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Avantasia - Moonglow
22/02/2019
( 3439 letture )
Si riaffaccia finalmente sulle scene, tutt’altro che timidamente come è da sempre nelle sue corde, l’istrionico Tobias Sammet con al seguito l’immancabile corredo di ospiti definibili “all star”, un abbacinante elenco di voci storiche da far tremare i polsi. Ebbene sì, come una compagnia circense che puntualmente passa nella nostra città portando allegria ed emozioni forti a grandi e piccini così l’inossidabile complesso artistico che prende il nome di Avantasia è tornato dopo tre anni ad allietare la nostra voglia di qualità e di estraniazione dal quotidiano; inutile chiedersi anticipatamente come sarà un nuovo capitolo del fu side project degli Edguy, qualsiasi esso sia, perché la risposta era, è e sarà sempre la medesima: un lavoro di power metal con degli attributi grossi così (immaginarsi gesto consono). Dopo l’ultimo tour promozionale, Sammet si ritrovò per la prima volta da diversi anni completamente libero da impegni contrattuali e poté dedicarsi in totale tranquillità alla composizione di nuovo materiale, in compagnia del fidato Sascha Paeth e senza alcuna pressione. Presentiamo dunque il fresco Moonglow, del quale sono già disponibili da tempo alcune tracce ben significative della qualità dell’album, introducendo alcune importanti analogie con il precedente Ghostlights: sono entrambi permeati da un’atmosfera di malinconia, quella che Baudelaire chiamava spleen, e i testi presentano tratti misteriosi degni di un film di Tim Burton; entrambi sono concept abbastanza intimisti, basati su esperienze personali dell’uomo o, in quest’ultimo caso, di creature che faticano a trovare il proprio posto in questo mondo e si rifugiano nell’ombra della solitudine, trovandovi riparo. Importanti e degni di sottolineatura sono anche i riferimenti al romanticismo inglese e al romanzo gotico, da Machen a Blackwood, formando un turbinio di differenti riferimenti che consacrano il nativo di Fulda come uno dei migliori autori in circolazione, non solo in campo metal.

Gli Avantasia a questo giro, è innegabile, hanno pescato il famigerato coniglio dal cilindro oppure il nostro Tobia ha speso il gettone della vita, fatto sta che Moonglow si candida da subito non solo come album power del 2019, ma come migliore uscita della discografia dei tedeschi. I meriti per questo risultato sono molteplici, la sfilza di comparse di spessore è sicuramente fra questi: segnaliamo subito tre new entry cominciando da un nome particolarmente inatteso, quello del truce Mille Petrozza, il quale in Book of Shallows fa semplicemente il Mille Petrozza; un aspetto interessante che si ricollega a quanto appena detto risiede nell’aver saputo modellare le composizioni in base all’ospite designato per esse, ecco quindi che il frontman dei Kreator può scatenarsi nell’unica parte thrash dell’album senza doversi snaturare, in una canzone che tra gli altri ospita la seconda new entry, Hansi Kürsch, e che prosegue su lidi più canonici. Il vocalist dei Blind Guardian sfoggia la sua nota abilità anche nel singolo The Raven Child, autentico diadema incastonato al centro della “corona” qui descritta, in compagnia di Jorn e Sammet per un tripudio artistico di difficile connotazione (descrivere questo pezzo richiederebbe una recensione a parte). L’ultima voce rookie di Avantasia è quella soave di Candice Night che firma la titletrack e secondo singolo, buon pezzo ma stavolta senza gridare al miracolo, ancora una volta realizzato dal sarto per le misure della signora Blackmore. Passando invece al nucleo della band, di fianco al burattinaio abbiamo due fidati collaboratori, i polistrumentisti presenti dagli esordi nel lontano 2006 che rispondono ai nomi di Sascha Paeth e Michael Rodenberg: si tratta di una coppia di fatto poiché hanno condiviso praticamente tutta la loro carriera professionale di produttori di spicco