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Obliteration - Cenotaph Obscure
13/01/2019
( 916 letture )
Incredibile come i norvegesi Obliteration non abbiano ancora ottenuto il riconoscimento che si meriterebbero, perché con l'uscita di Cenotaph Obscure, i deathsters di Kolboth realizzano non solo l'ennesimo ottimo lavoro, ma anche un disco degno di finire in un'ipotetica top ten di fine 2018. Insomma, è tempo di rimediare e di scoprire un gruppo che senza farsi notare troppo, è giunto ormai alla quarta pubblicazione in carriera.

Prendete il death metal puro, oscuro e che non bada a tecnicismi o soluzioni strambe. Ma non basta. Non basta perché nonostante la purezza sonora dei quattro, gli Obliteration si dimostrano essere ottimi compositori in grado di scrivere brani che pur nella loro fedeltà al genere, non suonano mai banali e scontati; brani che catturano da subito, con variazioni che invece di appensantire il disco, lo rendono più dinamico, “veloce” e da replay instantaneo (e non è poco). Le chitarre riescono a muoversi tra tempi sempre diversi con riff che nonostante tutto non cadono mai nel banale (Tumulus of Ancient Bones, Detestetion Rites, Onto Damnation ne sono perfetti esempi) e riescono anzi ad impressionare l'ascoltatore. Accenni di melodia, qualche leggera leggera dissonanza, sezioni più vecchia scuola e su certi aspetti vicine agli Autopsy passando per sferzate più aggressive sostenute da un ottimo lavoro di batteria e dall'ancora una volta fantastico contributo al microfono di Sindre Solem; la voce del nostro è infatti in grado di trascinare, coinvolgere, catturare l'ascoltatore e si sposa perfettamente (merito anche di un'ottima produzione che riesce a dare forza anche al basso) con sonorità di questo tipo. Un album quindi che non si perde in inutili orpelli ma che si concede qualcosa di più ricercato con la splendida Charnel Plains (attenzione ai riff), traccia conclusiva che nei suoi sette minuti dimostra quanto bravi siano i norvegesi nel modellare, nel dare genuinità e nel rendere così riuscito un album simile, che in fin dei conti si “limita” a dare una forma personale ad una proposta che di innovativo non ha nulla.

Non ci sono quindi giustificazioni: perdersi un disco come Cenotaph Obscure sarebbe un vero peccato. In soli sette brani, gli Obliteration si riconfermano essere uno dei gruppi più interessanti in ambito death, specialmente in un 2018 che ha dato altre interessantissime uscite (Hyperdontia, Tomb Mold, Sulphurous, Ulthar citando qualche nome a caso). Da sempre nota come una terra devota prevalentemente al black metal, la Norvegia ha finalmente la sua death metal band nazionale. Cosa aspettate?



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
82 su 5 voti [ VOTA]
Silvia
Mercoledì 3 Aprile 2019, 18.25.42
13
Confermo le mie prime impressioni anche ora che sono passati alcuni mesi. Insomma ottimo lavoro
ObscureSolstice
Domenica 20 Gennaio 2019, 10.56.03
12
Un passo indietro. Cenotaph Obscure: 75
Enrico
Giovedì 17 Gennaio 2019, 5.46.53
11
Piccolo gioiello.
lisablack
Martedì 15 Gennaio 2019, 21.14.13
10
Ti capisco..melodia va bene però ci vuole un limite ahahah
Galilee
Martedì 15 Gennaio 2019, 20.35.34
9
Eh eh... Io invece da amante della melodia in generi più soft come l'hard rock, il pop, il soul etc, nel Death proprio mi da un po' fastidio. Finché la melodia è usata alla Death o alla Morbid Angel, Entombed allora mi va bene, oltre non mi va giù. Anni fa era diverso. I gusti cambiano.
lisablack
Martedì 15 Gennaio 2019, 18.58.31
8
A me il death va bene anche melodico, io del death metal non butto via nulla..l'ho sempre detto, comunque do' un'ascolto ai dischi che mi hai scritto..
Silvia
Martedì 15 Gennaio 2019, 18.48.40
7
Sì Lisa io in realtà l'ho sempre seguito dai tempi degli esordi di Obituary e Atheist e adoro il death melodico mentre quello classico non sempre mi prende - gusti 😅. Degli Obliteration non ho ancora sentito il primo ma Nekropsalms (che ha delle aperture doom) e Black Death Horizon (con venature thrash) sono bellissimi, sempre molto particolari anche se in modo diverso da questo, te li consiglio entrambi comunque 😃
lisablack
Martedì 15 Gennaio 2019, 18.25.00
6
Brava Silvia..ti 6 buttata al death!! Io invece recupero i precedenti dischi, perché mi hanno colpito !!
Silvia
Martedì 15 Gennaio 2019, 17.49.55
5
Si’ come dice anche Alessio è molto oscuro ma anche molto aggressivo e come scritto in recensione c’e’ qualche leggerissima dissonanza che lo impreziosisce e x me anche delle incursioni nelle atmosfere black. Fantastico, i ragazzi stanno maturando molto ma a me piacciono anche gli album precedenti. Non riesco a dare il voto perche’ lo sto ascoltando ancora tanto, mi dovrei “distanziare” x valutare, x ora almeno 90
lisablack
Martedì 15 Gennaio 2019, 17.34.19
4
Molto bello, lo sto ascoltando da giorni..oscuro veramente, ottimo..80
Galilee
Lunedì 14 Gennaio 2019, 9.33.07
3
Bravi, lo metto in lista e poi c'è anche in vinile.
Alessio
Lunedì 14 Gennaio 2019, 6.29.37
2
Concordo con Silvia. Aggiungo inoltre che questo inoltre rispetto ai precedenti ha ( a tratti ) quelle reminescenze prog-psichedeliche ( in salsa marcia ) che aggiunge quel qualcosa che mancava. Inoltre il mood oscuro e' da rimarcare. 8,5
Silvia
Domenica 13 Gennaio 2019, 23.59.11
1
X me uno dei dischi più belli del 2018, canonico ma vario, grande tiro e voce davvero particolare. Già consumato ad un mese dall'acquisto 😅
INFORMAZIONI
2018
Indie Recordings
Death
Tracklist
1. Cenotaph Obscure
2. Tumulus of Ancient Bones
3. Orb
4. Eldritch Summoning
5. Detestation Rite
6. Onto Damnation
7. Charnel Plains
Line Up
Sindre Solem (Voce)
Arild Myren Torp (Chitarra)
Didrik Telle (Basso)
Kristian Valbo (Batteria)
 
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