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Palace - Binary Music
09/01/2019
( 370 letture )
Dopo il primo, validissimo album, intitolato Master of the Universe, gli svedesi Palace bissano con un nuovo album, sempre sotto lo sguardo vigile della Frontiers Music. Il gruppo, guidato dal cantante e polistrumentista Michael Palace, continua il suo percorso nel soldo dell'hard rock melodico, rifacendosi palesemente agli anni 80 ed infarcendo il sound di tastiere. Niente di troppo estremo, insomma, quindi gli amanti di sonorità più pesanti potrebbero storcere il naso, ma il nostro consiglio è quello di dare comunque un ascolto attento all'album: potreste rimanere sorpresi.

Il lavoro si apre con le note di Binary Music, traccia che, come detto, pur non rinunciando a passaggi catchy e melodie che strizzano l'occhio agli inimitabili eighties, presenta anche passaggi di buon rock, soprattutto per merito della chitarra, suonata sempre dal frontman; segnaliamo che, per questo nuovo parto del suo progetto, il nostro si è avvalso dell'aiuto del noto batterista Daniel Flores. L'album prosegue altrettanto validamente con Tears of Gaia, altro buon pezzo di rock melodico, con tanto di ritornello arioso ed atmosferico, dove il fondatore mette in mostra le sue abilità tanto alle sei corde, quanto al microfono: dà sicuramente l'idea di essere più a suo agio con le note basse rispetto a quelle più alte, ma la sua voce è calda e coinvolgente quanto basta. Gli anni 80 fanno nuovamente capolino in modo importante su Nothing Personal, canzone quasi pop dove si mette in luce anche il buon Daniel Flores, oltre al sempre presente Palace, che su questo album si cimenta anche alle tastiere, al basso, al sax ed all'armonica; ti accontenti di soli cinque strumenti, eh Michael? Tuttavia, a dispetto di un ritornello che, volenti o nolenti, resta stampato in testa, ci permettiamo di suggerire il passaggio a Promised Land, brano decisamente più energico, nonché a Love Songs, che, a dispetto del nome, non è una ballad, bensì un buon pezzo di hard rock, pur sempre nel solco della immancabile melodia.
Dopo il giro di boa, un interessante riff ci accompagna tramite Dangerous Grounds, uno dei pezzi migliori del lotto, con splendide linee vocali ed ottime ritmiche. Proprio le ritmiche fanno la fortuna di Queen of the Prom, pezzo che ricorda, per certi versi, una celebre band ritornata recentemente in auge grazie ad un film e che, peraltro, è citata nel nome del brano stesso: esatto, stiamo parlando dei Queen! Il paragone con la fenomenale band inglese naturalmente è ingeneroso, ma qui e là riecheggia qualche atmosfera. Naturalmente abbiamo tempo per una ballad, Who's Counting Time, onestamente non eccezionale, prima di spostarci su inediti lidi quasi southern rock con Julia, dove fra l'altro troviamo come ospite il chitarrista Oscar Bromvall. Esperimento strano per la band, ma assai valido, va detto. Si chiudono le danze con To Have and to Hold, ultimo vagito di puro AOR ben composto e ben suonato dal gruppo.

Come detto, questo Binary Music è un altro valido lavoro a firma Palace: pur non stupendoci come il notevole esordio (e, bisogna dire, come la sua copertina, dato che quella di questo secondo lavoro non è un granché!), dunque, è un altro passo nella giusta direzione da parte di questa band, che, a questo punto, speriamo torni il prima possibile con una terza prova in studio.



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
52.5 su 2 voti [ VOTA]
HeroOfSand_14
Venerdì 11 Gennaio 2019, 18.46.08
3
L'hype era alto dopo un esordio a dir poco clamoroso, ma già a vederli live mi era parso che qualcosa non andasse nel gruppo (in generale poco coeso e immaturo). Infatti ora i Palace sono una one man band con il prezzemolino Daniel Flores in aggiunta, ma ciò non è un male perchè Michael è un songwriter di AOR di livello, e Binary Music ne è un ottimo esempio. La migliore per me rimane Dangerous Grounds, ma anche la titletrack e Tears Of Gaia sono gran bei brani. In generale molto godibile e ben cantato da Michael, si vede che è maturato sotto questo aspetto. Buon disco ma finisci li, putroppo verrà dimenticato presto ho paura
JC
Giovedì 10 Gennaio 2019, 14.43.38
2
Album buono ma il primo mi aveva impressionato perché bello il revival anni 80, questo molto meno. 73 voto giustissimo.
Poison Ivy
Giovedì 10 Gennaio 2019, 13.50.17
1
Ascoltato ma non mi ha detto tanto, disco discreto ma nel genere ci sono altri migliori ascolti.
INFORMAZIONI
2018
Frontiers Music
AOR
Tracklist
1. Binary Music
2. Tears of Gaia
3. Nothing Personal
4. Promised Land
5. Love Songs
6. Dangerous Grounds
7. Queen of the Prom
8. Who’s Counting Time
9. Julia
10. To Have and to Hold
Line Up
Michael Palace (Voce, Chitarra, Tastiere, Basso, Sax, Armonica)
Daniel Flores (Batteria, Percussioni)

Musicisti Ospiti
Oscar Bromvall (Chitarra nella traccia 9)
 
RECENSIONI
77
 
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