in quest’ambiente (Rhapsody e Kamelot su tutti), nonché come turnisti in diverse formazioni, ed evidentemente costituiscono per Tobias un punto fermo per il mantenimento in attività della sua creatura; i due si dividono tra tastiere, orchestrazioni, linee di basso e chitarra, e ovviamente co-produzione del platter con la solita precisione divenuta marchio di fabbrica della casa. Le canzoni del lotto sono una più bella dell’altra ed è imbarazzante la facilità con cui la mente di Sammet abbia concepito le varie The Raven Child, The Piper at the Gates of Dawn, Requiem for a Dream; certo, poi occorrono i fuoriclasse che tramutano l’idea in atto ma il progetto a monte rimane fondamentale e qui tutto gira per il verso giusto, dal ritornello tremendamente ammaliante di Lavender alle ugole sempreverdi di Kiske e Tate capaci di farci lacrimare ancora oggi dopo quasi quarant’anni di militanza alle spalle, dall’uso frequente dell’arpa celtica alle chiusure epiche da infarto della quarta traccia, capolavoro dell’album e dell’intera produzione avantasiana. Moonglow rappresenta probabilmente il loro massimo risultato di sempre in termini di creatività e applicazione, non c’è alcun riempitivo, alcun passaggio a vuoto, un’ora e spicci di musica che vola come il vento e ti riconcilia con te stesso, un risultato a cui teoricamente ogni lavoro musicale dovrebbe puntare per svolgere il proprio compito. Da segnalare la riuscitissima cover di Maniac, brano facente parte dell’iconico film anni 80 Flashdance, con un grande Eric Martin arruolato per l’occasione.

Come un vino pregiato, gli Avantasia migliorano notevolmente con lo scorrere della clessidra. Quest’ultimo LP se la gioca, forse, solo con il primo Metal Opera per il punto più alto del podio, ma sarebbe comunque uno scontro ad armi impari. Non abbiamo volutamente citato e coperto di elogi tutti i cantanti che hanno prestato i loro servigi in Moonglow, credeteci che sarebbe la cosa più facile del mondo, per non far passare un messaggio che attribuisse esclusivamente a loro la riuscita dell’album, giacché va ricalcata molto di più l’importanza dell’ideatore, dell’architetto di questa grandiosa impalcatura, sopra la quale i migliori solisti si dilettano in un virtuoso valzer, consci di poggiare su solide basi. Il signor Sammet con questa ennesima consacrazione può essere accostato senza indugi tra i più grandi nomi del power metal di sempre, sperando che non si lasci prendere troppo la mano ed inizi a produrre un’uscita all’anno, rischierebbe di bruciarsi in un amen; nel frattempo, rendiamo grazie per questo regalo.



VOTO RECENSORE
85
VOTO LETTORI
84.03 su 26 voti [ VOTA]
lux chaos
Venerdì 5 Aprile 2019, 8.23.26
37
E' sempre bello cambiare idea su un disco: al primo ascolto avevo bollato questo disco come buono ma MOLTO inferiore al precedente capolavoro assoluto Ghostlights. Invece, come dice qualcuno sotto, questo disco cresce in modo enorme e diventa ammaliante ascolto dopo ascolto, sarò al 10 ascolto che vola via senza annoiare un attimo (l'unica a mio gusto meno riuscita è piper at the gates of dawn), il livello è strepitoso, Sammett è qualcosa di non descrivibile...quoto tino, ma come cazzo fa????? Come fa a mantenere un livello cosi pazzesco??? Boh...dispiace leggere i soliti pareri scontati del metallario medio "i primi due capolavori il resto bla bla" perché vuol dire che i dischi successivi li si è accantonati dopo un passaggio massimo due, e questo ovviamente (chi ascolta musica da anni lo sa) non rende possibile un giudizio obiettivo. Poco importa, quel che importa è che Sammett vende, fa sold out ovunque (appena visto a milano, concerto dell'altro mondo) e quindi chi apprezza la buona musica è in numero maggiore di chi la snobba. Questo è un capolavoro, e Sammett un genio.
tino
Martedì 26 Marzo 2019, 21.32.04
36
sammet è la reincarnazione di qualche compositore tedesco del passato, come cavolo fa nel 2019, come fa?
