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SEPTICFLESH + KRISIUN + DIABOLICAL + XAON
ALCHEMICA - BOLOGNA

Witherfall - A Prelude to Sorrow
24/02/2019
( 2088 letture )
Il mondo del metal ha fame di capolavori e di nuovi eroi. Sotto questo aspetto, è inutile negare che il genere nella sua dimensione "classica" stia da tempo attendendo qualcuno in grado di prendere il posto che fu dei campioni del genere. Senza voler fare un triste elenco, sono tanti ormai gli artisti che ci hanno lasciato definitivamente, mentre è sempre più difficile credere che esistano band capaci di ripetere le gesta che hanno reso immortali le rockstar del passato. Non per loro mancanze, ma per un contesto mutato, nel quale essere musicisti professionisti, in ambito rock e ancor di più nel mondo del "rock duro", ha perso quella legittima aspirazione a consacrare la propria vita alla musica, vivendo di essa e del successo che ne può derivare, fino allo status di "rockstar". Intendiamoci, non che prima fossero tanti i complessi in grado di vivere delle proprie uscite discografiche: solo che adesso la strada appare strettissima e, ancor di più, è impossibile ottenere una consacrazione ai massimi livelli di mainstream che, fino alla fine del millennio, sembrava ancora una opzione percorribile. In questo, occorre guardare alla realtà senza malizia: non mancano certo i gruppi validi o gli ottimi dischi. Manca l’industria, che è quasi del tutto collassata e mancano sempre più mezzi di diffusione capaci di lanciare le carriere, come anche i palchi sui quali esibirsi di fronte ad un pubblico interessato e competente. Questo è il nostro contesto e accettarlo fino in fondo è quello che ci resta per poter davvero capire l’importanza di tutelare, sostenere ed esaltare chi è capace di fare la differenza e pubblicare album che siano davvero meritevoli di ascolto e attenzione. A loro occorre dare il giusto rilievo e l’attenzione che dobbiamo sottrarre invece all’ennesimo clone o all’ennesima bollitissima reunion o, ancora, all’ennesimo album fotocopia della vecchia gloria che gioca sul sicuro riciclando sé stessa all’infinito. Dobbiamo avere questa forza e questo coraggio, perché non sarà più l’industria a fare la differenza.
Abbiamo lasciato i Witherfall alla fine del 2017 con la firma del contratto per Century Media, la pubblicazione ufficiale del primo splendido album Nocturnes and Requiems e con il cantante Joseph Michael che prestava la sua ugola in sostituzione del recentemente scomparso Warrel Dane per la chiusura del tour dei suoi Sanctuary. Un elemento, questo della prematura scomparsa di un amico e giovane musicista di talento, che per i Witherfall assume una valenza particolare, a causa della morte per un linfoma del batterista e membro fondatore Adam Paul Sagan nel dicembre 2016. Come qualcuno ricorderà, infatti, la pubblicazione ufficiale del primo album arrivò purtroppo quasi un anno dopo questo tragico evento, quando le composizioni in esso contenute avevano però già tre anni di vita: è infatti fin dal 2014 che i Witherfall avevano pronti i brani e non deve quindi stupire che a distanza di appena un anno il gruppo sia già pronto per pubblicare un seguito a quel fortunato debutto, precisamente il 2 novembre 2018. Un seguito molto atteso e che in molti hanno già battezzato con i crismi del capolavoro. Un ritorno giustamente dedicato all’amico e compagno scomparso.

