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Lene Lovich - Stateless
17/02/2019
( 397 letture )
La vita di Lene Lovich sembra quella di un personaggio di un film. Lili-Marlene Premilovich nasce a Detroit nel 1949 da un padre jugoslavo e da una madre britannica. Trasferitasi con la famiglia in Inghilterra, Lene scappa di casa con il chitarrista Les Chappell, con il quale studia scultura e arti visive. Per mantenersi si esibisce in locali notturni come “danzatrice orientale”, sfoggiando già l’abbigliamento eccentrico – riconoscibile dalle imponenti trecce, dal trucco pesante e dagli abiti variopinti – con il quale divenne famosa. Dalla metà degli anni Settanta, Lene gira l’Europa. In Spagna conosce Salvador Dalí. In Francia lavora come urlatrice per alcuni film d’horror, interpreta pièces teatrali d’avanguardia e scrive anche il testo per una canzone della star della disco music Cerrone. In Inghilterra canta e si esibisce nei teatri. In questa vita sregolata, certo non manca la musica. Lene impara a suonare il sassofono, è attiva in diverse band, e nel ’75 ha le prime esperienze musicali nel gruppo funk The Diversions. Tre anni dopo viene notata dal dj e compositore Charlie Gillett, che la presenta all’etichetta Stiff Records, per la quale pubblica il primo album, il qui presente Stateless.

Eccentrico, stralunato, trasgressivo, il debutto di Lene Lovich ne rispecchia la movimentata esistenza. Etichettabile con il largo termine di new wave, Stateless è un lavoro figlio del suo tempo, quella fine degli anni 70 che ha dato i natali a band e suoni incredibili. Un po’ punk, un po’ post punk, un po’ pop, un po’ teatro, un po’ cabaret, il contenuto dell’album richiama talvolta alla mente nomi come Blondie e Nina Hagen, ma anche Siouxsie and the Banshees. La backing band, che conta Chappell alla sei corde, assicura una strumentale squadrata ed efficace, sulla quale Lene può esprimere tutta la sua esplosiva personalità, spaziando tra diversi registri vocali. L’album parte in quarta con il singolo Lucky Number, il brano più famoso della Lovich. E a giusta ragione, visto che si tratta di un suono unico e stralunato. La cantante alterna una saltellante strofa a particolari vocalizzi, su di una strumentale potente quanto minimale, che sfoggia pure, verso la fine, percussioni dal sapore industrial. La successiva Sleeping Beauty è una canzone sincopata, a tratti vagamente spagnoleggiante, che vede ancora una volta la voce di Lene come assoluta protagonista. Home è il brano più dark dell’album, grazie alla sezione ritmica metronomica e alla presenza dell’organo. Un mieloso giro di piano apre la successiva Too Tender (to touch), una trascinante ballad dal piglio decadente, mentre la sostenuta Say When è il brano più potente e punk dell’album. Di particolare pregio la prestazione vocale, che passa da una strofa volutamente stucchevole a un ritornello più espressivo. Tonight, cover di Nick Lowe, mischia torbide atmosfere da fumoso night club ad un lato pop e patinato. Più interessante è Writing on the Wall, forte del suo andazzo misterioso e teatrale, che esplode poi in un ritornello memorabile. Decisamente più orecchiabile è Telepathy, brano semplice e frizzante, così come la successiva Momentary Breakdown, dalle tinte però più cupe. 1 in a 1'000’000 è una canzone un po’ stucchevole, mentre merita una menzione a parte la conclusiva I Think We’re Alone Now, riuscita cover di un successo degli anni 60, primo singolo registrato da Lene per la Stiff.

A conti fatti, il debutto discografico di Lene Lovich è un vero e proprio unicum. Un unicum nella stessa discografia della cantante, i cui seguenti lavori non si dimostrarono all’altezza, ma più ancora un unicum nella sua epoca. Benché sia un tipico figlio del suo tempo, l’album si dimostra parecchio singolare, specialmente nei suoi episodi più riusciti, espressione di una personalità talentuosa e di una voce unica e particolarissima. Dosando sapientemente sperimentalismo e immediatezza, Stateless è un lavoro molto stimolante quanto relativamente easy listening, anche se può forse spiazzare ad un primo ascolto. Passata la barriera del bizzarro, si viene facilmente coinvolti dalle sue trascinanti melodie. Ne vale la pena.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
55 su 2 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
1978
Stiff Records
Post Punk
Tracklist
1. Lucky Number
2. Sleeping Beauty
3. Home
4. Too Tender (to Touch)
5. Say When
6. Tonight
7. Writing on the Wall
8. Telepathy
9. Momentary Breakdown
10. 1 in a 1’000’000
11. I Think We’re Alone Now
Line Up
Lene Lovich (Voce, Sassofono)
Les Chappell (Chitarra, Sintetizzatore, Percussioni)
Jeff Smith (Sintetizzatore)
Nick Plytas (Hammond, Pianoforte)
Ron François (Basso, Percussioni)
Bobby Irwin (Batteria, Percussioni)
 
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