Privacy Policy
 
IN EVIDENZA
Album

Wheel
Moving Backwards
Demo

E.G.O
Everything Goes On
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

19/07/19
FALLS OF RAUROS
Patterns In Mythology - Album Cover

19/07/19
CANCER
Ballcutter

19/07/19
SCOTT STAPP
The Space Between the Shadows

19/07/19
CULT OF EXTINCTION
Ritual in the Absolute Absence of Light

19/07/19
WORMED
Metaportal

19/07/19
SABATON
The Great War

19/07/19
CROWN THE EMPIRE
Sudden Sky

19/07/19
LINGUA IGNOTA
Caligula

21/07/19
SHARKS IN YOUR MOUTH
Sacrilegious

26/07/19
SOUNDGARDEN
Live from the Artists Den

CONCERTI

17/07/19
NICK MASON
ARENA SANTA GIULIANA - UMBRIA JAZZ

17/07/19
YAWNING MAN
THE CONCEPT - LECCO

18/07/19
KING CRIMSON
ARENA SANTA GIULIANA - PERUGIA

18/07/19
NICK MASON
PIAZZA DELLA LOGGIA - BRESCIA

18/07/19
ROCK INN SOMMA (day 1)
SOMMA LOMBARDO (VA)

18/07/19
YAWNING MAN + HERBA MATE
SIDRO CLUB - SAVIGNANO SUL RUBICONE (FC)

19/07/19
PORTO LIVE METAL FEST
PORTO ANTICO - GENOVA

19/07/19
ROCK INN SOMMA (day 2)
SOMMA LOMBARDO (VA)

19/07/19
HELLUCINATION + GUESTS
HILL METAL FEST - MOTTOLA (TA)

19/07/19
YAWNING MAN + ELEPHARMERS + COSMIC SKYLARK
SET TO SUN FESTIVAL c/o TORRE DI BARI' - BARI SARDO (NU)

Dream Theater - Distance Over Time
26/02/2019
( 7962 letture )


Puntuale come una cambiale, dopo soli tre anni dal doppio concept The Astonishing ecco comparire sul mercato il nuovo album del gruppo più chiacchierato del panorama progressive metal, ovvero i Dream Theater, spesso ferocemente criticati per la loro incapacità di prendersi una pausa e ritrovare l'ispirazione. Distance Over Time segna il passaggio alla label Inside Out e il suo processo di scrittura, a differenza dei precedenti, si è svolto interamente in un cottage poco fuori New York dove i cinque musicisti si sono trasferiti a vivere insieme per un periodo, come testimoniato dai numerosi video sulla lavorazione presenti sul canale YouTube della band. A loro detta, tale periodo ha potenziato enormemente la coesione del gruppo e il risultato è apprezzabile nel corso dei nuovi brani.
Cominciamo quindi a parlare di questo nuovo Distance Over Time e lo facciamo con un aneddoto. Qualche anno fa i Dream Theater erano stati ampiamente oggetto di critiche perché la copertina di A Dramatic Turn of Events appariva incredibilmente simile a quella di un disco dei colleghi Circus Maximus. Ironicamente la storia si è ripetuta anche con questa cover, sempre realizzata dal noto Hugh Syme (Pink Floyd, Rush), ma al contrario, poiché nientemeno che il New York Times sarebbe stato reo di aver copiato il concept dell'immagine sul numero uscito qualche giorno dopo che i Dream Theater avevano rivelato l'artwork dell'album. La verità molto spesso sta nel mezzo e appare abbastanza evidente che entrambi i grafici che si sono occupati della creazione di queste copertine hanno usato delle foto di stock e un'idea alquanto abusata e poco originale, ovvero il rapporto tra la caducità dell'uomo e il progresso tecnologico. Che dire, da un gruppo del calibro dei Dream Theater ci si aspetterebbe un po' più di attenzione.

Passiamo ora all'album vero e proprio, il quale, per non sconvolgere troppo l'ascoltatore che si accinge a entrarvi, è introdotto dai tre singoli che hanno preceduto la sua uscita, quasi in sequenza temporale. Già dall'opener Untethered Angel i Dream Theater ci ricordano che tecnicamente sono ancora in grado di polverizzare il 90% dei gruppi metal, anche quando si impegnano relativamente poco. Il brano, dotato di un ottimo groove di chitarra e degli interessanti inserti di hammond di Rudess, si pone a metà tra le sonorità di Train Of Thought e di A Dramatic Turn Of Events e, nonostante la mancanza di vera innovazione, è un pezzo godibile in tutto e per tutto, unico neo le tutto sommato banali linee vocali interpretate dal buon LaBrie, da tempo tacciato di essere l'anello debole del gruppo. Questa sensazione permane anche nella successiva Paralyzed, brano che come soluzioni melodiche -in particolare durante il ritornello- riporta la mente all'omonimo album del 2013, ma è flagellato nuovamente dalla voce di LaBrie, effettata oltre ogni previsione -i più maligni potrebbero sostenere a causa della sua incapacità- e che abbatte un pezzo altrimenti più che decente. La lunga Fall Into The Light è introdotta da un riff al confine con il thrash che potrebbe ingannare, ma in realtà si tratta di un brano Dream Theater al 100%, caratterizzato da numerosi cambi di tempo e piuttosto coinvolgente, in particolare nelle parti soliste di Petrucci/Rudess e negli interessanti fill di batteria di Mike Mangini. La sensazione che rimane, però, è che per i ritornelli di questi brani il gruppo abbia voluto puntare sulla melodia dalla facile presa. Finiti i tre singoli, si procede con le novità e l'arduo compito è affidato a Barstool Warrior, brano che a dispetto dell'introduzione interessante, si trasforma in qualcosa di piuttosto anonimo, a metà tra Wither e le ballate presenti su The Astonishing, non convincendo appieno, complice anche un testo piuttosto brutto, ispirato alla storia di un uomo di periferia che si ritrova in un bar a riflettere sui suoi problemi e sulla sua triste esistenza; c'è da ammettere però che su queste sonorità LaBrie si trova decisamente più a suo agio.

La cupa Room 137 segna la metà dall'album e dà modo di apprezzare, per la prima volta dopo tanto tempo nella carriera del gruppo statunitense (l'ultimo sentore era su Train of Thought), l'operato del basso di John Myung, merito del mix a opera di Ben Grosse, e quello di Mangini, il quale ridendo e scherzando sono ormai quasi dieci anni che è subentrato all'altro Mike dietro le pelli. Il brano però non va oltre, risultando alquanto dimenticabile. Una voce sintetica e di nuovo il basso di Myung, stavolta con un interessante riff sincopato, aprono S2N. Con un titolo che è l'acronimo dell'espressione "signal to noise", si tratta di un episodio dalle atmosfere fantascientifiche, coinvolgente quanto basta, ed è caratterizzato, come Fall Into The Light, dall'alternanza dei riff sulla sette corde e dei break melodici del ritornello (con i consueti accordi arpeggiati tanto cari a Petrucci); conclude il tutto un più che discreto assolo di tastiera di Rudess. Giunti a questo punto è doveroso aprire una parentesi sulla produzione del disco, dietro cui si cela la mano del chitarrista della band. A differenza dei precedenti album dell'era Mangini, Distance Over Time suona più potente che mai, con la batteria finalmente in primo piano e il suono supercompresso della MusicMan di Petrucci ad accompagnare. La bella introduzione ipertecnica di At Wit's End ne è il perfetto esempio e la pseudo suite di quasi dieci minuti è un ottimo episodio di tecnica e melodia, in cui i Dream Theater non si lasciano mai trascinare in virtuosismi fini a se stessi, che sfocia in un'emozionante coda strumentale condita da un pregevole assolo di Petrucci. Le liriche del brano, scritte da LaBrie, sono ispirate allo stato mentale delle donne vittime di abuso e rimandano direttamente alla nota Peruvian Skies. La doppietta finale conferma l'onesta qualità di questo lavoro. Il primo brano, Out Of Reach è una power ballatona dai toni soffusi ma leggermente commerciale, scritta per la voce di LaBrie e che strizza l'occhio ad Along For The Ride senza però scadere nel melenso. Il secondo invece, la suite Pale Blue Dot, è la degna conclusione di un album dei Dream Theater e si muove tra le interessanti strofe sostenute dall'intricato riffing di Petrucci, suffragato da una bella anche se poco originale sezione strumentale; ma alla fine che importa se il brano funziona?
Nota a margine: la limited edition di questo album è corredata inoltre di una traccia bonus, Viper King, brano breve e confusionario, che ci consegna la peggiore performance possibile di LaBrie. Non si capisce cosa abbiano fatto di male i fan che hanno deciso di spendere qualche euro in più per la bella confezione per meritare tale scempio.

Insomma, per quanto la moda del momento sia quella di scagliarvisi contro, i lavori dei Dream Theater sono decisamente complessi, a dispetto delle apparenze, e giudicarli tentando di razionalizzarne i contenuti non è la strada da percorrere. Bando quindi alle analisi tecniche e lasciamo parlare la musica. È indubbio che alcuni pezzi sono più riusciti di altri e chi tra voi si aspettava un nuovo capolavoro si metta il cuore in pace, perché qui non ce n'è traccia. Distance Over Time è un album incredibilmente eterogeneo e in parte di maniera e autocitazionistico, che, al netto di diverse soluzioni un po' abusate, non apporta nessuna vera novità alla trentennale proposta musicale del gruppo, ma anche in questo caso si tratta di bilanciare le proprie aspettative. Ad ogni modo, l'ascoltatore che ci tornerà e riuscirà ad assorbirlo, verrà ricompensato, trovando (parecchi) momenti interessanti. C'è da valutare inoltre che, come accennato, quasi tutto il materiale presente è improntato ad un forte utilizzo della melodia orecchiabile, forse a tratti leggermente forzata, segno della ricerca di "commercialità" da parte del gruppo, se così si vuole definirla. Un aspetto positivo, però, è che finalmente è stato dato modo anche a Myung e Mangini di contribuire alla scrittura di un album, anche se come di consueto la gran parte delle composizioni è opera dell'accoppiata Petrucci/Rudess. Sicuramente Distance Over Time toccherà corde diverse nel cuore di ogni fan del gruppo statunitense, ma solo il tempo ci dirà se verrà ricordato all'interno della loro ampia discografia. Assodato che un nuovo Images And Words non tornerà, questi sono i Dream Theater 2.0. Prendere o lasciare.