Sin dal titolo e dalla suggestiva e gotica copertina, che riprende in toto i temi dell’album precedente variando però cromatismi, l’ascoltatore viene avvolto in una coltre pesante e plumbea di cordoglio, dolore e disperante abbandono: la morte è la protagonista assoluta di A Prelude to Sorrow, il suo odore e la sua aura sono l’elemento portante di ogni brano e di ogni lirica contenuta nel disco. Una morte tratteggiata appunto con tutte le caratteristiche della letteratura gotica, come ben si evince dalla figura femminile in copertina, evocata, maledetta, attesa e infine sfidata e accettata. Il percorso lirico dell’album è in un certo senso lineare e sembra quasi evocare i sette stadi di elaborazione del lutto: shock, negazione, rabbia, negazione, depressione, accettazione, speranza. Si tratta quindi di una immersione totalizzante, che influenza in maniera profonda anche la musica realizzata la quale offre anche una evoluzione rispetto al primo album: l’ispirazione primaria rimangono il duo Sanctuary/Nevermore, con un heavy/power/thrash classico e moderno al tempo stesso, fortemente tinto di prog e dannatamente scuro nella resa. La novità sta semmai nell’inasprirsi della matrice thrash, nella maggiore aggressività del cantato di Michael, fino all’evidente e aumentato dinamismo introdotto dalla batteria di Steve Bolognese, musicista di grande curriculum (allievo di Mike Mangini e poi insegnante alla Berklee, ha suonato con Beyond the Embrace, Into Eternity e Baptized in Blood) e dal terremotante piglio prog. Il risultato è un disco che vede aumentare i contrasti del sound già evidenziato nel debutto, con ancora più spazi lasciati alle chitarre acustiche e al basso di Anthony Crawford, che vanno a scontrarsi con la maggior aggressività delle chitarre elettriche del duo Dreyer/Bibiano. Inconfondibile e assoluto protagonista è come da aspettative il cantato di Joseph Michael, il quale innalza ancora di più il proprio sfoggio tecnico, mettendo in mostra una padronanza dello strumento vocale invidiabile e un raggio di azione praticamente infinito, con picchi di estensione memorabili e, come detto, una vena di aggressività che in qualche frangente arriva quasi al growl, dimostrando una versatilità notevole, che ben si adatta ad un tessuto strumentale così cangiante e particolare. In un certo senso, A Prelude to Sorrow contiene quindi elementi di continuità e novità che ne certificano la condizione di album di lancio verso una definizione futura da raggiungere. Che i Witherfall siano una band di enorme personalità lo si evinceva fin dal debutto e trovarne confermate le principali coordinate stilistiche non potrà che far piacere a quanti lo avevano apprezzato. Eppure, le novità introdotte per quanto capaci di dare una giusta e benvenuta aria di evoluzione, portano in qualche frangente un contrasto non sempre perfettamente gestito nell’economia dei brani. E’ in particolare la dicotomia tra maggiore aggressività e maggior propensione verso le influenze prog a soffrire in qualche caso di soluzioni forse eccessivamente cerebrali e, in questo, perfino l’esasperato tecnicismo di Bolognese, di per sé una vera prelibatezza, non sempre aiuta a rendere meno ampollose alcune sezioni strumentali e alcune soluzioni ritmiche, rispetto allo stile più sobrio e potente di Sagan. Prendiamo ad esempio la grandiosa seconda traccia We Are Nothing, che si snoda in una prima parte piuttosto sostenuta, baciata da un refrain molto abbordabile e da una parte centrale in acustico, sulla quale Michael spara degli acuti lancinanti e che poi termina con una lunga coda di quasi cinque minuti in gran parte strumentali, a parte la riproposizione del refrain. Prese di per sé ciascuna di queste sezioni ha il suo perché e la sua bella realizzazione, ma tutte assieme, con un brano che supera di conseguenza gli undici minuti, non tutto sembra poi indispensabile alla canzone. Ci si rende conto di questo in particolare perché è poi la seguente A Moment of Silence ad attirare nuovamente l’attenzione e l’orecchio, con una serie di riff ultraveloci doppiati da una batteria in blast beat sui quali Michael non può far altro che sfoderare la propria interpretazione più aggressiva. Il brano ha poi nuovamente una evoluzione piuttosto tormentata e il fatto che comunque il gruppo tenti sempre la via del refrain in classico stile heavy metal contribuisce a creare un po’ di straniamento, come se non tutto combaciasse alla perfezione. Diverso invece il caso della successiva Communion of the Wicked, midtempo clamoroso, con un refrain