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Jon Schaffer`s Purgatory - Purgatory
08/03/2019
( 601 letture )
Gli Iced Earth sono una band che nell’universo metal ha bisogno di ben poche presentazioni: nata sul finale degli anni Ottanta, la creatura di Jon Schaffer ha dato il suo contributo alla causa specialmente nella seconda metà degli anni Novanta, con album iconici ben poco innovativi ma personalissimi nello stile, in grado di tenere vivo il metal più classico in anni veramente bui. The Dark Saga e Something Wicked This Way Comes sono i lavori che meglio definiscono la band di Tampa nel suo sound possente e tragico, drammatico e spietato. Tuttavia, andando non troppo indietro all’inizio del decennio, i Nostri presentavano uno stile più snello, in senso stretto heavy e diretto discendente di quell’american power metal che stava andando sfumandosi senza mai essere veramente sbocciato, almeno a livello di popolarità, ed ecco Iced Earth e soprattutto Night of the Stormrider. Continuando però nel nostro viaggio a ritroso, ci accorgeremo di come gli Iced Earth prima dell’esordio omonimo si chiamavano Purgatory e avevano pubblicato qualche demo tra il 1985 e il 1986.
Oggi Schaffer decide quindi di recuperare quel materiale grezzo e riregistrarlo con una parte dei musicisti dei Purgatory, ovvero Gene Adam, anche voce dell’esordio degli Iced Earth, e Bill Owen. Il risultato è dunque un EP di cinque canzoni per circa venticinque minuti di durata, più che sufficienti per una sparata di ottimo heavy/power metal dall’atmosfera sinistra. E qui proprio i più attenti fan degli Iced Earth noteranno dei titoli orrorifici senz’altro familiari, perché Burning Oasis, Jack e soprattutto Dracula sono anche i nomi di tre brani della Terra Ghiacciata. Il primo compare effettivamente in Burnt Offerings, anche se in una versione più adatta al claustrofobico album del 1995, mentre gli altri due, presenti in Horror Show, ben poco hanno a che fare con questi dei Purgatory (tra l’altro, è divertente segnalare anche come entrambi i brani fossero presenti nell’ultimo demo della band, guarda caso intitolato anch’esso Horror Show...).

La prima cosa che comunque si nota nell’ascolto è senz’altro la produzione: griffata old school, lascia in bocca un piacevole sapore retrò, ma al contempo ha i suoni rifiniti più in linea con il nostro millennio, ovvero in poche parole perfetta per la release in questione. Il parallelo stilistico più facile, immediato e ovvio è quello con il primo album degli Iced Earth del 1990, ma d’altro canto qui c’è un Gene Adam quantomeno decoroso, che sicuramente offre una prestazione migliore rispetto a quella mediocre dell’album omonimo della Terra Ghiacciata. I cinque brani sono invece tra loro compatti, simili tra loro, nel migliore dei casi buoni e nel peggiore semplicemente discreti. Si contraddistinguono per il riffing di Schaffer, relativamente semplice, ma efficace e in grado di catturare, incassato in tempistiche dal ritmo mai velocissimo, ma ben scandito. Burning Oasis è emblematica: un brano lineare e semplice, senza grandi climax, ma capace di dare grande appagamento con le sue chitarre irruenti e coriacee, con un feeling ben diverso dalla sua versione di Burnt Offerings. Oltre a questo, l’atmosfera maligna pervade ogni minuto d’ascolto, aiutata anche da quegli arpeggi acustici che ben abbiamo imparato a conoscere con gli Iced Earth. In questo caso si rimanda a Dracula, dall’introduzione acustica poi spezzata dal solito riff carico, che è riuscita anche per una buona sezione solista e un ottimo chorus.

Si può dunque dire che i Purgatory sono esattamente quello che dovrebbero, ovvero dei proto-Iced Earth, con tutti i limiti e i pregi del caso. È infatti sicuramente positivo che Schaffer non abbia recuperato queste vecchie canzoni per riproporle nel classico stile della sua band principale, ma abbia cercato di mantenere il vecchio feeling dei Purgatory. Un album che quindi non brilla per estro o per varietà, ma che presenta un pugno di buone canzoni heavy metal d’altri tempi, che già presentavano qualche tratto peculiare, che poi si sarebbe evoluto nel modo che tutti conosciamo. Un EP quindi graditissimo, sicuramente imperdibile per gli affezionati della band che troverà albe gloriose con un certo Matt Barlow.
Nota a margine: la band è accreditata come Jon Schaffer’s Purgatory semplicemente per distinguerla dall’enormità di band con lo stesso nome.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
71.66 su 3 voti [ VOTA]
maurilio
Venerdì 8 Marzo 2019, 20.15.32
5
come detto dal recensore le due canzoni con titolo uguale presenti in Horror show sono totalmente differenti da queste
maurilio
Venerdì 8 Marzo 2019, 20.07.42
4
.comprato appena uscito. In disaccordo totale con i primi 2 commenti.Grandissima riregistrazione dei vecchi brani,con due perle su tutte: Dracula e Jack . Strano che non siano state inserite negli album degli Iced Earth.
Mandrake
Venerdì 8 Marzo 2019, 20.05.01
3
Inutile? Ma voi Iced Earth lo avete mai ascoltato? Un tuffo nel passato, una perla rara.
Radamanthis
Venerdì 8 Marzo 2019, 14.35.55
2
Da amante degli IE l'ho ascoltato con curiosità ma per me è....NO! Non mi piace proprio, uscita inutile. Voto 50
Metal Shock
Venerdì 8 Marzo 2019, 13.50.29
1
Uscita francamente inutile. Con tutto di bello che esce in questo periodo....
INFORMAZIONI
2018
Century Media Records
Heavy
Tracklist
1. In Your Dreams
2. Dracula
3. In Jason’s Mind
4. Jack
5. Burning Oasis
Line Up
Gene Adam (Voce)
Jon Schaffer (Chitarra, Voce)
Bill Owen (Chitarra)

Musicisti Ospiti:
Jim Morris (Chitarra)
Ruben Drake (Basso)
Mark Prator (Batteria)
 
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