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Tubeway Army - Replicas
04/02/2019
( 736 letture )
Da un po’ di anni a questa parte sto tentando di estromettere quanto più possibile i miei gusti personali o di considerare episodi privati che le riguardino dalle recensioni che scrivo, in modo da cercare di essere quanto più obiettivo sia consentito nel fornire le mie valutazioni. Nel caso dei Tubeway Army e di Replicas, però, sarò costretto a citarne uno. Questo in modo da fornirvi una testimonianza diretta dell’imprevedibile impatto che questo album ebbe all’atto della sua uscita. In particolare sulla New Wave e sulla musica elettronica del tempo, con pesanti ricadute anche sul settore mainstream.

Nonostante si tratti di un album a nome Tubeway Army, il loro secondo dopo l’LP omonimo dell’anno prima, Replicas può tranquillamente essere considerato un album solista di Gary Numan, un artista prodotto dalla scena Punk londinese, responsabile di ogni aspetto della sua produzione e del mixaggio ed in cui egli suona chitarre e tastiere, oltre a cantare. Assolutamente basilare per la diffusione dei suoni del Moog presso le masse, date le condizioni economiche non fiorentissime di Numan, Replicas fu scritto usando un normale piano immaginando il risultato da ottenere e registrato in soli sei giorni con tastiere noleggiate appositamente per l’occasione da restituire al più presto. Dopo aver preso la decisione di non far esibire più la band dal vivo per distanziarsi dalla scena Punk ed esplorare la strada tracciata da una visione distopica della realtà basata sull’opera di Philip K. Dick e, sopra tutto, per capire quanto l’uso del Synth potesse cambiare la situazione musicale del periodo, Numan creò con Replicas un’opera che nessuno può permettersi di non conoscere, se vuole avere un quadro chiaro di cosa accadde dall’inizio degli anni 80 in poi in questo campo. Poggiato essenzialmente su quattro o cinque pezzi di qualità superiore, alcuni dei quali selezionati come singoli (Down in the Park; Me! I Disconnect From You; I Nearly Married a Human; Down in the Park) poteva contare in particolare su un brano divenuto poi storia: Are 'Friends' Electric?, con il termine Friends tra virgolette. Dopo un’accoglienza iniziale relativamente tiepida, con Down in the Park a fare da apripista in modo positivo, ma non certo eclatante, Replicas esplose letteralmente con la diffusione delle registrazioni effettuate mentre erano in corso le incisioni dell’album per la celebre trasmissione di John Peel e, più ancora, dopo le loro clamorose esibizioni a The Old Grey Whistle Test ed il 24 Maggio del 1979 a Top of the Pops proprio con Are 'Friends' Electric?. La canzone, algida e inquietante come pochi avevano avuto modo di concepire fino ad allora, per inciso, era basata come tutto l’album sul racconto Do Androids Dream of Electric Sheep?, ossia quello che fu l’ispirazione di Blade Runner. Numan la fece arrivare nelle case degli inglesi assumendo movenze che ricordavano David Bowie e cantando in modo robotico che provocarono grandissimo scalpore (sul tubo sono facilmente reperibili vari filmati), e dal giorno dopo se ne cominciò a parlare letteralmente nelle strade e la sua diffusione in ogni ambito fu incredibile. Tanto da essere passata almeno cinque o sei volte a sera anche nelle discoteche di ogni città e paese del Regno Unito, come lo scrivente può testimoniare visto che trascorse il Luglio del 1979 a Worthing, una cittadina a Sud di Londra, dove la canzone usciva letteralmente dalle finestre delle case tramite le radio e la piccola discoteca locale la passava regolarmente, accanto a brani più danzerecci rendendo praticamente impossibile non ascoltarla. Tanto che io stesso pur non avendo mai sentito nominare il gruppo in precedenza, acquistai il 45 giri, di quelli senza copertina, con una semplice custodia di carta bianca forata in mezzo, in un negozietto locale.

