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Soen - Lotus
29/01/2019
( 2421 letture )
Che non basti ammassare i più virtuosi per generare opere indimenticabili non l’ha dimostrato di certo la storia della musica, ma la storia dell’umanità. Una formazione come quella dei Soen -se avesse trasceso questa regola- sarebbe diventata tout court un vessillo del progressive metal. Eppure, nonostante la discreta schiera di fan, è sin dal 2012 con il debutto Cognitive che la band non ha saputo discernere il proprio sound dalle influenze di mastodonti quali Tool o Opeth. Benché sia ravvisabile una maturazione compositiva nei successivi Tellurian e soprattutto Lykaia la produzione del gruppo ha continuato ad annaspare in sonorità confuse, nebbiose. Il quarto lavoro della band sarebbe stato quindi l’ultima chance, quella che avrebbe consacrato o affondato il progetto una volta per tutte, addossando un notevole carico di responsabilità alla line-up presentatasi in studio, che ha visto la sostituzione del chitarrista Marcus Jidell con il canadese Cody Ford. A meno di un mese dalla release, però, il cantante Joel Ekelöf si è mostrato estremamente ambizioso e sicuro del lavoro svolto, tanto da affermare che "Lotus sarà il disco più 'da Soen' che abbiate sentito fino ad ora…" La promessa è stata mantenuta?

Il riff d’apertura del disco è una sassata senza mezzi termini. Dopo pochi secondi, subentra la voce di Joel Ekelöf a condire il tutto e predisporci all’ascolto nel migliore dei modi. La canzone subisce poi una virata in sonorità downtempo, un breve assolo di chitarra ci culla fino all’esplosione finale che, accompagnata dall’ottima sezione ritmica, rende Opponent un perfetto brano d’apertura. Una convincente linea di basso apre Lascivious, altro pezzo di grandissima qualità compositiva. Le linee vocali sono soffuse, accoglienti, almeno fino al possente riff che apre le danze vere e proprie. Il guitarwork è ponderato, non articolato ma disegnato ad hoc per le sonorità catartiche dell’abum. Il ritornello fa breccia nel cuore degli ascoltatori anche e soprattutto grazie alla maestosità di Joel che mai prima d’ora aveva spinto il proprio timbro su linee vocali di tale caratura, rendendo tangibili le emozioni che ogni singolo musicista ha portato in sala. Un’ennesima esplosione del sound conclude uno dei migliori brani del lotto e segna l’inizio del detentore del primato, Martyrs. Di sicuro non ha bisogno di presentazioni, dato che si parla di un singolo uscito a dicembre scorso, eppure contestualizzato nell’intero disco non perde minimamente smalto, anzi trova il perfetto contesto per ergersi a capolavoro. La struttura è pressoché la stessa di tutti gli altri brani, ovvero strofa-bridge-ritornello-strofa-bridge-ritornello (con eventuali variazioni e/o assoli), che per un disco progressive metal potrebbe essere un difetto, ma che sicuramente dona a Lotus una maturità e un’impronta compositiva capaci di recintare finalmente il sound dei Soen. Tornando al brano, Martin Lopez si riconferma un’istituzione della batteria, il basso di Stefan Stenberg non delude nemmeno per un istante e Joel lascia basiti in più di un’occasione, specialmente negli ultimi minuti di questo gioiello. Per coronare questa intensissima prima parte dell’album arriva la title track, una ballata con influenze dei migliori Pink Floyd, coronata da toni speranzosi e da un assolo di chitarra capace di portare alle lacrime. Come se non bastasse, questo magnifico brano è supportato da un videoclip perfettamente calzante, ricco di simbolismi e significati degni di essere scoperti di volta in volta, così come la minimale ma efficace copertina dell’album: la luce e il buio nel loro rapporto di coordinazione della vita. Il mondo non è altro che il teatro di questa dicotomia, del suo essere un insieme di gioie e dolori, libertà e limiti. Lotus si presenta di conseguenza con intenti pseudo psicanalitici, catartici, e la volontà di far rivivere all’ascoltatore il proprio passato, le proprie paure e insicurezze su cui poi fondare l’avvenire del suo "esserci" heideggerianamente inteso. Nulla deve bloccare la libertà dell’individuo, bisogna liberarsi dai pesi e dalle catene e seguire la vita che grida dentro di noi.

