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Gaznevada - Sick Soundtrack
20/12/2018
( 744 letture )
L’Emilia Romagna è sicuramente stata una delle fucine più importanti della musica alternativa italiana: CCCP e CSI, Massimo Volume o Disciplinatha sono soltanto la punta dell’iceberg di quanto questa regione dell’Italia settentrionale ha dato al mondo della musica lontana dalle classifiche e dal mainstream. Oggi quasi dimenticati, i Gaznevada hanno avuto il merito di contribuire a portare nel nostro paese un nuovo genere che in Inghilterra stava muovendo i suoi primi passi, una risposta al punk meno casinara ma più riflessiva che prese appunto il nome di post punk. L’atipico nome del gruppo invece deriva da un racconto di Raymond Chandler, Nevada Gas, e in parte rende anche bene l’idea delle sonorità nervose e acide di Nostri.

La band nasce nella seconda metà degli anni Settanta, facendosi notare soprattutto grazie a performance live in cui suonava cover dei Ramones. Venne anche registrata una manciata di pezzi, incisi in parte su cassetta (auto titolata Gaznevada) e nel singolo Nevada Gaz del 1980. È quindi proprio nello stesso anno che vede la luce questo Sick Soundtrack, il primo album ufficiale dei Nostri, sotto la neonata Italian Records. L’album si presenta originale e provocatorio fin dalla confezione: oggi forse è ancora più facile da notare, ma il moniker Gaznevada sull’artwork è lo stesso del logo dei famosi supereroi Marvel Avengers, ma la freccia sulla maiuscola è indirizzata all’indietro, come se si stesse alludendo a un regresso piuttosto che al progresso decantato dall’antico sogno americano. Sopra il logo inoltre si nota anche una sorta di slogan, The Invincible Guardians of World’s Freedom!; i Gaznevada sono dunque come dei supereroi , dei vigilanti di una non troppo immaginaria metropoli decadente da cui scaturisce questa Sick Soundtrack, una colonna sonora malata eseguita da questi musicisti che si attribuivano ironicamente nomi bizzarri e decisamente fumettistici: Billy Blade, Bat Matic, Hal Capra, Andrew Nevada, Robert Squibb e Nitro Gamma.

Nove brani per trentaquattro minuti di musica eterogenea ma sempre malata, malfamata, psicotica, allucinata anche nei suoi momenti più raffinati, cantata per lo più in inglese ma in parte anche in italiano. La produzione e i suoni sono inequivocabilmente underground, non privi del fascino da garage che spesso hanno molte produzioni musicali scadenti dell’inizio degli anni Ottanta. Le prime note di Going Underground sono emblematiche: il nervosismo del basso, le percussioni ossessive e le incursioni di sax danno al brano un appeal in un certo modo ricercato, ma che ricerca qualcosa di insano. Japanese Girl passa per lidi più wave, con maggiore finezza e atmosfere esotiche, con linee vocali a tratti stentate. Shock Antistatico ritorna più vivace, punk e distorta, più simile all’opener, mentre Pordenone Ufo Attack è un pezzo più atmosferico, in cui i sintetizzatori la fanno da padrone e in cui non è scorretto dire che una certa componente alienata ha la meglio, come da titolo. Tij-U-Wan inaugura il secondo lato dell’LP, un brano in costante evoluzione, prima atmosferico e sintetizzato, poi più vivace e il senso lato rock, per poi improvvisamente incupirsi per affiancarsi quasi alla dark wave inglese. Oil Tubes, assieme a Walkytalkin’, vira ancora, questa volta verso il funky e atmosfere meno opprimenti e più spensierate, ma che non sembrano tanto rendere l’album meno malato quanto piuttosto prendere tutto il suo malessere con leggerezza e in un senso quasi goliardico. Tra i due, Nightmare Telegraph sembra un intermezzo stentato, ripetitivo e semplicemente alienante. In coda chiude I Want to Kill You, registrata dal vivo, aggressiva e sostenuta, probabilmente la meno particolare della scaletta, più tradizionalmente punk, senza sintetizzatori ma sicuramente riuscitissima e di grande impatto.

