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Sacramentum - Far Away from the Sun
05/01/2019
( 687 letture )
Black metal e melodia, forse il più grande conflitto che possa venire in mente, scorrendo velocemente tra le pagine della storia della musica estrema; difficile riuscire a far convivere pacificamente il lato più accessibile e accattivante della musica con il genere che si fa portabandiera del nichilismo più assoluto. Soprattutto in tempi moderni, sono molte le band black che si fregiano dei titoli atmospheric/melodic/symphonic, con risultati a volte interessanti, a volte deludenti. Ma sin dai tempi dell'ondata scandinava, alcuni gruppi (Emperor e Dissection tra i più famosi) sono riusciti a fondere la furia cieca e la negatività intrinseche del genere con strutture eleganti e studiate a fondo, dando vita a lavori permeati da un'oscura bellezza che lascia spesso l'ascoltatore a bocca aperta. E proprio ai Dissection ci ricolleghiamo, poiché la musica prodotta dai ben più sconosciuti Sacramentum ha parecchi tratti in comune con quella prodotta dalla creatura di Jon Nodtveidt, seppur con alcune differenze.

Passiamo ora al disco: il primo dettaglio interessante da notare è l'assenza di qualsivoglia introduzione o dissolvenza ambient, che ritroviamo spesso in dischi che hanno fatto la storia del genere( si pensi, ad esempio, a In The Nightside Eclipse): Fog's Kiss si apre subito con i blast-beat chirurgici di Nicklas Rudolfsson, batterista che darà prova delle sue immense qualità per tutta la durata del platter. Il suo drumming è vario, intenso, caotico ma sempre perfettamente a fuoco: non c'è mai un battito fuori posto, dai momenti più aggressivi e tirati, nei quali ci sembra di sentire il gelido vento del nord sulla pelle, alle parti in cui la furia e la velocità passano in secondo piano mentre ci fermiamo a osservare il cielo di un non ben definito mistico regno tra i ghiacci. E se vogliamo parlare del guitar-work, esso non è di certo da meno: i riff partoriti dal combo svedese sono senza dubbio il punto di forza dell'album che, nonostante presenti una cerca uniformità di fondo anche a causa della produzione nebulosa, non annoia mai e coinvolge fino alla fine. Riff al fulmicotone in tremolo picking, dissonanti e impazziti, che però si sovrappongono gli uni agli altri dando via ad armonie che funzionano alla perfezione e ci ricordano in più di un frangente i maestri Iron Maiden. Il tutto è tenuto insieme dalle harsh vocals, taglienti come rasoi, di Nisse Karlén, che ci accompagnano in un viaggio mistico attraverso tormente di neve, cieli notturni, foreste disabitate e discese nell'abisso.

Un track-by-track è superfluo: nonostante la grande varietà compositiva, Far Away From the Sun è un album compatto e monolitico... mettere in pausa a metà e cercare di erigere qualche traccia al di sopra delle altre sarebbe un crimine. Un turbine che avvolge l'ascoltatore e lo annichilisce, un trip di quarantacinque minuti in cui veniamo trascinati attraverso gli antichi paesaggi labirintici ritratti in copertina e perdiamo ogni contatto con la realtà. Un album da godersi rigorosamente dall'inizio alla fine, da ascoltare e riascoltare, per poter scoprire ogni volta nuovi dettagli nascosti tra le righe dai tre fenomenali musicisti.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
76 su 5 voti [ VOTA]
Pacino
Martedì 8 Gennaio 2019, 8.17.42
10
Ce l'ho questo cd, ma non posso votarlo, l'ho ascoltato 2 (forse) volte, il perché non me lo ricordo. I casi di solito sono 2: o non mi è piaciuto, o avevo diversi album da ascoltare arrivati intorno agli stessi giorni ed è finito nel dimenticatoio. In certi periodi mi prende lo shopping cd compulsivo e magari ne ordino 10/15 tra discogs e amazon, che poi nel giro di poco tempo me li trovo tutti da ascoltare. Quindi boooooh...
Galilee
Lunedì 7 Gennaio 2019, 11.23.38
9
Disco piacevole come ce ne sono tanti, da avere per un fan del black metal per il resto è passabile. 87, praticamente un must del genere......suvvia dai, l'87 non lo vede manco col binocolo...
Kappa
Lunedì 7 Gennaio 2019, 0.22.15
8
Non ho mai capito lo status di capolavoro di questo album, sebbene non sia affatto male. Ma parlando di death Black melodico ci sono almeno una decina di dischi degli anni novanta che gli fanno terra bruciata attorno, tra dissection, naglfar, unanimated e altri nettamente superiori.
Max
Domenica 6 Gennaio 2019, 19.14.29
7
Grandissimo disco. Dopo non si sono ripetuti ma questo resta una gemma.
LAMBRUSCORE
Sabato 5 Gennaio 2019, 19.59.05
6
Voto troppo alto per questo gruppo, niente di speciale, un 60 può bastare per me, ascoltabili ma non grandi musicisti, dai...
lisablack
Sabato 5 Gennaio 2019, 17.32.06
5
Si..lo so, però dopo si son fermati, purtroppo.
wtf
Sabato 5 Gennaio 2019, 13.18.16
4
@lisablack (?): guarda che ne han fatti altri due dopo...
Alessio
Sabato 5 Gennaio 2019, 11.44.22
3
Di questo ne abbiamo parlato tanto, qualche settimana fà sul forum. Veramente un grande disco. Non avevano magari la perizia dei Dissection o qualche altro mostro sacro, ma l'atmosfera notturna che permea questo album, unita alle gelide rasoiate ti fà davvero viaggiare in quel Castello così lontano dal sole. Un gioiello.
Luca
Sabato 5 Gennaio 2019, 11.31.56
2
Capolavoro senza tempo
lisablack
Sabato 5 Gennaio 2019, 6.46.44
1
Eh questo me lo ricordo bene, bell'album, dei Sacramentum purtroppo si son perse le tracce, peccato, questo disco prometteva tanto, molto bello, ogni tanto lo rispolvero volentieri..sono in linea con il recensore.
INFORMAZIONI
1996
Adipocere Records
Black
Tracklist
1. Fog's Kiss
2. Far Away From the Sun
3. Blood Shall be Spilled
4. When Night Surrounds Me
5. Cries From a Restless Soul
6. Obsolete Tears
7. Beyond All Horizons
8. The Vision and the Voice
9. Outro - Darkness Falls for Me / Far Away from the Sun (Part Two)
Line Up
Nisse Karlén (Voce e basso)
Anders Brolycke (Chitarra)
Nicklas Rudolfsson (Batteria)
 
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