VOTO Prima Recensione: 73



Seconda Recensione di: Stefano Paparesta "Papi"


75. Questo è il voto che troverete in calce alla recensione. Né più né meno, perché in fin dei conti Distance Over Time è l’ennesima variazione sul tema dello stile musicale dei Dream Theater. Il combo statunitense è tornato con il quattordicesimo lavoro della propria carriera a trent’anni esatti dal debutto When Dream And Day Unite e continua il processo di semplificazione del songwriting inaugurato con il disco omonimo. L’album è infatti caratterizzato da brani più concisi e lineari e anche più immediati, tant'è vero che per la prima volta dal debutto non ci sono brani superiori ai dieci minuti. A conti fatti è una scelta piuttosto azzeccata, specie dopo la sbornia prog metal disneyana del discreto e prolisso The Astonishing. Inoltre, Distance Over Time è il primo lavoro partorito da un contributo di gruppo in fase di scrittura, cosa che ha ridimensionato per una volta lo strapotere acquisito da Petrucci dopo la famigerata uscita di Mike Portnoy. Stando a quanto dichiarato dalla band questo modo di comporre è nato dalla necessità di un ritorno alle origini, alla ricerca di una energia compositiva che, sempre a detta dei Dream Theater, avrebbe caratterizzato i primi anni del gruppo. Distance Over Time è il primo distribuito sotto l’ala protettiva della Inside Out Music ed effettivamente è, in termini sonori, un incrocio abbastanza omogeneo di quanto fatto in precedenza dal quintetto, un ipotetico mix tra la pesantezza di Train Of Thought, Awake (ma privo della gelida cupezza di quel capolavoro) e le concessioni alle melodie di ampio respiro di A Dramatic Turn Of Events.

Il primo terzo di album è già noto al pubblico, infatti Untethered Angel, Paralyzed e Fall Into The Light sono i tre singoli lanciati in promozione del disco. La prima canzone è la classica opener a cui i Dream Theater ci hanno abituato con le varie As I Am, The Enemy Inside e affini. C’è proprio tutto l’occorrente: l’arpeggio iniziale, il riff introduttivo in tempi dispari, la parte in palm muting alla Outcry, il ritornello orecchiabile, la piacevole coda strumentale dove Petrucci e Rudess duettano per poi armonizzarsi alla fine e la chiusura col ritornello. Un classico pezzo metal e poco prog, piacevole e dove ogni nota è centellinata col contagocce. La seconda traccia ricorda un brano uscito dal progetto solista di James LaBrie ed è molto lineare, forse fin troppo. Inoltre il suo risicato minutaggio, nonostante il buon assolo di Petrucci, fa sì che il brano finisca proprio subito dopo il momento più interessante, lasciando un senso d’incompiuto. A conti fatti è l’unico pezzo bollabile in toto come filler. A partire da Fall Into The Light però, i Dream Theater paiono riprendersi con una canzone ben congegnata tra la spinta parte iniziale, dal retrogusto thrashy e l’intermezzo centrale, molto melodico e sognante e velato di una certa malinconia. Prima di proseguire con l’analisi delle canzoni vorrei soffermarmi un attimo sulla prestazione di James LaBrie che tra tutti i cinque musicisti è forse il più penalizzato e palesemente in difficoltà, nonché il difetto principale del disco. L’operato del cantante è molto apprezzabile sui toni medio-bassi, ma quando sale nel registro più alto e squillante improvvisamente si palesa una piattezza generale delle linee vocali, poco incisive e inoltre pesantemente cariche di effetti volti a smorzare una mancanza di fantasia interpretativa. Sembra quasi che il cantante canadese abbia perso mordente e ispirazione, per ironia della sorte, proprio nell’usare quel registro che tanto lo ha reso celebre e apprezzato. In definitiva, l’operato di LaBrie è altalenante, tra luci e molte ombre, almeno per una buona metà dei brani. Nella seconda parte del disco, ossia a partire da S2N (e con l’eccezione di Barstool Warrior) fino al termine del platter, il frontman canadese torna a livelli nel complesso più che discreti, risollevando anche le sorti di una performance altrimenti deludente.

Proseguiamo pertanto con l’ottima e già citata Barstool Warrior, dalla musicalità allegra e ariosa, vicina alle cose migliori di A Dramatic Turn Of Events fino a ricordare vagamente gli echi più colorati e prog di Images And Words. In questo caso Mangini riesce finalmente a farsi notare con un drumming più dinamico e in generale è riscontrabile una buona prova corale, dagli arpeggi del pianoforte a metà brano, all’assolo gilmouriano di Petrucci, ispirato e carico di melodia. Persino LaBrie offre uno dei suoi momenti migliori. Dopo i toni soavi di questa canzone si torna a pestare sul groove di Room 137. La partenza non è delle migliori, con un riff in apertura molto simile a quello di The Beautiful People del Reverendo Manson. Il pezzo è da segnalare principalmente perché è il primo contributo testuale di Mangini, ma anche qui la sensazione di essere davanti ad un filler è molto forte. Una volta giunti a S2N i Dream Theater innalzano il livello qualitativo complessivo delle canzoni, piazzando gli episodi migliori del disco uno in fila all’altro. S2N e At Wit’s End sono entrambi numeri contorti, dove i Dream Theater dimostrano ancora di essere dei portenti con i propri strumenti pur non esagerando con i virtuosismi muscolari fini all'autocompiacimento. In entrambi i casi Mangini si fa notare per le ritmiche interessanti ma penalizzate da un mix che soffoca i fill di batteria e gli accenti sui piatti (come in tutto l’album purtroppo), rendendo tutto apparentemente scontato e banale, mentre la cassa e il rullante hanno un suono pompato e finto. Il che è un peccato, dal momento che lo stile del batterista, seppur meno barocco e vario di quello di Portnoy, ben si sposa con questi pezzi più essenziali. Tornando alle due canzoni, lo sviluppo musicale è ben riuscito e le loro molteplici sezioni s’incastrano in modo spontaneo e trascinante, in un buon bilanciamento tra le partiture heavy e groovy e la complessità esecutiva tipica del prog. Da menzionare il ritornello di At Wit’s End, con quello struggente >"Don’t leave me now" ripetuto più volte nel corso del brano, in un crescendo d’intensità emotiva. In definitiva questi due pezzi saranno probabilmente tra i più interessanti da sentire nella tornata di concerti quest’estate. Out Of Reach unico lento dell’album, potrebbe far storcere il naso a non pochi fan del gruppo per via della sua semplicità e orecchiabilità. La musica in effetti è piuttosto scarna e mette in risalto le doti interpretative di LaBrie, qui davvero a suo agio e convincente in toto. Buona la chiusura con Pale Blue Dot e Viper King, con la prima che vede ritmi sostenuti e tritasassi nella prima metà per poi aprirsi alla consueta sezione solista, mentre la seconda è atipica per lo stile classico dei Dream Theater. Ci troviamo di più di fronte a un brano potente e orecchiabile, che richiama in modo prepotente il lato più disinvolto del gruppo, anche grazie ad un riff in apertura degno degli Skid Row del disco omonimo. Inoltre persino LaBrie sfodera un cantato più acuto e cristallino, richiamando alla memoria del sottoscritto, con le dovute proporzioni, il debutto del cantante canadese con i Winter Rose. Si tratta di una conclusione scanzonata, trascinante nella sua semplicità e che consegna al pubblico il tentativo della band di non prendersi troppo sul serio.

Distance Over Time lascia interdetti e perplessi a partire dalla copertina a metà strada tra antico e moderno, umano e meccanico, passato e presente. Gli ovvi riferimenti shakespeariani si sprecano, con la rappresentazione più nota della scena del monologo esistenziale di Amleto che si stampa subito nella mente dei fan, e l’associazione è inevitabile, in particolare anche per i riferimenti al bardo già presenti in Pull Me Under. In fin dei conti, però, è l’ennesimo disco di casa Dream Theater. Il loro stile è pressoché immutato nel tempo e come al solito non mancherà di far discutere la scena musicale. Se vi aspettavate qualche sconvolgimento nel sound rimarrete con l’amaro in bocca, così come è da sfatare il ritorno alle origini e ai bei tempi che furono. Piuttosto, in questo platter troverete l’ennesima conferma di uno stile ormai consolidato nel tempo, qui alleggerito quanto più possibile da ogni onanismo e virtuosismo prolisso, in una veste più heavy metal e meno progressive.