tino
Mercoledì 20 Marzo 2019, 20.51.13
35
dopo diversi ascolti posso dire che tobias sammet è riuscito nell'impresa di fare meglio del precedente che già era un mezzo capolavoro. Qua siamo a livelli stratosferici, un lavoro mostruosamente bello che cattura ad ogni ascolto, con dei cantanti valorizzati all'ennesima potenza...tate da paura, petrozza e hansi superlativi, candice night e kiske divini e poi le canzoni...bellissime, da brividi, voto 95
tino
Sabato 16 Marzo 2019, 13.25.17
34
Quoto in pieno il commento precedente tra l'altro mi e' appena arrivato e come primo ascolto mi sembra su altissimi livelli anche perché il precedente e' stato veramente qualcosa di strepitoso e difficile da bissare. Sulla cover di maniac non sono d'accordo con il commento del marchese di Fremont in quanto trovo sia un bellissimo pezzo dance pop anni 80 che si presta molto bene ad essere rivisto in chiave più moderna, questa mi sembra ottima anche se quella fatta dai firewind e' pure meglio. PS ottimo l'innesto di petrozza che dona una piacevole ruvidezza alle sue parti, tobias ha indovinato ancora la formazione, ottimo allenatore giocatore
yaragorn
Sabato 16 Marzo 2019, 11.33.16
33
Ragazzi, Tobiias Sammet é un genio: fra 20 anni lo studieranno a scuola di musica. Se pensate che ha solo 41 anni, ha una produzione musicale superiore a tantissimi altri anche più anziani. A questo album darei 90, più che altro per la sua varietà. E perché,secondo me, Tobias si sta adeguando anche al passare del tempo e all’evolversi dei generi musicali. Sono un metalliaro, ma mi mi piace anche il pop se fatto bene..e Tobias in questo album ha fatto bene tutto. The Raven Child é un capolavoro degno di The Scarecrow. Buon ascolto...se ripetuto, meglio (c’è ne vogliono 5/6 per capirlo appieno).!
Enrico 86
Domenica 3 Marzo 2019, 21.54.58
32
Discone
Le Marquis de Fremont
Venerdì 1 Marzo 2019, 11.08.12
31
Ecco un Avantasia che non è ai livelli dei due Metal Opera ma migliore dei precedenti che facevo fatica a finire e che sono andati inevitabilmente nel dimenticatoio. Ha sempre un suono pastoso e pieno, diciamo da minestrone denso ma qui ha tirato fuori alcuni brani molto belli. The Raven Child su tutti, ma anche Lavender e Ghost in the Moon, sono pezzi notevoli. Poteva risparmiarsi una orrenda Maniac, pezzo discotecaro, irritante e banale al massimo. Sottolineo che ha sempre delle bellissime copertine. Sono molto preso dal nuovo dei Witherfall (strepitoso!) e vorrei ascoltare bene anche i Rhapsody of Fire. Will see, nous verrons. Au revoir
ayreon
Giovedì 28 Febbraio 2019, 12.04.07
30
signori,ricordate che ogni uscita di avantasia entra quasi sempre nelle top charts di mezza europa,stavolta è subito numero uno in germania,e se fossi stato il selezionatore per una band tedesca all'eurovision ,mi avesse fatto ascoltare anche solo il primo minuto di "moonglow" io gli avrei fatto rappresentare la germania ( vedi che successe con i lordi e la Finlandia con "hard rock halleluia") e gli avrei pure steso un tappeto rosso,questo è un genio nel cantare,comporre,scegliere i cantanti giusti ,basta criticarlo ,per favore
Steelminded
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 22.50.21
29
Urka 85
lux chaos
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 22.47.38
28
Df800: io ascolto metal esattamente come te da 27 anni. Ghostlights per me é un capolavoro, una canzone piu bella dell'altra, all'altezza dei primi due dischi. Questo é inferiore, ma cmq resta un album validissimo, e sono al terzo ascolto...e se lo si valorozza un po dappertutto, probabilmente il problema é tuo. Consigli agli altri di imparare ad ascoltare prima di far recensioni ma ci gioco una mano sul fuoco che questo disco, oltre a non averlo comprato, l'avrai sentito di sfuggita, forse, una volta...o sbaglio??? Dai au...c'é troppa fretta oggi di dire la propria sia in positivo che in negativo, e le tonnellate di materiale che escono fanno diventare l'ascolto molto superficiale. Ricordiamoci che anche il piu semplice dei dischi non puo essere assimilato con un ascolto distratto, figuriamoci un disco cosi...