Where you walk, what you dream, measures who you really are (Soen, "Lotus")

Covenant fa riprendere coscienza all’ascoltatore, ma lo sa fare con garbo, senza strafare. La componente progressive finalmente emerge in alcune sezioni della canzone grazie alle parti di chitarra e alle cinque corde di Stenberg; il ritornello, poi, è un vero e proprio climax che non ha niente da invidiare alle tracce precedenti. Penance e River si attestano pressoché sullo stesso livello qualitativo, niente di metafisico ma comunque più che discrete. Joel è ormai una certezza in questo disco, forse l’unica costante di qualità anche nei brani leggermente meno ispirati. In entrambi i pezzi sono presenti ritornelli molto orecchiabili e convincenti, e nelle fasi conclusive di Penance si verrà sicuramente catapultati nelle sonorità dei migliori Tool mentre con River sarà facile rimanere emozionati dall’assolo di Cody Ford. Rival -primo singolo rilasciato- è una traccia ben conosciuta: riff marmorei, sezione ritmica esplosiva e ritornello più che sufficiente. Il tutto si conclude con la meravigliosa Lunacy, mini-suite di otto minuti in cui l’anima dell’ascoltatore si scompone e ricompone con una celere superbia artistica. Sia chiaro, l’headbanging non viene sacrificato per tonalità ricercate, tutt’altro! Il dolce timbro del cantato non collide mai in ogni singolo passaggio strumentale e sembra che ogni musicista si sia preso per mano e accompagnato attraverso sensazioni di smaterializzazione corporea, quiete, rilassatezza, rabbia, distruzione, silenzio, soffocamento. Una descrizione confusionaria tanto quanto ciò che viene espresso da questo meraviglioso pezzo, al cui interno riescono a figurare -senza stonare- ben due minuti di quiete, di inquietante silenzio. Il brano sembra ricominciare per poi strozzarsi e lasciarci perplessi, ed ecco di nuovo l’oblio che ci scorta alla conclusione di Lotus.

Certe sensazioni sono ineffabili, certe opere sono quasi intangibili. Forse è proprio qui che Lotus si situa nella sua incredibile essenza. I Soen non hanno dimenticato le loro influenze, le hanno fatte proprie, ed esse sono diventate finalmente un arricchimento del sound e non il suo fondamento. Le tonalità hanno abbandonato gran parte degli elementi progressive per tingersi di nuovi colori, dal rosso della rabbia più recondita al nero della malinconia, concludendo con il bianco della speranza. L’album è infatti un quadro, un quadro al cui interno non figurano solo colori ma anche delle sagome finalmente nitide. Joel Ekelöf ne è sicuramente al centro, grazie a una prestazione memorabile capace di scindere in volubili corpuscoli l’apatia di ogni ascoltatore. La parte strumentale è sempre coerente con cotanta qualità vocale, nessun musicista appare sottotono, persino le tastiere di Lars Åhlund che non rubano mai la scena ma sanno figurare come perfetto accompagnamento nei momenti più ambient dell’album. Lotus non scriverà la storia del progressive ma è quello che i fan stavano aspettando. Non è certamente privo di difetti, e alcuni leggeri passaggi sottotono rendono il disco una produzione non proprio tecnicamente memorabile in ogni sua parte.I Soen, però, hanno acquisito un’anima, un’anima capace di possedere ogni ascoltatore ed emozionare con pennellate sempre diverse, pronte a dipingere il quadro della nostra esistenza e convertirlo in quasi un’ora di musica.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
82.22 su 9 voti [ VOTA]
ocram
Giovedì 14 Febbraio 2019, 16.47.04
24
giusto per chiarire: la frase "Altro che Tool, godiamoci questo tangibile Lotus" era da intendere come "godiamoci il disco dei Soen, che è realtà, perchè il nuovo dei Tool rimane una chimera."
Pippa pig
Giovedì 14 Febbraio 2019, 15.19.05
23
A proposito dei tool, ero scandalizzato dalla frase 'altro che i tool'. Non ci vuole molto a capire che i soen siano influenzati dalla band californiana, come tantissime altre proposte, basti pensare ai Kanivool: a volte, questo aspetto, non costituisce di certo un pregio, parlando di questo album.
