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Vincenzo Marretta - Il Seme della Follia
28/12/2018
( 1780 letture )
Non è la prima volta che ci imbattiamo nel nome di Vincenzo Marretta sulle pagine di Metallized. Di lui ci eravamo infatti già occupati in occasione della recensione di Here I Am at the End. Nonostante la profonda evoluzione stilistica intercorsa tra l’autoproduzione appena linkata e quella nuova battezzata Il Seme della Follia, la qualità complessiva della proposta resta sempre alta. Attraverso una carriera partita nel 2003 come batterista di Sonomia 7, Legame Metallico, Last Minute JS, BSV, Velaut, Damned Domination, A Fleetin’ Glimpse e Levana ed attraverso il passaggio al polistrumentismo ad al lavoro a proprio nome, Marretta si presenta nel 2018 come maturo artista di area prevalentemente psych, capace di instaurare proficue collaborazioni con altri musicisti (anche in sede di scrittura in The End e Home), al fine di ottenere il miglior risultato possibile e pur occupandosi in solitaria di ogni aspetto legato alla produzione del progetto.

Il Seme della Follia non segna un distacco netto dal suo predecessore, conservando elementi thrash, heavy ed alternative tra gli altri, ma si basa in parte nettamente maggiore su un rock psichedelico molto moderno e, soprattutto, molto efficace e raffinato. Buon suono in relazione alla dimensione dell’autoproduzione, uso quasi esclusivo della lingua italiana per comunicare il senso di testi molto importanti basati su come affrontare le situazioni che la vita ci propone, sulla conquista della vera libertà e nel quadro della cifra stilistica dell’artista (ma non solo), ed arrangiamenti capaci di valorizzare le varie sfaccettature dell’opera. Analizzando la scaletta, si rileva l’assenza di veri filler e la presenza di alcuni pezzi realmente capaci di attirare l’attenzione. In particolare, sono la solennità e la consapevolezza dello scorrere del tempo di Countdown, la varietà della costruzione di Chains, basata sul tema dell’oppressione psico-fisica, la profondità della trasformazione dell’Io interiore di Metamorfosi e quella di Un Giorno, ed il senso di atemporalità della descrizione della sofferenza inconscia di un uomo ne La Triste Storia di un’Anima in Pena, a colpire maggiormente. In realtà però, non ci sono veri momenti di debolezza del prodotto, al di là di certi limiti di contorno evidenziati nel paragrafo successivo.

In questo senso si può infatti rilevare come alcune parti vocali mostrino delle incertezze esecutive e come certuni passaggi strumentali avrebbero potuto essere sviluppati in maniera più efficace mediante arrangiamenti più scorrevoli. Si tratta comunque di appunti che non ledono il senso profondo de Il Seme della Follia e che, in ogni caso, possono essere corretti con un po’ più di accortezza ed esperienza da parte del mastermind e dei suoi compagni di viaggio. Quel che resta alla fine dell’ascolto è quindi la consapevolezza di avere a che fare con un prodotto maturo, di buona fattura e che mostra come Vincenzo Marretta possa in futuro produrre album molto interessanti. Che aspettiamo di ascoltare.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
64 su 5 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Autoprodotto
Heavy
Tracklist
1. The End
2. Countdown
3. Chains
4. Home
5. Winners
6. Metamorfosi
7. Un giorno
8. La triste storia di un’anima in pena
9. Il seme della follia
Line Up
Vincenzo Marretta (Voce, Chitarra elettrica, Pianoforte, Tastiere, Basso, Batteria)
Bruno Cullaro (Voce, Percussioni)
Fabio Bastillo (Voce)
Carmelo Di Lio (Chitarra elettrica)
Francesco Less (Chitarra elettrica, Basso, Voce)
Libero Reina (Chitarra acustica, Voce)
Claudio Marullo (Chitarra elettrica)
Lorenzo Baiamonte (Pianoforte, Tastiere)
Federico Maniscalco (Basso)
 
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