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Infernal Majesty - None Shall Defy
02/03/2019
( 834 letture )
1987. L'ondata del thrash metal, soprattutto statunitense, ha travolto tutto il mondo della musica, riuscendo talvolta a penetrare gli ambienti mainstream, e, soprattutto, infiammando i cuori di migliaia di appassionati di tutto il globo. Il genere aveva vissuto il suo anno d'oro a livello di uscite discografiche nel 1986 e per questo tantissimi gruppi cominciarono a spuntare come funghi anche al di fuori degli USA. Ciò tuttavia implicava un rischio molto elevato di rimanere un po' oscurati dal successo di mostri sacri quali Metallica, Slayer e compagnia thrasheggiante. È questo il caso degli Infernäl Mäjesty, band canadese che, nonostante l'enorme talento e persino un contratto con l'influente Roadrunner Records, non riuscì a sfondare come molti combo contemporanei. C'è da dire, però, che il thrash a cui la band originaria di Toronto era dedito non era certo “mainstream-oriented”, sia a livello di complessità delle composizioni che di estremismo sonoro. Nati nel 1986 come Lord Satan Disciples, poi rinominati Overlord e infine con il loro monicker definitivo Infernäl Mäjesty, i Nostri si rifacevano sicuramente in misura maggiore alla corrente thrash più oscura e cattiva, in parte accantonando i vari Metallica, Exodus ed Anthrax e attingendo a piene mani da Slayer e, perchè no, Venom e Possessed. Ciò che colpisce immediatamente, ascoltando il loro debutto None Shall Defy, è che, nonostante sia, per l'appunto, un esordio, sono già state abbandonate tutte le imperfezioni giovanili e, se vogliamo, le ingenuità che tantissime band agli esordi compiono. La band ha difatti messo subito in campo tutte le sue capacità, sfornando un disco solido, ben studiato eppure mai meccanico o scontato.

Con None Shall Defy si va subito al dunque, senza indugiare neanche per un attimo. E così Overlord ci dà il benvenuto nel mondo degli Infernäl Mäjesty: una rullata improvvisa, e via, si parte. Il sound è tagliente e pieno allo stesso tempo, ed è perfettamente progettato per mettere in risalto tutti gli strumenti; colpiscono infatti tanto i riff pazzeschi e gli assoli impetuosi della coppia di asce Steve Terror/Kenny Hallman, quanto il drumming imponente di Rick Nemes, senza dimenticare il timbro sporco e sgraziato di Chris Bailey e il pulsare mai banale del basso di Psychopath. Ebbene, in verità nulla in questo full-length è banale: le composizioni sono complesse, ogni canzone trabocca di partiture chitarristiche differenti, cambi di tempo e stop & go improvvisi. Persino i testi sono lunghi ed elaborati, in linea con la componente strumentale, e non sempre focalizzati sui temi horror/blasfemi tanto cari ai Nostri quanto ad altri gruppi appassionati di certe atmosfere. E infatti proprio l'opener Overlord, che dava il nome ad uno dei precedenti monicker della band, tratta dell'omonima operazione che portò al celebre sbarco in Normandia, riportando in maniera perfetta tanto nel testo quanto nella musica la barbarie della guerra. Sei minuti di puro assalto sonoro cui seguono, senza soluzione di continuità, gli arpeggi in clean di R.I.P., dopo i quali veniamo rigettati nei riff paurosi di Night of the Living Dead, ispirata, come facilmente intuibile, al film capolavoro di George Romero. L’eccezionale riffing rappresenta il maggior punto di forza del disco, e, in questo brano, si fa di una malvagità impressionante: le armonizzazioni tra le chitarre aiutano ancor di più a conferire alla traccia un'atmosfera incredibile, vicina per certi versi al death metal che proprio in quegli anni andava nascendo. Malvagità che rimane tale nell'incipit in mid-tempo della cattivissima S. O. S., acronimo che non sta affatto a rappresentare una richiesta d'aiuto, bensì un ben più occulto “Satan Our Saviour”, dotata di lyrics e di una violenza sonora che ancora oggi farebbero invidia a molte band estreme. Un'aura sulfurea pervade quindi l'intero disco, ma in particolare la title-track, altro highlight del disco, con le sue melodie bieche e striscianti e il suo ritornello diabolico che ti possiede subito, sin dal primo ascolto.
Le altrettanto perfide Anthology of Death e Skeletons in the Closet accompagnano l'ascoltatore fino al misterioso outro Path of the Psyco, in cui la voce di Rick Nemes recita un'invocazione a Satana, accompagnata stavolta da inquietanti arpeggi di basso e chitarra e cori dal sapore infernale. La ristampa del 1996, ad opera della Displeased Records contiene due bonus track che facevano parte della demo Nigresent Dissolution. Queste ultime, pur non raggiungendo gli apici di None Shall Defy a livello di sound e songwriting, sono due chicche che vale sicuramente la pena ascoltare. In sintesi questo full-length è come un magnete che cattura e fa innamorare di sé ogni fan del thrash metal e, più in generale, delle atmosfere diaboliche e sulfuree che solo questo tipo di album tipicamente metal anni '80 sa dare.

