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The Devil Wears Prada - Dear Love: A Beautiful Discord
09/03/2019
( 213 letture )
Gli esordi, quelli strabilianti. Questo è facile dire di Dear Love: a Beautiful Discord, primo lavoro degli allora giovanissimi The Devil Wears Prada.
Con audacia e inventiva , voglia di mescolare influenze agli antipodi e di fare qualcosa di davvero innovativo, i nostri facevano parte di tutto quel filone della NWOAHM, che vide la sua massima fioritura nella prima decade degli anni 2000, soprattutto col metal-core nelle sue varie sfaccettature.
I TDWP si avvalgono delle tastiere utilizzandole in tutte le loro possibilità, mischiando infatti melodic metal, hardcore e sonorità sinfoniche ma anche elettroniche e digitali. Si passa quindi da parti estreme, in your face e groovy a parti di synth, inserti pianistici fino a cornici gotiche che ricordano certe realtà europee - l'artwork il titolo ci fanno pensare con facilità a un album dei Nightwish con tanto di reminiscenza musicale. Le atmosfere che pervadono il lavoro sono dunque abbastanza oscure, decadenti, introspettive e a tratti amare, tuttavia alcune parti HC così come tonalità maggiori e parti alternative, pop-punk virano bruscamente le sensazioni su feeling meno impegnativi, ricordando band come gli Enter Shikari.
Con i Devil Wears Prada (e questo loro lavoro nello specifico) si parte dal melodic metal-core per passare a geometrici inserti math, attraverso un songwriting complesso e tecnico dall’ascolto tutt’altro elementare (ricordando, in certi momenti, realtà come Converge e The Dillinger Escape Plan).
In ogni caso, pur facendo inchino a molti generi, il metal-core melodico fa da padrone mescolando a puntino i due generi madre. I breakdown sono taglienti, i riff cubitali alternando suoni pastosi a suoni graffianti, mentre la voce del carismatico frontman Mike Hranika fa da ciliegina sulla torta soprattutto con il suo screaming acre, ma anche con un growl significativo nonché switch vocali di prim’ordine.
Gli efebici cori puliti del chitarrista e clean vocalist Jeremy De Poyster edulcorano i toni, in netto contrasto con la pesantezza e aggressività delle parti estreme (sono in ogni caso relegati a cornice e meno presenti rispetto al futuro della band).
La produzione non è modernissima e i suoni sono abbastanza sporchi, dando a tratti l’idea di una presa diretta: tuttavia ciò contribuisce alla resa straziante di certe parti del lavoro. Già da questo album inizia la tradizione della band di dare alle canzoni titoli all’apparenza nonsense: abitudine che sarà perpetuata anche nei successivi LP.
L’intro psicotropo verrà seguito da due tracce esemplari, Gauntlet of Solitude con i suoi riff squadrati a metà fra il melodico e il cacofonico e le evoluzioni di pianoforte, e Dogs Can Grow Bears All Over, ancora più consapevole e pesante con la sua oscurità e la sua inclinazione sia deathcore che groovy, nonché il suo codino digitale e giocoso.
Punta di diamante del lavoro e pezzo lampante è Rosmary Has an Accident, in cui Hranica dà il meglio di sé e i cambi di tonalità / tempo stupiscono e rapiscono l’ascoltatore. Momento di respiro con l’interlude Redemption, per poi divenire nel pezzo Swords, Dragons and Diet Coke dalle squisite scelte melodiche in piena scuola Swed, anche se ogni pezzo del lavoro ha il suo significato.

In conclusione, i The Devil Wears Prada prendono molte influenze e osano tantissimo mescolandole in tale maniera, ma ci riescono bene: quest’ album è un esordio raro, peculiare e fuori dal comune: un ottimo punto di partenza per la florida carriera della band, nonché un ascolto necessario per gli amanti del metal-core e della musica sperimentale estrema.



VOTO RECENSORE
79
VOTO LETTORI
59 su 1 voti [ VOTA]
Earthformer
Domenica 17 Marzo 2019, 8.39.06
2
Grande vale, come sempre le tue disamine sono tra le migliori del sito .
duke
Domenica 10 Marzo 2019, 21.01.41
1
...tra le band piu' interessanti del metalcore....proposta molto valida....bel disco....
INFORMAZIONI
2006
Rise Records
Metal Core
Tracklist
1. The Ascent
2. Gauntlet Of Solitude
3. Dogs Can Grow Beards All Over
4. And The Sentence Trails Off...
5. Rosemary Had An Accident
6. Redemption
7. Swords, Dragons, And Diet Coke
8. Who Speaks Spanish, Colon Quesadilla
9. Texas Is South
10. Modify The Pronunciation
11. Salvation
Line Up
Mike Hranica (Voce)
Jeremy De Poyster (Chitarra, Voce)
Chris Rubey (Chitarra)
Andy Trick (Basso)
James Baney (Tastiera)
Daniel Williams (Batteria)
 
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