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Coffin Birth - The Serpent Insignia
13/02/2019
( 310 letture )
Secondo quanto racconta il chitarrista molisano Giulio Moschini, la nascita dei Coffin Birth è stata del tutto casuale: sembra infatti che lui e il bassista suo compagno di formazione Marco Mastrobuono, in cerca di nuove sonorità per il prossimo album degli Hour of Penance, si siano messi a fare esperimenti con il leggendario pedale da distorsione HM-2, realizzando ben presto che non era compatibile con il sound dei deathster capitolini per via dell’enorme quantità di rumore e gain che il pedale è in grado di produrre. Nel frattempo però avevano già composto diverse canzoni che non volevano andassero perdute, così si sono rimboccati le maniche e hanno messo in piedi i Coffin Birth: alla batteria troviamo Davide Billia (Hour of Penance, Antropofagus, Septycal Gorge, Xenomorphic Contamination, Beheaded), alla seconda chitarra Francesco Paoli (Fleshgod Apocalypse, ex-Hour of Penance) e come cantante il maltese Frank Calleja (Beheaded).

Questa insomma è la genesi del nuovo quintetto italo-maltese e, manco a dirlo, si tratta dell’ennesima band tricolore dalle ottime potenzialità. All’interno di The Serpent Insignia troverete pane per i vostri denti se andate pazzi per il death metal old school svedese, sporcato dal miglior hardcore punk d’annata. Un vero e proprio tuffo nel passato tra gli anni ’80 e ’90 quello che compiono i Coffin Birth, che potrebbero essere definiti i cugini punkettari dei Bloodbath di Grand Morbid Funeral e The Arrow of Satan Is Drawn, se proprio si vuole avere un termine di confronto.
The Serpent Insignia si mantiene su velocità medio-alte alternate da sezioni in mid tempo dal groove incontenibile. Non si registrano cali di tono per tutti i quaranta minuti scarsi di durata dell’album, questo grazie alla qualità dannatamente alta di tutte le canzoni, ognuna più che convincente e dalle ottime potenzialità live: si passa dalla violenza tout-court da mosh-pit di The 13th Apostle all’headbanging più sfrenato della cadenzata Red Sky Season, senza tuttavia dimenticare un briciolo di melodia come si può ascoltare in Sanguinary. Le prestazioni dei singoli non sono sicuramente da meno, in particolar modo la coppia d’asce Moschini/Paoli e la batteria a dir poco terremotante di “BrutalDave”. Menzione a parte per Frank Calleja, il quale si dimostra estremamente versatile, riuscendo a passare dal growl profondo e gutturale dei Beheaded ad un simil-scream dalle tonalità basse che si sposa benissimo col sound proposto dai Coffin Birth. Sound sicuramente valorizzato dalla Time to Kill Records, grazie ad una produzione “sporca” quanto basta per donare al tutto un ulteriore sentore di vecchia scuola ma allo stesso tempo in grado di farlo suonare fresco e non troppo anacronistico. Tuttavia un difetto che vorrei evidenziare è il basso, il quale purtroppo è poco udibile, sovrastato dal muro di suono eretto dagli altri strumenti, voce compresa: ciò mette in secondo piano la prova alle quattro corde di Mastrobuono, che è tutto fuorché un cattivo bassista. Al prossimo giro mi auguro che il suo apporto venga valorizzato di più.

In ambito death italiano i Coffin Birth rappresentano senz’altro una delle maggiori novità dell’ormai passato 2018: pur senza inventare nulla danno alla luce un album convincente sotto ogni punto di vista e che non potrà non essere apprezzato dagli amanti del death svedese. Quindi se andate matti per Entombed, Grave, Dismember e ultimi Bloodbath fiondatevi su The Serpent Insignia senza alcuna esitazione: la loro “lurida miscela di old school death metal, rock n’ roll e punk” (testuali parole dell’etichetta discografica) devasterà i vostri timpani con un’energia e una violenza invidiabili!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Pacino
Giovedì 14 Febbraio 2019, 11.58.22
1
Per quale motivo chiamare la propria band con un nome già usato da altre, anche più di una, come in questo caso?!
INFORMAZIONI
2018
Time To Kill Records
Death
Tracklist
1. Throne of Skulls
2. The 13th Apostle
3. Godless Wasteland
4. Red Sky Season
5. Christ Infection Jesus Disease
6. From the Dead to the Dead
7. Casket Ritual
8. Sanguinary
9. The Serpent Insignia
10. Zombie Anarchy
Line Up
Frank Calleja (Voce)
Giulio Moschini (Chitarra)
Francesco Paoli (Chitarra)
Marco Mastrobuono (Basso)
Davide Billia (Batteria)
 
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