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Satyricon - Volcano
05/01/2019
( 752 letture )
Da ormai venti anni i Satyricon, una delle band storicamente più importanti per la nascita e lo sviluppo del black metal, hanno visto i propri fan spaccarsi in due: da un lato, la svolta artistica risalente al 1999 e proseguita fino ad oggi ha alienato loro l'affetto di molti sostenitori della prima ora, legati alle magnifiche sonorità black dei primi lavori; da un lato, in compenso, ha fatto loro guadagnare schiere di nuovi adepti, che hanno permesso al gruppo di avere ancora oggi un buon seguito.

In merito a tale seguito, ci occupiamo oggi di Volcano, risalente al 2002 e che risulta a tutt'oggi uno dei lavori più venduti dei Satyricon; dal punto di vista squisitamente commerciale insomma, il disco è stato ed è tuttora un successo importante per Satyr e Frost. Dal punto di vista artistico, tuttavia, anche Volcano ha polarizzato la critica: alcuni lo ritengono il primo, vero passo falso della storia della band, mentre altri lo ritengono un valido album, facente parte di un percorso ormai scelto e segnato. Chi avrà ragione? Proviamo a scoprirlo.
With Ravenous Hunger, introdotta da cupi rumori industriali (eredità del precedente Rebel Extravaganza), è una vera e propria dichiarazione di intenti: non a caso, prima che gli strumenti inizino a percuotere l'ascoltatore, è presente anche la celebre citazione de Il Gladiatore dove Massimo Decimo Meridio, interpretato da Russell Crowe, incita i suoi soldati a scatenare l'Inferno, al suo segnale. La prima parte del pezzo riprende, seppure con il freno a mano tirato, sonorità black, con chitarre e batteria sugli scudi; le inee vocali di Satyr sono inconfondibili e dimostrano, ancora una volta, come l'artista norvegese sia fra i frontman più carismatici della storia del genere. All'incirca verso la metà, il pezzo vede un rallentamento ben gestito dai musicisti, ma forse un po' troppo lungo, che ad ogni modo accompagna validamente la canzone verso la sua conclusione. Angstridden inizia come un mid-tempo cadenzato di quelli cui i Satyricon ci hanno abituato negli ultimi anni e che tanto fanno infuriare i fan della prima ora; successivamente evolve verso ritmi più rapidi e vagamente schizofrenici, con inserti industrial gradevolmente amalgamati al resto della musica; forse, ancora una volta, il brano è eccessivamente lungo, ma convince. E' poi il turno di Fuel for Hatred, ormai divenuta un classico degli spettacoli dal vivo, con i suoi riff che strizzano vagamente l'occhio a sonorità classiche, quasi Motorhead: non si può negare la natura più “commerciale” di questa canzone, ma neppure la sua capacità di coinvolgere gli ascoltatori, anche se i tempi di Mother North sono fatalmente lontani. Suffering the Tyrants è la canzone più cupa ed oscura ascoltata finora, ma, probabilmente, anche la meno riuscita, benché i suoi pezzi più atmosferici siano comunque in grado di regalare un brivido agli ascoltatori. Va meglio con Possessed, anche grazie alla batteria di Frost, qui forse al suo massimo in tutto il disco; certo, la chitarra ad un certo punto sembra scimmiottare i riff di Seek and Destroy dei Metallica, ma dopotutto ci sono fonti peggiori da cui attingere! E' poi la volta di un altro classico dei concerti dal vivo dei Satyricon, Repined Bastard Nation, sorretta da alcuni riff stridenti, ma in ogni caso ben congegnati. Certo, i fan della prima ora apprezzeranno sicuramente di più Mental Mercury, che recupera qualcosa della vecchia aggressività e velocità di un tempo, pur non eguagliandone i livelli. Sfortunatamente, proprio alla conclusione, Volcano inciampa: Black Lava è una suite di circa 14 minuti, fatta di riff a dire il vero non particolarmente ispirati e di linee vocali altrettanto poco convincenti.

