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Entombed - Uprising
12/01/2019
( 683 letture )
Leggende del panorama death metal svedese e non, gli Entombed, alla vigilia dell'uscita del loro sesto full-length, non attraversavano certamente il momento più fulgido della propria carriera. Non che i dischi precedenti fossero degli aborti creativi, anzi, di per sé contenevano anche delle idee non proprio malvagie, ma -nonostante tutto- rappresentarono molto probabilmente il momento artisticamente più basso del combo di Stoccolma.
To Ride Shoot Straight and Speak the Truth non era infatti un lavoro malriuscito, anche se penalizzato da una produzione tutt'altro che impeccabile, ma non aveva soddisfatto le alte aspettative che tutti nutrivano nei confronti di Petrov e soci. Del resto, da un act che aveva avuto il coraggio di dare, seppur gradualmente, una virata al proprio stile, dopo aver già dato vita a due album storici, per di più riuscendo nell'impresa con Wolverine Blues, era naturale che ci si aspettasse un successore di livello. Same Difference aveva segnato un altro cambio di rotta, con un ulteriore, forse eccessivo, assottigliamento delle sonorità death metal, che fino ad allora avevano comunque costituito la spina dorsale del sound della band, a favore del lato più rock; non mancavano quindi qualche sperimentazione (di troppo), qualche passaggio più melodico e la constatazione della quasi assenza del growl. Insomma, troppo anche per i fan più affezionati.
Fortunatamente Cederlund e compagni, a meno di due anni di distanza da Same Difference, aggiustarono il tiro con Uprising.

Un platter azzeccato, fondamentalmente ben scritto, e soprattutto che recuperava quella vena tipicamente Entombed che sembrava essersi un po' persa. La voce di Petrov tornava a farsi più sporca e graffiata, certamente di impatto, il basso a sferragliare come d'uopo, mentre le chitarre di Uffe ed Hellid sfornavano riffoni e assoli dal forte gusto rock 'n roll. In generale tutta il gruppo giovò di un approccio nuovamente più istintivo e “cattivo”, a partire dalla copertina semplice e spartana (chi se lo ricorda il cane tutto da coccolare in bella mostra su Same Difference?) per finire alla produzione, magari un po' meno pulita e professionale rispetto a quella del predecessore, ma decisamente più confacente allo stile degli svedesi.

Perché in fin dei conti, mettendo su un disco degli Entombed, tralasciando i primi due (per cui va fatto un discorso a parte), l'ascoltatore non vuole che sentire i riffoni “death 'n roll” sparati dal celebre suono “a motosega” delle chitarre, le ritmiche incalzanti e il timbro primitivo della voce di Petrov; e con Uprising l' ascoltatore troverà esattamente questo, fin dall'opener Seeing Red, passando per altri ottimi pezzi come l'esplosiva Say It in Slugs o la plumbea e più oscura Returning to Madness, senza dimenticare l'inquietante closer In the Flesh, introdotta ed accompagnata addirittura dall'organo di Uffe. Spicca anche l'ottima cover di Scottish Hell dei Dead Horse storica band death/thrash texana, peraltro tornata nel 2017 con un nuovo disco a distanza di oltre 25 anni.
In generale il disco non presenta praticamente nessun calo di tensione e la qualità, nonché lo stile, dei brani rimangono molto omogenei per tutta la durata del platter, senza particolari sorprese, scossoni o esperimenti. Insomma, pur non essendo memorabile come alcune opere del passato, Uprising rimane un'opera di valore, che scorre senza fatica pur non contenendo forse dei veri e propri highlights.