VOTO Seconda Recensione: 75



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
79.73 su 30 voti [ VOTA]
ObscureSolstice
Domenica 23 Giugno 2019, 11.49.06
112
Commento @72 di Antimillenials, troppo giusto. Lo voterei come best post of the year
Rob Fleming
Domenica 23 Giugno 2019, 9.05.52
111
Decisamente bello; tra i migliori se non il migliore degli ultimi quanto meno 20 anni. Canzoni di minutaggio abbastanza contenuto; belle melodie (Untethered Angel; Out of reach), momenti maestosi (Paralyzed) e altri prog (Fall Into The Light) o hard rock (Viper king). Insomma proprio un bel cd. 80
Cimbarello
Venerdì 17 Maggio 2019, 17.57.32
110
Buon disco.
VASCO ROSSI
Venerdì 17 Maggio 2019, 16.26.21
109
IL MIGLIOR ALBUM DA WHEN DREAM AND DAY UNITE
iron69
Giovedì 9 Maggio 2019, 12.03.10
108
Dopo ripetuti ascolti ed un iniziale titubanza, devo dire che questo lavoro dei Theater mi piace e mi convince ( devo dire che non compravo piu' un loro album da Black Clouds, altro platter che adoro)...spesso e volentieri salto paralyzed la quale mi annoia un po per il resto sono tutte belle, si evidenzia Fall into the light, Room 137,At wit's end, pale Blue Dot..non malaccio nemmeno le altre,e carina l'intenzione di Viper King.Secondo me merita come Black Clouds un voto di 80 pieno se puo' avere importanza un voto..non trovo pecche negli esecutori, Labrie canta bene le sue parti, Rudess nn esagera come al suo solito (da Scenes of Memory in poi) inizio ad apprezzare Mangini, Petrucci da elogio e Myung un tantino piu' in evidenza insomma, ben tornati Dream Theater.
Ma55i
Mercoledì 8 Maggio 2019, 19.12.49
107
In questo lavoro qua e la i "ragazzi"si divertono e sai cosa...spesso mi diverto anche io e voilà la ricetta per un bel disco é servita;ci voleva tanto?Bravi
Kinson
Martedì 30 Aprile 2019, 20.44.26
106
Per me il miglior album da Scenes From a Memory in termini di compattezza e continuità, certo altri album hanno canzoni più d'impatto, ma per me sono sempre stati disuniti e troppo altalenanti nella tracklist. Labrie non lo trovo per nulla sottotono, tutti hanno sentito gli ultimi live e spesso è proprio fuori fase, ma in studio fa sempre il suo. Qua anche grazie ai filtri risulta secco e tagliente al punto giusto per un album essenzialmente più rock, senza lanciarsi in interpretazioni forzate per la sua vocalità ( come in As I Am e altri pezzi in cui scimmiottava i vari Edfield, Mustaine e compagnia). Quelli che non l'hanno mai apprezzato lo criticheranno a prescindere, ma oggettivamente almeno fino a A Change Of Season è stato uno dei cantanti più dotati di sempre in questo genere, il resto sono solo chiacchiere. Successivamente ha alternato prestazioni eccellenti a altre più ordinarie, purtroppo 27 anni di tour si fanno sentire, probabilmente già dai primi anni ha osato troppo
Davide Bragagna
Giovedì 28 Marzo 2019, 13.34.06
105
Il miglior disco dei Dream Theater da Ocatvarium. Compatto, tecnico, assolutamente digeribile. Nulla di trascendentale ma un disco che dopo più di 30 anni di carriera parla il loro linguaggio in modo moderno.
Diego75
Giovedì 14 Marzo 2019, 20.30.47
104
Un disco che potrebbe piacere solo ai chi ascolta assiduamente questo genere....sinceramente adesso band come queste mi stufano parecchio per 2 motivi: il primo e che non siamo piu’ Negli anni 90 dove obbiettivamente il mercato e’ stato inflazionato da band che cercavano il loro stile all’ epoca considerato una novita’....secondo motivo io in questa band di progressivo non ho mai visto nulla solo ottimi strumentisti che fanno esercizio tecnico...altra cosa li ho visti dal vivo nel lontano 1998 e sinceramente li considero palloni ...e non sono l’ unico a dirlo...non sono una band live...alla fine stufano parecchio...niente di eccezionale disco inutile
Uomoragno
Mercoledì 13 Marzo 2019, 15.29.23
103
Bel disco e mi ė piaciuto dal primo ascolto. Canzoni ispirate, feeling e sonorità giuste, concrete e corpose. Ottimo lavoro di Petrucci, ispirato e completo di un sound caldo e ben fatto e diretto. Tanta roba!
Thomas
Martedì 12 Marzo 2019, 15.19.14
102
Un po' noioso...
Lorenzo H63
Sabato 9 Marzo 2019, 17.56.02
101
Non sara' capolavoro,ma chi lo ascolterà piu volte,come me,troverà molti spunti interesantissimi ed un solido sound in puro stile DT. Cosa chiedere dopo 30aa di carriiera? Godibile assolutamente!!
Vitadathrasher
Sabato 9 Marzo 2019, 13.17.49
100
A me è piaciuto molto, giusta quantità di pezzi e tutti ottimi. Non annoia, più essenziale, migliore di altre sbrodolate precedenti.
VASCO ROSSI
Sabato 9 Marzo 2019, 10.54.35
99
NON È ASSOLUTAMENTE VERO ANDREA!
Andrea
Venerdì 8 Marzo 2019, 15.51.42
98
Dopo 2 settimane di ascolti (massimo 1 volta al giorno) posso dire la mia: questo è a livello generale il loro miglior album dopo "I&W" e "Awake". Hanno sicuramente fatto in carriera molti  pezzi migliori di quelli contenuti in questo disco, ma un lavoro mediamente così buono non lo facevano da 20 anni. L'unico difetto? La voce di Labrie sui pezzi più heavy manca di mordente.
Claudio
Giovedì 7 Marzo 2019, 19.50.55
97
Il disco e’ ai primi posti in vlassifica in tutto il mondo, in alcuni paesi al primo pisto, sta una tabella sulla pagina facebook della band. Lo merita
Franco 73
Mercoledì 6 Marzo 2019, 19.40.10
96
Non sara' il loro miglior disco, pero' trovo che cresce con gli ascolti. Niente male veramente. 80 ci sta tutto.
Micologo
Mercoledì 6 Marzo 2019, 19.36.15
95
Ho appena finito di ascoltare tutto d'un fiato il bonus cd in versione ESCLUSIVAMENTE strumentale.....che dire, molto meglio! E Petrucci fa davvero un lavoro mostruoso in tutto l'album! Grandi arrangiamenti di chitarra...Mangini un po' troppo robotico, ma ahimé ormai ho capito che è il suo stile (Michelino torna!) e Rudess i soliti suoni a cazzo di cane....
Rush 1981
Mercoledì 6 Marzo 2019, 19.00.35
94
Claudio.. da Octavarium in poi io di perle disseminate ne vedo ben poche..esageratamente salvo 1-2 canzoni ad album e questo lo dico con amarezza... parlerei proprio di singoli brani da salvare!!! Fino a six degrees i Dream Theater sono stati veramente una grande Band e ringrazio loro per quei dischi eterni... da Octavarium a Dream Theater troppo scontati e noiosi..poi se a Te piaciono meglio cosi😉 de gustibus..!io ho trovato meraviglioso The Astonishing e bellissimo quest'ultimo "Distance Over Time" .. e senza se e senza ma lo metto nella lista dei loro dischi Eterni..(almeno nella mia lista😉!!! Cmq w la buona musica!
Claudio
Mercoledì 6 Marzo 2019, 11.53.38
93
Scusa Rush 1981, sicuramente dopo Train of Thought hanno scritto brani mediocri (sempre riferito al loro standard ovviamente) ma dare, generalizzando, di mediocrità a tutti i dischi da Octavarium compreso in poi è secondo me sbagliato, sono molte le perle disseminate in questi dischi, io parlerei piuttosto di singoli brani. Poi giusto una precisazione, per valutare per bene una produzione o il suono di un disco bisogna ascoltarlo su un impianto almeno decente, spero che quelli che in maniera assurda criticano il suono e la produzione di questo disco non lo abbiano ascoltato solo su youtube!!
mikmar
Mercoledì 6 Marzo 2019, 0.39.51
92
Sì certo ci sono molte band che si evolvono e cambiano totalmente genere pur continuando a produrre dischi di qualità come quelle che hai citato (che a me non piacciono in nessun loro aspetto ma qui degutibus) e anche band che continuano nel loro filone sempre mantenendo alta la qualità (un esempio i Voivod che pure questi non mi piacciono ma ne riconosco la massima validità). Ma più che di validità è qualità ci riferivamo alla cattiveria, alla grinta, e soprattutto alla freschezza, che col passare del tempo non può essere più quella di un tempo, salvo alcuni casi particolari. Se poi voi ne trovate tanti che migliorano col tempo come il vino buono meglio per voi, io nel mio piccolo mondo non vedo molti esempi. Alcuni citano il jazz, lì al contrario, i musicisti sono come il vino buono, il disco successivo è spesso meglio del precedente. Può essere, ma nel rock, che è una musica più "energetica", di freschezza e d'impeto, è secondo me difficile mantenere tutto ai massimi livelli. Io parlavo più che altro di questo, poi tu ci aggiungi anche il discorso del business, dei gruppi più popolari, che pure quello influisce di molto. Vabbè, le componenti sono tante, chi più ne ha più ne metta
NEROMERANO
Martedì 5 Marzo 2019, 23.05.03
91
Si possono avere carriere anche piu’ lunghe e lungimiranti di quella dei DT ma non per questo e’ d’obbligo sfornare lavori come in una catena di montaggio. Se restiamo nel campo della musica e parliamo di 30 anni di carriera esistono esempi di band che si sono evolute, plasmate, rinnovate, reinventate... Katatonia, Paradise Lost, Ulver e potrei continuare per un pezzo con gli esempi e quasi sempre hanno sfornato dei grandi album.. Poi ci sono giustamente anche la band/business come DT , Metallica, Iron Maiden e compagnia bella che sfornano solo per garantirsi e consolidate il proprio tenore di vita (giustamente se guardiamo il passato) un po’meno se osservismo con attenzione il presente
Testamatta ride
Martedì 5 Marzo 2019, 18.30.57
90
Rob: indubbiamente hai ragione, e il discorso diventa ancora più ampio se ci spostiamo in territorio jazz o blues. Diciamo allora, comunque, che prendiamo Lemmy come simbolo di chi è stato (o ancora è) immarcescibile 😉
Testamatta ride
Martedì 5 Marzo 2019, 18.30.56
89
Rob: indubbiamente hai ragione, e il discorso diventa ancora più ampio se ci spostiamo in territorio jazz o blues. Diciamo allora, comunque, che prendiamo Lemmy come simbolo di chi è stato (o ancora è) immarcescibile 😉
Testamatta ride
Martedì 5 Marzo 2019, 18.30.56
88
Rob: indubbiamente hai ragione, e il discorso diventa ancora più ampio se ci spostiamo in territorio jazz o blues. Diciamo allora, comunque, che prendiamo Lemmy come simbolo di chi è stato (o ancora è) immarcescibile 😉
Testamatta ride
Martedì 5 Marzo 2019, 18.30.47
87
Rob: indubbiamente hai ragione, e il discorso diventa ancora più ampio se ci spostiamo in territorio jazz o blues. Diciamo allora, comunque, che prendiamo Lemmy come simbolo di chi è stato (o ancora è) immarcescibile 😉
Rob Fleming
Martedì 5 Marzo 2019, 18.14.44
86
@Testamatta ride: verissimo come è vero per gli Uriah Heep devastanti sia su cd che in concerto. Ma a questo punto potresti aver aperto una falla in merito ad altri vecchiardi sempre "sul pezzo" e ognuno aggiungerebbe un nome. In definitiva, non "tutti", ma "quasi tutti". Ciò detto a me questo cd, assai più fruibile degli ultimi in virtù anche dei minutaggi più contenuti, mi sta piacendo sempre più
Testamatta ride
Martedì 5 Marzo 2019, 17.58.56
85
Con l'eccezione di Lemmy però, che Dio l'abbia on gloria
mikmar
Martedì 5 Marzo 2019, 17.28.45
84
Sì, infatti lo dico sempre: è come chiedere a Carl Lewis che oggi ha 60 anni di partecipare alle Olimpiadi 2020. E ci dimentichiamo troppo spesso, che anche noi siamo cambiati nel frattempo, e col passare del tempo diventiamo sempre più dei vecchietti rompiballe, principalmente perchè ascoltatene tante, diventiamo sempre più esigenti. Riassumendo, più dischi fai, più la difficoltà aumenta. Mi sembra abbastanza pacifico.
Argo
Martedì 5 Marzo 2019, 17.08.54
83
Il mordente, comunemente conosciuto anche come "tiro", lo hanno perso tutte le band che ascoltiamo da 30-40 anni, ci si ricorda troppo poco spesso che questa gente ormai ha 50-60 anni.
Beppe
Martedì 5 Marzo 2019, 14.47.48
82
