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Motorhead - Hammered
29/12/2018
( 1462 letture )
C’è poco da fare, “Motörhead” è uno di quei nomi che è sinonimo di garanzia. Ci sarà magari qualche leggerissima variazione sul tema, ma quando peschi a caso uno tra i ventidue album della leggendaria band di Lemmy Kilmister sai sempre benissimo cosa aspettarti. Qualche album sarà più iconico di altri, qualcuno meno riuscito, qualcun altro sarà più grezzo e veloce, qualcuno sarà caratterizzato da una verve più melodica, ma il centro, il cuore pulsante è sempre quell’heavy metal grintoso e sgangherato, molto influenzato dal rock ‘n roll e graffiato dalla voce inconfondibile dal suo frontman.

Hammered esce nel 2002 ed è il capitolo da studio numero sedici della band: presenta quindi la stabile line-up della seconda parte di carriera dei Britannici, con Phil Campbell alla chitarra e Mikkey Dee alla batteria, oltre che al solito Snaggletooth piazzato al centro della copertina (ma sai che novità!?). Stilisticamente, rispetto ai più violenti e diretti predecessori, Hammered si presenta come un disco più cadenzato, in senso ampio rock ma con un gran bel tiro. Più di altre volte qui infatti si apprezza la quadratura di molti riff, ben resi anche attraverso una produzione grezza ma rinnovata rispetto agli Ottanta, modernizzata al punto giusto, scandita dai tempi dettati da un Dee decisamente in gran forma. Non parliamo certamente della punta di diamante nella discografia dei Nostri, ma soltanto del classico buon disco dei Motörhead, con una manciata di buoni/ottimi pezzi, qualche riempitivo e grande dedizione alla causa.

L’opener Walk a Crooked Mile tira subito fuori il lato più rock della band, con il riff massiccio contrapposto a un ritornello decisamente più melodico e corale, un brano molto riuscito. Brave New World, corredato di videoclip, ha il carattere della hit, parte sgangherata per poi trovare apprezzabili note melodiche nel prechorus e un ritornello facile e d’impatto. Anche Shut Your Mouth non sfigura, in cui si distingue soprattutto una parte solistica dal sapore hard rock piuttosto deliziosa, mentre No Remorse, nonostante la pesantezza e nonostante sia forse un po’ prolissa, dimostra tutta l’attitudine al mid tempo di Hammered, anche se con un tocco un po’ più cupo nell’atmosfera. C’è comunque anche posto per le più classiche sparate grezze Motörhead style, e Red Raw ne è un’esempio concretissimo, mentre l’ultimo brano, Serial Killer, vede la partecipazione del wrestler Triple H alla voce: oltre a questo, come bonus track di altre versioni dell’album è anche presente la celebre The Game, utilizzata proprio dal wrestler per la propria entrata in scena.

Insomma, Hammered è il classico buon disco dei Motörhead, onesto e chiassoso. Lo stesso Lemmy nel documentario The Guts and the Glory del 2005 lo definì un lavoro fatto di alti e bassi, e possiamo tutto sommato concordare. I quarantacinque minuti di durata totale potevano essere sfoltiti di un paio di tracce (Dr. Love, Mine All Mine o Voices from the War non sono certo il meglio che la band ha potuto offrire nella sua lunga carriera), ma non ci si può nemmeno lamentare troppo. Hammered non si può infatti definire un album flop, almeno due o tre pezzi risultano memorabili, da ricordare con piacere tra le tante chicche suonate dai Nostri. Un album che improbabilmente avrà fatto innamorare qualcuno dei Motörhead, che non ha fatto gridare al miracolo nessuno, ma che avrà soddisfatto il palato dei nostalgici incorruttibili della band e di una certa attitudine di suonare heavy metal. Un altro tassello della leggenda dello Snaggletooth. E in alto i boccali una volta ancora per la memoria di Lemmy!