Insomma, Sick Sountrack rappresenta un unicum nella musica alternativa italiana. C’è molto post punk e new wave, ma la rielaborazione dei Gaznevada veramente originale e personale, per un album che magari non conquisterà subito l’ascoltatore, che magari non lo conquisterà mai, ma che sicuramente lo spiazzerà. Il nervosismo e il disagio che si respirano in Sick Sountrack sono evidenti: c’è del decadimento industriale, del consumismo, dell’inadeguatezza, ma anche un certo autocompiacimento nel farlo, un po’ come stare “a mio agio nel disagio”. Ci sono sicuramente alcuni pezzi molto validi e riusciti, sono anche molto vari e non è un dramma se un paio sono meno efficaci, ma tutto il messaggio dei Gaznevada sta proprio nell’album intero. Un disco con il valore di una fotografia, legato a un solo momento, troppo schizofrenico e genuino per garantire continuità, perché da lì a poco, con le uscite successive, la band virerà verso direzioni più commerciali che poi porteranno allo sfaldamento e allo scioglimento definitivo nel 1988. Tuttavia, non è mai tardi per riscoprire un gioiellino come Sick Soundtrack.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
87.5 su 2 voti [ VOTA]
Area
Martedì 8 Gennaio 2019, 13.09.06
23
@Elluis, a me non piacciono, ma spesso quando si parla degli inizi del Punk in Italia vengono citati con il brano "Mamma dammi la benza" un titolo così... vengono ricordati anche perché a un certo punto cambiarono totalmente stile musicale e immagine.
Elluis
Martedì 8 Gennaio 2019, 12.42.02
22
All'inizio mi ha preso un colpo: Gianluca Galliani alle tastiere?? Poi facendo un rapido calcolo, il GG che intendo io all'epoca poteva avere sì e no 10 anni, quindi è il classico caso di omonimia. Non conosco il disco in questione però ho sempre sentito parlare dei GN, voglio dargli un ascolto quanto prima.
Area
Martedì 8 Gennaio 2019, 12.23.38
21
@Raven, ho già detto cosa penso di questo album, se la gente non commenta più non é di certo colpa mia.
Raven
Lunedì 7 Gennaio 2019, 13.27.51
20
Abbiamo corretto da tempo, se qualcuno avesse poi anche qualcosa da dire sul disco...
Area
Lunedì 7 Gennaio 2019, 12.38.30
19
Signori... anzitutto buon anno... l'Emilia-Romagna é l'inizio del Nord Italia, non é mai stato Centro.
Parma
Domenica 30 Dicembre 2018, 22.30.44
18
Ah. La recensione ha ridisegnato anche i confini geografici dell’italia.
No Fun
Sabato 29 Dicembre 2018, 20.46.42
17
Da romagnolo dico Tino, pazienza, Italia Centrale settentrionale chissenefrega stiamo lì in mezzo
tino
Sabato 29 Dicembre 2018, 20.12.33
16
Da emiliano doc vorrei consigliare lo studio della geografia...certi strafalcioni andrebbero corretti
Mirco
Sabato 29 Dicembre 2018, 20.05.33
15
....mo socmel bén in ponta Se l’Emilia Romagna è l’ italia centrale sifnifica che da Bologna vedo la cattedrale di Assisi!
LAMBRUSCORE
Sabato 29 Dicembre 2018, 19.09.20
14
Emilia Romagna in Italia centrale????? aahahahahah, mo lasa lè.....
Mastro Titta
Venerdì 28 Dicembre 2018, 16.21.41
13
Grande classico. La versione originale su lp aveva un sacco di gadget sfiziosi. 85 li merita tutti.
JJ Hopkins
Lunedì 24 Dicembre 2018, 22.13.55
12
"Thrill if the night" pubblicata sulla compilation "Oro puro" nel 1989... grandi!
Enrico
Venerdì 21 Dicembre 2018, 17.57.00
11
Bello davvero. Non li conoscevo. Bella sorpresa.