Struzzo
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 20.11.37
27
Un buon disco che mi annoia meno di Ghostlights. Certo, se paragonato ai primi due è appena sufficiente, ma è anche vero che l'idea del progetto Avantasia è cambiata. Se prima si parlava di power, ora è hard rock in pieno stile edguy con qualche impennata heavy/Power. Se prima era un'opera, oggi non si può dire lo stesso. Artwork meraviglioso. Ospiti: pochini ma professionali. La valutazione è soggettiva, personalmente avrei dato 75, ma ammetto di essermi esaltato anch'io una volta acquistato. L'unico brano che mi riporta alla metal opera pt.I è Requiem for a Dream (sottolineato da pochi), ma anche the Raven child e book of shallows sono ben fatte. Godibile e sognante. Bravo Simone.
Uomoragno
Martedì 26 Febbraio 2019, 20.29.29
26
Disco che, ascolto dopo ascolto, diventa ammaliante e meraviglioso. Cresce con grazia ascolto dopo ascolto, con perle di canzoni che sono assolutamente un piacere da ascoltare. Non si può di certo parlare di innovazione o novità, ma di spunti signorili e di classe verso un genere, il power, che dimostra , con dischi come questo, grandi qualità. Tobias... tanto di cappello. Voto 90
HyperX
Martedì 26 Febbraio 2019, 18.30.13
25
che disco ragazzi! Lavender in loop da giorni ormai...
df800
Martedì 26 Febbraio 2019, 8.26.58
24
@HeroOfSand_14 ciao caro nessun troll ma parere personale. Due passi indietro, comprai il primo disco Avntasia i giorno che sci in quanto avendo gia internet ai periodi mi avevano stupito alcune canzoni che ascoltai in rete (con i famosi shazamm, winmx etc). Trattasi di capolavoro assoluto e totalmente innovativo nel genere, nulla fuori posto. Un disco da 100 senza se e senza ma. Gia il secondo era deficitario n alcune tracce ma pur sempre un buon disco, per poi cambiare rotta in Scarecrow. Sccessivamente, a mio parere il vuoto in quanto levoluzione non c'è stata ma le composizioni si sono "arricchite" di suoni pompati e gonfiati dov fondamentalmente , la metrica di un disco ricopiva il solito copione. Quest ultimo davvero \non mi ha detto nulla. Suonato bene, ovvimente con tanto di artisti con la A maiuscola, ma è uno di quei dischi che per chi come me ascolta metal da circa....27 anni...beh...non ti danno quel qualcosa che dovrebero. Tutto è soggettivo ci mancherebbe ma esaltare un disco cosi, che non rimane in testa un pezzo e che tra qualche mese sarà nello scafale a prendere polvere onestmente piu di 50 non darei, ma son pareri personali.
HeroOfSand_14
Lunedì 25 Febbraio 2019, 20.40.58
23
Di solito non do corda ai commenti dei troll o pseudo tali, ma..@df800, illuminaci su quale sia l'unico pezzo sufficiente. The Raven Child? Sulla questione recensione fa ridere che ogni volta bisogna invitare gli utenti che non capiscono perchè non si informano che le recensioni sono scritte da persone diverse in periodi diversi e quindi non è facile trovare un equilibrio corretto dei voti. Manca solo che qualcuno esca con "ma se date 85 a questo a Master Of Puppets va dato 225!!!1!"
progster78
Lunedì 25 Febbraio 2019, 16.27.47
22
Questo disco mi ha deluso,sia chiaro non che sia una ciofeca ma lo trovo al di sotto di Ghostlights.
Nòesis
Lunedì 25 Febbraio 2019, 14.57.05
21
Adesso me lo segno...
df800
Lunedì 25 Febbraio 2019, 14.43.34
20
disco da 45 al massimo con un solo pezzo sufficiente. se si fa 85 a questo al primo cosa diamo? che tra l altro ha pure un voto inferiore. imparate agiudicare...poi fate recensioni...