perfetto e uno sviluppo che senza rinunciare a mettere in luce le qualità tecniche della band, mantiene un suo senso melodico e una sua necessarietà di sviluppo. Come già la titletrack, anche Maridian’s Visitation è un intermezzo in acustico, un piccolo gioiellino di durata contenuta e di grande impatto che apre alla seconda parte dell’album, quella che invece è davvero quasi ai limiti della perfezione, sotto tutti i punti di vista. Parte Shadows, brano nel quale la matrice Nevermore è particolarmente evidente, non fosse per il sottile quanto inquietante arrangiamento di tastiera e per il refrain ancora una volta classicamente metal: brano fantastico, che supera i sette minuti in piena estasi, senza altro da dire. Appena parte l’arpeggio di Ode to Despair il fantasma di Andy LaRoque si manifesta immediatamente e sembra quasi di trovarsi immersi in Abigail o The Eye -sensazione che ricompare poi in Epilogue-, ma l’alternanza tra acustico e distorto in questo caso sposta il risultato finale verso una commistione comunque moderna e pesantissima, anche grazie ad una splendida linea melodica di Michael e al consueto incredibile tappeto di Bolognese. Ma ora è tempo di capolavoro e, dopo l’intro The Call, ecco arrivare gli undici minuti di Vintage, apice assoluto del disco e brano capace da solo di spazzare via ogni concorrenza, richiamando gli epici brani conclusivi dei già più volte citati Nevermore, con una vena classica che ne esalta l’evoluzione in crescendo emotivamente straziante, con l’invocazione finale ad Adam Sagan che tocca in maniera profonda e sincera il cuore. Stupenda in ogni sua parte, Vintage è la prova che i Witherfall non sono solo una delle tante band emergenti di talento, ma dei veri fuoriclasse. Epilogue come da titolo è la traccia conclusiva, breve e anch’essa in gran parte acustica, con un testo che più nero non si può immaginare.

Nel complesso siamo di fronte ad un album che farà parlare di sé a lungo. I Witherfall creano un’opera capace di affascinare sin dal primo ascolto, ma complessa e stratificata e che necessita di molteplici approfondimenti per disvelare la propria profonda natura e le proprie decadenti meraviglie. Un album gonfio di emozioni, che eleva un vero e proprio oscuro vessillo dal cordoglio e dal confronto con la morte. C’è spazio per poca luce nelle parole della band e quel poco nasce tutto dall’amicizia e dal ricordo di chi resta. Come detto a livello di scrittura ci sono alcune novità e queste costituiscono una piacevole sorpresa confermando che la band è ancora in cerca e non ha per fortuna già cristallizzato la propria identità. Novità che però in qualche caso, più che sulla ineccepibile qualità strumentale, lasciano qualche dubbio sulla effettiva necessità dei lunghi sviluppi che avvolgono quasi tutti i brani principali. In particolare, nella prima parte dell’album, infatti, non tutto gira alla perfezione e forse in qualche caso ci si è fatti prendere un po’ la mano dal gusto di mettere tanti elementi contrastanti in gioco. Questo vale per le composizioni quanto per lo stile di Bolognese, che ha introdotto un ulteriore elemento di complessità al sound della band, con il suo stile ipertecnico e decisamente più aggressivo e dinamico. Una scelta che apre naturalmente ad ulteriori evoluzioni e che va quindi presa come valore aggiunto per il futuro. Niente di male, siamo al secondo album e questo A Prelude to Sorrow è ben più che un disco di passaggio: siamo senza dubbio di fronte alla conferma che i Witherfall rappresentano di gran lunga una delle band di maggior interesse e spessore dell’intero panorama odierno. Se esiste oggi un gruppo capace di esaltare l’ascoltatore e riportarlo ai fasti dei giganti del passato, è sicuramente quello di Joseph Michael, Jake Dreyer e ottimi compagni di avventura. A Prelude to Sorrow è un passaggio di consegne e di testimone, in attesa del capolavoro tout court che è ampiamente nelle possibilità di questa straordinaria band.



VOTO RECENSORE
84
VOTO LETTORI
90.5 su 8 voti [ VOTA]
Silvia
Sabato 16 Marzo 2019, 14.18.16
66
Concordo e x me questo album dà anche l'impressione che niente sia stato lasciato al caso. È molto emotivo ma anche curatissimo in modo da esaltare ogni sensazione che si voleva trasmettere. Il tema è veramente pesante perché se è vero che la morte è ricorrente nei dischi metal qui non è trattata con teatralità e distacco ma costringe a riflettere. Comunque trovo il disco notevole anche x il solo aspetto musicale
lisablack
Sabato 16 Marzo 2019, 13.56.01
65
Vintage è bellissima..
