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Metal Church - Damned If You Do
12/02/2019
( 2070 letture )
Come abbiamo visto (e sentito) il 2018 è stato un anno segnato dal ritorno di in carreggiata di diverse formazioni di heavy metal classico, su tutti i Judas Priest. I Metal Church appartengono a una frangia “potenziata” del genere, al power metal di stampo americano, quello che ha visto nello stesso 2018 il ritorno di un’altra formazione storicissima, quei Riot orfani del leader Mark Reale e per questo con l’appellativo V a completare il moniker. I Metal Church tornano sulle scene due anni dopo XI, undicesimo album in studio, che ha visto il ritorno di una delle voci storiche della band, quella acuta e graffiante di Mike Howe, protagonista soprattutto dello splendido Blessing in Disguise del 1989. Giungiamo quindi al presente con questo Damned If You Do, ancora con Howe al microfono e con l’unico membro fondatore Kurdt Vanderhoof all’ascia. Completano la line-up tutti innesti successivi al nuovo millennio, con Steve Unger al basso, Rick Van Zandt all’altra chitarra e l’ultimissimo arrivato Stet Howland alla batteria.

Dal punto di vista dello stile e delle coordinate seguite dalla band è chiaro fin da subito come il Santuario d’acciaio (perdonate la traduzione non letterale, ma “Chiesa Metallica” non si può proprio sentire!) rimanga sempre lo stesso (e quella chitarra inclinata sul presbiterio nella cover è lì proprio a rimarcare questo concetto). La sezione ritmica sostenuta, i riff acidi e thrashy, la voce peculiare dello stesso Howe non hanno certo tradito. Tuttavia, fin dalle prime battute si intravede il principale limite dell’album, ovvero un songwriting poco incisivo, che non è (quasi) mai in grado di colpire al cuore. L’opener e title-track ne è la conferma più palese: un pezzo assolutamente non da buttare, discreto, con qualche buona intuizione (soprattutto quell’“ohmmm” ripetuto che va ad accompagnare il riff principale dà alla canzone l’apparenza di una sorta di preghiera profanata e metallizzata), ma per essere appunto opener e title-track dell’album, ovvero la sua teorica punta di diamante, francamente pare un po’ poco. Purtroppo, l’impressione avuta con questa canzone si rivela corretta, perché effettivamente dopo l’ascolto di tutto Damned If You Do sarà proprio la title-track a rimanere in evidenza come uno dei brani migliori del lavoro, che si sviluppa attraverso canzoni sì dignitose ma per la gran parte passabili e assolutamente poco incisive. Tra le altre si distinguono positivamente By the Numbers, forse la più ficcante del lotto con il suo refrain che rimane impresso e sicuramente buono per i concerti, la più melodica, ricca di arpeggi e dai toni più malinconici Revolution Underway, mentre per il resto siamo davanti a pezzi che per un attimo smuovono l’ascoltatore grazie a un riff, a un solo o a un arpeggio, ma appena quell’attimo termina finisce affogato dentro la corrispettiva e modesta canzone di appartenenza. D’altro canto non ci sono momenti disastrosi o veramente negativi (in questa sede si può citare il ritornello di Out of Balance: un ascoltatore ha il diritto e il dovere di pretendere di più di così dal refrain di un brano di heavy metal…) e in generale, oltre a quelli citati, tutti i pezzi si assestano più o meno sullo stesso livello. Sì, i Metal Church ci provano probabilmente con il giusto approccio, con la giusta energia, che però non riesce a trasmutare in canzoni realmente in grado di spiccare il volo. La voce di Howe è sicuramente un valore aggiunto, il comparto tecnico e l’esecuzione dei musicisti è fuori discussione, la produzione, per quanto forse un po’ troppo pulita, non è certo negativa, anche se a volte sembra non riuscire a dare la giusta energia ai brani.

Insomma, i Metal Church se ne escono con album davvero modesto, con un peso specifico che è veramente poca cosa all’interno della loro discografia. Bocciarlo sarebbe esagerato perché, songwriting a parte, si presenta abbastanza bene, è onesto negli intenti e ben realizzato, ed è anche vero che con gli ascolti ripetuti riesce anche a crescere leggermente. Ma sta di fatto che da un moniker di questo calibro bisognerebbe aspettarsi molto di più, soprattutto quando la band finisce a suonare quella che dovrebbe essere la specialità della casa, senza darsi a sperimentazioni e variazioni al tema più o meno azzardate. I tempi di Blessing in Disguise non solo sono distanti, ma sono proprio lontani anni luce.