boh ragazzi, sarà che io sono un fan accanito di questa band e quindi mi aspetto sempre il meglio, ma questo disco PERSONALMENTE mi ha troppo deluso... mi da quella sensazione che i Dream Theater siano ormai a secco di idee. Le canzoni sembrano scritte a caso e molte melodie sono di una banalità sconcertante. Poi sento tantissima gente che si lamenta della voce di LaBrie senza capire che questo è proprio l'ultimo dei problemi di quest'album. Il vero problema è che non c'è mordente cazzo!!!!!. Disco dimenticabilissimo...
Df800
Lunedì 4 Marzo 2019, 8.45.13
81
Simpatico come a volte il tempo porta saggezza , in questo caso, ad apprezzare un disco. Il mio commento 22 lo denigrava. Oggi posso affermare che dopo svariati ascolti (saranno non meno di un centinaio) ho imparato praticamente a memoria ogni passaggio e rivalutato determinate composizioni comprendendole al meglio. Di sicuro non è un capolavoro ma ha degli ottimi pezzi che trvano gli anelli deboli esclusivamente nella parte central (Room ed S2N), le altre se pur non eccelse sono davvero buoni bani. Cio che non cambia è la produzione, al limite del pessimo con suoni piatti, senza dimanima e monocorde, artificiale, in una sola parola BRUTTA, e il solito mangini che poco c'entra nella band (ottimo batterista ma meglio torni a fare il turnista). Spendo una parola per Labrie. Eccelso come sempre (per l'età che ha direi che non gli si può imputare nulla), penalizzato da una produzione da ergastolo. 72
NEROMERANO
Domenica 3 Marzo 2019, 12.37.49
80
solo una cosa, la meravigliosa vena artistica e musicale dei DT e non solo (sentire Liquid tension experiment e i 17 minuti di when the water breaks) che ci ha accompagnato fino al meraviglioso ma "da alcuni" incompreso six degrees of inner turbulence è ormai un miraggio. I DT con Scenes from a memory hanno raggiunto i due obbiettivi che volevano, non dover dimostrare più nulla a nessuno sotto l'aspetto tecnico/compositivo e soprattutto il meritato successo in termini di denaro. Tutto quello che è venuto dopo six degrees of inner turbulence (una pubblicazione ogni 2 anni circa) è semplicemente frutto della necessità di consentire ai nostri amici di garantirsi una vita agiata e continuare a permettersi un certo tenore di vita (come biasimarli) Se fare parte dello zoccolo duro vuol dire essere "costretti" ad ascoltare album di questo tipo, o come quelli precedenti, allora posso tranquillamente affermare che io non faccio parte dello zoccolo duro. Album con 3 buoni picchi il resto è veramente poca roba, è veramente un peccato assistere al lento ma inevitabile declino artistico da parte di musicisti di questa caratura tecnica.
mikmar
Domenica 3 Marzo 2019, 12.22.12
79
Si infatti, non c'entra niente il confronto con gli Evergrey, tra l'altro sono dischi completamente diversi. Sono d'accordo con vascomistaisulcazzo, io infatti contestavo il confronto tra i due dischi e sulle critiche mosse alle valutazioni fatte dai recensori, che rispetto moltissimo e che trovo validissime.
vascomistaisulcazzo
Domenica 3 Marzo 2019, 11.45.19
78
Ascoltato solo 2 volte in 8 giorni che lo possiedo quindi troppo presto per guidicare, ci tengo a dire che mi fa estremamente piacere la generale positività di giudizio che ritrovo nei commenti (li ho letti tutti e raramente si instaura una discussione senza offese o scontri quando si parla di grupponi). Sono con chi "difende" LaBrie, chi come me ricorda con piacere il precedente album che un paio di volte all'anno mi ascolto con estremo piacere, i pezzi brevi di quel lavoro uniti al minutaggio contingentato di quest'ultimo sono un grande cambiamente positivo del gruppo. Infine in attesa di avere un giudizio più focalizzato su un lavoro che sento crescerà con gli ascolti la produzione mi sembra maestosa, su vinile suona da sogno. Mi trovo invece in totale disaccordo sul confronto con gli Evergrey, nel senso che non ne trovo motivo, si entra pesantemente nei gusti personali, un conto è farlo per un album di un gruppo, altro discorso il confronto tra 2 realtà diverse, fortuna avere entrambi gli album......godiamoceli alla grande.
Screamforme77
Domenica 3 Marzo 2019, 2.07.42
77
La seconda recensione è molto simile al mio pensiero riguardo a questo album. Per quanto mi riguarda , da grande fan e conoscitore della loro carriera, è il migliore album dell'epoca Mangini dopo l'omonimo. E devo dire che ho molto apprezzato questa loro scelta, iniziata proprio in quel periodo, di fare pezzi più bravi e concisi tralasciando alcune prolissità le quali lo avrebbero fatto nei pur buoni album precedenti(quelli degli anni '00), non avrebbero fatto un soldo di danno. At Wits End e Barstool Warrior i miei pezzi preferiti del disco.
Kai Shiden
Sabato 2 Marzo 2019, 18.09.12
76
Ormai senti un disco e non sai più cosa è suonato e cantato, boh, contenti loro...
Lento ma inesorabile
Sabato 2 Marzo 2019, 17.03.01
75
@Antimillennials Non mi pare che sia stata questa generazione di "somari" a crocifiggere i DT quando uscì Falling Into Infinity. O a criticarli per la svolta heavy di Awake, se è per questo. Quindi non fare di tutta l'erba un fascio, e ricordati che ascoltare e giudicare non si escludono a vicenda, e che essere fan di una band non significa dover apprezzare a prescindere qualsiasi materiale rilasci. E soprattutto, smettila di "giudicare" persone che non conosci solo perché nate dopo il 1999. Sei patetico.
A Fortune In Lies
Sabato 2 Marzo 2019, 14.04.36
74
Ho il tattoo del logo dei DT sul collo eseguito a Londra nel lontano 90 quando ancora eravamo in 4 a farsi i tatuaggi. Detto questo mi sono preso la briga di leggere tutti i commenti prima di decidere l’aquisto ( una volta si andava a scatola chiusa o per sentito in radio, ma i gruppi nn erano migliaia come oggi per cui si aquistava e basta), in quasi tutti i commenti positivi o megativi che siano c’e’ un fondo di verita’. Ovviamente ho ascoltato l’ultima fatica dei DT sul tubo e posso dire 2 cose..intanto il lavoro e’ discreto, e quando andavo a scuola io discreto voleva dire 7 e non era un voto da buttare, la seconda cosa che posso dire, ma e’ del tutto personale,’questo lavoro per quanto mi riguarda non merita il mio aquisto
Giu
Sabato 2 Marzo 2019, 13.31.23
73
@Master... anche io ho apprezzato tanto The Astonishing, pieno di grandi spunti. Credo che la critica maggiore per TA sia la durata eccessiva.
Antimillennials
Sabato 2 Marzo 2019, 12.40.05
72
Ormai non si tratta più di realizzare album ma di fare un esame da sottoporre ad una generazione di somari che invece di ascoltare "giudicano". la generazione di somari giudica i DT. Bene cosi, sempre meglio.
gianmarco
Sabato 2 Marzo 2019, 11.23.35
71
gran ritorno .
Master
Sabato 2 Marzo 2019, 10.03.31
70
Concordo con i recensori relativamente alla valutazione, siamo sul 75. Niente di particolarmente ambizioso o ricercato, ma tanto buon mestiere di livello. Sono uno dei pochi che hanno apprezzato veramente molto The astonishing, a quanto pare...
Rush 1981
Sabato 2 Marzo 2019, 8.33.03
69
@Claudio ..Le canzoni che hai citato sono molto belle... ma un album non è fatto solo di una canzone! Es. Se in systematic caos ascolto solo "The Ministry Of The Lost Souls" come devo valutarlo... ?e cosi via..
Claudio
Venerdì 1 Marzo 2019, 22.05.19
68
Scusa Rush 1981, seguo i DT da Images and Words che mi folgoro’, sono stato iscritto al fan club Italian Dreamers per molti anni fino a quando ha chiuso, li ho incontrati nel backstage tramite il fan club, quindi conosco il gruppo molto bene, pur riconoscendo che dopo Train of Thought i dischi sono molto altalenanti escluso il nuovo, tacciare di mediocrita’ brani tipo These Walls, Octavarium, The Count of Turcany, Bridge in the Sky (notevole), Breaking All Illusions (capolavoro), The Bigger Picture, Illumination Theory (capolavoro) mi sembra alquanto insensato
Matteo BTBAM Galli
Venerdì 1 Marzo 2019, 22.02.46
67
Ascoltato diverse volte, imho non va sotto l'80. Anche Barstool Warrior, che inizialmente consideravo scialba, ora mi piace. Ben altro tiro rispetto a The Astonishing, che riascoltato dopo mesi mi ha invero lasciato un po' di amaro in bocca. Come ha scritto qualcuno qui sotto, ce ne vuole per scrivere un disco simile dopo 30 anni di carriera, e tanto meno tempo hanno impiegato ad inciderlo tanto più cresce il mio giudizio. Evviva i Dream Theater; per i detrattori rimane la cara, vecchia base del triangolo - con Hardwired... in sottofondo.
pulcino ballerino assatanato
Venerdì 1 Marzo 2019, 21.56.01
66
"Falling Into Infinity" è di gran lunga migliore di questo. Basta ascoltare "Speak To Me" (brano che scartarono) per rendersene conto. Ma anche su "Systematic Chaos" c'era un pezzone che qui manca ("The Ministry Of The Lost Souls").
mikmar
Venerdì 1 Marzo 2019, 19.09.58
65
AZ KIMKO, bella per te diciamo a Roma che suoni in un gruppo. Per me che sto qui giù mi viene un po' difficile presenziare al tuo concerto. Pure io sono anzianotto e ascolto i DT da trent'anni, cioè da sempre. Per me questo disco contiene un pezzo che non mi piace (Room 137) che se si giudica una schifezza potrei essere d'accordo. Ma per il resto non vedo grosse porcherie, e vedo un pezzo fantastico e 3 / 4 pezzi molto buoni, per questo mi esce questo giudizio. Per quanto riguarda il disco degli Evergrey non ci trovo grandi momenti se non nell'opener e in alcuni tratti qua e là, ma la fantasia nella struttura dei pezzi, nel riffing e soprattutto negli assoli di Petrucci per me è nettamente superiore. Parlo solo dei dischi in questione eh, non di altro.
AZ KIMKO
Venerdì 1 Marzo 2019, 18.37.05
64
Dimenticavo, se vuoi ascoltare le cover dei DT...dei primi DT basta che ti rechi al 2night a sesto san giovanni il 20marzo..mi trovi sul palco
AZ KIMKO
Venerdì 1 Marzo 2019, 18.33.13
63
La fortuna di AZ KIMKO ( ma anche la sfiga vista l’eta’) e’ quella di aver visto nascere i DT e di aver goduto del primo tour itsliano di IaW . Non mi soffermo con paragoni assurdi con il passato ma valuto l’ultimo lavoro e punto. Ho letto da qualche parte nei commenti che in questo lavoro ci sono 2/3 pezzi che sono l’apice piu’ basso della carriera dei DT e concordo, ma dico anche che ci sono 3/4 pezzi che ne esaltano le doti indiscusse. Se faccio una media mi esce 6,5 striminzito e nn perche’ sono fan degli Evergrey.. Il lavoro degli Evergrey pero’ e’ qualitativamente piu’ eterogeneo nn ci sono pezzi monnezza eneppure picchi stratosferici ma vale 80 nel suo insieme
mikmar
Venerdì 1 Marzo 2019, 14.48.59
62
@Vicarious : nessunissima critica per il giudizio dei recensori e nemmeno per chi voglia definire questo disco dei DT una schifo assoluto. Se non piace ci sta. Io discuto sull'imparzialità che nella musica è un concetto molto labile ed estremamente relativo. Questo dico io. Per questo critico quanto afferma AZ KIMKO più o meno scherzosamente, e cioè che nè il voto dato a questo disco, nè il voto dato al disco degli Evergrey potrà mai essere obiettivo ed imparziale. Questa cosa che sembra ovvia, a volte sembra non esserlo per alcuni. Capisco il concetto di imparzialità, ma non accetto affermazioni categoriche. Per me questo disco vale 85 e quello degli Evergrey 65 per i miei gusti personali, perchè le cose che cerco io le trovo più nei DT che negli Evergrey, tutto là. E la cosa può essere benissimo rovesciata, e non mi sogno di criticare nè il giudizio di chi ha messo 75 a questo disco, nè chi ha messo 81 agli Evergrey, mentre qualcun altro lo ha fatto, e questo per me non è proprio inappuntabile. Si discute di cose molto complesse come la musica, una manifestazione umana tra le più incredibili e che io reputo divina, figuriamoci se posso concepire giudizi e valutazioni inappellabili !!!!