CeccoProg
Sabato 16 Marzo 2019, 13.47.05
64
Disco strepitoso, vintage penso sia una delle canzoni più belle che abbia mai ascoltato, una gemma di rara bellezza. Se il debutto poteva dare l'idea di una band con delle ottime capacità A Prelude To Sorrow lì conferma come band di spicco nel panorama metal.
Graziano
Venerdì 15 Marzo 2019, 12.35.00
63
Tra loro e i Ghost Ship Octavius il futuro è un po' più roseo.......
Davide Bragagna
Martedì 5 Marzo 2019, 12.28.17
62
84 è fin troppo poco per uno dei migliori dischi metal degli ultimi 20 anni. Evocativo, tecnico, classico e moderno allo stesso tempo.
Silvia
Lunedì 4 Marzo 2019, 14.55.37
61
"Glaciale" riferito alla fotografia
Silvia
Lunedì 4 Marzo 2019, 14.33.48
60
Anders non è chiaro perché Bolognese compare nelle foto del gruppo (nel booklet) ma Borlai scrive i ringraziamenti come se ne facesse parte. A proposito anche il booklet è glaciale a sottolineare le atmosfere dell'album...
Anders
Lunedì 4 Marzo 2019, 14.15.58
59
Le parti di batteria dovrebbe averle suonate quasi tutte l’ungherese Gergo Borlai e non Bolognese. Mi sbaglio?
No Fun
Domenica 3 Marzo 2019, 20.21.34
58
Ah pardon pensavo di aver rotto i maroni col mio commento beh i commenti sotto al mio, io nemmono ho capito di cosa stanno parlando...
Lizard
Domenica 3 Marzo 2019, 20.17.20
57
@No Fun: se guardi gli orari di pubblicazione vedrai che abbiamo scritto praticamente in contemporanea, non dicevo a te e anzi condivido che prima di tutto questi spazi virtuali dovrebbero servire a scambiarsi opinioni e valorizzare quello che ha un senso per noi, agli occhi degli altri. Invece diventa tutto un battibecco, una polemica, una reciproca aggressione... o un tiro al recensore, nel dubbio. Si può fare di meglio. sarebbe auspicabile, anzi.
No Fun
Domenica 3 Marzo 2019, 20.12.55
56
Ok, scusa Lizard, ma io in realtà non ho niente di personale con nessuno, ci mancherebbe, volevo solo far capire a cosa può servire commentare e scrivere su questo sito. Ciao!
Lizard
Domenica 3 Marzo 2019, 20.08.56
55
Scusate... non capisco ne apprezzo lo scambio di battute, ma i battibecchi tra utenti cominciano a diventare davvero eccessivi. Se avete qualcosa di personale (tra sconosciuti... è bellissimo) potete regolarlo fuori dai commenti di album e articoli.
No Fun
Domenica 3 Marzo 2019, 20.07.59
54
Il commento #37 realizza la profezia di Alessio in chiusura del commento #65 sotto "The Eretics" dei Rotting Christ. Non capisco cosa ci sia di male nel voler far ascoltare ad altri un album che ci è piaciuto particolarmente. Anzi, il motivo per cui ho cominciato a seguire e poi a scrivere su questo sito è proprio che cercavo consigli sulla musica che ascolto. Infatti questo album me lo sono ascoltato dopo i consigli del buon @Tatore e l'ho pure comprato perché mi è piaciuto anche se non è il mio genere. In ambito metal ascolto principalmente Black da una decina d'anni, Doom e Sludge, e sia il forum che i commenti sono per me utilissimi per avere dritte sugli ascolti, risposte a curiosità, scambi di opinioni, visto che nella mia cerchia di amici nessuno ascolta quello che ascolto io. Capita anche a me, appunto con i suddetti amici, di cercare di convincerli ad ascoltare qualcosa che mi prende davvero, ho fatto "stalking" su whatsapp mandando a due o tre di loro cinque sei pezzi dei Kriegsmaschine e degli Urfaust, con scarsi risultati. Ho provato ad avvicinare qualcuno al black per vie traverse tipo Alcest o Defheaven che sono stati apprezzati ma il passo successivo verso l'abisso nero non hanno avuto il coraggio di farlo. A parte un paio che hanno ammesso che i Marduk non sono affato male e anche sti Kriegsmaschine, comunque, spaccano di brutto. Quindi dire che sono stati pompati sul forum è ridicolo. Nonostante questo, @Bassi, ben venga il tuo commento, non conoscevo i Down the Stone e mi sono sentito qualcosa, che siano "italianissimi" m'importa na sega, sono italiani da quante generazioni? Gli hai fatto l'esame del dna? Muovono le mani in continuazione, mangiano pizza e fanno metal col mandolino? Ok, allora va bene.