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
74 su 2 voti [ VOTA]
tartu71
Venerdì 26 Giugno 2020, 8.44.40
14
esatto, dei motorhead non si butta via niente!
Baphodor
Venerdì 26 Giugno 2020, 2.17.00
13
Ma a quando le ultime recensioni mancanti? We are Motorhead e Snake bite love ? trovo siano sottovalutati !
Baphodor
Venerdì 26 Giugno 2020, 1.52.03
12
Il bello dei Motorhead già...Prendi un disco a casa e sai cosa ti aspetta. Ben detto. Non la punta di diamante ma per un fan è cmq piacevole. Mai scesi sotto i 75 perchè non ci aspettiamo il progressive da loro,ma sano e schietto "rock'n roll". Quindi se ti piacciono i motorhead goditelo se non ti piacciano e pensi che abbiamo suonato la stessa salsa in 22 album non ti farà cambiare idea nemmeno una bomba come Bastards. Lemmy Forever.
Kappa
Martedì 1 Gennaio 2019, 13.19.10
11
Al tempo lo trovai sottotono, ma sono sicuro che nel piattume attuale delle uscite metal, se lo rimettessi su lo rivaluterei all'istante. Ed è quello che farò, grazie per la recensione!
JC
Domenica 30 Dicembre 2018, 11.02.43
10
Disco appena sufficiente, di maniera, ma gradevole. Lo ascoltavo nel 2002 mentre preparavo diritto penale II, che tempi...
Mic
Domenica 30 Dicembre 2018, 9.15.48
9
I motorhead di quel periodo mi piacciono. 70 ci sta
LAMBRUSCORE
Sabato 29 Dicembre 2018, 19.06.44
8
Non tra i loro capolavori, comunque erano sempre loro, tra i più grandi del rock in generale, non solo nel metal.
Rasta
Sabato 29 Dicembre 2018, 18.12.09
7
RF: bell'annedoto. We Are The Road Crew è strameritata! /// ... no, tutti gli amici mi chiamano Rasta, dall'88. Fanno prima loro e faccio prima io. X curiosità, non mi chiamano così xchè porto i Dreadlock, non li ho mai portati. Ho i capelli paro paro come quelli che aveva MALCOLM YOUNG. Ne vado assai fiero. Un salutone e stretta di mano.
Rob Fleming
Sabato 29 Dicembre 2018, 18.03.03
6
È come dici tu @Fabio Rasta (a proposito, Rasta sei sempre tu o un "parente"?). Overnight Sensation è un album scarsino, ma li andai a vedere proprio in quella tournée e ho ancora indelebile l'immagine di Phil Campbell che dal tour bus urlava a un rodie "I want that blonde, I want that fucking blonde!". E il roadie, ligio al dovere, prese la tipa, l'accompagnò e di lei non abbiamo più saputo nulla. Groupies di metà anni '90...
dead again
Sabato 29 Dicembre 2018, 17.54.11
5
voto 100 e lode.....
Poison Ivy
Sabato 29 Dicembre 2018, 17.05.54
4
Disco sufficiente ma nulla più. Per i completisti può essere fondamentale ma tutti gli altri anche non possederlo significa non perdere un gran disco.
Rasta
Sabato 29 Dicembre 2018, 16.42.28
3
Ah....! Ieri sono tre anni che non ci sono +. Credo che con LEMMY se ne sia andata un'intera epoca. Sono contento di averla vissuta. Grazie LEMMY.
Fabio Rasta
Sabato 29 Dicembre 2018, 16.37.22
2
... tanto x cambiare concordo con Rob Fleming: niente di speciale ma almeno sempre onesti. Salverei senz'altro l'opener, ma x il resto poco altro. Di tutti gli LP in studio dei MOTÖRHEAD, questo, seguito da We Are Motörhead, e forse Overnight Sensation al terzo (anche se le title tracks di questi ultimi sono strepitose), è quello che mi piace meno. Curiosamente fu seguito dal mio preferito della nuova era, e uno dei miei Album preferiti in assoluto; sto parlando di Inferno. Mi duole essere tanto spietato con i miei beniamini, ma devo da essere obiettivo. LEMMY stesso all'epoca, a qualche tempo dalla pubblicazione, non lo valutò tanto bene. Inferno invece, fu l'ennesima e definitiva rinascita di una Band, data qui x morta e sepolta l'ennesima volta. ...e ci fu il Tour per il XXX°, dove LEMMY & Soci, in forma smagliante, si fecero ancora una volta beffe dei detrattori.
Rob Fleming
Sabato 29 Dicembre 2018, 15.37.38
1
Poteva sembrare una nuova era con la "poppeggiante" Walk a Crooked Mile e la sabbathiana Down the line. E invece gli stilemi rimanevano gli stessi: rock and roll ad alto tasso testosteronico con una spruzzata di industrial Kill the world (una nuonva Orgasmatron?). Niente di speciale, ma sempre onesti. 73
INFORMAZIONI
2002
SPV
Heavy
Tracklist
1. Walk a Crooked Mile
2. Down the Line
3. Brave New World
4. Voices from the War
5. Mine All Mine
6. Shut Your Mouth
7. Kill the World
8. Dr. Love
9. No Remorse
10. Red Raw
11. Serial Killer
Line Up
Lemmy Kilmister (Voce, Basso)
Phil Campbell (Chitarra)
Mikkey Dee (Batteria)

Musicisti Ospiti
Dizzy Reed (Tastiera in traccia 5)
Triple H (Voce addizionale in traccia 11)
 
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