Max1
Venerdì 1 Marzo 2019, 14.37.00
61
Ascoltato non troppe volte e devo dire che non mi dispiace, diciamo che voto e recensione sono congrui.... Rush1981 , certo che se The Astonishing ti risolleva il morale con i DT....insomma...son gusti!!
Vicarious
Venerdì 1 Marzo 2019, 13.28.52
60
@mikmar ai recensori è richiesta, per quanto possibile, la massima imparzialità. Io amo i Dream Theater, ogni anno sono presente ai concerti, nel 2017 ero a vederli a Milano, qualche mese dopo hanno annunciato Torino e ho immediatamente preso i biglietti. Il disco Distance Over Time l'ho acquistato il giorno dell'uscita. Questo per dire che la mia considerazione dei DT è MASSIMA. Li adoro. Degli Evergrey non ho alcun disco, non li ho mai visti dal vivo, eppure ne ammiro la carriera, la prolificità e la qualità dei dischi, sempre ai massimi livelli. Risultato? Agli Evergrey ho dato 81, a mio avviso meritato. Ai DT avrei dato 75 come Papi, e sono perfettamente in accordo con quanto scritto nella recensione. Bisogna essere imparziali, i giudizi di cuore mi farebbero dare 100 ad ogni disco dei DT, invece l'imparzialità lo fa correttamente valutare 74, ed è la stessa imparzialità che ci fa assegnare 81 a quello degli Evergrey, meritevole di tal valutazione. Probabilmente lo hai accantonato troppo presto, ti invito a riascoltarlo, anche The Atlantic cresce ascolto dopo ascolto.
Alessio
Venerdì 1 Marzo 2019, 12.00.01
59
Album dignitoso , più immediato e assimilabile del precedente che era un vero polpettone .... bella anche la ballad OUT OF REACH che ci riporta alle atmosfere del glorioso passato. Concordo pienamente con il voto dei recensori
mikmar
Venerdì 1 Marzo 2019, 11.22.34
58
Io questo disco lo sto apprezzando sempre di più ascolto dopo ascolto, per me si merita almeno un 85. Pale Blue Dot rimane l'apice del disco per me, un pezzo che solo dei fuorisclasse possono pensare ed eseguire. Citerei anche At Wit's End la cui struttura e il cui feeling mi ricorda moltissimo Awake, in particolare Voices e Scarred. In questo tipo di pezzi La Brie dà senza ombra di dubbio il meglio di sè. E poi che ve lo dico a fare, il signor Petrucci riesce ancora ad inventarsi dei riff e degli assoli che la maggior parte dei chitarristi e compositori si sognano. Immenso !!!!
d.r.i.
Venerdì 1 Marzo 2019, 11.07.49
57
@Rush 1981: io ho comperato appena uscito when dream and day unite; questo però non mi permette di dire agli altri che possono criticare o meno un disco..se così fosse allora le mie idee sarebbero superiori alle tue Detto ciò felice che ti piaccia tanto da dargli 87, a me piaciucchia preso a piccole dosi.
Rush 1981
Venerdì 1 Marzo 2019, 10.50.40
56
Era il 1994.. quando le VHS e le musicasette erano strumenti di riproduzione video e audio... (Che Tempi..sembra quasi in un altra vita) ricordo che i Dream theater entrarono prepotentemente nella mia vita quando il Fratello di un amico con una musicasetta in mano disse: hey.. ascoltatevi questo gruppo...  noi : chi sono? lui: si fanno chiamare "Dream Theater"... Ascoltammo "awake" cosi tante volte che ogni singola parte e nota rimase fotografata nella nostra memoria... Ma.. le musicasette avevano un problema di minutaggio e una certa "Scarred" ne veniva tagliata fuori..( ma vi immaginate AWAKE senza SCARRED?)canzone che scoprimmo solo dopo aver comperato il cd... Scarred fece di noi degli ascoltatori ancora più attenti..e da semplici ascoltatori diventammo anche noi a modo nostro musicisti!!! A 15 anni si sogna... Personalmente devo molto ai Dream Theater.. Subito dopo Awake comprai images & Words, live at the Marquee e la Vhs del live in Tokio.. ne fui talmente stregato che guardai quella Vhs non so quante volte.. infinite volte ... ed ogni volta erano emozioni e stupore.. Nel 1997 usci falling into infinity.. un disco molto diverso e commerciale che deluse ogni mia aspettativa.. ricordo che mi arrabbiai tanto e i dream theater diventarono la barzelletta con gli amici... Quella take away my pain era per noi la canzone della giugla...ma come si erano ridotti ma questi sono i dream Theater?!?! Per fortuna nel 1999 un certo scenes from a memory salvo la loro reputazione.. consegnando alla musica un capolavoro. Ricordo il tour dell' 11 aprile del 2000 ero sotto il palco del palamarino a guardare, ascoltare e piangere quello che per me rappresentavano il mondo.. il concerto della mia vita!!! Incredibile!! Poi venne la volta di SDOIT (buono), TOT (ne bene ne male), Octavarium( ne bene ne male), Systematic Caos(inascoltabile), Bc&Sl(salvabile), Adtoe(salvabile), l'omonimo(inopportuno)... album che a parte SDOIT si tiravano sù giusto per qualche traccia buona ma niente a che vedere con i Fasti del passato..amare delusioni!( che veranno colmate con i Pain of salvation) Finalmente nel 2015 con The astonishing si ricomincia a fare sul serio .. e mai avrei pensato che nel 2019 con Distant Over Time i Dream Theater avrebbero spazzato 20 anni di mediocrità della loro carriera.. ritornando a sonorità e soluzioni fresche come un tempo..non avrei mai pensato che un uomo di quasi 40 anni potesse sorridere ed emozionarsi come un ragazzino di 15... Grazie Dream Theater per questo regalo... e solo chi ha vissuto la vostra musica può capire cosa intendo...per gli altri sarà il solito album da  criticare..voto 87
Dani3121
Giovedì 28 Febbraio 2019, 21.52.25
55
@HeroOfSand_14 per me era abbastanza chiaro che non l’avrebbero suonato per intero nei festival,il tempo a disposizione non gli consente di fare promozione al nuovo album e proporre Scenes,comunque i promoter hanno sbagliato a diffindere inizialmente l’info errata,.
HeroOfSand_14
Giovedì 28 Febbraio 2019, 20.26.57
54
@JC: si hanno confermato che lo eseguiranno nel tour autunnale, ma il mio problema riguarda i festival estivi nel quale sono stati poco chiari. Anzi, all'inizio avevano confermato questo tipo di scaletta celebrativa, per poi togliere dalla locandina del Rock The Castle la frase che lo confermava, unito ad una intervista dubbiosa.
mikmar
Giovedì 28 Febbraio 2019, 18.29.54
53
Meno male che c'è AZ KIMKO che ha capito tutto e sa ascoltare e giudicare obiettivamente ... Ma lo ascolteranno solo coloro che hanno dei buoni apparati uditivi, perchè gli altri non capiranno cos'ha detto, e le sue proposte per i più sfortunati rimarranno inascoltate ...
AZ KIMKO
Giovedì 28 Febbraio 2019, 18.05.32
52
Oltre a togliere i voti propongo operazioni di chirurgia per sotituire gli apparati uditivi per taluni commentatori [niente link, grazie]
JC
Giovedì 28 Febbraio 2019, 17.02.24
51
Heroes, più che voci sono i DT stessi ad aver annunciato che il prossimo tour vedrà proporre interamente SFAM. Puoi trovare anche una recente intervista ad un sito italiano.
HeroOfSand_14
Giovedì 28 Febbraio 2019, 15.52.12
50
@papi: ho capito il senso della frase, ovviamente non era un attacco a te che hai scritto la recensione ma una richiesta generale di stare attenti alle voci.
mikmar
Giovedì 28 Febbraio 2019, 15.40.08
49
Sono d'accordo caro AZ KIMKO, 85 a questo e 60 a quello degli Evergrey !!!!
AZ KIMKO
Giovedì 28 Febbraio 2019, 14.19.23
48
Prongo di togliere i voti ...non si puo’ vedere 75 per sta roba e 80 per l’’ultimo Evergrey..nn ci sono 5 punti di differenza ma un abisso
Argo
Giovedì 28 Febbraio 2019, 11.28.16
47
Copertina veramente bella, non seguo più le uscite di questo gruppo da anni ormai, ma potrei dare loro una posibilità visti i pareri positivi generali.
Claudio
Giovedì 28 Febbraio 2019, 11.11.42
46
Ho acoltato il disco molte molte volte, quindi credo di averlo metabolizzato per bene, e devo dire che è eccellente nella quasi sua totalità. Si avverte quella freschezza, quella vivacità di idee ed esecutiva che da Train of Thought (che reputo un ottimo disco) si sentiva solo in alcuni brani. Dalla quarta traccia in poi in particolare il disco è veramente superlativo bonus track compresa (esperimento molto riuscito che esce fuori dagli schemi DT e per questo una bonus), tranne forse Room 137, che comunque mi piace e può essere considerata anch'essa un esperimento riuscito. At Wit's End, che reputo la migliore per songwriting e prestazione di tutti LaBrie compreso (che canta con un trasporto notevole) la considero un capolavoro. Pale Blue Dot, che è la traccia più vicina ai DT del nuovo corso (da Systematic Chaos in poi), è bellissima ed ispirata e riprende le sonorità di Illumination Theory altro capolavoro del nuovo corso, S2N anch'essa è molto ispirata con un Myung veramente indiavolato, Barstool Warrior è bellissima e riprende alcune sonorità dei Rush e Genesis nonchè di Falling into Infinity, la ballad, che è stata a torto bistrattata da alcuni, è molto bella, sicuramente la migliore ballad da SDOIT in poi e nettamente superiore a Along for the Ride per esempio. Belle anche la prima e la seconda. L'unica che non mi ha convinto del tutto è Fall into the Light che, seppur bella in sè, ha quelle parti alla Metallica, sia nel suono che nello stile, troppo spudorate, e sinceramente non se ne vedeva il bisogno. Il suono e la produzione sono veramente eccezionali (ho la versione artbook e vi assicuro che ascltarlo in alta definizione è una goduria, ma il cd non è da meno), gli strumenti si sentono bene, cristallini e ottimamamente bilanciati. La batteria di Mangini ha il miglior suono da quando è entrato nel gruppo ed è più amalgamata nel sound generale, la chitarra di Petrucci, veramente straordinario su questo disco, ha un tono e timbro fantastici, merito anche della sua nuova Majesty credo. Per quanto riguarda LaBrie, spesso bistrattato, dà una buona prova a tratti ottima, e pretendere la sua voce come ai tempi di Awake tipo secondo me è ottuso, gli anni passano per tutti, bisogna essere realistici. In generale il disco è veramente ispirato, bello e molto godibile, ogni nota, tranne i difetti sopra evidenziati, è al posto giusto senza eccessi inutili. In fondo è quello che tutti aspettavamo. Per me 8,5/10.
Claudio
Giovedì 28 Febbraio 2019, 10.40.32
45
Disco per me (e credo obbiettivamente) eccellente nella quasi sua totalità
ObscureSolstice
Giovedì 28 Febbraio 2019, 1.22.39
44
Era da un pó di tempo che non mi prendeva così un uscita dei Dream Theater. Finalmente il prog metal classico è tornato su alte vette dove spettano di stare il loro nome da trent'anni di onorata carriera, anche se pure qualcosa di Black Clouds mi era piaciuto, ma questo è meglio. Decisamente, penso proprio che girerà per molto tempo nel mio stereo. La copertina trattata è una figata, mi ha colpito subito perché una tematica interessante...l'umanità nelle mani delle macchine e dei cyborg...sarebbe il caso di ragionarci. Il lato più dark della band non mi dispiace per niente dal post-Portnoy...Mangini è troppo forte, tocco massiccio, a me il suo suono di batteria piace molto e il suo modo di suonare mi stá dando soddisfazioni..Portnoy per quanto mi riguarda finché fanno dischi di questo tipo puó rimanere dove sta; Myung uno dei bassisti più bravi meno calcolati in assoluto; Rudess gran professionista non strafá come dicono, solo rispetto; Petrucci prova da encomio su questo Distance Over Time..the best, il vichingo americano barbanera, ha creato degli eccellenti assoli heavy grintosi e malinconici melodici da arrivare a far sognare l'ascoltatore ma alternando a farlo scapocciare e non poco, si sente che è molto ispirato; LaBrie voce un pó effettata ma la voce c'è ugualmente, con tutte le merdate che si è abituati a sentire oggi di effettato modernistico non succede niente, bisogna portare rispetto per il tempo e l'onorata carriera, sarebbe contraddittorio dai piccoli-contemporanei-spavaldi-coglioni-esagerati-ingrati se ora direbbero qualcosa di male su di lui, gli acuti ci sono, rimane sempre una buona voce in uno stile della loro musica inconfondibile a rifarsi che racchiude tutto. Buone canzoni da sentire strumentalmente e da cantare a squarciagola. Voto: 80