VOTO RECENSORE
62
VOTO LETTORI
70.54 su 31 voti [ VOTA]
Smau
Lunedì 18 Marzo 2019, 16.07.44
44
Buon disco, godibile ed in perfetto stile Church, ma niente di più. Secondo me anche la produzione non eccelle... Voluto o no a tratti risulta quasi fastidiosa. Parere personale ovviamente
Bright Light
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 22.10.11
43
Il solito dischetto sufficiente che solo i vecchi nostalgici riescono ad autoconvincersi in qualche modo che sia valido, voto e recensione grazie a dio obiettive e serie come dovrebbe essere sempre
Mic
Domenica 24 Febbraio 2019, 20.23.11
42
dopo una decina di giorni di sedimentazione l' ho riascoltato. Dai gli do un 6,5. Comunque il tipo in copertina è Renato Mannhaimer, quel tizio che parla di statistiche e previsioni nei vari programmi politici di stocazzo.
tito78
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 10.14.58
41
per me e' un ottimo album un buon ritorno ai fasti del passato
Silvia
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 9.08.19
40
Anche XI è molto bello, alcuni pezzi x me sono degni dei tempi d'oro. "The Black Things" piace molto anche a me come dice Cronos
Mic
Mercoledì 20 Febbraio 2019, 7.36.36
39
Han tirato fuori hanging in the balance. Ascoltalo
Voivod
Martedì 19 Febbraio 2019, 18.12.53
38
Questo non l'ho ancora ascoltato, ma mi pare che dopo l'ottimo "The Human Factor", non abbiano più tirato fuori nulla di molto interessante...
thrasher
Domenica 17 Febbraio 2019, 16.09.05
37
Ascoltato e dico solo largo ai giovani non perché sia un brutto disco anzi, ma purtroppo queste band come gran parte di quelle anni 80 non hanno più nulla da dire...
Cronos666
Domenica 17 Febbraio 2019, 15.59.38
36
"The black things " su tutte, pezzo malefico che vale 100 di un buon disco che nel complesso vale 70 ( solo le ultime due a mio avviso non sono all altezza)
Vittorio
Sabato 16 Febbraio 2019, 21.23.31
35
Purtoppo temo di condividere il parere del recensore.
Maurizio
Giovedì 14 Febbraio 2019, 17.56.17
34
disco non brutto, ma nemmeno esaltante. voto 65
Luke
Giovedì 14 Febbraio 2019, 16.20.50
33
Bocciato! No Craig Wells = No Metal Church
Enrico
Giovedì 14 Febbraio 2019, 15.04.13
32
Disco appena sufficiente.
Silvia
Giovedì 14 Febbraio 2019, 13.33.38
31
Ah sì che gli assoli siano validi non ci piove, sono ben suonati ed efficaci, il discorso era il paragone con quelli di Blessing o The Human Factor che a mio parere sono più incastonati nei pezzi che assoli veri e propri, difficile da spiegare, ma se prendete (es) Badlands (versione album) capite cosa intendo (spero, hahaha 😅 -.
El Gringo
Giovedì 14 Febbraio 2019, 13.19.24
30
XI con 5/6 pezzi ottimi prende 84 quindi ottimo disco , il che mi trova d'accordo, Damned con 3/4 pezzi validi non può essere appena sufficiente. Possiamo anche metterci assoli che non ti rimangono impressi ma sempre validi, un songwraiting non all'altezza del precedente ma molto superiore a dischi ben più che blasonati e una produzione leggermente inferiore sempre rispetto al suo predecessore. Per me vale un buon 70 vedendo anche i voti dati a certe ciofeche. Poi con il voto dato l'hai classificato come il peggior disco mai uscito dei Metal Church...stendiamo un velo pietoso. Adios!
Silvia
Giovedì 14 Febbraio 2019, 13.08.44
29
@Sha sì la collocazione dell'album è stata presentata come un seguito di The Human Factor e secondo me lo stile ci sta. tino, i giudizi sono sempre personali ovviamente. Comunque non è mai stato un gruppo da enormi consensi negli anni 80 infatti non hanno sfondato (purtroppo)./// A me è piaciuto molto anche XI, secondo me alcuni pezzi sono degni di stare fra i loro classici e sarà lo stesso x questo album a mio parere. Come ogni lavoro della Chiesa ci vuole tempo x assimilarlo.///Mic secondo me la mancanza di Craig si sente anche negli assoli, che in Blessing in Disguise davano un tocco particolare./// Metal Shock a voglia se anche tu sbagli hahaha 😂😉 scherzo! 😋
SOM
Giovedì 14 Febbraio 2019, 12.13.16
28
Piú lo ascolto piú mi piace, lo reputo pure piú maturo di XI.
Salvo
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 22.49.18
27