Graziano
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 16.46.18
22
Arrivato oggi. Stupenda edizione a digipack apribile e per ora dopo tre ascolti disco meraviglioso. Ormai sono sempre più progressive e meno Tool e la cosa non può che piacermi. Emozionante e giusta alternanza tra melodia e sfuriate metal. Lascivious impressionante...
naoto
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 11.23.40
21
@Pippa pig: mi sento di quotare in pieno. E' il loro disco migliore senza dubbio, però, nello sforzo di acquisire un sound personale, hanno appiattito la ricerca musicale e la sperimentazione, optando per un metal melodico a volte al limite dello stucchevole e con una certa prevedibilità nell'andamento delle strutture. Non riescono a sorprendere: in ogni canzone sai sempre cosa succederà di lì a pochi secondi.
Rob Fleming
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 11.18.19
20
In attesa che mi arrivi in formato fisico, lo sto ascoltando su Spotify e mi pare che non tradisca le aspettative. Per quanto riguarda la "questione Tool" sono d'accordo con i due commenti che mi precedono. Cognitive è molto debitore dei Tool; un debito che a mio avviso è andato scemando sempre di più essendo scomparse certe asperità nella musica. La voce Joel Ekelöf è elegante e gentile. Canta, non urla. E per me non è poco di sti tempi. A volte c'è bisogno di un po' di calma. Se poi uno la trova soporifera non grido allo scandalo
gamba.
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 11.04.44
19
direi che equivale anche a non conoscere cognitive
Ocram
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 6.55.06
18
Non raccolgo certo le provocazioni. Ma è indiscutibile come i Soen si siano costruiti come band con diverse influenze nei Tool, per poi introdurre elementi personali. Ma non sentirci i Tool nella proposta dei Soen, equivale a non conoscere i Tool.
Pippa pig
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 4.55.01
17
Band prog assolutamente convenzionale, derivativa, quasi noiosa... Si sente il lavoro dei musicisti e del mix, molto sapiente. Nonostante questo la qualità vocale la reputo scarsa, priva di espressività, confezionata fino a sembrare finta... Non rende giustizia ad un arrangiamento musicale e ad una potenza avverti ile, che avrebbero meritato di piú; le linee vocali quasi coprono l' evolversi della struttura dei pezzi, che, in questo modo, appaiono un po' tutti uguali agli altri. Per me il voto giusto è 65, non comprendo tutta l' euforia mostrata nei confronti di questo platter, ma il mondo è vario, cosí come le idee e le emozioni. Stendiamo un velo pietoso sul primo commento della recensione, che cita i Tool. No comment davvero... Pensare e ponderare bene prima di esprimersi.
Markus
Martedì 5 Febbraio 2019, 9.59.30
16
Mi dispiace ma non ce la faccio...la voce più noiosa e meno espressiva del genere...mi ha sempre profondamente annoiato e anche a questo giro confermo le mie sensazioni.In poche parole:con un altra voce,magari più personale ed espressiva,sarebbe un altra storia. A voi piace come canta il cantante? vi piace ascoltarlo? Ma come fate?
ocram
Martedì 5 Febbraio 2019, 8.49.57
15
Dopo diversi ascolti posso confermare l'idea che avevo all'inizio. Trovo che Lotus sia il miglior disco degli Soen e trovo che il meglio lo tirino fuori quando lasciano a casa il voler scimmiottare i Tool; tuttavia, trovo che questo sia il loro disco di transizione, dovremo aspettare il disco numero 5 per capire se effettivamente saranno diventati una band originale al 100%. Comunque sono soddisfatto e trovo che Martyrs sia il capolavoro del disco. Voto 80
Diego
Domenica 3 Febbraio 2019, 10.00.57
14
Il miglior album dei soen. Intenso e suonato bene. Voto 85 minimo
Sentient_6
Sabato 2 Febbraio 2019, 23.23.20
13
Ma quanto sono belli i testi? Siamo ai livelli dei migliori Katatonia
lessandro
Venerdì 1 Febbraio 2019, 13.18.33
12
non riesco a digerire questo gruppo. strumentalmente mi piace ma il cantante non so.. mi è sempre sembrato così fiacco. riproverò con questo album .
Graziano
Giovedì 31 Gennaio 2019, 21.45.15
11
Inside out Sony pubblica delle gran belle edizioni. Io vado di cd x comodità ma hanno sempre un occhio di riguardo x i vinili.
ocram
Giovedì 31 Gennaio 2019, 10.53.48
10
@Graziano, è ovviamente una questione di costi, è sempre una questione di costi. Trovo però che, nel momento in cui si decide di pubblicare una release anche in vinile, si debba mettere in conto di pubblicarla completa. Tra l'altro Lunacy è un signor brano e non averlo nel supporto fisico, mi fa arrabbiare non poco. Anche Aamamata degli Helevorn, uscito una settimana fa anche in vinile, contiene solo 7 brani invece che 9! E i brani scartati sono proprio due tra i più belli. Pazienza. Arriverà Inside out anche per gli Soen prima o poi.