Quasi fagocitato dall’incredibile exploit di questo singolo, Replicas è meno ricordato come album unitario, che pure arrivò al N. 1 delle charts generaliste, ed è un peccato, perché conteneva molti altri pezzi degni di nota. In particolare quella Down in the Park poi coverizzata da Marilyn Manson; Foo Fighters e Christian Death tra gli altri. Una serie infinita di band più di nicchia, anche Industrial, ed altre assolutamente baciate dal successo come i Visage devono più di qualcosa a Numan, così come Numan prese a sua volta qualcosa da Bowie, se non altro a livello estetico. Niente synth-pop senza Replicas, con quei suoni freddi, quella batteria vera, ma suonata –peraltro dallo zio del leader- come se fosse una drum-machine e quell’atteggiamento a metà tra Bowie, appunto, i Kraftwerk e John Foxx che Numan portò in ogni rispettabile casa d’Albione. Producendo un album con quel senso di ineluttabile destino per l’uomo di essere sostituito da replicanti ed infinite altre sfaccettature, che rendevano Replicas un prodotto così moderno per il 1979, da essere moderno anche nel 2019. Così come alcune prove soliste di Numan, in particolare gli immediatamente successivi The Pleasure Principle e Telekon. Replicas, comunque, è un’opera che ogni cultore della musica moderna deve conoscere nei dettagli e magari far ascoltare ai propri amici elettrici. Sperando non siano replicanti.



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
78 su 5 voti [ VOTA]
ObscureSolstice
Mercoledì 6 Marzo 2019, 12.38.21
9
Freccia, trovo che è decisamente più spaventosa questa di quella che hai citato, di cui sinceramente non conosco. Da solo in una stanza vuota sotto una lampadina, molto anni '70...
Freccia
Domenica 10 Febbraio 2019, 18.24.53
8
ObscureSolstice, a proposito di copertine hai mai visto quella dell'album "Incontinent" di Fad Gadget? La trovo in qualche modo simile a questa dei Tueway Army e anche molto inquietante....
Freccia
Domenica 10 Febbraio 2019, 17.17.14
7
Concordo con Raven, specialmente con la sua ultima frase. Pur essendo metallaro da sempre possiedo questo fantastico LP (e anche alcuni LP di Gary Numan solista, tra cui Telekon e Pleasure Principle) e ancora oggi ascoltandolo mi sembra attualissimo!
ObscureSolstice
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 23.09.08
6
Sempre più recensioni post-punk...vai così...supereranno anche il metal. La copertina fa impressione, sembra un umanoide alieno che sta guardando lá fuori casa sua
Raven
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 10.17.48
5
A me no, ma suppongo conti più la sua opinione
gianmarco
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 10.13.11
4
già Raven però a me piacciono tutte e 2 , tra l'altro Gary numan ha dichiarato in una intervista dell'epoca che la versione Sugababes gli piacque molto +della sua .
Raven
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 10.03.44
3
Più che spunto, direi.
gianmarco
Mercoledì 6 Febbraio 2019, 10.00.44
2
da are" friends" electric ? le sugababes han preso spunto x freak like me ,.
Danny Boy
Martedì 5 Febbraio 2019, 19.09.36
1
Che sorpresa vedere questo fantastico disco recensito qua. Complimenti davvero! Questo disco spacca e bisogna pensare che nel periodo in cui usciva questi suoni e questo approccio alla musica erano davvero innovativi. Solo Bowie poteva andare oltre ma Lui era lui. Gary Numan ha contribuito a creare l'immaginario musicale anni 80. Suoni fantastici; cupi, evocativi e terribilmente languidi.
INFORMAZIONI
1979
Beggars Banquet
Post Punk
Tracklist
1. Me! I Disconnect From You
2. Are "Friends" Electric?
3. The Machman
4. Praying To The Aliens
5. Down In The Park
6. You Are In My Vision
7. Replicas
8. It Must Have Been Years
9. When The Machines Rock
10. I Nearly Married A Human
Line Up
Gary Numan (Voce, Chitarra, Tastiera)
Paul Gardiner (Basso)
Jess Lidyard (Batteria)
 
RECENSIONI
 
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