Raven
Venerdì 21 Dicembre 2018, 11.32.05
10
Grazie, all'epoca ero piccolissimo, ma ero davvero molto preso da quel mondo
No Fun
Venerdì 21 Dicembre 2018, 9.47.34
9
@gianmarco, non solo in quegli anni, ma proprio nello stesso luogo, un appartamento occupato di via Clavature in centro a Bologna, battezzato "Traumfabrik" in cui disegnavano suonavano (e tutto il resto) tutti quei ragazzi (Pazienza Scozzari etc e anche i Gaznevada) @Raven, cavolo sono un sacco di articoli, bello!
Area
Venerdì 21 Dicembre 2018, 9.35.18
8
Va beh a voi perché non piace, ma dai Gaznevada son praticamente nati i Datura... mitica Dance anni 90 Unz unz unz
Raven
Venerdì 21 Dicembre 2018, 7.20.56
7
Di Gaznevada e molte altre band e di come nacquero parlammo anche dalla puntata uno della serie sull'Italia hc punk
gianmarco
Venerdì 21 Dicembre 2018, 1.07.03
6
vero No Fun , Penthotal , Zanardi nacquero in quegli anni .
Fabio Rasta
Giovedì 20 Dicembre 2018, 14.55.03
5
Questa Band conobbe un momento di notorietà proprio questo stesso anno (il 1980), collaborando con un EDOARDO BENNATO al massimo del suo ispirato splendore, nella canzone Uffa! Uffa! contenuta nell'omonimo pazzo album del Musicista di Campi Flegrei. Si tratta di un pezzo Heavy Metal (!!!), molto semplice, ma con un testo ancora oggi + che mai attuale. Ricordo xò che sparirono quasi subito, forse proprio x aver intrapreso anzitempo quella svolta commerciale di cui in recensione. Oppure chissà... Non sapevo fossero Emiliani. Credevo fossero di Milano.
Area
Giovedì 20 Dicembre 2018, 13.24.56
4
Fecero una ristampa su CD ormai oltre 10 anni fa e se la comprò un mio amico che me la fece ascoltare... a me sinceramente non mi disse un granché, forse per la registrazione o forse perché non sono un grande fan del genere visto che le uniche cose new wave all'Italiana che mi piacciono sono i primi album dei Litfiba. Comunque é un classico della New Wave Italiana e su questo non ci piove.
Raven
Giovedì 20 Dicembre 2018, 12.58.06
3
Questi feci in tempo a vederli dal vivo.
No Fun
Giovedì 20 Dicembre 2018, 12.48.58
2
Giusti i riferimenti fumettistici fatti notare da Sha. Non sono solo ammiccamenti, il gruppo nasce in quell'ambiente dove fumetti musica pittura riviste si influenzavano a vicenda.
No Fun
Giovedì 20 Dicembre 2018, 12.18.27
1
O.O O.O O.O Grande Metallized! Facciamo conoscere questo periodo fecondo violento e sgangherato per l'arte italiana tutta, fine 70 inizi 80, si producevano grandi cose dai poliziotteschi al punk ai fumetti. Consiglio l'ascolto insieme alla lettura del libro di Filippo Scozzari "Prima Pagare Poi Ricordare", Bologna fine 70 la traumfabrik, Andrea Pazienza, Ranxerox, Stefano Tamburini, Gaznevada, Tanino Liberatore e la cover di The Man from Utopia di Zappa, e tanto tanto altro ancora, suonavano disegnavano scrivevano si drogavano morivano sopravvivevano un vulcano, durò poco ma che figata. Questa musica viene da lì.
INFORMAZIONI
1980
Italian Records
Post Punk
Tracklist
1. Going Underground
2. Japanese Girl
3. Shock Antistatico
4. Pordenone Ufo Attack
5. Tij-U-Wan
6. Oil Tubes
7. Nightmare Telegraph
8. Walkytalkin’
9. Now I Want to Kill You
Line Up
Alessandro Ruffini “Billy Blade” (Voce, Sassofono)
Giorgio Lavagna “Andrew Nevada” (Voce, Consulenza elettronica)
Ciro Pagano “Robert Squibb” (Chitarra)
Gianluca Galliani “Nico Gamma” (Tastiere)
Gianpietro Huber “Hal Capra” (Basso)
Marco Dondini “Bat Matic” (Batteria)
 
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