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07/09/10
I-METAL FEST
PALASHARP - MILANO
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Until Death Overtakes Me - Simphony III: Monolith
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( 893 letture )
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Chi si sia mai avvicinato, per scopi accademici o per pura curiosità dilettantistica, all’oscuro concetto di Antimateria, non può aver fatto altro che accontentarsi di quanto la letteratura scientifica tramanda in continuazione: solo poche persone al mondo (se ci sei batti un colpo) si sono trovate a distanza finita con esemplari di Antiparticelle. I fortunati (o sventurati, a seconda dei casi) avranno probabilmente provato sensazioni contrastanti: stupore, meraviglia, ma soprattutto, credo, timore! Desiderate sperimentare anche voi una simile sensazione? Oggi ne avete la possibilità aggiungendo alla vostra discografia l’ultima fatica degli UDOM.
“Simphony III: Monolith” rappresenta la quinta rinascita (ufficiale) della più mostruosa delle creature di Stijn van Cauter (THE ETHERAL, BEYOND BLACK VOID, THE ORGANIUM, etc…). Volendo scomodare il mio vecchio professore di matematica direi che gli UDOM stanno alla musica come l’Antimateria sta alla Materia: raffinati, anticonvenzionali, tendono a sovvertire qualunque logica di architettura musicale. I rintocchi della batteria (assente) sono sostituiti dal lento incedere di una chitarra elettrica saturata all’inverosimile; le rare vocals (grount) dipingono un lontano sottofondo appena percepibile, la linea melodica è affidata al solo, etereo synth. Nessuna alternanza “strofa/ritornello”, nessun “gancio” o “inciso”, solo un rarefatto leitmotiv (più di forma che di sostanza) che accompagna ed accomuna tutti e 4 gli episodi del disco.
Analizzare singolarmente i brani della tracklist diventa dunque assolutamente inopportuno: il “monolite”, unico ed indivisibile, rappresenta un viaggio da intraprendere, senza pause, senza compagni, senza riposo.
Catalogare la musica degli UDOM è diventato parecchio difficile. Agli esordi si poteva tranquillamente parlare di Ambient/Funeral Doom, oggi invece si dovrebbe ricorrere alla composizione di almeno 4 o 5 etichettature diverse che, per ovvi motivi, vi risparmio. Di certo l’aggettivo che meglio descrive l’album è “depressivo”. Simphony III è fortemente depressivo, assurdamente lento, ma sofisticato e capace di un possente impatto emotivo.
Una chicca: chiudete gli occhi riaprendoli solamente trascorsi i primi 3 minuti dell’album; se nella vostra stanza trovate HAL 9000, avete fatto centro.
Badate bene, un solo ascolto non può essere sufficiente. Date tempo al vostro cervello di codificare una proposta così azzardata, ma state attenti…
Sapete cosa succede quando Materia ed Antimateria vengono a contatto? Annichiliscono entrambe!
90 di Consacrazione.
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4
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E' uscito il nuovo: a breve... |
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3
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io l'esperienza l'ho fatta. Roba pazzesca. |
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2
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Mi dirai... Esperienza da fare! |
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1
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Sono curioso..., intanto benvenuto |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. THUS…
2. FUNERAL DANCE
3. MONOLITH
4. SOON…
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