Testamatta ride
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 23.49.37
43
Secondo me proporranno nuovamente solo l'intero The Astonishing
papi
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 22.40.36
42
@HeroOfSand_14 Ho provato ad azzardare un'ipotesi di cosa potrebbero suonare nei prossimi concerti semplicemente perché setlist classica o meno, da diversi tour a questa parte hanno sempre lasciato spazio a diverse canzoni dell'ultimo album. Inoltre, proprio come hanno fatto per lo scorso tour di I&W, la prima setlist è stata quasi interamente incentrata sul periodo Mangini, per poi passare all'esecuzione per intero del disco in questione. Non escludo pertanto che possa succedere nuovamente, specie se consideriamo che LaBrie ci mette un po' a carburare.
HeroOfSand_14
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 21.38.29
41
Ascoltato alcune volte, impressione buona con alcuni bassi profondi ma anche alcuni picchi. Del periodo Mangini il massimo per me rimane A Dramatic Turn.. (anche se non ho ascoltato l'omonimo ma non intendo farlo), ma questo disco non merita di essere schifato, cosi come, secondo me, non merita di essere incensato come succede su alcuni siti. Unthetered Angel per dire mi è piaciuta da subito, pur sentendo la ripetitività di molte soluzioni soprattutto vocali, mentre Paralyzed devo ancora assorbirla. La traccia che mi ha stupito è Fall Into Light, la parte strumentale mi ha fatto sbavare e anche LaBrie non mi dispiace. Il top però per ora l'ho trovato in A Wit's End. Sarà che io amo di più i DT quando giocano a fare i melodici e diabetici ma il finale di questo pezzo è fantastico, senza trascurare l'intero brano che è notevole. La ballad Out Of reach invece, a differenza di tanti commenti contrari che leggo in rete, a me è piaciuta un sacco e mi fa strano andare cosi controcorrente, o forse avevo poche pretese. Secondo me è una signora ballad, l'assolo di Petrucci, pur essendo minimale è splendido, LaBrie interpreta alla grande e la melodia c'è ed è bella. Veramente una sorpresa. Per ora il peggio l'ho riscontrato in Room 137 ma devo ancora assaporarla meglio. LaBrie effettivamente è la nota dolente del disco, dove invece mi era piaciuto molto in The Astonishing per come ha provato ad interpretare personaggi e canzoni. Qui non sento tanto la fatica, ma sento linee vocali e melodie abusate negli anni (oltre gli effetti alla voce) che non lasciano molto se non nei due brani più lunghi, soprattutto. E' vero come dicono in recensione: una volta il suo cantato e le note che cantava erano il suo marchio di fabbrica, ora sono il suo limite. Petrucci invece grandissimo, assoli degni di nota e buon songwriting alla fine dei conti. Viper King bisogna prenderla per quello che è: una bonus track, e in quanto tale si sono permessi di giocare e fare cose non nelle loro corde. Solo un appunto: visto che da giorni sul web sono emersi dubbi sulla scaletta che suoneranno nei festival in estate, invito i recensori a togliere la frase "In definitiva questi due pezzi saranno probabilmente tra i più interessanti da sentire nella tornata di concerti quest’estate. " Andate a leggere quello che è emerso dopo che i biglietti del Rock The Castle riportavano "playing the entire Metropolis Pt.2" a dicembre, ed ora invece sembra che suoneranno una setlist "classica", per la gioia (ironico) di noi poveracci che abbiamo speso 70 euro per sentire quel disco che chissà se mai suoneranno. Fino a che non verrà chiarita questa cosa sarebbe meglio non mettere in giro voci. Anche perchè ci sono in ballo parecchi soldi spesi dai fan e possibili denunce verso gli organizzatori (che imho non rispondono nè sui social nè alle mail)
Testamatta ride
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 20.52.16
40
È l'unica cosa che sta mettendo d'accordo tutti, sia chi ha apprezzato il disco e chi invece no
Testamatta ride
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 20.50.24
39
Insomma stando a quanto commentato finora sta Room 137 deve essere una vera porcheria
Andrea
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 20.50.00
38
Dopo numerosi ascolti, non solo non mi ha stancato, ma se inizio a sentirlo arrivo regolrmente alla fine, il che signific che non è affatto noioso, difetto che invece riscontravo praticamente in tutti gli album successivi a SDOIT ( eccezion fatta per TA, grazie alla sua strruttura basata su canzoni brevi ). Insomma , un lavoro di eccellente livello, pur senza contenere novità clamorose o picchi sublimi, il che è molto più di quanto mi aspettassi
JC
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 20.41.48
37
Cresce con gli ascolti. Gran disco...forse il migliore dell'era Mangini, ma è presto per dirlo. Comunque i pezzi buoni non mancano. A me Viper King piace un sacco.
GLO
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 20.39.11
36
Un puttanaio di note infilate veramente a cazzo.. se nn fosse per qualche virtuosismo individuale saremo di fronte alla cagata del ventennio Musica vecchia , vecchia , vecchia
Metalforever
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 19.42.09
35
Confesso che non nutrivo molte aspettative da questo album; in generale non le ho nei confronti dei DT da anni. Pertanto ero sicuro di sentire roba poco più che discreta. Aggettivo che un po' storce il naso con un passato pieno di dischi storici splendidi. Un disco che non mi ha sorpreso: un po' più duro con varie parti leggere unite; filler (troppi) e qualche pezzo più che soddisfacente. S2N, At Wit's End e Pale Blue Dot sono i brani che mi ricordano perché stravedo da anni per questo gruppo; i restanti sono quelli che invece mi fanno ricordare perché la mie critiche nei loro confronti sono aumentate negli ultimi dieci anni: più di trent'anni di carriera di canzoni meravigliose piene di contenuti e mi fai roba stra banale come i singoli rilasciati, "Barstool Warrior" - anche se la trovo un po' più apprezzabile delle altre e e sciocche marcette come quella di Room 137? Penso che lo ascolterò per un altro pochino, ma poi finirà inesorabilmente nel dimenticatoio, con la sola eccezione delle buone tracce citate. Ormai sto sempre più vicino al momento in cui deciderò di non seguirli ed ascoltarli più. Detto da uno che li sente da una vita non è una cosa scontata.
Cimbarello 2
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 17.34.46
34
Io invece trovo "Viper King" molto piacevole.
Giu
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 17.18.29
33
Album godibile, solido e compatto. Ovviamente nulla di nuovo da ascoltare, nessun miracolo; semplicemente un buon disco, suonato molto bene, finalmente ben mixato. Peccato per Room 137 che non ci azzecca nulla, e Viper King che trovo insignificante. Credo che a grandi linne ci siano buone idee che potevano essere sviluppate meglio con qualche giorno in più di lavoro. Per me potrebbe essere il migliore dell'era Mangini. 80/100 non di più..
Cimbarello
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 17.09.58
32
Un album scorrevole dall'inizio alla fine. Non ha veri picchi, ma nemmeno cadute di tono. Tutti i brani, chi più e chi meno, sono piacevoli. In una parola: compatto. Il fatto di aver diminuito la durata dei pezzi ha reso il tutto più godibile. Una buona uscita, lo metto alla pari dell'ultimo dei Fates Warning ("Theories of Flight") che reputo un disco molto valido.
Alberti Giovanni
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 16.40.41
31
A mio modesto parere dopo 30 anni di carriera abbiamo davanti una formazione che riesce ancora a eseguire ma soprattutto comporre a certi livelli dovreste farvene una ragione chi non lo fa' mi suscita musicalmente imbarazzo
Figurina
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 13.03.38
30
Il disco suona bene, equilibrato nella sua varietà stilistica. Chi li segue da tempo sa che il marchio DT si caratterizza per il tentativo, spesso e volentieri riuscito a mio parere, di coniuìgare pezzi per così dire più "commerciali", o meglio forse dire più prossimi a sonorità attuali, con pezzi che, al contrario, affondano le loro radici, anche in maniera piuttosto palese, nei classici dei filoni metal/rock/prog ("regola" cui fanno eccezione solo i primi due album , ovvero WD&DU e I&W). Ad ogni modo, lavoro più che decoroso per un gruppo che inevitabilmente, in quanto oramai rientranti a pieno diritto nella categoria dei "classici", per quanto sopra detto, tende all'autocitazione, che, ben inteso, nel loro caso, a mio modesto avviso, non guasta mai.
AntonioC.
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 11.52.52
29
Secondo me dovrebbero abbandonare una volta per tutte le velleità di creare il brano accessibile o radiofonico che dir si voglia. Di questo disco tutti i brani sui 4 minuti sono o realmente brutti (Room 137) o banalotti (Paralyzed) o la classica ballata standard (Out of Reach). Quando aumentano il minutaggio e il brano acquisisce maggiore respiro progressivo e strumentale, i risultati sono sempre migliori.
d.r.i.
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 11.40.34
28
@GT_oro commento #27, lo stato per scrivere io di Englund...cavolo sono anni che dico che LaBrie è, anzi è sempre stato, il punto debole dei DT. Musicalmente buono ma non eccelso, alla lunga mi fa lo stesso effetto degli ultimi (ultimi 20 anni?) DT mi annoia! Non mi sbilancio sul voto che darò dopo maggiori ascolti, se mai riuscirò a finirlo in un botto unico e non a pezzi, ma per ora non arriviamo a 70. Comunque un netto passo avanti rispetto al precedente che ritengo il più brutto album prodotto negli ultimi 10 anni.
GT_Oro
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 11.21.46
27
A me pare molto il Falling Into Infinity del 2010... e come per il predecessore, si salvano uno o due pezzi del plot. Purtroppo quando ci provano con il prog melodico fanno salire la noia, ci sono gruppi molto meglio in giro che fanno quel tipo di prog. James La Lagna (cit. Richard Benson) è sempre il vero tallone d'Achille del quintetto, mi immaginerei cosa verrebbe fuori se invece che un piagnisteo così al microfono ci fosse un Englund degli Evergrey o un Duda dei Riverside (così per citare due gruppi che hanno pubblicato recentemente).
Flavio
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 10.39.32
26
Ottimo disco, che ha bisogno di diversi ascolti per essere dell tutto apprezzato. A parer mio presenta tre pezzi un po' sotto la media, ma per il resto il livello è decisamente buono/alto. S2N, At Wit's End e Pale Blue Dot gli episodi migliori. Consiglio l'ascolto da cd/disco, dove la differenza con l'mp3 in questo caso è imbarazzante.
naoto
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 10.04.32
25
