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Nightingale - The Breathing Shadow
02/03/2019
( 391 letture )
Non serve addentrarsi troppo in profondità nel mondo del metal per conoscere una figura fondamentale come Dan Swanö. Il polistrumentista svedese è entrato nella storia metallica principalmente per il contributo dato con gli Edge of Sanity, ma i progetti musicali a cui ha partecipato più o meno attivamente sono letteralmente svariate decine. Musicista eclettico e raffinato compositore, è giustamente rispettato da tutta la comunità metal e ha lasciato il segno specialmente nel death e nel progressive metal, ma legarlo soltanto a questi due sottogeneri significa sottovalutare tutta la sua arte.

I Nightingale sono indiscutibilmente uno dei progetti più importanti e a cui Swanö è più legato: una realtà che ormai ha raggiunto la longevità importante dei venticinque anni e degli otto album in studio, non pochi se si considera l'attività continua del musicista con diversi altri moniker. Nati come one-man band, i Nightingale oggi sono una raffinata band di hard rock dai tratti progressivi, ma le cose non sono sempre state così. A metà degli anni Novanta, all'avvio del progetto dell'Usignolo, mentre componeva alcuni dei capitoli più iconici degli Edge of Sanity, Swanö decise di portare la sua fascinazione per le atmosfere del gothic rock degli anni ottanta direttamente nella sua musica, dando così forma a un album affascinante intitolato The Breathing Shadow. Già il titolo dipinge chiaramente l'atmosfera crepuscolare e oscura, in un album notturno, elegante, a tratti intimo ma sempre avvolgente. È davvero difficile canonizzarlo all'interno di un solo genere, nonostante appaia così essenziale: un rock con qualche sfaccettatura metallica, che non disdegna incursioni progressive e che s'incupisce nelle atmosfere dark del goth, senza dimenticare qualche influenza elettronica. Anime molteplici ma tra loro sovrapposte alla perfezione, plasmatrici di un album che a primo orecchio non sembra nemmeno pescare da generi così diversi e apparentemente lontani tra loro, un album variegato ma coerente, un album elaborato ma incredibilmente spontaneo. Una produzione essenziale, tutt'altro che roboante, è perfetta per le emozioni di The Breathing Shadow, e anche il suono pulsante ed etereo della drum machine (programmata sempre da Swanö, che appunto suona tutti gli strumenti) è una scelta azzeccata per questo tipo di atmosfere. Anche i testi sono un elemento di vanto di questo lavoro. Molti versi recano uno spessore poetico e raccontano una storia unica, con un protagonista che attraversa sonno e veglia. In un sogno spaventoso rivive il passato di un amico che aveva ucciso, la cui voce poi prenderà a tormentarlo, fino a logorarlo, fino a prendergli tutto, nonostante l'aiuto di una donna dagli occhi misteriosi e la ricerca di una grazia da parte dello stesso protagonista.