Gli Infernäl Mäjesty furono senza alcun dubbio bravissimi nel dare un tocco personale al genere che scelsero di suonare e il risultato dei loro sforzi artistici None Shall Defy è sicuramente annoverabile tra i migliori dischi thrash metal mai pubblicati nella storia, secondo a molti altri capolavori solo per l’esiguità della fama raggiunta. Nonostante ciò, è stato sicuramente d’ispirazione per centinaia di altri dischi a venire.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
77 su 3 voti [ VOTA]
Psychopath
Sabato 16 Marzo 2019, 1.10.13
12
ma che fine ha fatto Psychopath?? qualcuno sà il vero nome? x sfizio
duke
Lunedì 4 Marzo 2019, 21.04.59
11
...il thrash degli anni 80....ha prodotto tanti piccoli capolavori.....peccato che ora poche etichette li ristampano per farli conoscere a chi non c'era.....e di nomi di bands ce ne sono tantissimi......
Silvia
Domenica 3 Marzo 2019, 11.35.04
10
Sì esatto rik, vale anche x me 🙂 😉
Rik bay area thrash
Domenica 3 Marzo 2019, 11.26.27
9
Silvia, anch io, quando leggo i tuoi post, parlo di thrash ovviamente, mi trovo in accordo (quasi) sempre. Ho scritto 'quasi' perché ovviamente, ci sono le preferenze, che sono soggettive, che possono riguardare specifiche band. Però in linea di massima, esprimi il mio pensiero 😉😀
Silvia
Domenica 3 Marzo 2019, 10.20.20
8
Figurati rik 😃 è che molto spesso esprimi opinioni molto simili alle mie 😉. Comunque album eccezionale, riffing micidiale e atmosfere cupe, Slayeriano fino al midollo come dice Pacino. La title track e l'opening due bombe 🙂. Ottima recensione
Rik bay area thrash
Domenica 3 Marzo 2019, 9.01.33
7
Ciao Silvia 😀😀😀, Ti ringrazio, sei sempre gentile 😉😁😁
Silvia
Sabato 2 Marzo 2019, 21.13.24
6
Ciao rik, ti quoto in tutto, niente da aggiungere al tuo post 🙂🤘🏻
Rik bay area thrash
Sabato 2 Marzo 2019, 21.05.11
5
Anche in ambito thrash il Canada ha saputo fornire uno stuolo di band agguerrite e che nel loro 'piccolo' hanno saputo crearsi un notevole cult following. È il caso anche di questi infernal majestic, che nonostante abbiano realizzato un pregevolissimo slab of vynil, non sono riusciti a capitalizzare quanto di buono fatto. E purtroppo sono anche in buona e numerosa compagnia. Ci resta l ennesima testimonianza, di un grandissimo album di thrash. La cosa, quasi incredibile, era che le uscite di questa qualità, si susseguivano in modo forsennato, ed era impossibile stare dietro a tutto.... Ehm ci vogliono anche i soldini, eh 😉
Hard N' Heavy
Sabato 2 Marzo 2019, 16.26.59
4
questo album è un capolavoro del thrash metal mondiale alla pari dei vari colleghi statunitensi slayer ''Reign in Blood'' metallica ''Master of Puppets'' , ecc.. Voto 97 su 100.
ObscureSolstice
Sabato 2 Marzo 2019, 15.41.46
3
Disco di peso. Un piccolo e stimato esordio abbastanza noto, dopo il demo omonimo anno 1986 anno della gloria, infernale appunto. Dopotutto, con i canadesi si va sul sicuro con la loro folta schiera di band di tutto rispetto che non deve essere meno a nessuno ma che seguono la lezione impartita a livello di legge slayeriana e venomiana tra Usa, Uk, Europa e mondo
Bright Light
Sabato 2 Marzo 2019, 14.27.25
2
Spettacolare, presente in cd, bel disco spezzacollo!!!
Pacino
Sabato 2 Marzo 2019, 9.52.35
1
Gran disco, slayeriano al midollo. Voto 90.
INFORMAZIONI
1987
Roadrunner Records
Thrash
Tracklist
1. Overlord
2. R.I.P.
3. Night of the Living Dead
4. S.O.S.
5. None Shall Defy
6. Skeletons In the Closet
7. Anthology of Death
8. Path of the Psyco
Line Up
Chris Bailey (Voce)
Steve Terror (Chitarra)
Kenny Hallman (Chitarra)
Psychopath (Basso)
Rick Nemes (Batteria e Voce)
 
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