Graziano
Giovedì 31 Gennaio 2019, 10.32.35
9
@Ocram: Penso sia legato a una questione di costi. Produrre un doppio vinile costa parecchio a una piccola label indipendente.
ocram
Giovedì 31 Gennaio 2019, 10.17.22
8
comunque è assurdo che nella versione in vinile Lunacy sia disponibile solo in download con il codice annesso. Ma predisporre un doppio vinile era tanto difficile? Sono davvero tentato di cancellare il preordine ed acquistare il cd.
Macca
Giovedì 31 Gennaio 2019, 10.10.48
7
@Fox: grazie per la risposta, peraltro non dovuta. Ovviamente non intendevo mettere in discussione il carattere delle tue considerazioni (più che lecite), solo ho trovato molto netta la tua posizione sull'identità del gruppo parlando di ultima spiaggia ma dopo il tuo commento credo di aver capito cosa intendi. Inoltre, siamo sostanzialmente d'accordo sull'evoluzione del gruppo dagli esordi a oggi, solo per me la virata da Lykaia in poi è un po' più decisa che per te. Ci sta, opinioni grazie dello scambio e bella recensione, attendo di averlo tra le mani per poter dare un giudizio.
Graziano
Mercoledì 30 Gennaio 2019, 12.26.40
6
L'ho in arrivo. Per me il salto di qualità l'hanno compiuto con Lykaia. Non vedo l'ora...
Fox
Mercoledì 30 Gennaio 2019, 12.13.07
5
@Rob sì, l'album uscirà ufficialmente il primo febbraio!
Rob Fleming
Mercoledì 30 Gennaio 2019, 11.58.47
4
Ciao @Fox: una domanda: hai recensito l'album su un promo? I Soen sono un acquisto obbligato, ma al di là dei due singoli non sono riuscito a trovare l'album intero da ascoltare (e quindi leggermi la recensione).
Fox
Mercoledì 30 Gennaio 2019, 10.51.07
3
@Macca ciao! Non mi è solito rispondere ma in questo caso ci tenevo a chiarire. Mi dispiace se forse è apparso poco chiaro quello che intendevo, quando ho parlato dei lavori precedenti e ho citato una "maturazione" intendevo esattamente quello che hai appena detto tu. Ovviamente poi subentra la mia personale opinione ossia che Lykaia comunque non era ancora un disco dei Soen come invece ho considerato Lotus. Invece per la questione ultima spiaggia... beh diciamo che un quarto disco ancora privo di un'identità forte a mio avviso avrebbe reso i Soen una realtà musicale come tante altre, nonostante la questione dell'aumento della fanbase che infatti è stata citata. Spero che adesso sia tutto più chiaro e grazie per il commento!
Macca
Mercoledì 30 Gennaio 2019, 10.33.49
2
Non ancora ascoltato, ma non vedo l'ora vista la bellezza delle anteprime (soprattutto la classe di Rival e i muscoli di Martyrs). Non concordo con il recensore quando parla di sonorità confuse: già da Tellurian e ancor più dall'ottimo Lykaia i Soen avevano arricchito il loro sound con spunti personali, a differenza del pur buon Cognitive nel quale però le influenze di Maynard e soci erano preponderanti. Inoltre, mi pare un controsenso considerare "ultima spiaggia" l'album di una band che con i precedenti non ha fatto che accrescere il suo seguito.
ocram
Martedì 29 Gennaio 2019, 23.16.18
1
Non ho ancora ascoltato l'album, ma Martyrs e Lotus sono talmente belle ed emozionanti che per me eleveranno l'intero album a capolavoro. Tra l'altro sono tutte e due accompagnate da video fighissimi. Altro che Tool, godiamoci questo tangibile Lotus.
INFORMAZIONI
2019
Silver Lining Music
Prog Metal
Tracklist
1. Opponent
2. Lascivious
3. Martyrs
4. Lotus
5. Covenant
6. Penance
7. River
8. Rival
9. Lunacy
Line Up
Joel Ekelöf (Voce)
Cody Ford (Chitarra)
Lars Åhlund (Tastiera, Chitarra)
Stefan Stenberg (Basso)
Martin Lopez (Batteria)
 
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