Il loro miglior lavoro del''era post-Portnoy. Piacevole, di grande impatto e molto scorrevole. Nulla di innovativo con interessanti aperture da una parte ai linguaggi più attuali e dall'altra alle suggestioni heavy-prog fine anni 80. Picchi di eccellenza quà e là. Male LaBrie, maluccio la produzione della batteria. Tirando le somme, dopo oltre 30 anni di carriera e 14 album all'attivo non è cosa da poco esprimere ancora tanta freschezza esecutiva (e a tratti anche compositiva) da parte di un gruppo che ha plasmato un intero genere. Ben fatto.
dani3121
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 9.53.28
24
Disco molto valido,secondo me.Bellissimi i suoni,finalmente anche della batteria e il basso ben presente. At Wit's end,Pale blue dot,S2N,Barstool warrior bei pezzi.
Micologo
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 9.06.08
23
Mi aspettavo molto peggio, forse, mi ripeto, è la versione più decente che possiamo aspettarci dai Dream Theater dopo 30 anni e passa di onorata carriera. Insomma, solo uno sprovveduto può aspettarsi qualcosa di veramente innovativo o sorprendente dai DT nel 2019…. per me ormai l’uscita di ogni loro nuovo disco è un po’ come il Natale…l’attesa è sempre bella, ti aspetti sempre qualcosa di magico, poi quando arriva constati con dolore che non è poi tutta ‘sta gran cosa come speravi…però, a ben vedere, l’8 gennaio qualcosa di buono te lo ricordi sempre…. in questo dischetto, ad esempio, qualcosa di buono c’è: At Wit’s End (anche se lo stacco fra le due parti è troppo netto), Barstool Warrior, S2N, Pale Blue Dot e Out of Reach che forse è la loro ballad migliore da un bel po’ di tempo….per il resto….va beh, il riff di Room 137 stava bene su un disco Di Manson di 20 anni fa (e non è un complimento), Unt. Angel è la brutta copia di On the Backs of Angel (che rimane per me il loro singolo migliore dopo Pull Me Under), Paralysed bruttina….Vyper King, ma che davvero i Deep Purple suonati dai Metallica…anche no grazie…alla fine non riesco neanche a dare un voto, sarà che io insieme alla loro musica ci sono cresciuto ed ‘invecchiato’ che mi sembra sempre che mi rispecchi….si insomma, a 14 anni mi sentivo solare come Images and Words, a 16 incazzato come Awake a 18 confuso come Falling, a 20 sicuro come Scenes….e dopo…alti e bassi come i loro dischi successivi…e oggi mi sento proprio come questo Distance Over Time: un pallido ricordo dei fasti che furono…amen.
Df800
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 8.53.37
22
Disco mediocre ma meglio delle ultime due porcate che avevano tirato fuori. In questo disco si evnice l'imprescindibilità di Portnoy all interno della band, orami senza idee e in preda a un Petrucci che dovrebbe essere legato piuttosto che dedicarsi a produzione, suoni e quant'altro. Un mangini sempre piupessimo con saggi di tecnica inutili (tutti sappiamo quanto si capace), e sempre piu evidentemente corpo estraneo ella band. A mio parere l'unico che salva la baracca è proprio Labrie che fa il suo compito, penalizzato da filtri ed effetti presenti in maniera eccessiva su tutto il disco (la batteria ha un suono inascoltabile). Credo che in questo disco siano presenti pure 3 tra le canzoni piu brutte che hanno mai scritto. Buone 4 tracce, il resto robaccia. Un 55/60 è piu che abbondante.
Marco Antonio
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 0.08.30
21
Comunque per me questo disco dopo 30 anni di carriera è da APPLAUSI A SCENA APERTA. Lo so che è sempre più divertente fare gli schizzinosi dall'alto delle nostre competenze musicali, ma francamente fatelo voi un disco così dopo 30 anni
Marco Antonio
Mercoledì 27 Febbraio 2019, 0.03.19
20
Pienamente d'accordo con i commenti 16 e 17 di Painkiller e diathema, poco da aggiungere direi...
rob83
Martedì 26 Febbraio 2019, 23.55.22
19
T.a. non mi era piaciuto mentre gli altri due si dell'era mangini questo invece una vera bomba! Non e' ai livelli di image and words ma va bene cosi! e' sempre un piacere risentire i maestri del prog suonare dell'eccelso prog metal! Quoto anche io painkiller per quanto riguarda labrie riconoscere i propri limiti e' cosa buona e giusta! Intanto sabato 16 sono a sentire gli haken a londra parlando di prog metal band....
duke
Martedì 26 Febbraio 2019, 23.06.45
18
...bel disco.....decisamente piu' breve e conciso....certamente nulla di nuovo....ma e' sempre un piacere sentire suonare questi maestri del prog metal super virtuoso.....
Steelminded
Martedì 26 Febbraio 2019, 22.28.44
17
Dai commenti e recensioni, sembrerebbe che abbiano fatto centro... bene così. Lo ascolterò a tempo debito.
Deathland
Martedì 26 Febbraio 2019, 22.23.23
16
Straquoto gli ultimi due commenti, soprattutto per ciò che riguarda LaBrie.
diathema
Martedì 26 Febbraio 2019, 22.08.21
15
Sottoscrivo in toto il commento di Painkiller. Trovo esagerato tutto l'astio (che ho trovato anche nei commenti ad altre recensioni di questo disco) verso LaBrie: non sono certo un fanboy, ma dove lo trovate un cantante che dopo più di trent'anni riesce a cantare come ad inizio carriera? Quanto al disco, io lo trovo interessante e vario e non ci sento quegli auto-plagi e quella fastidiosa sensazione di già sentito che avvertivo in alcuni dei lavori precedenti... IMHO, un platter non esente da difetti, forse non longevo come altri, ma nel complesso valido, piacevole da ascoltare e, a tratti, positivamente spiazzante.
Painkiller
Martedì 26 Febbraio 2019, 20.59.47
14
A dramatic turn of events é per me un gran disco, al primo ascolto di questa nuova release non grido al miracolo ma la trovo un buon disco con un paio di pezzi eccellenti. Mi distacco dai soliti strali contro LaBrie: c’è stato un periodo in cui live cantava malissimo, storceva le parole per cercare di raggiungere certe note. La lunga cura che ha dovuto fare da quel che so, è la scelta da A dramatic t.o.e. Incluso di curare maggiormente l’interpretazione e osare meno con le note alte secondo me ha pagato. Live ora rende molto meglio, e lo trovi migliorato anche sui pezzi vecchi. Preferisco un cantante che capisca i propri limiti e che eviti di fare la gallina strozzata come per esempio il Dickinson degli ultimi anni.
VASCO ROSSI
Martedì 26 Febbraio 2019, 20.03.22
13
S2N È IL RIFACIMENTO CON PIÙ ENFASI DELLA BRUTTISSIMA "THE LOOKING GLASS" E PALE BLUE DOT È LA VERSIONE CANTATA (E QUINDI ROVINATA" DI "THE DANCE OF ETERNITY" (AUSCULTARE PER CREDERE), COMUNQUE I SUONI DI BATTERIA SONO SODDISFACENTI (ANCHE SE MANGINI È NA PALLA) MA LA CREATIVITA DI RUDESS È FERMA A "A DRAMATIC TURN OF EVENTS", UN ALBUM NON MALE, MA NIENTE A CHE VEDERE CON I CAPOLAVORI DEL DECENNIO SCORSO! MANKA MIKE PORTNOY E IL POVERO POMPATO PETRUCCI HA ESAURITO TUTTE LE IDEE (FALL INTO LIGHT È COPIATA DA SPIT OUT OF BONE DEI MERDALLICA, OLTRE A RUBARGLI QUALCHE IDEA DA MUSTER OF PUPPETS E PARALYZED È LA COPIA TRAP DI FORSAKEN)
trombone polemico
Martedì 26 Febbraio 2019, 18.42.48
12
Ma da un disco scritto in soli 18 giorni cosa ci si può aspettare?
Testamatta ride
Martedì 26 Febbraio 2019, 18.36.48
11
Non l'ho ancora acquistato (credo domani) né ascoltato (neanche le anteprime) ma da alcuni commenti noto già il solito plebiscito su LaBrie 😂...e so già che probabilmente saro' d'accordo. Rispetto chi lo supporta ancora, ma sarei proprio curioso di ascoltarli con un nuovo cantante, darebbe nuova linfa e nuovo slancio alla musica del gruppo secondo me. O magari no, chi lo sa....senza la controprova non lo sapremo mai.
JC
Martedì 26 Febbraio 2019, 18.04.32
10
Sono al primo ascolto per cui per il momento posso solo raccontare le primissime impressioni. Qualità buona e non potrebbe essere diversamente. Disco di impatto, divertente, ci stava dopo TA (che a me é piaciuto). Per ora promosso.
UNIPOL
Martedì 26 Febbraio 2019, 17.43.32
9
Meglio del precedente, meglio di quello prima ancora e di quello ancora prima e gia’ e’ cosa buona e giusta. Mi sembra pero’ che siamo sulla stessa lunghezza d’onda di ARCH ENEMY o QUEENSRYCHE, dischi suonati bene e nn potrebbe essere diversamente visto i musicisti, ma manca sempre qualcosa
Andry Stark
Martedì 26 Febbraio 2019, 17.05.03
8
È un buon album, piacevole se ascoltato senza troppe pretese, ho apprezzato la scelta di fare un album meno complesso e più diretto. Nonostante ciò, almeno per me, non è un album che mi è rimasto particolarmente impresso ne un capolavoro (ovviamente), ormai i Theater hanno già dato e non mi aspetto più grandi album, questo l'ho gradito abbastanza. I contro di quest'album per me sono due: La durata, un'ora per ciò che hanno offerto l'ho trovata prolissa e non mancano le parti in cui annoia, due/tre brani in meno credo che ne avrebbe giovato. L'altro, cosa che mi dispiace è la voce di Labrie, l'ho sempre apprezzato ma stavolta non l'ho retto i limiti si sentono e a volte risulta fastidioso. Dell'era con Mangini ho preferito più l'omonimo album nonostante questo lo ritengo più che sufficiente. Voto 73
Danimanzo
Martedì 26 Febbraio 2019, 16.53.45
7
Sinceramente è finito il tempo dove, ad ogni loro uscita discografica, si discute per l'ennesima volta se il platter è rivoluzionario, di qualità o semplicemente una mera riproposizione dei medesimi stilemi di sempre. I DT oramai sono in giro da quasi 35 anni e li conosciamo più o meno tutti. Detto questo, il platter in questione è molto valido; sia a livello di songwriting sia a livello di resa generale lo trovo il miglior disco degli americani dai tempi di Black Clouds & Silver Linings quindi il migliore dell'era Mangini. Al momento starei su una votazione di 80/100.
Dave
Martedì 26 Febbraio 2019, 16.50.25
6
Comunque il riff iniziale di Untethered Angel non è in tempi dispari ma semplice 4/4 ;p
Rob Fleming
Martedì 26 Febbraio 2019, 16.27.06
5
Lo sto ascoltando a ripetizione. Al momento, pur non dando voti, mi sento di condividere quanto detto da @mikmar. Mi sta piacendo. Nessun miracolo; e nessuno glielo chiedeva. Ma qualcosa di più digeribile di The Astonishing; e ci sono riusciti
AntonioC.
Martedì 26 Febbraio 2019, 16.15.26
4
Disco da 6,6-7 che alterna cose buone (Fall into Iight, barstool warrios, S2N, Wit's end, Pale Blue dot) ad altre meno (il resto).
mikmar
Martedì 26 Febbraio 2019, 16.08.46
3
Da fan ultra smodato, dico : buon disco. Diciamo da 80. Non ci sono pezzi capolavoro (l'ultimo capolavoro da loro prodotto per me è Breaking All Illusions), ma diversi brani molto buoni. Direi che il pezzo migliore è Pale Bule Dot (molto molto bello anche il testo) da 8,5 e poi appena dopo Fall Into The Light, Barstool Warrior, At Wit's End e S2N da 8, Untethered Angel, Paralyzed e Out Of Reach da 7, e l'unica che non mi piace è Room 137 da 5,5. Viper King è molto carina e divertente, praticamente un tributo ai Deep Purple. Si nota il mood live del disco e ci vedo molta spontaneità. Riassumendo, molto bene, senza però poter gridare al capolavoro.
dave
Martedì 26 Febbraio 2019, 16.02.08
2
ormai LaBrie è la vera sciagura del gruppo...le sue chiacchierate durante i pezzi sono davvero improponibili...
Riky
Martedì 26 Febbraio 2019, 15.54.58
1
Mi aspettavo di meglio.. Cmq pur sempre un buon disco
INFORMAZIONI
2019
Inside Out Music
Prog Metal
Tracklist
1. Untethered Angel
2. Paralyzed
3. Fall Into The Light
4. Barstool Warrior
5. Room 137
6. S2N
7. At Wit's End
8. Out Of Reach
9. Pale Blue Dot
10. Viper King (Bonus track)
Line Up
James LaBrie (Voce)
John Petrucci (Chitarra)
Jordan Rudess (Tastiere, Synth e Pianoforte)
John Myung (Basso)
Mike Mangini (Batteria)
 