ObscureSolstice
Domenica 3 Marzo 2019, 18.46.27
53
Sei ancora in esilio
d.r.i.
Domenica 3 Marzo 2019, 17.51.44
52
Witherfall promossi a pieni voti. Per la precisione, con il grande rispetto che ho per Metallized, ho da gestire e governare eventi e menti di più alta caratura...ecco perché ex.
ObscureSolstice
Domenica 3 Marzo 2019, 17.22.39
51
O sommo d.r.i. "ex-deus ex machina" torna a in te, nella tua gestione di deus ex machina, ormai "ex" ormai sopraffatto. Tu che sai, profetizzi, conosci ogni verità e giudichi nel bello e cattivo tempo, tu che vivi in una dimensione tra la soglia a metà dell'entità più superiore a noi, figura astratta del sito chiamato....(non si può fare il nome) e vedi tutto nelle nostri inutili vite, e destini più inconsci da esseri minori meno di te, O sommo d.r.i. alias "deus ex machina" ormai ex, tu che vedi e regni sopra di noi, e sai tutto del punk, dell'hardcore, del metal, rock, e via scorrendo..in ogni possibile genere musicale esistente da quando la gallina ha fatto l'uovo, sbrilluccicaci con la tua sapienza e indicaci senza indugio la via dell'esistenza...consentici di scegliere l'ascolto e la via della liturgica salvezza...a questi Witherfall (dal profeta II d.r.i. > d.c.> dopo cristo e dopo d.r.i.)
Angus71
Domenica 3 Marzo 2019, 16.35.25
50
Si, vabbè..
d.r.i.
Domenica 3 Marzo 2019, 16.34.48
49
Ma cosa ho fatto io? Mi sembri quello che dice che gestisco io il sito...mah
Angus71
Domenica 3 Marzo 2019, 16.33.41
48
Eccolo il d.r.i. che mette naso nel sito e veicola.
TheDisturbedPriest
Domenica 3 Marzo 2019, 16.20.51
47
Prima di realizzare che ho subìto un lavaggio del cervello sul forum, pensavo anch'io che fosse un ottimo album.
d.r.i.
Domenica 3 Marzo 2019, 16.07.43
46
... la carenza di proteina animale comincia a farsi sentire...
ObscureSolstice
Domenica 3 Marzo 2019, 14.22.14
45
Joseph Michael (il cantante) pare che sia il cugino di Ronnie James Dio
Silvia
Domenica 3 Marzo 2019, 13.05.36
44
Stalking intendevo 😂
Silvia
Domenica 3 Marzo 2019, 13.02.57
43
Questo album è stato riconosciuto nella maggior parte dei siti Metal internazionali come uno dei top album del 2018. Il forum è una goccia nell'oceano in confronto e poi nel forum esprimiamo solo le nostre emozioni. Lo stalkering era solo una battuta
lisablack
Domenica 3 Marzo 2019, 13.00.27
42
Ma no..questo è un'album molto molto valido. Un disco "trascurabile" è un disco scontato, mediocre, qui ci sono belle composizioni, bei testi, melodia, potenza e soprattutto è suonato con sentimento, curato in tutti i particolari. Dai..si sente subito che non è "robetta"
bassi
Domenica 3 Marzo 2019, 12.45.16
41
Anche io rispetto le opinioni di tutti ma a volte mi sembra che alcuni dischi, perché sponsorizzati in maniera eccessiva quasi stalkerante dal utenti sul forum, poi vengano esaltati oltre le loro vere potenzialità.
lisablack
Domenica 3 Marzo 2019, 6.42.14
40
Non li conosco e mi faccio sotto ad ascoltarli, mi fa piacere che sono italiani..comunque rispetto tutte le opinioni, ma non è questo un disco trascurabile, mi pare esagerato dire così. A volte mi fa' l'idea che venga "snobbato" alcuni ragionano così..
