Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Grand Magus
Wolf God
Demo

The Core
Flesh and Bones
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

23/04/19
LUCE D`INVERNO
Ljetzan

26/04/19
DARK HERESY
Abstract Principles Taken To Their Logical Extremes

26/04/19
VAURA
Slabes

26/04/19
ARSTIDIR LIFSINS
Saga á tveim tungum I: Vápn ok viðr

26/04/19
THE DAMNED THINGS
High Crimes

26/04/19
PARAGON
Controlled Demolition

26/04/19
TAKEN
Unchained

26/04/19
LORD DYING
Mysterium Tremendum

26/04/19
LONELY ROBOT
Under Stars

26/04/19
NORSEMEN
Bloodlust

CONCERTI

20/04/19
EVERGREY + BLOODRED HOURGLASS + GENUS ORDINIS DEI + CROSSING ETERNITY
DAGDA - RETORBIDO (PV)

20/04/19
ATLAS PAIN
LEGEND CLUB - MILANO

20/04/19
ENTOMBED A.D. + DISTRUZIONE + ULVEDHARR
TRAFFIC CLUB - ROMA

20/04/19
WAYFARER + ENTROPIA
BLOOM - MEZZAGO (MB)

20/04/19
ACCIAIO ITALIANO
ARCI TOM - MANTOVA

20/04/19
ZAUM + GUESTS
MAMIWATA - PESCARA

20/04/19
FARNARU METAL FEST
L'ISOLA CHE NON C'E' - ALESSANO (LE)

21/04/19
EVERGREY + BLOODRED HOURGLASS + GENUS ORDINIS DEI + CROSSING ETERNITY
BLUEMOON - VERONA

21/04/19
WRONG (USA) + COILGUNS + GUEST
EKIDNA - CARPI (MO)

21/04/19
ENTOMBED A.D. + GUEST
CUEVAROCK - CAGLIARI

Caravan - If I Could Do It All Over Again, I’d Do It All Over You
12/01/2019
( 641 letture )
Per inquadrare correttamente i Caravan, è impossibile non accennare al contesto in cui la band nasce e si afferma. Ci troviamo a Canterbury, in Inghilterra, dove alla fine degli anni Sessanta, in una cittadina che contava poco più di 30.000 persone, peraltro già celebre come ambientazione dei racconti di Geoffrey Chaucer, vede la luce una delle scene prog più fiorenti del pianeta, che trova, oltre che nei nostri, nei Soft Machine di Robert Wyatt e nei Gong di Daevid Allen i suoi rappresentanti più noti e nobili. Ciò che accomuna il sound di queste band è la marcata, ricorrente presenza di elementi psichedelici e jazz, miscelati ovviamente di volta in volta in maniera diversa e personale. Chiarito questo, i Caravan, nati dalle ceneri dei Wilde Flowers, si formano nel 1968 con, in squadra, Pye Hastings (chitarra e voce), Richard Sinclair (basso), Dave Sinclair (tastiere) e Richard Coughlan (batteria). A loro si affianca il fratello di Pye, Jimmy, flautista e sassofonista, talora accreditato come Brother Jim.

L’esordio discografico è con l’omonimo Caravan, uscito per la Verve Records quello stesso anno. Un inizio promettente, che apre la strada ai due album più acclamati della discografia del gruppo, If I Could Do It All Over Again, I’d Do It All Over You (1970) e In the Land of Grey and Pink (1972). La Verve, nel frattempo, chiude però i battenti in Inghilterra, e i Caravan approdano così alla Decca, per mezzo del nuovo manager Terry King. Le registrazioni dei nuovi brani iniziano ai Tangerine Studios di Londra nel settembre del 1969 ma saranno interrotte dai numerosi impegni live della band e riprese solo a febbraio dell’anno successivo.

Il secondo album del gruppo, rilasciato a settembre del 1970, si compone di otto tracce, per un totale di quasi 50 minuti. La lunghezza dei brani, e ciò non deve in alcun modo stupire, risulta alquanto asimmetrica, spaziando dal minuto e mezzo circa di Asforteri e di Limits, per arrivare ai 14:17 dello strepitoso e trascinante medley Can’t Be Long Now / Francoise / For Richard / Warlock, che si impone come pezzo di punta dell’album e rimane, ad oggi, ancora un classico durante i live del gruppo: abbiamo insomma a che fare con un album che non dà punti di riferimento e spiazza in continuazione l'ascoltatore, ma badate bene, non si tratta certamente di una sensazione di spaesamento da intendersi in maniera negativa: ogni singolo brano è infatti assolutamente degno di menzione, sia quando veniamo accompagnati da dolci melodie, sia quanto gli strumentisti cambiano totalmente marcia al pezzo di turno, producendosi in splendide cavalcate musicali. A cominciare dalla title-track, che apre il disco con un inconfondibile sapore psichedelico, così come l’atmosfera delicata e sognante degli altri due medley And I Wish I Were Stoned / Don’t Worry e With an Ear to the Ground You Can Make It / Martinian / Only Cox / Reprise, la ritmica più incalzante di As I Feel I Die, accompagnata dal magnifico lavoro alle tastiere di Dave Sinclair, per concludere con la perfetta misura di Hello Hello, non a caso primo singolo estratto dall’album. Curiosità circa la copertina, che vede la band immortalata da David Jupe in un’ambientazione rurale, in realtà l’Holland Park a Londra.
Nel 2001, sempre per la Decca Records, esce una versione rimasterizzata, contenente altri quattro brani, tra cui l’inedita eppur già celebre, per via dei live, A Day in the Life of Maurice Haylett, accreditato nell’album come road manager.