Mah... che vi devo dire. A me piace parecchio. Non sarà un capolavoro, ma un 75 glielo dò volentieri. Diversi pezzi sono, a mio parere, molto belli.
Carmine
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 21.07.24
26
Mi trovo in linea con tutti, quasi. Trovo buoni pezzi come la titletrack, by the numbers, revolution underway, ma il resto mi passa davanti senza lasciarmi nulla. Il 60 ci sta tutto, nulla di entusiasmante ma nemmeno nulla di così ignobile. Un compitino insomma.
Slok
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 20.42.11
25
Né meglio né peggio del precedente XI, trattato però leggermente meglio da tutte le testate. Si vede che anche la qualità, quando persiste, viene a noia.
tino
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 20.34.46
24
shock alla fine c'è sempre qualcuno più a nord
Metal Shock
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 20.19.52
23
@Tino: pensa che per noi del "nord" anche voi siete terroni, ahahahah
MetalHeart
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 20.12.08
22
Assolutamente d'accordo con il recensore, altroché... Disco di un piattume imbarazzante, al contrario del precedente che era più che buono e in cui 4 o 5 pezzi erano degni di stare tra i loro grandi classici. Qui 3 canzoni discrete e poi, il nulla più totale
tino
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 17.02.24
21
Dai il r recensore è un ragazzo giovane, ci sta che possa essere svincolato da ricordi di gioventù per un gruppo che mieteva consensi quando non era ancora nato e quindi ha dato un giudizio più distaccato e quindi severo, è stato peggio quando ha definito l’emilia una regione del centro italia….
Hard N' Heavy
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 16.55.10
20
per me questo è un grande album merita un bel 80, sono in disaccordo con il recensore, De gustibus
SOM
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 16.31.06
19
Purtroppo i voti son sempre a cazzum un buon 70 lo merita sicuro. Poi dico si danno voti tipo 80...85....a certe cagate...bho!
Mic
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 15.40.21
18
E non dimentichiamo che la qualità di Blessing in Disguise dI pende molto anche da Craig Wells in fase compositiva
Kappa
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 14.47.27
17
Comunque una base di verità nel voto e nelle critiche ci può stare, ammesso che non si dia un misero 62, diciamo che che a mio avviso ci avviciniamo molto al 70. La band ha ripreso Howe ma nessun pezzo dei due dischi fatti con lui attualmente si può accostare anche minimamente ai lavori del passato e neanche presentano una svolta davvero convincente. A mio avviso il disco più bello degli ultimi anni è "Generation Nothing", ma qui mi troverò in disaccordo con molti, mentre ho sempre avuto una predilezione per "Blessing In Disguise" che quasi mi piace più dei primi 2...
Sha
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 14.05.07
16
@Silvia il punto è che la band stessa all'uscita dell'album ha associato Damned if you do a Blessing in disguise e The human factor. Da qui la frase conclusiva della recensione.
Metal Shock
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 13.10.00
15
@Silvia: scusa ma rileggendo meglio il tuo primo commento mi sono accorto di essermi sbagliato io; oh anch'io sbaglio 😗
Silvia
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 11.16.02
14
*sentire anziché ottenere
Silvia
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 11.11.24
13
@Aceshigh Revolution Underway è veramente molto bella anche x me 😃. @Metal Shock magari "È ora di piantarla" di interpretare a modo proprio le opinioni altrui 😁. Io non ho detto che un gruppo non può avere la stessa brillantezza dopo 30 anni, assolutamente, ho fatto un'osservazione sulla storia di QUESTO gruppo e credo che pensare di ottenere lo stile dei MC degli anni 80 senza uno dei suoi principali creatori sia illusorio. Poi ovviamente ognuno la pensa a modo proprio
Aceshigh
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 9.46.07
12