Nòesis
Lunedì 25 Febbraio 2019, 14.25.32
19
Addirittura?
dave
Lunedì 25 Febbraio 2019, 14.17.23
18
solita noia mortale
Ayreon
Domenica 24 Febbraio 2019, 20.08.06
17
E comunque qui Tate torna ad essere Tate
Beta
Domenica 24 Febbraio 2019, 15.04.30
16
Hero: MeatLoaf su Mystery of a Blood Red Rose ... che figata sarebbe stata O.O
HeroOfSand_14
Domenica 24 Febbraio 2019, 14.03.48
15
Steinman ormai ha una certa età, ma penso che Tobi andrebbe in stato di schock se ricevesse una chiamata da Jim! Tra l'altro, per Ghostlights Sammet ha provato ad avere Meat Loaf ma tutto saltò per motivi non chiari a causa del suo manager mi pare. Tobi voleva fargli cantare Mistery Of A Blood Red Rose, ovvero una Ghost in The Moon più breve e radiofonica (con la quale partecipò all'Eurovision)
kurujai
Domenica 24 Febbraio 2019, 13.17.38
14
@ayreon . tobi è un grande ma il buon vecchio arjen è ancora irraggiungibile @Fasanez . Steinmann e tobi insieme ? un sogno
Franco 73
Domenica 24 Febbraio 2019, 11.46.32
13
...miiiiiii........che discoooooo!!!!!!! 90!
Ayreon
Domenica 24 Febbraio 2019, 9.36.32
12
Grande disco,echi ben riusciti di meat loaf e mike oldfield,da antologia il duetto con tate ,sammett immenso,solo lucassen riesce a stargli accanto,
fasanez
Sabato 23 Febbraio 2019, 14.48.12
11
@Hero e kurujai. Lo dico da fan di Meat Loaf... ma magari fosse musical in quel senso li! . Secondo me se Jim Steinmann desse una mano a Tobi scrivendo qualcosa potrebbe venire fuori qualcosa di estremamente interessante. Adoro quel tipo di rock e credo che si sposi benissimo con l'epicità tipica delle composizioni di Sammet. Lo riascolterò bene nei prossimi giorni e spero che migliori col tempo .
Da-X
Sabato 23 Febbraio 2019, 14.28.25
10
Dopo the mystery of time e ghostlights che non mi avevano preso particolarmente, qua siamo tornati a livelli indiscutibilmente eccellenti! il poker iniziale è da brividi, il resto del disco scorre piacevolmente con particolare attenzione alla doppietta di brani con Tate. Bello bello, dopo i due metal opera segue a ruota questo moonglow nella mia top 3 degli Avantasia
kurujai
Sabato 23 Febbraio 2019, 12.54.41
9
@hero of sand , hai definito l'opener "musical" , ed'è azzeccatissimo ma ad ascoltare bene è una cosa che si protrae un po' per tutto il disco , a volte più o meno marcatamente . almeno nei cori e controcanti
HeroOfSand_14
Sabato 23 Febbraio 2019, 11.41.18
8
Il disco cresce molto per ora ma da un certo punto di vista si poteva fare meglio, pensando alle aspettative create. Più che altro Tobi si è preso tutto il tempo che voleva non avendo contratti con label ed il risultato però è più o meno quello degli ultimi album, gran disco ma non questo capolavoro annunciato per quanto mi riguarda (ed io amo tutto quello che crea questo ragazzo). Vero anche che non mi aspettavo virate particolari, il cambio dal power a un genere con tinte hard rock è già avvenuto con The Scarecrow ed ora sperimenta più sul simfonico e musical. Rimane comunque un signor disco come tutti i suoi, l'opener è tra le top della discografia avantasiana per la sua aria da musical alla Meat Loaf (vedasi Mistery of a Blood Red Rose), poi The Raven Child, la titletrack che ha una melodia bellissima, Invincible emozionante (chissà se Tate ha usato trucchi in studio per cantare cosi bene, sembra di sentire un brano di Empire). Anche The Piper at the Gates Of Dawn è ottima ma è una Edguy song per me, molto in stile Hellfire Club e poco Avantasia. Comunque, ripeto, tanto di cappello a chi dopo 25 anni e 20 album sa ancora scrivere cose simili. Per il futuro un cambio drastico della lineup sarebbe