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Elegy - Labyrinth of Dreams
02/02/2019
( 686 letture )
Labyrinth Of Dreams, pubblicato nell'ormai lontano 1992, è il primo album in studio degli Elegy, gruppo olandese dal grandissimo livello tecnico, capace di unire l'energia del classico power metal alla raffinata complicatezza tipica del progressive metal, genere a cui gli Elegy hanno dato tanto, se pur senza troppa risonanza. Complici l'instabilità della line-up, mutata svariate volte nel corso del tempo, gli Elegy non sono stati in grado di imporsi come altre band (senza scervellarsi troppo basti pensare ai Dream Theater). Ciò non toglie nulla alla qualità dei dischi degli Elegy: lavori come Labyrinth Of Dreams sono invecchiati magnificamente, diventando un ascolto fondamentale per gli appassionati del genere.

Addentrandosi in Labyrinth Of Dreams si resta stupiti fin da subito per le qualità di tutti i musicisti, primi fra tutti per il talentuoso vocalist Hovinga e per il pregevole lavoro svolto da Henk van de Laars e Arno Van Brussel alle chitarre: in ogni brano i due si scontrano e si incastrano in assoli tecnicamente incredibili. Non siamo di fronte a un prog metal direttamente paragonabile ai Dream Theater, che proprio nel 1992 fecero uscire l'incantevole Images and Words. Seppur vocalmente Hovinga possa reggere tranquillamente il confronto con La Brie per tecnica e modo di cantare, Labyrinth Of Dreams ha un lato power che emerge in maniera abbastanza decisa. Le composizioni sono sì ricche di pathos e intense, ma il lato energico e ritmicamente più potente tipico dell' heavy-power salta fuori, richiamando a sprazzi Queensrÿche o Helloween, come si può sentire in canzoni come The Grand Change o I'm No Fool.
Musicalmente siamo a livelli molto alti (e lo dimostrano bene le due strumentali All Systems Go e Mass Hysteria), per il resto l'elevata qualità è molto costante: non si tratta di un disco con pochi pezzi a farla da padrone e tanti filler di contorno. Ogni traccia, vuoi per un cambio di tempo, per qualche ritmica o riff suonato con estro, ha la sua da dire, scorrendo piacevolmente, distinguendosi sempre dalla precedente, nonostante si tratti di un disco tutto sommato compatto e uniforme. Anche il songwriting e la produzione tutto sommato non sono male: i testi non sono delle perle di letteratura, ma sono ottimi in funzione del cantato come anche la produzione è sempre buona in relazione alla portata del gruppo. I suoni non sono freddi e precisi come si intende nel prog moderno: Labyrinth Of Dreams suona caldo e potente come i più classici capolavori del metal del passato, vibrante e con una buona personalità, a tratti allegro, come si può ascoltare in Over And Out o Powergames, a tratti più drammatico e cupo come nella titletrack Labyrinth Of Dreams, a tratti squisitamente power come in The Guiding Light, brano che chiude l'album.

Non è facile parlare di Labyrinth Of Dreams senza confrontarsi con altri album usciti del periodo o senza aprire digressioni sulla storia degli Elegy, pertanto il modo migliore per concludere consiste nell'invitarvi ad ascoltarlo. Ci sono dischi difficili da descrivere in maniera schematica: Labyrinth Of Dreams è uno di questi. Nel suo essere genuino e apparentemente semplice (ovviamente considerando che si tratta di un album di debutto) ci sono tantissimi elementi che solo dall'ascolto si possono percepire, che siano degli assoli di chitarra, una ritmica, una parte cantata talmente efficaci da lasciare senza parole. Non è l'emblema del genere ma a suo modo Labyrinth Of Dreams si conferma un piccolo capolavoro del power-prog.



VOTO RECENSORE
81
VOTO LETTORI
89.5 su 4 voti [ VOTA]
Graziano
Giovedì 7 Febbraio 2019, 17.59.45
11
Supremacy è il capolavoro della maturità artistica, ma questo Labyrinth lo porto nel cuore.....
DP
Martedì 5 Febbraio 2019, 21.12.56
10
I loro primi tre album sono pazzeschi….voto 99...periodo Ian Parry decente, Henk van der Laars fenomeno delle 6 corde, uno stile tutto suo, nella mia top ten personale dei chitarristi di sempre,
Maiden1976
Lunedì 4 Febbraio 2019, 15.35.55
9
Che dire...un lavoro egregio, ma per me si sono superati col successivo Supremacy uno di quel album che porterei con me in un'isola deserta! Sottovalutati!
entropy
Lunedì 4 Febbraio 2019, 14.06.49
8
Anche io ho preferito il periodo con ian parry. Hovinga aveva una voce che trovavo ostica, con lui ho sviluppato lo stesso fastidio che ho con arch. Entrambi mi hanno reso album probabilmente ottimi, "solo" buoni. Voto 70
Vittorio
Lunedì 4 Febbraio 2019, 0.14.38
7
Quest'album è un capolavoro, poche storie: 100/100.
Hard N' Heavy
Domenica 3 Febbraio 2019, 18.38.52
6
gli elegy negli anni novanta hanno solo sfornato capolavori come: Labyrinth of Dreams 1992 - Supremacy 1994 - Lost 1995 - State of Mind 1997 - Manifestation of Fear 1998.
nonchalance
Domenica 3 Febbraio 2019, 16.16.16
5
Un ottimo disco che non sfocia mai negli "eccessi" tipici del genere..
Maurizio
Domenica 3 Febbraio 2019, 11.57.48
4
stupendo esordio. Consiglio la ristampa della metal mind, ha un suono devastante. Voto 80
fasanez
Sabato 2 Febbraio 2019, 20.38.45
3
Gruppo che ho amato moltissimo, specie nell'era parry. Bell'esordio, per me almeno 78. Henk chitarrista eccellente.
Poison Ivy
Sabato 2 Febbraio 2019, 20.22.07
2
Sono almeno vent'anni che non lo ascolto; fu un buon debutto che già mostrava le potenzialità del gruppo che con Parry fece però un notevole salto in avanti. Un sette ci sta tutto.
duke
Sabato 2 Febbraio 2019, 17.05.06
1
...bel disco....ben suonato e ricco di idee.....
INFORMAZIONI
1992
Shark Records
Power/Prog
Tracklist
1. The Grand Change
2. I'm No Fool
3. Take My Love
4. All Systems Go
5. Trouble in Paradise
6. Over and Out
7. Labyrinth of Dreams
8. Mass Hysteria
9. Powergames
10. The Guiding Light
Line Up
Eduard Hovinga (Voce)
Henk van de Laars (Chitarra)

Arno Van Brussel (Chitarra)

Martin Helmantel (Basso)
Ton van de Stroom (Tastiere)
Ed Warby (Batteria)
 
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