Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Grand Magus
Wolf God
Demo

The Core
Flesh and Bones
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

26/04/19
NIGHNACHT
Christophilia

26/04/19
DARK HERESY
Abstract Principles Taken To Their Logical Extremes

26/04/19
VAURA
Slabes

26/04/19
TEN
Opera Omnia - The Complete Works

26/04/19
THE DAMNED THINGS
High Crimes

26/04/19
PARAGON
Controlled Demolition

26/04/19
TAKEN
Unchained

26/04/19
LORD DYING
Mysterium Tremendum

26/04/19
NORSEMEN
Bloodlust

26/04/19
LEVERAGE
Determinus

CONCERTI

24/04/19
EKTOMORF + GUESTS TBA
CIRCOLO SVOLTA - ROZZANO (MI)

24/04/19
WRONG (USA) + COILGUNS + GUEST TBA
TBA - PERUGIA

25/04/19
MARK BOALS + GUESTS
LET IT BEER - ROMA

26/04/19
NACHTMAHR + GUESTS TBA
TRAFFIC CLUB - ROMA

26/04/19
MARK BOALS + GUESTS
PIKA FUTURE CLUB - VERONA

27/04/19
FRONTIERS ROCK FESTIVAL
LIVE CLUB - TREZZO SULL'ADDA (MI)

27/04/19
NACHTMAHR + GUESTS TBA
ALCHEMICA MUSIC CLUB - BOLOGNA

27/04/19
MORTADO
SLAUGHTER CLUB - PADERNO DUGNANO (MI)

27/04/19
CRADLE OF FILTH + THE SPIRIT
CAMPUS MUSIC INDUSTRY - PARMA

27/04/19
NECRODEATH
PADIGLIONE 14 - COLLEGNO (TO)

Oooth - Who Cares What You Think
04/02/2019
( 434 letture )
Devo essere onesto, non ero a conoscenza della pubblicazione, poi un amico mi ha instradato su questo nuovo percorso, ed eccoci qui. Jason Oosthuizen è un batterista sudafricano polistrumentista, una sorta di istituzione dalle sue parti. Comincia a percuotere pelli all’età di 4 anni, una sorta di predestinato, mentre cresce, presta le sue bacchette e il suo talento da polistrumentista, per tante realtà di quelle latitudini: è noto anche per la sua militanza nei Van Coke Cartel e Lost&Found, band con le quali ha pubblicato dischi e suonato tante gig live. Nel 2018 ha deciso di plasmare questo progetto, a nome Oooth , creato, suonato e scritto interamente da lui stesso e pubblicato dalla più grande etichetta indipendente sudafricana, la Gallo Rec, locata a Johannesburg. Il terreno era stato saggiato con la pubblicazione di un singolo, poi è giunto il qui presente album scaricabile anche digitalmente, interamente composto, registrato e prodotto dal nostro talentuoso musicista, insieme a Pete Hanmer presso i Foxglove Studios di Alberton. Dieci pezzi con influenze hard chiarissime, vivi spuntoni infuocati di ispirazioni dedicate a Foo Fighters, Ac/Dc e Led Zeppelin, un genere ampio che abbraccia varie pulsioni.

Jason può anche contare su una linea di sue batterie signature completamente realizzate a mano e una linea di abbigliamento battezzata con il suo nome. Via con la musica. Gotta Give It Up scocca da un pattern della drums e un riff molto boogie rock, il sound è vintage e non preda di dinamiche ultramoderne che poco si adatterebbero al genere presentato, un anthem rock semplice, saltellante, ma che rimane in testa, la voce è poco prodotta ma il ritmo si mostra trascinante e convincente, al pari della seconda freccia al suo arco. Hands Under The Table si mostra subito più decisa e possente, un riffone potente arriva come una pietrata sulla nuca, i tamburi e il rullante pestano duro, e sul finale accelerano, una song più calcata ma dall’effetto positivo sui padiglioni auricolari. Calling Me è più leggera ma conta su buone armonizzazioni vocali, scarne ma efficaci, Would You Recognise ha luci pop, poi la batteria entra e fa valere la sua legge martellante associata a linee melodiche appetibili e un raddoppio delle voci che diventa una sorta di marchio di fabbrica lungo tutto il timing del disco: pezzo che potrebbe avere una valenza di diffusione sia in radio sia in un circuito video, con un solo guitar fulmineo. Who Do You Know è punteggiata dalla sei corde sulla strofa, il ritornello è ventilato e fluido, con un orientamento alla scrittura di inni in matrice rock, buon scampolo anche questo senza mai farsi mancare accenti della drums, registrata e mixata alta ma senza danneggiare o prevaricare gli altri strumenti, un quid in più a ogni singolo brano. Grateful e Small Word sfoggiano chiari sentori di Dave Grohl e la sua band, con miasmi che spuntano evidenti da ogni poro di entrambe le composizioni, Who Cares What You Think, titletrack della release, ha un impatto forte sull’ascoltatore sin da subito e sferra un uppercut vincente, ottimi i fraseggi tra una chitarra dura di matrice zeppeliniana associata ad una batteria eclettica e autorevole. No Race è serrata, claustrofobica e ancora molto Foo Fighters con un testo interessante, mentre I’m Okay sigilla il lavoro proponendo un rock d’annata ben costruito e con i giusti sfoghi melodici che innescano atmosfere da west cost americana, con tanto di visoni tipiche di spiaggia e mare.

Un buon disco di indie rock questo degli Oooth , o per meglio di dire di Jason, dato che è lui a suonare tutti gli strumenti e cantare ogni singola linea vocale. Un album non certo rivoluzionario mi pare chiaro, se amate l’estremismo del melting pot e delle sperimentazioni spinte, veicolate altrove le vostre orecchie, chi ama il rock denso con melodie, inni e contaminazioni hard, il tutto perimetrato da una batteria gagliarda e tosta, può approcciarsi sereno e curioso a questo primo side-project del drummer e musicista sudafricano.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Gallo Records
Hard Rock
Tracklist
1. Gotta Give It Up
2. Hands Under The Table
3. Calling Me
4. Would You Recognise
5. Who Do You Know
6. Grateful
7. Small World
8. Who Cares What You Think.
9. No Race
10. I’m Okay
Line Up
Jason Oosthuizen (Voce, Chitarra, Basso, Batteria)
 
RECENSIONI
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]