RECENSIONI
77
70
65
70
65
71
93
s.v.
82
70
83
99
72
88
97
99
88
ARTICOLI
16/07/2019
Live Report
DREAM THEATER
Teatro Antico, Taormina (ME), 10/07/2019
12/05/2017
Live Report
DREAM THEATER
Images, Words & Beyond. Auditorium Agnelli, Torino, 7/5/2017
26/01/2014
Live Report
DREAM THEATER
Along for the Ride Tour, OBIHall (ex Saschall), Firenze 21/01/2014
26/02/2012
Live Report
DREAM THEATER + PERIPHERY
Mediolanum Forum, Assago (MI), 21/02/2012
10/07/2011
Live Report
DREAM THEATER + GAMMA RAY + ANATHEMA
Ippodromo Delle Capannelle, Roma, 04/07/2011
09/05/2011
Articolo
DREAM THEATER
Da Mike a Mike: critica alla telenovela
15/09/2010
Articolo
DREAM THEATER
Un Teatro di Sogni infranti da Mike?
14/11/2009
Intervista
DREAM THEATER
La band ieri, oggi e domani
03/11/2009
Live Report
DREAM THEATER + OPETH + BIGELF + UNEXPECT
Zoppas Arena, Conegliano Veneto (TV), 30/10/2009
08/11/2007
Intervista
DREAM THEATER
Parla Mike Portnoy
03/11/2007
Live Report
DREAM THEATER + SYMPHONY X
Palalottomatica, Roma, 26/10/2007
08/11/2005
Live Report
DREAM THEATER
Palamalaguti, Bologna, 30/10/2005
22/02/2005
Articolo
DREAM THEATER
La biografia
05/03/2004
Live Report
DREAM THEATER
Palamalaguti, Bologna, 06/02/2004
05/04/2003
Articolo
DREAM THEATER
La biografia
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]