Come sempre, la verità su Volcano sta nel mezzo: non è certamente un album totalmente da buttar via, ma non è neppure un lavoro destinato a restare nella storia del black metal o del metal in generale; è, né più né meno, un buon album, con alcuni picchi, qualche incertezza ed uno scivolone finale sicuramente evitabile; non è al livello della storica triade iniziale, ma neppure di Rebel Extravaganza; verosimilmente, il successivo Now, Diabolical, pur riducendo ulteriormente all'osso lo stile musicale dei Satyricon, sarà complessivamente migliore. Sempre meglio, ad ogni modo, di quanto prodotto nel passato più recente da Satyr e soci.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
71.6 su 5 voti [ VOTA]
kroky78
Mercoledì 9 Gennaio 2019, 19.18.22
18
Questo Volcano mi piace proprio! Al netto della solita leggendaria e insuperabile triade, bla, bla, bla, è un signor disco. Molto bella la conclusiva Black Lava, col suo incedere quasi ipnotico. Sottoscrivo il commento num. 9.
Give em the axe
Mercoledì 9 Gennaio 2019, 13.45.49
17
@Paco, che persona intelligente dimostri di essere. Rispetta i gusti altrui, se a te rebel non piace son cazzi tuoi.
Poss
Martedì 8 Gennaio 2019, 22.33.16
16
Lo trovo bellissimo. Ha un'aura che mi ha sempre conquistato.
Pacino
Martedì 8 Gennaio 2019, 8.01.48
15
non si discute dillo al tuo cane...
Paco
Martedì 8 Gennaio 2019, 7.28.56
14
"Rebel Extravaganza" ha solo la prima traccia che e' bella...il resto fa cagare!!! Il vero capolavoro della band x me e' e rimane sempre "Nemesis Divina" nn si discute!!!
Pacino
Martedì 8 Gennaio 2019, 6.29.00
13
Anche io sono un estimatore di Rebel Extravaganza, lo considero, insieme al debutto dei Thorns, il migliore album Black Metal/Industrial che conosco. Ci aggiungerei anche Stream Inferno dei Mysticum.
Tevildo75
Lunedì 7 Gennaio 2019, 16.09.55
12
Tolte stt e bl ( che avrei accorciato ) e la produzione che non è un granché è un'ottimo disco con gran belle idee. voto 80
stoppa
Lunedì 7 Gennaio 2019, 13.20.29
11
Brutto forte, e pensare che alcune webzine hanno avuto il coraggio di dargli 9 su 10.
tino
Lunedì 7 Gennaio 2019, 11.14.39
10
Quoto max, questo un ottimo disco con pezzi notevoli tra i quali il capolavoro repined bastard nation e anche fuel for hatred e' un singolo facile ma che va dritto al punto, ma il vero apice e' il sottovalutato rebel
Max
Lunedì 7 Gennaio 2019, 10.40.41
9
Sinceramente come disco più sottovalutato della band metto Rebel Extravaganza, che sinceramente anche se diverso dai primi 3 capolavori è un album clamoroso. Questo bellino e lo apprezzo tutt'ora, ma non a livello del suo predecessore.
Kappa
Domenica 6 Gennaio 2019, 14.15.11
8
Disco ottimo, cinico, glaciale. Per me loro sono dei geni incompresi.
simonefraskogene
Domenica 6 Gennaio 2019, 13.55.45
7
Bel disco, certo non a livello dei primi quattro, però di livello anche questo, più viscido e grooveggiante
lisablack
Domenica 6 Gennaio 2019, 12.48.01
6
Disco sufficiente, nulla più, i primi 3 non si battono, tra i migliori album black( di tipo norvegese) insieme ai primi Emperor, secondo me. Dopo Nemesis Divina, il vuoto come dice thrasher, non sono più riusciti a raggiungere certi livelli compositivi, pazienza.
Luca
Domenica 6 Gennaio 2019, 10.20.00
5
Disco penoso come del resto gli ultimi 20 anni di questo gruppo..
thrasher
Domenica 6 Gennaio 2019, 9.04.50
4
Pessimo disco... I primi tre dischi notevoli poi il vuoto
Nyarlathotep
Domenica 6 Gennaio 2019, 9.01.17
3
“Autumn in the air, (the) smell of Black Metal 90-95” (Black Lava). Un bel disco maligno, insidioso e viscido, diverso dai macigni (bellissimi) degli inizi e dai toni dei capolavori ND e RE. Angstridden e Mental Mercury per me spiccano proprio.
Pacino
Domenica 6 Gennaio 2019, 7.55.13
2
Gran disco, i primi Satyricon erano altro, ma anche qui sono altrettanto grandi. Voto 80
Poison Ivy
Sabato 5 Gennaio 2019, 7.19.41
1
Come un po' tutto il corso degli ultimi Satyricon anche questo disco non mi dispiace, più che discreto.
INFORMAZIONI
2002
Moonfog/Capitol
Black
Tracklist
1. With Ravenous Hunger
2. Angstridden
3. Fuel For Hatred
4. Suffering The Tyrants
5. Possessed
6. Repined Bastard Nation
7. Mental Mercury
8. Black lava
Line Up
Satyr (Voce, chitarra e basso)
Frost (Batteria)

Musicisti Ospiti
Anja Garbarek (Voce nelle tracce 2, 7 e 8)
Erik Ljunggren (Tastiere)
 
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