bassi
Sabato 2 Marzo 2019, 22.05.14
39
Per esempio gli italianissimi down the Stone
lisablack
Sabato 2 Marzo 2019, 21.04.48
38
Allora dicci cosa c'è di meglio..son curiosa.
bassi
Sabato 2 Marzo 2019, 20.59.44
37
Disco trascurabile, nel 2018 c'è nettamente di meglio
lisablack
Sabato 2 Marzo 2019, 14.30.44
36
Be' è poco..anche il prog death non mi dispiace, anzi !
ObscureSolstice
Sabato 2 Marzo 2019, 13.37.11
35
@lisablack: da quando in qua ascolti il progressive metal?
Le Marquis de Fremont
Venerdì 1 Marzo 2019, 12.11.26
34
Qui siamo veramente su un disco eccezionale, tra i migliori dello scorso anno. Forse il migliore, assieme ad Ibis degli Altars of Grief. L'ho conosciuto solo grazie a questa recensione e mi dispiace per Avantasia e Rhapsody of Fire, ma qui siamo a livelli di gran lunga più alti. Trovo tutto eccellente: il songwriting, la produzione, il sentimento intriso nei brani. Non ci sono momenti meno belli ed intensi di altri anche se Vintage è un brano di una bellezza unica e coinvolgente. Naturalmente sono subito corso a procurarmi il loro precedente che sembra sia altrettanto valido. Band strepitosa e dire "capolavoro" non è per niente fuori luogo. Merci a Monsieur Lizard. Au revoir.
Radamanthis
Giovedì 28 Febbraio 2019, 15.02.24
33
Ho scoperto una grande band. Ho ascoltato questo disco veramente bello, ci ho sentito un heavy power molto USA con influenze Nevermore. Disco ben fatto, ben suonato e ben prodotto. Nel frattempo ho recuperato anche il loro debut e anche lì parliamo di un gran bel disco. Voto 85
duke
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 13.39.14
32
....gran bel disco....(alessio dove sei?)
The Godfather
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 12.31.52
31
Album meraviglioso, come hanno già sottolineato molti, uno dei top assoluti del 2018. Grandissime emozioni che crescono ad ogni ascolto grazie alle tante sfumature e dettagli che emergono man mano e sono pochi gli album che oggi sono in grado di regalare sensazioni di questo tipo senza perdere ispirazione o cadere nell'esibizionismo tecnico fine a sè stesso. Certo, i Nevermore restano lontani perché arrivati prima e fautori di un sound unico, ma questi ragazzi possono ambire legittimamente al trono di loro eredi. Resta qualcosa da sistemare in termini di prolissità eccessiva di alcuni passaggi o di una compattezza maggiore da trovare (alcuni blast beat mi sono sembrati un po' fuori contesto, così come la ricerca quasi forzata del contrasto esasperato con gli intermezzi acustici), ma il potenziale è enorme e già ora la qualità è elevatissima. Voto 88
Vittorio
Martedì 26 Febbraio 2019, 16.26.53
30
Discone, top five 2018
Maurizio
Martedì 26 Febbraio 2019, 11.02.22
29
uno dei TOP del 2018, a mio parere un pelo meglio del debutto. Heavy prog da manuale. voto 90
Enrico
Martedì 26 Febbraio 2019, 10.41.33
28
Capolavoro giusto mezzo punto sotto l'esordio che è difficilmente battibile. Comprati entrambi.
Maiden1976
Lunedì 25 Febbraio 2019, 22.55.01
27
Disco bellissimo, oramai lo ascolto da più di due mesi, tuttavia sembra un paradosso, ma il debutto resta ancora il mio preferito. chapeau!
duke
Lunedì 25 Febbraio 2019, 21.58.45
26
...devo metterlo sulla lista dei cd da comprare....
Carmine
Lunedì 25 Febbraio 2019, 21.29.47
25
Tato sei secsi.
