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Skull Fist - Way of the Road
15/03/2019
( 483 letture )
Viene sempre un po’ di tristezza quando una band decide di rinunciare alla propria mascotte: quella degli Skull Fist invero non era nulla di originale, ma quello scheletrino che non si prendeva troppo sul serio era perfetto per rappresentare una band che faceva del puro metallo old school la propria religione. Con il nuovo Way of the Road, i quattro teschietti di Toronto decidono di piazzare in copertina una semplice fotografia che li ritrae insieme e, per quanto l’immagine rispetti benissimo l’attitudine stradaiola del gruppo, manca completamente di efficacia. Ma forse è stato semplicemente un modo per far capire che non conta tanto la mascotte, un modo di mettersi a nudo, senza fronzoli e artifici. Lasciando perdere speculazioni più o meno soggettive sulla copertina, per chi non li conoscesse gli Skull Fist sono stati una band che non poco ha contribuito alla rinascita del classic heavy metal, la cosiddetta “New Wave of Traditional Heavy Metal” portata sugli scudi anche da altre agguerrite formazioni come Striker o Enforcer. Gli Skull Fist si distinguevano per uno speed metal particolarmente melodico e debitore della NWOBHM, con la peculiare e sbarazzina voce del cantante e chitarrista Zach Slaughter, e si affermarono con l’ottimo esordio Head öf the Pack e con il suo perfezionamento Chasing the Dream del 2014. Da quel momento la band incontrerà qualche instabilità di formazione, soprattutto per dei problemi alle corde vocali di Slaughter (per sua stessa ammissione probabilmente causati per l’eccesso di alcol e sigarette nella vita on tour), ma alla fine del 2018 è arrivata finalmente una nuova uscita, il terzo album in studio, Way of the Road.

Com’era lecito aspettarsi, il nuovo lavoro procede sulle coordinate tradizionaliste dure e pure sempre seguite dagli Skull Fist, ma questa volta ci troviamo davanti a una band sicuramente più fiacca, evidentemente provata dai problemi di salute di Slaughter e molto meno entusiasmante di quella gustata nei capitoli precedenti. You Belong to Me all’apertura è quasi un disastro: gli Skull Fist sembrano aver battuto forte la testa, con un brano impeccabile dal punto di vista ritmico e della velocità, ma preoccupante nella vuotezza dei contenuti. Zero emozioni, zero coinvolgimento, solo alto voltaggio, con una voce non abbastanza esplosiva e con la sezione solista scontata e per niente all’altezza. L’impressione è che i quattro canadesi abbiano perso quel lato più pazzo e schizzoide che li contraddistingueva, e le canzoni più tirate di Way of the Road sono proprio quelle che filano via più anonime, quando nei due album precedenti i brani di questo tipo erano uno dei maggiori punti di forza. È questo il caso di I Am a Slave o Don’t Cross Me. L’altro lato della medaglia è però senz’altro più luminoso: la faccia più melodica e ruffiana dei nostri, che si sviluppa soprattutto su velocità medie, sopravvive ancora quasi intatta, con la già molto più decorosa traccia numero due No More Running, in un refrain che senza essere all’ultimo grido sa toccare le corde giuste dell’ascoltatore. Anche Heart of Rio si pone bene su questo filone, così come la conclusiva Stay True, nonostante l’arpeggio iniziale quasi da canzonetta pop, è degna del nome che porta e sa essere un altro brano sicuramente riuscito. In generale si ha comunque la sensazione di una band che il suo mestiere lo sa fare bene, ma risulta normalizzata, ha perso dello smalto e dell’ispirazione nel songwriting, e anche gli assoli in Way of the Road sono meno riusciti di quelli sentiti nei precedenti lavori.

Del buono comunque c’è ancora, i Fist sanno sempre tirare fuori dal cilindro qualche colpo ben assestato, ma quel sangue che prima gli ribolliva nelle vene, che si trasformava in fuoco impazzito o in passione suadente, è diventato decisamente più tiepido. Certamente qui noi auguriamo ogni bene agli Skull Fist, ma per la prossima volta speriamo che ritorni lo scheletrino in copertina e che sia di buon auspicio. Ritrovatelo quel fuoco, ritrovatela per davvero quella via della strada.



VOTO RECENSORE
64
VOTO LETTORI
59 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
NoiseArt Records
Heavy
Tracklist
1. You Belong to Me
2. No More Running
3. I Am a Slave
4. Witch Hunt
5. Way of the Road
6. Heart of Rio
7. Better Late Than Never
8. Don’t Cross Me
9. Stay True
Line Up
Zach Slaughter (Voce, Chitarra)
Johnny Nesta (Chitarra)
Casey Slade (Basso)
J.J. Tartaglia (Batteria)
 
RECENSIONI
75
 
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