer aggregatosi ex post agli altri, riproponendo ora i 4/5 della formazione di un tempo. Data una lunga e compiaciuta occhiata preliminare ad una copertina di grande impatto, che si riallaccia chiaramente al discorso interrotto con Time Will Tell, l’ascolto delle prime note di Stars Are Falling che riempiono le casse dello stereo comunica subito come quel discorso, in effetti, fosse stato solo lasciato in sospeso e mai realmente chiuso. E se delle perplessità potevano esistere sulla carta circa il buon esito dell’avvicendamento Pilot/Bechtel, queste vengono subito spazzate via dalla sua interpretazione aggressiva e maledettamente heavy. Ed è proprio heavy della miglior specie che il pezzo ci propone, con tanto di batteria e basso “cavalcanti”, chitarre taglienti, assolo in primo piano e voce come sopra; inizio certamente invogliante. Qualità ribadite in forma meno veloce nella successiva We Will Rise, un po’ a cavallo tra Crimson Glory e certi Loudness e con Bechtel che già al secondo pezzo ha conquistato anche vocalmente la scena a forza di acuti e capacità di non andare sopra le righe. Rocciosissima e oscura arriva poi Queen of Thieves, altro esempio di come l’heavy non solo non sia mai morto, ma se fatto come si deve non possa morire finché qualcuno ne coltiverà la fiamma come i Fifth Angel. Ritmo che risale leggermente con Dust to Dust, che comincia ad introdurre alcuni piacevoli riferimenti all’opera di Dio che si ritroveranno anche altrove. E non mi riferisco alla Creazione. È poi il turno della power ballad, spesso il punto debole di album di questa estrazione e tipo di canzone ad alto rischio banalità. La pratica viene qui risolta con Can You Hear Me, che non sarà il punto qualitativamente più alto presentato da The Third Secret, ma si fa ascoltare. This is War riprende il discorso relativo alla proposizione di un heavy/epic che è sempre estremamente e piacevolmente americano è può contare su un ritornello da manuale, mentre i due brani successivi rendono piena giustizia al titolo del CD. Fatima è un breve pezzo di grande atmosfera che riprende un certo filo white metal caro a Ken Mary (per lui la fondazione della christian metal band Soul Shock Remedy dopo lo stop dei Fifth Angel), ampliato poi a dovere dalla title-track, la quale si piazza ai piani alti della valutazione delle diverse canzoni dell’album. Su un testo che è facile intuire, in meno di cinque minuti il gruppo descrive l’Apocalisse con solenne efficacia. E quando la compostezza con cui viene narrata sembra dover necessariamente scrivere la parola fine all’ascolto, Shame on You con le sue continue ripartenze e la sua elegante impetuosità prima ed Hearts of Stone dopo -una di quelle canzoni che riportano per un po’ ai vent’anni coloro i quali ora veleggiano attorno al mezzo secolo- indicano che il veleno stava tradizionalmente in coda, con una doppietta assassina e di grande impatto.

Durata adeguata e quindi niente polpettoni da settanta/settantacinque minuti come sembra obbligatorio fare oggi; tanta classe nella scrittura; altrettanta nelle esecuzioni (leggere ad esempio il CV di Ken Mary, per capire con che tipo di musicisti si ha a che fare); suono non plastificato e “bombato”; chitarre che sono chitarre: questo è il succo di The Third Secret. Più che altro, però, abbiamo dieci canzoni eccellentemente scritte, arrangiate e prodotte per raggiungere un solo scopo: dimostrare come si possa fare heavy ad alto livello semplicemente rimescolando un po’ quei pochi ingredienti necessari, usando le giuste dosi per prepararli, conoscendo il proprio mestiere e che altro? Ah, sì: disponendo di classe innata. E quella o ce l’hai, o non ce l’hai, ed i Fifth Angel la avevano ed hanno saputo conservarla intatta fino ad oggi.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
75.2 su 5 voti [ VOTA]
Sandro70
Martedì 18 Dicembre 2018, 12.42.35
6
Album bellissimo , uno dei top annuali.
Diego75
Domenica 16 Dicembre 2018, 16.58.34
5
Una delle migliori reunion di sempre...pilota o no...hanno fatto un album nel loro stile rinfrescando un po il suono...piu'che altro e per fortuna hanno adottato un metodo di lavoro in stile anni 80....ottime canzoni e durata senza tempi riempitivi...voto 80!
Metal Shock
Sabato 15 Dicembre 2018, 13.49.31
4
Ma infatti da un certo punto di vista è un'altra band: senza Pilot manca quel cantante che può fare la differenza in un sound class metal, mentre la voce di Kendall funziona benissimo col sound attuale. Io comunque di power sento ben poco.
InvictuSteele
Sabato 15 Dicembre 2018, 12.51.57
3
A me non è piaciuto molto, troppo votato al power e meno al class, le canzoni sono comunque buone, ma non eccellenti. Sarà che ho amato alla follia i primi leggendari album, due autentici capolavori, che la delusione era quasi scontata, poi senza Pilot sembrano un altra band. È difficile tornare dopo tanti anni di silenzio, ma questo album, pur suonato e prodotto benissimo, non mi ha preso.
Metal Shock
Sabato 15 Dicembre 2018, 12.20.40
2
In campo metal classico di sicuro uno dei migliori dischi dell'anno ed una gradita sorpresa: e si perché senza Pilot temevo il peggio invece Kendall non si dimostra solo un grande chitarrista m anche un bravissimo cantante. Su questo disco l'ombra di Dio è forte ma il gruppo riesce a tirare fuori un disco senza filler della giusta durata e forte sua nelle canzoni più heavy che nella balla. 85 meritato.
warrior63
Sabato 15 Dicembre 2018, 11.50.13
1
a mio parere.una delle migliori uscite dell?anno..Ken Mary è fenomenale...tutta la band è all'altezza delle aspettative..e Kendall ha una voce favolosa...ottimo
INFORMAZIONI
2018
Nuclear Blast Records
Heavy
Tracklist
1. Stars Are Falling
2. We Will Rise
3. Queen of Thieves
4. Dust to Dust
5. Can You Hear Me
6. This Is War
7. Fatima
8. Third Secret
9. Shame on You
10. Hearts of Stone
Line Up
Kendall Bechtel (Voce, Chitarre)
John Macko (Basso)
Ken Mary (Batteria, Cori)
 
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