Fly 74
Lunedì 25 Febbraio 2019, 20.50.14
24
Il ritornello di Shadows mi perseguita, non mi esce più dalla testa. Aiutatemi! Se avete visto un pazzo alla giuda cantare a squarciagola We are nothing e Vintage quello ero io. Malato di sto disco.
lisablack
Lunedì 25 Febbraio 2019, 19.15.06
23
Grande Tatore post 9, comprendo e approvo tutto..mi è capitato anche a me di perdere la testa per un'album, anzi per decine di album..l'amore è amore ahaha
lisablack
Lunedì 25 Febbraio 2019, 19.10.04
22
Hai proprio ragione Akira..la soluzione è Amplifon ahaha
AkiraFudo
Lunedì 25 Febbraio 2019, 18.08.21
21
...intendevo "per CHI ha deficit uditivi"
AkiraFudo
Lunedì 25 Febbraio 2019, 18.06.20
20
@lisa, ti inviterei a maggior comprensione per ha deficit uditivi
lisablack
Lunedì 25 Febbraio 2019, 17.12.48
19
Commento 14, sei tu ad esser ridotto male, se critichi questo album..
naoto
Lunedì 25 Febbraio 2019, 15.38.08
18
Sicuramente un lavoro interessante. Per il miei gusti ben lontano dal poter essere definito un "capolavoro". Produzione abbastanza discutibile che a mio avviso rovina un po' tutto.
Graziano
Lunedì 25 Febbraio 2019, 14.45.49
17
Masterpiece!!!
Beta
Lunedì 25 Febbraio 2019, 11.32.48
16
Tato: tranquillo, non se n'è accorto nessuno che hai sfracellato le ... meningi
AkiraFudo
Lunedì 25 Febbraio 2019, 11.29.58
15
Per me IL disco dell'anno appena concluso; avrei dato qualche punto in più (un bel 90 ci sta tutto) e non li ho trovati troppo cerebrali; trovo anzi che la loro dote migliore sia mettere le evidenti qualità tecniche al servizio di un songwriting che riesce a colpire dopo pochi ascolti senza stancare ed invogliando l'ascoltatore a proseguire e a sviscerare i tanti passaggi memorabili presenti nel platter... difatti più che i Nevermore mi ricordano i Control Denied del mai troppo rimpianto Chuck, e dovrebbe già bastare questo a definire la caratura della band. Devo dire che da quando li ho scoperti mi sento un po' più ottimista sul futuro del Metal. Fenomenali!
aaf
Lunedì 25 Febbraio 2019, 11.08.16
14
Il metal è proprio ridotto male se questo è uno dei migliori dischi del 2018.
Tatore
Lunedì 25 Febbraio 2019, 10.35.48
13
@Carmine Accetto il tuo voto per le tante delusioni che ti ho dato in passato...LOL
Silvia
Lunedì 25 Febbraio 2019, 10.32.40
12
Quoto Tato nel senso che anche a me ha sconvolto a livello emotivo. @Carmine 🤣🤣🤣
Danimanzo
Lunedì 25 Febbraio 2019, 10.22.38
11
Uno dei migliori dischi del 2018 ( insieme a Sulphur Aeon e Svartidauði su altri fronti ). Capolavoro di tecnica, pathos e coinvolgimento come non se ne sentiva da tanti anni. Un sound barocco e raffinato che richiama alla mente i migliori Sanctuary e Mercyful Fate.
Carmine
Lunedì 25 Febbraio 2019, 10.11.53
10
Bella recensione. Anche per me è stato uno dei dischi che ho preferito lo scorso anno. Tralasciando i discorsi su chi si ispirano o chi devono sostituire, le composizioni di sti ragazzi per me vanno sopra la media ed emozionano come pochi. 80 al disco. 30 allo stalking senza ritegno di tato sul forum (
Tatore
Lunedì 25 Febbraio 2019, 8.54.37
9
@Lisa Per me non si pone il problema di essere esagerato. Diciamo pure che HO esagerato, nello sfondare la minchia a tutti dopo l'uscita di questo magnifico album. Praticamente ho messo il forum a ferro e fuoco, cercando di convincere tutti ad ascoltarlo perché volevo che tutti provassero ad apprezzarlo. E devo dire che sono riuscito nel mio intento, l'hanno provato un po' tutti, arrivando a definire i Witherfall "il gruppo di Tato"...ahahahah! L'ho ascoltato in loop per giorni, anche 5-6 volte di seguito facendo nottate; dopo secoli ho ripreso a seguire un album testi alla mano; sono andato a commentare sul sito del gruppo; ho scritto dei papiri sul nostro amato forum "difendendo" i Witherfall a spada tratta; e ho pianto come un vitello ogni volta che arrivava 'Vintage'. Come faccio a non giudicare capolavoro un disco che mi ha scombinato a questo livello?!