Si tratta dunque di un buon album che rappresenta un momento di transizione che, seguendo un paio di dischi sicuramente trascurabili, farà da preludio a quello che sarà poi Morning Star, sicuramente l'ultimo grande disco di questa gloriosa band.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
75 su 5 voti [ VOTA]
lisablack
Venerdì 18 Gennaio 2019, 17.55.25
12
Sopra 90 solo Clandestine e Left hand path, un bel 100 a tutti e due, la restante discografia( che non è così male) il 90 lo vede col binocolo. Opinione mia, e anch'io adoro Petrov
Galilee
Venerdì 18 Gennaio 2019, 16.02.53
11
Esatto almeno 85. Così a too ride gli si da almeno 95 e a Same difference 80.
NihilisT
Venerdì 18 Gennaio 2019, 15.43.36
10
..Almeno 85...ma come Galilee sono di parte...la voce di LG è fantastica...mi mancano....aspetto sempre una notizia buona da Stoccolma..una è arrivata..DISMEMBER..
arcoditrionfo
Giovedì 17 Gennaio 2019, 14.11.41
9
almeno 85
Hagen
Mercoledì 16 Gennaio 2019, 13.47.43
8
Inferiore sia a Wolverine che a DCLXVI (i primi due album sono troppo diversi per venire messi a paragone), ma resta comunque una bella mazzata sui denti. Voto appropriato.
999
Lunedì 14 Gennaio 2019, 19.32.50
7
Death'n'roll..
tino
Sabato 12 Gennaio 2019, 14.31.07
6
Disco portentoso dove l'anima dei motorhead si fonde con il sound degli svedesi con ottime canzoni. Voto giusto
Pacino
Sabato 12 Gennaio 2019, 12.35.45
5
Ottimo, impossibile non amare gli Entombed, in tutte le loro forme. Voto 75
Poison Ivy
Sabato 12 Gennaio 2019, 12.17.40
4
I migliori Entombed puro death'n'roll come Dio comanda!! Anche per me scrivere che To ride sia malriuscito è blasfemia, il punto più alto raggiunto dal gruppo, mistero...
Galilee
Sabato 12 Gennaio 2019, 12.00.43
3
Certo che parlare di too ride come lavoro non malriuscito e mal prodotto quando in realtà è uno dei dischi più copiati dei 90. E si lo dico sono di parte. È il mio disco rock/metal preferito di sempre. Niente è come lui.
Galilee
Sabato 12 Gennaio 2019, 11.42.45
2
Super disco. Dopo la superba parentesi sperimentale di Same difference si torna al Death n roll più incazzato. Questo è il degno successore del capolavoro too ride. Non ci sono super Song,? Mah.. Io direi che almeno la metà raggiunge la perfezione, il resto è solo splendido. Quoto Fabryz su tutto. Voto 85. Yeah!
FABRYZ
Sabato 12 Gennaio 2019, 11.30.03
1
Aaahhh, le chitarre a motosega degli Entombed, una delle cose migliori mai concepite da mente umana nel rock (la prendo larga visto che con questo gruppo non solo di metal si parla)...oltre ai brani inclusi nella recensione dal bravo Typhon, vorrei porre l accento anche su something out of nothing che oltre alle loro chitarre devastanti presenta anche favolose cowbell a dettare i tempi e su come clean, canzone molto punk hardcore dove le chitarre tirano giu' i muri durante il ritornello...in sostanza album molto bello,uno dei loro migliori che segue same difference, album sottovalutato a mio parere dove gli entombed tralasciano la loro parte + death e innestano nel loro suono una vena noise non indifferente che, visti i tempi (anni 90), ci poteva anche stare..e aggiungo anche che a me la produzione di to ride,shoot straight ecc fa impazzire con quel frastuono di chitarre a motosega superamplificate e fruscio di piatti da parte di una batteria totalmente rock n roll...in definitiva grande band e speriamo che tornino con la formazione anni 90 con un nuovo disco e senza l ad finale
INFORMAZIONI
2000
Music for Nations
Death
Tracklist
1. Seeing Red
2. Say It In Slugs
3. Won't Back Down
4. Insanity's Contagious
5. Something Out of Nothing
6. Scottish Hell (Dead Horse cover)
7. Time Out
8. The Itch
9. Year In Year Out
10. Returning To Madness
11. Come Clean
12. In the Flesh
Line Up
LG Petrov (Voce)
Ulf “Uffe” Cederlund (Chitarra, Voce, Organo)
Alex Hellid (Chitarra)
Jörgen Sandström (Basso)
Peter Stjärnvind (Batteria)

Musicisti Ospiti
Jonas Lundberg (Maracas, Tamburello basco)
Fred Estby (Batteria sulla traccia 10)
 
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