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Freddy Delirio - Journey
24/12/2018
( 506 letture )
Celebre per il suo contributo per la crescita del panorama heavy in Italia grazie alla sua presenza come tastierista in formazioni ormai storiche quali Death SS, W.O.G.U.E. e H.A.R.E.M., il buon Federico Pedichini, in arte Freddy Delirio, ha saputo nel corso degli anni ritagliarsi un piccolo spazio per pubblicare qualcosa da solista, in cui esprimersi in maniera più intima, sperimentale ed eclettica. Stiamo parlando di Journey, primo album solista, completamente strumentale, da lui interamente composto e suonato; il disco risale al 1992, ma è stato recentemente (2012) ristampato.

Le sonorità si staccano quasi totalmente del rock-metal per il quale è sicuramente più famoso, mettendo da parte il carisma che Freddy dimostra per esempio con i Death SS a favore di una classe e un'eleganza sorprendenti, lasciando spazio a composizioni di ottimo gusto, capaci di toccare infinite sfumature.
Journey è un disco abbastanza particolare, ma tutto sommato riesce a farsi ascoltare con un'immediatezza e una scorrevolezza non sempre scontate, specie quando si parla di album strumentali. Il merito è della capacità di Freddy di muoversi con sapienza tra le tredici composizioni, che hanno come fulcro tastiere e sintetizzatori, ma spaziano tra infinite sfaccettature di generi e influenze, toccando svariate sonorità, che vanno da quelle vintage (anni 70-80) a quelle puramente digitali e moderne.
Dal punto di vista tecnico c'è poco da dire: Freddy è un ottimo tastierista e lo si avverte quasi da subito, ma Journey non è solo tecnica, anzi, la ricerca del suono e la bontà delle composizioni sono il vero elemento in grado di dare spessore al disco, che grazie a queste qualità riesce sempre a sorprendere e a regare qualche piccolo scossone.
Riassumendo brevemente l'album, nella prima parte Dark Forest, Lucifer Seats À Droite, Flashover, Celtic Memory, The Triumph of the Truth si susseguono tra melodie accattivanti e suoni vecchia scuola, stile synth 8 bit/ Moog. L'apice della sperimentazione si raggiunge con i tre brani successivi Dreamland, Witches' Sabbath, The Flight of the Eagle, canzoni ritmicamente martellanti e in cui la sperimentazione trova maggiore spazio. Si chiude il tutto con un ultimo gruppone di canzoni composto da Ecstasic Music, Casanova (Rondò), Desire, Scarlet, Starlight. Questa volta i toni sono classicheggianti, meno inclini al prog, dark, art e space (come invece erano in precedenza), ma comunque colmi di virtuosismo e di una certa capacità di ipnotizzare l'ascoltatore.

Journey è un ottimo album, di nicchia e probabilmente non adatto a tutti, ma che riesce a suonare bene, regalando melodie di grande qualità, in grado di incuriosire non solo gli addetti ai lavori ma anche chi ascolta Freddy Delirio in altre vesti. Non si tratta di un disco preconfezionato o con qualche idea particolare alla base, come altri dischi strumentali o magari come negli altri dischi con i vari gruppi di Freddy. Tutto è nebuloso e genuino, più personale e intimo che pianificato e studiato, rendendo il tutto ancor più carico di personalità e di capacità di agglomerare idee creative e inusuali, che difficilmente troverebbero spazio al di fuori da un lavoro così, quasi illogico (anche in rapporto al mercato), ma ben prodotto e a suo modo seducente ed efficace nel suo lasciare spazio solo alla musica, sia per trasportare l'ascoltatore, sia come mezzo per conoscere a fondo un musicista.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
1992
Black Widow Records
Prog Rock
Tracklist
1. Dark Forest
2. Lucifer Seats À Droite
3. Flashover
4. Celtic Memory
5. The Triumph of the Truth
6. Dreamland
7. Witches' Sabbath
8. The Flight of the Eagle
9. Ecstasic Music
10. Casanova (Rondò)
11. Desire
12. Scarlet
13. Starlight
Line Up
Freddy Delirio (Tastiere)
 
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