grandioso, ma questi cantanti sono amici di Tobi e dubito ne farà a meno, nel bene (soprattutto Kiske, anche se i brani scritti per lui sono molto simili l'uno all'altro, Lande, Kursh, Martin) e nel male (Atkins non ha più voce da un pezzo, mi spiace ma ha dato poco al disco). L'unico mezzo filler lo trovo in Starlight, che si salva dalla metà in poi con controcanti che adoro, ma per il resto rimane un brano molto easy. TOP: The Raven Child, Ghost In The Moon per ora. Sascha autore di assoli che mi sono restati, soprattutto quando entra nella titletrack è spettacolare. Tobi ha ritrovato la voce "perduta" dopo i vari tour Edguy-Avantasia, il periodo di riposo gli ha fatto benissimo ed è tornato a cantare alla grande, non sento più grandi cali come in altre occasioni. Amo il suo timbro, ogni cose che canta, quindi per me questa cosa è un sollievo. Voto intorno all'85
fasanez
Sabato 23 Febbraio 2019, 8.59.32
7
A me non ha convinto del tutto, almeno per ora. Ci sono pezzi bellissimi come The Raven Child e Book of Shallow, ma pezzi come Ghost in the moon, le due con Tate, la cover e starlight, ad esempio, non riescono a prendermi proprio. Il pezzo con Kiske, non è al'altezza di Ghostlights, ad esempio. Concordo con l'analisi di @Metal Shock. Comunque siamo sempre notevolmente sopra la suffcienza, un 7 e mezzo lo prende, ma da Sammet, pretendo di più. La sua prestazione vocale, invece, mi ha sorpreso e non poco, mi è proprio piaciuta molto.
Metal Shock
Sabato 23 Febbraio 2019, 5.30.03
6
I primi due dischi degli Avantasia sono capolavori imprescindibili poi Sammet ha sempre fatto buoni lavori con alti e bassi ma mai a quel livello e questo ne è la conferma. I pezzi top: The raven child, undici minuti di pura magia con un Jorn mostruoso, The book of shallow, altro pezzo stupendo con un Mille che fa impennare il tutto, Alchemy, brano con un Tate finalmente meraviglioso, Ghost in the moon, altra meraviglia con un superbo Tobias, Maniac, canzone che già di per se ho sempre amato ma qui risalta ancora di più grazie ad un bravissimo Martin. Pezzi flop: Requiem for a dream, solito pezzo power con Kiske molto banale, Invincible, brano che vuole ricalcare certi Queensryche (Someone else) ma risulta noiosa a dir poco. Gli altri pezzi sono nella media (Moonglow mi ricorda Moonlight shadow, non so perché), e purtroppo a volte i cantanti cantano solo un verso e sembra che siano lì giusto per fare numero. In complesso un disco da otto meno, ma di certo in ambito power quest'anno sarà difficile fare meglio (esempio il nuovo dei Rhapsody è pessimo, ma ne riparleremo). (Ps: continuo la mia crociata: disco della Nuke subito recensito, altri da mesi usciti e niente....why?? Pecche'??)
Beta
Venerdì 22 Febbraio 2019, 23.47.36
5
Praticamente concordo con tutto quanto già scritto dal recensore e dai colleghi qui sotto (aggiungo solo, perché mi sembra che non sia stato detto, che Ghost in The Moon è una canzone veramente bella ). Ok, scherzi a parte, anche io penso che sia davvero un'ottima traccia (l'intermezzo lento mi ha quasi commossa). Veramente un bellissimo disco, ospiti fantastici e ben usati (Kuersch è davvero una perla in questo disco), infatti Sammet ha saputo calibrare tutte le voci alla musica e viceversa (spettacolari non solo le parti di Kuersch ma anche la parte di Petrozza... Mi ha veramente sorpresa). Che dire, un capolavoro. Capolavoro che definire Power è riduttivo per la presenza di diversi stili che Herr Sammet ha saputo magistralmente mischiare. Come in ghostlights (che a me era piaciuto parecchio). Anche io oscillo tra l'85 ed il 90, ma devo ancora assorbirmelo bene.