Silvia
Domenica 24 Febbraio 2019, 22.34.22
8
Capolavoro sincero, la musica che segue nella struttura dei pezzi un concept davvero struggente e x me anche grande personalita' da un punto di vista strettamente musicale. Tutto curatissimo, dagli assoli alla scelta dei piatti. Poi trovo che questo album sia molto piu' che qualcosa x i fans dei Nevermore, certo, le influenze ci sono ma anche diversi altri stili musicali. Consiglio di ascoltarlo dall'inizio alla fine quindi seguendo il concept perche' in questo modo e' molto piu' emozionante e si possono cogliere tutte le sfumature. Arrivati a Vintage ho capito tutto il tributo all'amico scomparso e a livello emotivo e' stato davvero trascinante, l'oscurita' disperata che lascia spazio alla speranza e alla voglia di reagire. x me disco scritto veramente col cuore in mano e grandissima prova del cantante x come sottolinea i vari sentimenti. Lo ripeto anch'io, capolavoro!!!
Cristiano Elros
Domenica 24 Febbraio 2019, 22.31.51
7
Ho sentito qualche loro canzone su youtube (quasi per caso) e sono rimasto piacevolmente sorpreso. La recensione e i commenti, inoltre, aumentano la mia curiosità: devo ascoltare questo disco a quanto pare!
Andrea
Domenica 24 Febbraio 2019, 21.46.08
6
Arrivo a 90, perchè traspare una emotività che è il vero valore aggiunto di un'opera già formalmente esaltante. Un album che , si spera, verrà ricordato a lungo
lisablack
Domenica 24 Febbraio 2019, 20.28.37
5
Voglio vedere quanti commenti avrà questa recensione..
lisablack
Domenica 24 Febbraio 2019, 20.27.46
4
Anch'io dico capolavoro, non volevo sembrare esagerata..ma lo dico, capolavoro!
Tatore
Domenica 24 Febbraio 2019, 20.23.49
3
CAPOLAVORO...e non riesco ad aggiungere altro...quasi non ci credo sia comparsa la recensione...finalmente! Per me il miglior disco del 2018. Voto almeno 95 per le emozioni che mi ha suscitato.
lisablack
Domenica 24 Febbraio 2019, 20.06.00
2
Bellissimo per me siamo a un passo dal capolavoro, album consigliato a chi si lamenta che il metal non offre più nulla..Vintage, Communion of the, wicked, We are nothing, le mie preferite..ma ripeto album bellissimo, ora mi faccio sotto a recuperare il debutto. 90.
Metal Shock
Domenica 24 Febbraio 2019, 19.55.59
1
Uno dei migliori discbi dell'anno passato e dopo l'altrettanto ottimo debutto un lavoro che consolida lo status di questo gruppo che, con un po' di fortuna, potrebbe avere un futuro luminoso. Se si cercano gli eredi dei Nevermore eccoli qui, a cominciare dalla bellissime voce di Joseph Michael per finire con tutti i musicisti che mettono su un muro sonoro di tutto rispetto, con una serie di canzoni che racchiudono emozioni su tutto l'arco del lavoro in ricordo del batterista defunto. Il voto mi sembra adeguato, ma anche 90 ci starebbe tutto. Ps: Tato dove sei????😁
INFORMAZIONI
2018
Century Media
Heavy/Prog
Tracklist
1. A Prelude to Sorrow
2. We Are Nothing
3. Moment of Silence
4. Communion of the Wicked
5. Maridian’s Visitation
6. Shadows
7. Ode to Despair
8. The Call
9. Vintage
10. Epilogue
Line Up
Joseph Michael (Voce, Tastiera)
Jake Dreyer (Chitarra elettrica e acustica)
Fili Bibiano (Chitarra)
Anthony Crawford (Basso)
Steve Bolognese (Batteria, Percussioni)
 
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