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Skeletal Remains - Devouring Mortality
26/12/2018
( 561 letture )
Gli statunitensi Skeletal Remains sono una realtà piuttosto nuova sulla scena metal, essendo attivi dal 2011. Eppure questo breve lasso di tempo gli è stato più che sufficiente per dare alle stampe tre album ed acquistare una certa notorietà nel circolo dell’underground death metal. Votati all’old school più oltranzista, non rivoluzionano la scena estrema mondiale (e non credo neanche che lo vogliano fare), ma chi lo ha detto che bisogna per forza essere innovativi ed originali? È questa la filosofia che seguono gli Skeletal Remains: preferiscono infatti affidarsi a schemi magari già conosciuti ma che se maneggiati e rielaborati con cura sanno dare più di una soddisfazione.


Stilisticamente e musicalmente parlando, in Devouring Mortality non si può ascoltare nulla che non sia già stato proposto almeno una ventina di anni fa dalle band seminali del genere; in particolar modo sono facilmente individuabili le influenze dei Death del periodo Leprosy/Spiritual Healing, dei primi Gorguts, dei primissimi Pestilence e degli Atheist di Piece of Time. Quello che si avverte, rispetto alle precedenti uscite discografiche, è una maggiore personalità nelle composizioni, la quale permette a Devouring Mortality di godere di una certa fluidità d’ascolto; allo stesso tempo i brani sono dotati di strutture più complesse rispetto ai precedenti Beyond the Flesh e Condemned to Misery, a riprova del progresso tecnico/artistico compiuto dagli Skeletal Remains. Le chitarre di Chris Monroy e Adrian Obregon sono brutali e tecniche quanto basta per far contenti sia gli amanti delle sonorità più grezze sia gli ascoltatori dai timpani più raffinati; allo stesso tempo le due asce non disdegnano nemmeno qualche sprazzo di melodia in occasione degli assoli, la quale contribuisce a donare al tutto un’aura maligna e oscura. Il cantante è dotato di un growl molto particolare, malvagio come quello di Schuldiner, putrido come quello di Van Drunen e incazzato come quello di John Tardy. Per quanto riguarda la sezione ritmica, il lavoro alle pelli di Johnny “Violence” Valles è prettamente old school, quindi con relativamente pochi blast-beat in favore di tupa-tupa e lavori di doppia cassa davvero ben riusciti e di ottimo gusto; il basso di Adrius Marquez, pur non ricoprendo un ruolo di primaria importanza, svolge il suo compito in maniera più che discreta, dettando i tempi ed accompagnando le chitarre per i tre quarti d’ora di durata dell’album. Menzione a parte la merita la produzione di Devouring Mortality, claustrofobica e volutamente sporcata per dare un gusto inizio anni ’90 e far scendere una lacrimuccia ai veterani del metallo della morte.


Non stiamo parlando di un disco fenomenale, per carità; nell’insieme potrebbe suonare un po’ ridondante, dal momento che insiste sempre sulle stesse soluzioni, fattore che, alla lunga, potrebbe annoiare. C’è comunque da dire che, una volta superato lo scoglio dei primi ascolti con conseguente assimilazione, l’album si rivela piacevole da ascoltare, soprattutto se non si hanno chissà quali aspettative. Tutte le canzoni si mantengono più o meno sullo stesso livello qualitativo, quindi non risulta semplice indicare quali in assoluto siano le migliori: personalmente ho apprezzato molto Ripperology, la title-track, Grotesque Creation, Parasitic Horrors e soprattutto Seismic Abyss che, per quanto mi riguarda conquista la palma di miglior traccia di Devouring Mortality. Una realtà promettente che merita di essere sostenuta quella degli Skeletal Remains, probabilmente non la band più originale del mondo ma che quando si parla di death metal riesce a darci dentro e non poco!



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
99 su 3 voti [ VOTA]
Mulo
Domenica 1 Dicembre 2019, 12.54.24
5
Gran bel disco. Se siete amanti del death metal made in USA di inizio anni '90 questo disco (e i 2 precedenti)fanno al caso vostro. Altamente consigliato!
thrasher
Sabato 19 Gennaio 2019, 15.06.30
4
Visti ieri sera a Venezia.... Ragazzi che dire una potenza assoluta, hanno suonato perfettamente... Death metal vecchio stampo pesante... I terrorizer potevano nascondersi, sorpreso di vedere alla chitarra il batterista dei monstrosity
thrasher
Martedì 1 Gennaio 2019, 23.36.26
3
Una delle migliori band emergenti Death metal
lisablack
Lunedì 31 Dicembre 2018, 18.31.02
2
Mi piace tanto, tra i migliori di questo 2018 ormai con i minuti contati..che il 2019 sia più "death" che mai! Ahaha, d'accordo con voto e recensione.
Alessio
Lunedì 31 Dicembre 2018, 16.45.24
1
Non male, ma Dark Descends solitamente da di più. Stilisticamente un puro Death metal americano di inizi 90, quindi c'è da godere. Ma il precedente mi era piaciuto di più. Voto giusto. 7,5
INFORMAZIONI
2018
Dark Descent Records
Death
Tracklist
1. Ripperology
2. Seismic Abyss
3. Cathastrophic Retribution
4. Devouring Mortality
5. Torture Labyrinth
6. Grotesque Creation
7. Parasitic Horrors
8. Mortal Decimation
9. Lifeless Manifestation
10. Reanimating Pathogen
11. Internal Detestation
Line Up
Chris Monroy (Voce, Chitarra)
Adrian Obregon (Chitarra)
Adrius Marquez (Basso)
Johnny “Violence”Valles (Batteria)
 
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