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Manimal - Purgatorio
24/01/2019
( 394 letture )
Formatisi a Gothenburg nel 2001, i Manimal tornano con Purgatorio, il loro terzo full length dopo The Darkest Room del 2009 e Trapped in the Shadow del 2015. A livello stilistico non cambia molto rispetto al passato: le principali influenze che emergono sono sempre quelle dei Judas Priest, Primal Fear e Helloween. Detto questo, Purgatorio non può che essere un disco energico e divertente, che ibrida heavy e power con buoni risultati grazie anche a una produzione curata e al passo coi tempi.

Le sonorità sono moderne, grazie a delle distorsioni taglienti e a una sezione ritmica solida e precisa. L’elemento del gruppo che più emerge è sempre Samuel Nyman, che come nei precedenti dischi offre una performance di grande qualità e personalità attraverso la sua voce, valida in ogni contesto, specie nelle parti più acute. Lo si può notare fin da subito con l’opener Black Plague o nelle successive Purgatorio e Manimalized. Si tratta di alcuni dei migliori pezzi del disco, particolarmente ritmati e potenti. Proseguendo con l’ascolto si nota un alleggerirsi delle sonorità, fino ad avvicinarci a canzoni più leggere, dai ritornelli quasi pop-rock, come nel caso di Denial, Edge of Darkness o The Fear Within. Qui il cantato si fa più pulito, scendendo di tonalità, e le ritmiche rallentano, mantenendo lo stesso un certo spessore.
Purgatorio si lascia ascoltare senza problemi pur non essendo un capolavoro; le canzoni funzionano (è il caso di quelle sopracitate), anche se a volte cala un po’ il ritmo e alcuni passaggi possono risultare meno riusciti di altri. Alla fine dei conti i Manimal portano a casa la pagnotta, lavorando bene nel corso di tutti i quaranta minuti dell’album, forse non tirando fuori quel tocco di genio o di carattere in più che magari avrebbe permesso di convincere maggiormente (in particolar modo nel caso delle canzoni in cui si rallenta, dove si creano situazioni sulla carta accattivanti e di facile presa, ma in realtà meno godibili dei pezzi più aggressivi), specie considerando le ottime qualità del quartetto svedese, che diverte e si muove agilmente nello scorrere delle canzoni, sfornando ottime melodie, mettendo in mostra un ottimo cantato e riff massicci, purtroppo senza fare grandi passi avanti rispetto alle loro produzioni precedenti.

Purgatorio non è un disco fondamentale, innovativo o che cerca di diventare un punto di riferimento per il genere, ma può meritare di essere preso in considerazione nel suo proporre nove buone canzoni accattivanti e tutto sommato piacevoli, con i loro alti e bassi, ma senza difetti grossolani.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
JC
Sabato 26 Gennaio 2019, 13.50.58
1
Album onesto di heavy metal. Di più non si può dire. Sono bravi, per carità, gli ho comprato anche il vinile, però...65.
INFORMAZIONI
2018
AFM Records
Heavy/Power
Tracklist
1. Black Plague
2. Purgatorio
3. Manimalized
4. Spreading the Dread
5. Traitor
6. Behind Enemy Lines
7. Denial
8. Edge of Darkness
9. The Fear Within
Line Up
Samuel Nyman (Voce, Tastiere)
Henrik Stenroos (Chitarra)
Kenny Boufadene (Basso, Tastiere)
André Holmqvist (Batteria)
 
RECENSIONI
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