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Arion - Life Is Not Beautiful
03/02/2019
( 651 letture )
Da una delle più importanti patrie del power metal arrivano sulle nostre pagine i giovanissimi Arion, età media 23-24 anni, con il successore del fortunato Last of Us di quattro anni fa, che fu prodotto da un autentico fenomeno della scena “melodic” nordica e fondatore della Spinefarm Records, Riku Pääkkönen, il quale spese parole di elogio importanti per gli allora appena maggiorenni musicisti finlandesi e contribuì ad aprire loro un discreto successo nella terra del Sol Levante. Infatti il debut album fu rilasciato in anticipo proprio in Giappone, nazione in cui gli Arion hanno probabilmente suonato la maggior parte dei loro show in questi anni, e fu molto apprezzato dai fans locali notoriamente amanti di queste sonorità (un altro esempio affine è quello dei nostrani Skylark). Ora invece abbiamo tra le mani Life Is Not Beautiful, anticipato da alcuni singoli tra cui At the Break of Dawn, uno dei più ascoltati in varie radio rock finlandesi, con la partecipazione di Elize Ryd degli Amaranthe e la rocciosa No One Stands in My Way; il contenuto dell’album non si discosta da ciò che si sentì agli esordi, la formula si basa fondamentalmente su nove tracce symphonic power che differiscono tra loro per intensità e pesantezza mantenendo la stessa base strutturale, per cui passiamo in totale naturalezza ad esempio dalla ballad Through Your Falling Tears al riff d’apertura quasi thrash di Punish You.

Life is Not Beautiful, edito dalla AFM Records, è un onesto prodotto che si configura come il maggior numero di nuove uscite attuali sul concetto di “usa e getta”: le canzoni non sono affatto malvagie, il processo di songwriting (a cura di Kupiainen e Kaipainen, che pare un gioco di parole) è eseguito in maniera fluida e consapevole dei propri mezzi così come è vietato lamentarsi delle prove individuali dei cinque elementi. Detto ciò, al termine di ogni ascolto si ha la sensazione di incompletezza tipica di quegli album che vengono riposti sull’ipotetico scaffale dopo averne usufruito il minimo indispensabile. Manca il guizzo che permetta al platter di elevarsi dal marasma di uscite medie e talvolta insignificanti (non è questo il caso) che ci attornia, nonostante siano presenti tutte le caratteristiche che qualunque fedele fan del sottogenere in questione potrà apprezzare: melodie accattivanti ottenute con l’ausilio di orchestrazioni registrate, pomposità presente in vari frangenti ed epicità a mille, tanto che lo stesso moniker si riferisce al mitico Arione di Metimna, antico poeta dionisiaco protagonista di numerosi miti e realmente esistito secondo Erodoto. All’interno della line-up risulta impossibile individuare un elemento di spicco, ognuno fa il suo in maniera abbastanza ordinata senza velleità di protagonismo e tutto scorre liscio, anche troppo, perché proprio in questo mood pseudo-asettico possiamo riscontrare lacune riguardo la personalità degli Arion: prendendo come esempio il singolo Unforgivable, un brano che definire derivativo risulta eufemistico, risulta chiaramente quanto poco sforzo sia stato effettuato in sede di composizione per immettere nel pezzo un pizzico di inventiva personale; purtroppo qui siamo al saccheggio conclamato dai vari Stratovarius et similia. La situazione si fa fortunatamente più interessante riguardo un paio di brani che sono eccezionali nel vero senso del termine, guarda caso proprio i due più lunghi di minutaggio: The Last Sacrifice e la titletrack, in modo diverso, mostrano che il capitale umano per fare decisamente meglio è già presente e si tratta probabilmente di doverlo affinare ulteriormente dando continuità a spunti vincenti come le aperture teatrali progettate da Iivo Kaipainen e Arttu Vauhkonen o il bellissimo intreccio tra riff pesanti e atmosfere rarefatte di Life Is Not Beautiful. Menzione speciale per la già citata At the Break of Dawn, dotata di un ritornello catchy al punto giusto e prima canzone del lotto in grado di rimanere impressa nella testa dell’ascoltatore, mentre per il resto siamo assestati su livelli standard senza infamia e senza lode generati da un semplice copia e incolla di determinati patterns.

Gli Arion non soffrono di anzianità, anzi, semicitando Scarface, il mondo è tutto loro: il tempo sarà galantuomo o severo giudice del loro percorso artistico, chi può dirlo? Per ora ci limitiamo ad inserirli nell’enorme calderone di potenziali promesse, ansiosi di poterli estrarre e collocare in quello delle certezze in breve tempo. Nel caso vada male, potranno sempre trasferirsi in Giappone sicuri della fedeltà dei simpatici nipponici su gran parte del metal occidentale.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
70 su 3 voti [ VOTA]
Poison Ivy
Domenica 3 Febbraio 2019, 14.34.40
1
Direi quasi il miglior disco fatto dagli Stratovarius da un po', peccato che non siano gli Strato. Col tempo cresceranno spero.
INFORMAZIONI
2018
AFM Records
Power
Tracklist
1. The End of the Fall
2. No One Stands in My Way
3. At the Break of Dawn
4. The Last Sacrifice
5. Through Your Falling Tears
6. Unforgivable
7. Punish You
8. Life Is Not Beautiful
9. Last One Falls
Line Up
Lassi Vääränen (Voce)
Iivo Kaipainen (Chitarra, Synth)
Arttu Vauhkonen (Tastiere)
Gege Velinov (Basso)
Topias Kupiainen (Batteria)
 
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