kurujai
Venerdì 22 Febbraio 2019, 23.03.42
4
mi dispiace che non abbiate nominato "ghost in the moon " , una meraviglia . diciamo che le prime quattro tracce sono una goduria , starlight è una buona canzone che sta li per far rifiatare l'ascoltatore . le due di tate ( anche se lui non lo amo tanto ) sono ottime mentre lavender non riesco atogliermela dalla testa . per quanto riguarda kinske mi sembra che sia stato poco utilizzato per via degli impegni . dopo il mezzo passo falso di ghostlight ( lo so ma a me è piaciuto solo fino a un certo punto ) tobi è tornato . P. S. per chi non lo avesse capito ghost in the moon è una meraviglia
Luky
Venerdì 22 Febbraio 2019, 22.05.32
3
Tobias è un compositore straordinario, e ogni volta che esce un disco degli Avantasia so già che sarà una gioia per le orecchie: questo non fa eccezione; diverso dagli altri (come lo ha definito Tobi è un "album invernale" e introspettivo), ma speciale a modo suo. Le canzoni migliori per me sono Book of Shallows, The Raven Child e Alchemy; quella che mi ha preso meno è Starlight, ma tutte e 11 le canzoni (anche la cover è fatta bene) sono veramente molto belle e compatte in qualità. Voto 90.
Radamanthis
Venerdì 22 Febbraio 2019, 21.04.25
2
Ah, dimenticavo il voto...per me è 90!
Radamanthis
Venerdì 22 Febbraio 2019, 21.01.39
1
Attendevo questa recensione dopo parecchie ascolti di questo grandissimo disco. Un album degno successore del precedente che ne segue la scia. Mi sono piaciute tutte le canzoni, forse le uniche due un po’ sotto il livello delle altre sono quelle in cui Sammet Ha duetrattato con Tate, ma probabilmente è un problema solo mio non essendo un grande estimatore della voce di quest’ultimo. Bellissime le tracce 1,2, 3,4: un poker d’assi vincente! Degne di nota direi anche la canzone 8 e 9 Mentre la cinque dopo il poker d’assi risulta un po’ debole. Altro top brano è la numero 10! Certamente avere a cantare gente come Kürsch, Kiske, Lande, Catley è qualcosa di meraviglioso, la loro voce rende oro qualsiasi cosa. Per di più questo qualsiasi cosa e già notevolmente pregevole. Mi è piaciuta molto anche l’interpretazione della Night, mentre quella di petrozza Ho trovato un po’ fuori luogo in un disco degli Avantasia. La qualità compositiva di Tobi è un qualcosa di indescrivibile, un genio che non smette mai di stupirmi, Produce capolavori su capolavori. Il folletto è tornato, gustiamoci questo grande disco in attesa del prossimo capolavoro! Note negative? Se dovessi fare il pignolo vorrei citare alcune mancanze di wes produce capolavori su capolavori. Il folletto è tornato, gustiamoci questo grande disco in attesa del prossimo capolavoro! Note negative? Se dovessi fare il pignolo vorrei citare alcune mancanze di Guest: quanto vorrei sentire ancora Hansen e Matos negli avantasia! E anche Kiske Lo avrei fatto cantare un po’ di più, ma probabilmente è stato lui a dare poca disponibilità per via del tour con gli Helloween!
INFORMAZIONI
2019
Nuclear Blast Records
Power
Tracklist
1. Ghost in the Moon
2. Book of Shallows
3. Moonglow
4. The Raven Child
5. Starlight
6. Invincible
7. Alchemy
8. The Piper at the Gates of Dawn
9. Lavender
10. Requiem for a Dream
11. Maniac
Line Up
Tobias Sammet (Voce, Basso, Tastiere)
Sascha Paeth (Chitarra, Basso, Tastiere)
Michael Rodenberg (Tastiere, Orchestrazione)

Musicisti Ospiti:
Mille Petrozza (Voce nella traccia 2)
Hansi Kürsch (Voce nelle tracce 2 e 4)
Jorn Lande (Voce nelle tracce 2, 4 e 8)
Ronnie Atkins (Voce nelle tracce 2, 5 e 8)
Candice Night (Voce nella traccia 3)
Geoff Tate (Voce nelle tracce 6, 7 e 8)
Bob Catley (Voce nelle tracce 8 e 9)
Eric Martin (Voce nelle tracce 8 e 11)
Michael Kiske (Voce nella traccia 10)
Nadia Birkenstock (Arpa celtica)
Oliver Hartmann (Chitarra, Cori)
Felix Bohnke (Batteria)
 
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