L'ho appena finito di riascoltare e credo anch'io che il voto della recensione sia un po' severo. Per me è un filo sotto all'album precedente che trovo sia un gran bell'album, rispetto al quale quest'ultima release risulta essere più diretta ed essenziale. Non ci troviamo ovviamente di fronte a un capolavoro, i pezzi non brillano tutti alla stessa maniera (Revolution Underway però è un gran bel pezzo per esempio), ma nel complesso è un album che si fa ascoltare con piacere. Un 75 ci sta tutto secondo me.
Metal Shock
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 5.21.21
11
È ora di piantarla con questa storia che un gruppo dopo venti o trent'anni non può essere quello di una volta e non avere la stessa brillantezza: basta prendere l'ultimo degli Heep che dopo più di quarant'anni hanno fatto un disco grandioso. Se hai le qualità per scrivere un gran disco le hai dopo dieci venti o trent'anni, il resto sono solo scuse per giustificare un prodotto non all'altezza. Questo disco ha ricevuto voti positivi ma anche negativi sintomo di un disco non così bello.
Silvia
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 2.07.05
10
Bene Barry 🙂
Silvia
Mercoledì 13 Febbraio 2019, 2.04.44
9
Il voto mi ha sorpreso tanto!!! 62 significa appena sufficiente invece penso che l'album sia molto di più, non un capolavoro ma neanche l'album fiacco descritto nella rece (@Sha, senza polemica ma proprio come un'opinione). Secondo me poi è ingiusto nei confronti del gruppo continuare a pensare oggi di poter sentire i primi favolosi capolavori (x me lo sono almeno) non tanto perché siano passati tanti anni (Mike è esattamente come allora, vero protagonista di questo lavoro x me, esempio) ma perché manca quel magnifico (x me) songwriting e lavoro di chitarre tipico di Craig Wells (che era il principale autore di Blessing tra l'altro) e Kirk Arrington che contribuivano a costruire il marchio di fabbrica della Chiesa. Praticamente di quel periodo ci sono solo Kurdt e Mike quindi giocoforza il risultato non può essere lo stesso imo. Ecco, a proposito di chitarre gli assoli non mi hanno entusiasmato, spesso li ho trovati un po' anonimi, forse anch'io continuo a pensare al passato in questo 🤔
Kappa
Martedì 12 Febbraio 2019, 23.50.59
8
Se diamo questo voto più o meno all'ultimo Metallica, questo disco vale 80...credo che la verità sia che questo disco è almeno discreto, da 70 insomma.
Barry
Martedì 12 Febbraio 2019, 23.48.43
7
Come potete vedere, le recensioni piano piano arrivano
tino
Martedì 12 Febbraio 2019, 22.48.57
6
Per curiosità thrasher quante volte l'hai ascoltato per definirlo così? Onestamente
thrasher
Martedì 12 Febbraio 2019, 22.33.47
5
Disco poco ispirato e mediocre...
Sha
Martedì 12 Febbraio 2019, 21.49.20
4
@Mandrake ...E pensa a cosa avrei potuto scrivere se la sbornia non l'avessi smaltita...!
Mandrake
Martedì 12 Febbraio 2019, 21.42.03
3
62 a un album cosi? Ma avevate smaltito la sbornia prima di ascoltarlo e scrivere la recensione?
MIc
Martedì 12 Febbraio 2019, 20.34.18
2
A me quell' ohmm in apertura non piace affatto, già mi dispone male per il resto dell'ascolto che, come ben detto nella recensione, non è nulla di esaltante. Disco senza anima. E mi dispiace molto perché il ritorno di Howe mi aveva gasato. Azzarderei quasi un 59. Aggiungo, vosto la menzione ad inizio recensione, che anche l'ultimo Riot V mi è sembrato troppo monotono dopo l'esaltante disco precedente.
Metal Shock
Martedì 12 Febbraio 2019, 19.48.44
1
Assolutamente d'accordo con la recensione: il mio pensiero è racchiuso nell'ultimo paragrafo. Da un gruppo come loro ci si aspetta ben altro; disco molto mediocre , come il precedente, un paio di buoni guizzi ma anche canzoni con riff per loro molto banali. Bene Howe che tiene botta ma finisce li....delusione!!
INFORMAZIONI
2018
Nuclear Blast Records
Heavy
Tracklist
1. Damned If You Do
2. The Black Things
3. By the Numbers
4. Revolution Underway
5. Guillotine
6. Rot Away
7. Into the Fold
8. Monkey Finger
9. Out of Balance
10. The War Electric
Line Up
Mike Howe (Voce)

Kurdt Vanderhoof (Chitarra)

Rick Van Zandt (Chitarra)

Steve Unger (Basso)

Stet Howland (Batteria)
 
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