Complessivamente, If I Could Do It All Over Again, I’d Do It All Over You può essere considerato un capolavoro, che spianerà poi la strada al terzo album, probabilmente il disco della maturità per i Caravan; tuttavia, già in questo album il gruppo riesce nell’impresa di personalizzare il proprio sound, discostandosi dall’altro colosso della scena, i Soft Machine, grazie ad un ricorso alla componente jazz meno sperimentale e più misurato, contribuendo così alla creazione della corretta atmosfera e alla maggiore fruibilità dell’opera.

Che il metallo sia con voi (anche quando ascoltate prog rock)



VOTO RECENSORE
89
VOTO LETTORI
85 su 1 voti [ VOTA]
Heavy Metal Grin
Giovedì 17 Gennaio 2019, 13.19.07
14
Concordo Area, i King Crimson restano inarrivabili per chiunque secondo me
Area
Giovedì 17 Gennaio 2019, 10.39.17
13
Ottima band, mi spiace che manchi la recensione del capolavoro "In the Land of Gray and Pink". Sinceramente preferisco band come King Crimson e Genesis alla scena di Canterbury, però quest'ultima é peculiare per le sue influenze Jazz più prepotenti.
Zess
Lunedì 14 Gennaio 2019, 0.03.59
12
Indubbiamente è un buon disco, ma... non l'ho mai digerito. Boh, quelle cose che non mi spiego.
duke
Sabato 12 Gennaio 2019, 17.14.59
11
band grandiosa.....disco spettacolare....anche se preferisco in the land of grey and pink....
Heavy Metal Grin
Sabato 12 Gennaio 2019, 15.25.51
10
Beh, In the Land of Grey and Pink è mediamente riconosciuto come il loro album migliore. Io preferisco questo, ma è una questione di gusto personale che ho provato - non sempre è facile - a lasciare fuori dalla recensione. Chiudiamo la questione schizofrenico. Semplicemente cerco di non utilizzare un linguaggio che etichetta e stigmatizza, in maniera distorta, chi già porta un pesante fardello sulle spalle. Tutto qui, magari ne parleremo altrove. Non è questo né il luogo né il momento adatto
Steelminded
Sabato 12 Gennaio 2019, 15.08.05
9
Cmq, tornando alla musica, io amo particolarmente i Caravan. Questo è molto bello, ma i miei preferiti sono In the land of the Grey and pink e Waterloo Lily! Grande gruppo storico!
Steelminded
Sabato 12 Gennaio 2019, 15.06.02
8
È una sensibilità particolare che grin ha credo che ci può stare. Credo sia abbastanza di uso comune a svopi descrittivi. lo non mi scandalizzo a leggerlo, però effettivamente è una patologia serissima.
Barry
Sabato 12 Gennaio 2019, 14.24.20
7
E' stato un qui pro quo ed abbiamo corretto. Ad ogni modo, nel caso di specie "schizofrenico" non era da intendersi in modo negativo, come spiegato anche nel corso dello scritto.
Steelminded
Sabato 12 Gennaio 2019, 14.11.06
6
Grin capisco, non ti preoccupare... avevo letto il tuo commento è capito bene il tuo pensiero...
Heavy Metal Grin
Sabato 12 Gennaio 2019, 13.38.59
5
@Steelminded come potrai leggere nel mio commento iniziale, sono pienamente d'accordo con te. Peraltro è un termine che, a prescindere dall'adeguatezza o meno al contesto, non mi sarei mai sognato di utilizzare, dal momento che lavoro con pazienti psichiatrici
Steelminded
Sabato 12 Gennaio 2019, 13.20.20
4
Secondo me il termine schizofrenico per descrivere la musica dei caravan non ci azzecca niente
progster78
Sabato 12 Gennaio 2019, 9.35.28
3
La scena di Canterbury ha sfornato diamanti tra questi i Caravan,spero che molti giovani scoprano questi gruppi perche' qui c'e' in ballo la musica con la M maiuscola.Cmq il mio voto per questo disco e' 90. Ps: grazie per averlo recensito.
Heavy Metal Grin
Sabato 12 Gennaio 2019, 9.12.42
2
In attesa della modifica al testo, chiedo scusa all'utenza per l'utilizzo del termine "schizofrenico", frutto di un lavoro di editing e che non mi appartiene.
Lele 12 DiAnnő
Sabato 12 Gennaio 2019, 2.38.11
1
Da isola deserta.
INFORMAZIONI
1970
Decca Records
Prog Rock
Tracklist
1. If I could do it all over again, I'd do it all over you
2. And I wish I were stoned - Don't worry
3. As I feel I die
4. With an ear to the ground you can make it / Martinian / Only cox / Reprise
5. Hello Hello
6. Asforteri 25
7. Can't be long now / Françoise / For Richard / Warlock
8. Limits
Line Up
Pye Hastings (Voce, Chitarra)
David Sinclair (Organo, Piano)
Richard Sinclair (Basso, Tamburello, Cori)
Richard Coughlan (Batteria, Percussioni)
 
RECENSIONI
89
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]