Il lavoro vanta per la sua interezza una qualità sempre piuttosto alta, ma vi sono dei brani nettamente superiori ad altri, su cui sorvolare è impossibile, ed è quasi un dispiacere asserire come il gioiello, la punta di diamante di un ottimo album sia l'opener, perché per quanto anche nel resto della tracklist ci sia molta bellezza, quella della prima canzone resterà ineguagliata. Nightfall Overture con i suoi otto minuti è il brano più lungo di tutti. Un tributo alla notte, un pezzo che in parte ha il ruolo di portare l'ascoltatore nelle atmosfere di The Breathing Shadow, riuscendoci benissimo, e in parte si prende la scena da protagonista indiscusso. Fin dal suo principio, Nightfall Overture conduce l'ascoltatore nella notte eterna, ed egli può vedere chiaramente tutto ciò che lo circonda scurirsi. Tuttavia è un crepuscolo gentile. Non sembra invadente, è quasi tiepido, e senza nemmeno che ce ne accorgiamo finiamo per rimanere da soli (Is there anybody out there?), nella contemplazione di una notte bellissima, dove il buio diventa letteralmente la luce. Il climax iniziale prima della strofa, il riff suggestivo, il refrain elegante, gli inserti elettronici perfetti e la caduta nel buio del blocco centrale della canzone rendono Nightfall Overture una delle canzoni più belle di tutto il metal più dark. La successiva Sleep… mostra qualche tratto progressivo ma le sue atmosfere sono gothic rock (il solo potrebbe essere tranquillamente uscito da un pezzo dei Ghost Dance o dei Rosetta Stone) e nel chorus mostra anche un Swanö che modula la propria voce in modi differenti per dar voce a personaggi diversi. Una soluzione che sarà utilizzata più volte nel corso della scaletta, che per quanto ottima negli intenti lo è un po' meno nella resa, perché l'utilizzo della voce di un qualche collaboratore avrebbe potuto sicuramente dare di più. Il risultato è comunque soddisfacente e suggestivo, e nel ritornello di Sleep… il protagonista lotta per resistere a una voce inquietante che vuole portarlo a dormire e a sognare, in un pezzo che a conti fatti rimane uno dei migliori della scaletta. Il viaggio poi continua con l'ottima The Dreamreader, più sostenuta e sicuramente meno cupa delle due precedenti, o ancora con la strumentale e chitarristica The Return to Dreamland, breve ma in grado di far mostra delle qualità compositive cristalline di Swanö. Gipsy Eyes è invece il classico pezzo forte dal ritornello magnetico, reso ancora più affascinante dalle suggestioni elettroniche, per il brano che tra tutti è sicuramente il più femminile e seducente. La storia poi procede verso la sua fine con Alone?, che parte tenue per poi crescere progressivamente d'intensità, fino al suo finale in cui il parlato di Swanö annuncia al protagonista un'inquietante verità, e Eye for an Eye ha il compito di chiudere la storia: un brano malinconico e di autocommiserazione, il più tetro, con il titolo che già da solo fa presagire un epilogo tragico, ma anche in grado di sorprendere con delle inaspettate tastiere nel bridge. Infine, come si addice anche ad alcune grandi storie e grandi opere, tutto finisce come è cominciato, in quella notte eterna, con le note di piano che rievocano quelle del ritornello di Nightfall Overture, che viene ricantato per un ultima e distaccata volta.

Così si conclude il viaggio di The Breathing Shadow. Un viaggio affascinante e tenebroso all'interno delle emozioni umane, un viaggio che i Nightingale non percorreranno più, perché già con (l'ottimo) successore The Closing Chronicles la musica andrà verso una direzione ancora più progressiva e più ariosa. Un album quindi di grande personalità, interamente realizzato da un solo artista: qualche limite si può rintracciare, forse soprattutto dal punto di vista vocale. La voce di Swanö vanta una certa espressività ma non si può negare che il polistrumentista avrebbe potuto trovare una voce più adatta e virtuosa, o perlomeno collaborare con qualcuno per interpretare le voci che non sono quelle del protagonista della storia. Tuttavia, in quanto espressione totale ed esclusiva dello stesso Swanö, si può ritenere giusta la sua scelta di volersi occupare di tutto. The Breathing Shadow ha comunque il grande pregio di costituire qualcosa di unico, perché raramente si incontrano album in cui diversi generi sono combinati con tanta naturalezza e finezza. Forse, a livello di sound, si può trovare qualche somiglianza con il favoloso Sin/Pecado dei Moonspell o con qualcosa dei Type O Negative, ma sono paragoni che reggono fino a un certo punto. Rimane il fatto che nel primo album dei Nightingale la parola "arte" echeggia costantemente nella mente dell'ascoltatore, è una di quelle opere che più si osserva bene, più si scopre e più si conosce, più acquisisce valore. E allora voi cosa aspettate a perdervi nella notte eterna?

Se una notte di plenilunio è bella, essa è perfetta, e nulla manca né in cielo né in terra: nel cielo che contempliamo e nella notte accecata dal suo splendore. (Maria Kuncewiczowa, "La straniera")



VOTO RECENSORE
83
VOTO LETTORI
79.75 su 4 voti [ VOTA]
duke
Lunedì 4 Marzo 2019, 15.14.05
2
...dan e' un genio....ma questa band e' tra i progetti piu' interessanti.....
Ayreon
Domenica 3 Marzo 2019, 12.44.16
1
Disco meraviglioso,cosi'come tutti quelli targatti nightingale,uno stile gia'unico dal debutto,ma d'altro canto sul genio di swano non si discute
INFORMAZIONI
1995
Black Mark Production
Gothic / Prog
Tracklist
1. Nightfall Overture
2. Sleep…
3. The Dreamreader
4. Higher than the Sky
5. Recovery Opus
6. The Return to Dreamland
7. Gipsy Eyes
8. Alone?
9. A Lesson in Evil
10. Eye fora n Eye
Line Up
Dan Swanö (Tutti gli strumenti)
 
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