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Johnny Gioeli - One Voice
05/03/2019
( 520 letture )
Uno dei miei cantanti preferiti in assoluto. Il primo, mitologico, CD degli Hardline, che comprai sul Sunset Blvd a Los Angeles, mi cambiò la vita in meglio, la voce di Johnny Gioeli era letteralmente entusiasmante e di esaltante livello superiore. Disco fantastico, singer sublime. E da quei tempi, era il 1992, ho sempre seguito la carriera del performer dalle coloriture infinite e dal registro vocale possente e magico, sia con la sua band, sia con progetti misti che lo hanno visto coinvolto. Un lungo percorso che ha ampiamente superato i 25 anni di pubblicazioni, mica male per un ragazzo di origine italiane di Brooklyn che sognava di costruirsi una carriera da musicista. One Voice è il primo progetto solista del frontman che oltre a saperci fare alla grande davanti ad un microfono, sa essere anche una persona di buon cuore e tanta umanità: un’ampia parte del ricavato di questo lavoro, infatti, andrà a favore di Joe Barber, un ragazzo rimasto paralizzato dopo un terribile incidente: una tragedia che ha spinto Johnny a donare fondi per coprire le tante spese utili a cure ed assistenza.

Il disco, prodotto da Alessandro Del Vecchio, parte da Drive che apre il lavoro con un anthem di puro rock, la voce si dimostra subito in forma, il basso vibra, le melodie sgorgano limpide sul ritornello, le guitar operano un buon lavoro comandate da Eric Gadrix che ha composto con il cantante tutte le track qui presenti. It è decisamente buona e nel complesso ricorda quanto fatto con la sua band originaria, manca però un pò di pepe, un cambio di marcia grattugiante, One Voice, la title track, prende forma da un arpeggio armonioso, la voce eclettica di Johnny parte su bassi registri, lievita con il timing e regala un chorus esplosivo tipico del suo stile, scampolo assai convincente. Mind Melt rientra nella classica produzione del frontman, buon pezzo ma nulla di esaltante, Running pone sugli scudi la gamma vocale del nostro e si manifesta come un esemplare pezzo di Hard/AOR americano di quelli che diventano evergreen nelle radio a stelle e strisce. Se Deeper ha un tono intimista con arrangiamenti intrisi in broccati pregiati, Let Me Know viaggia su chitarre ipervitaminizzate e un ritornello facilmente memorizzabile, Hit Me Once, Hit Ya Twice sgasa potenza e chitarre quasi noise colpendo in pieno l’obiettivo anche se l’inciso non si dimostra eccezionale, Price We Pay è una ballad ben orchestrata con controcori e un chorus che trasporta in mondi dorati e sognanti fatti sentimenti e promesse per sempre; ottimo il solo guitar. Si va verso il finale con gli ultimi due brani, Out Of Here è costruita, finalmente, come i vecchi pezzi degli Hardline, melodie ficcanti, lapilli incadescenti che si conficcano nelle casse e appiccano il fuoco, sigilla il tutto la ballad sentita ed espressiva titolata Oh Fathers che riporta alla mente qualcosa dei Bon Jovi epoca Slippery/ New Jersey.

Johnny Gioeli è stato e rimane un cantante grandioso, ha una voce ferrea, incrollabile, con uno spettro vocale arcobalenico pressoché unico da trovare, ma ha un problema, le canzoni. Un album come questo, e mi permetto di dire anche qualcosina del recente passato, patiscono della mancanza di saette fenomenali snocciolate agli esordi con gli Hardline. Vero i tempi cambiano, i capelli si accorciano e incanutiscono, il tiro muta gli orizzonti, ma gemme, che ancora oggi amo come il primo momento, tipo Doctor Love, Life’s A Bitch, I'll Be There rimangono impareggiabili e inimitabili. Le corde vocali del nostro impressionano e fanno volare, Johnny è talmente eccezionale che potrebbe cantare la prescrizione delle medicine di un cardiopatico e provocherebbe scossoni emotivi goderecci, ma le canzoni top sono la base su cui improntare album che hanno lo spessore distruttivo di un megalodonte. Questo One Voice è un buon disco ma nulla più, da uno dotatissimo come lui mi attendo un capolavoro, che tutti i suoi fan sperano possa presto giungere di nuovo. Non sono e mai sarò un nostalgico, ma da un frontman eccezionale mi attendo prodotti pari al valore della sua incantevole voce. C’mon Johnny!



VOTO RECENSORE
73
VOTO LETTORI
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Diego75
Giovedì 14 Marzo 2019, 20.18.10
4
Bellissima voce....ma alla fine rimane solo un turnista...e questo alla fine sminuisce l’artista...farebbe meglio ha mettere in piedi una band propria e continuare su questa strada...non sono dischi per i quali soenderei nemmeno un euro....senza voto!
duke
Domenica 10 Marzo 2019, 16.54.25
3
....resta una gran bella voce.....ma i primi hardline sono di un'altra dimensione....
tino
Mercoledì 6 Marzo 2019, 10.18.15
2
Praticamente un Soto 2, cantante straordinario anche se clone di bon Jovi che non ha mai capitalizzato il potenziale enorme perso dietro mille progetti. Il senso di un album solista quando gli hardline post schon sono praticamente già il suo gruppo solista mi sfugge. Tra l'altro sempre appoggiato dallo straordinario tastierista cantante italiano, e ci mancherebbe, anche lui ( del vecchio) meriterebbe molto più successo.
Metal Shock
Martedì 5 Marzo 2019, 21.18.49
1
Pur amando la voce di Gioeli questo disco mi ha detto ben poco, alcune canzoni le ho trovate troppo leggere per i miei gusti. Passo.
INFORMAZIONI
2018
Frontiers Music
Hard Rock
Tracklist
1. Drive
2. It
3. One Voice
4. Mind Melt
5. Running
6. Deeper
7. Let Me Know
8. Hit Me Once, Hit Ya Twice
9. Price We Pay
10. Out Of Here
11. Oh Fathers
Line Up
Johnny Gioeli (Voce)
Eric Gadrix (Chitarre)
Alessandro Del Vecchio (Tastiere)
Nik Mazzucconi (Basso)
Marco Di Salvia (Batteria)
 
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