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Folkstone - Diario di un Ultimo
21/03/2019
( 2389 letture )
Li avevamo lasciati nel 2017 con Ossidiana, disco nel quale -muovendosi coerentemente lungo un solco tracciato con Oltre…L’Abisso- i Folkstone avevano lasciato sfumare le sonorità più propriamente epic folk degli esordi in un folk rock dal sapore sempre più maturo e, per dir così, cantautorale. Li ritroviamo in questa prima porzione del 2019 in una veste ancor più rinnovata, a partire dalla genesi piuttosto inusuale del lavoro fino ai mutamenti di lineup. Il nucleo primario di Diario di un Ultimo sgorga difatti dalla volontà, da parte di Lore, di portare avanti un progetto solista: l’elaborazione e la scrittura del materiale lo portano tuttavia a coinvolgere i membri della band ed a dar forma all’ultimo lavoro targato Folkstone. Ciò che il full-length evidenzia, sin dal riff graffiante della opener, Astri, è l’intento di far decantare, in una sorta di summa, passato, presente e futuro della band. L’ampia tracklist, comprendente ben quattordici episodi, scorre sinuosamente tra riff sostenuti e graffianti nonché toccanti ballad o mid tempo. In questi ultimi a predominare sono le tonalità più atmosferiche ed i riuscitissimi intrecci vocali tra Roberta e Lorenzo, avvicendantisi al microfono a sottolineare, volta per volta, suggestioni rabbiose ed eteree. Tutto ciò è filtrato dalle maglie fini di una maturità conseguita e ben dimostrata, evidente non solo nella composizione ma anche a livello più puramente testuale: le liriche -cui i Nostri del resto hanno sempre dedicato particolare cura- si fanno ancor più impegnate nelle tracce dalla metrica più veloce ed immaginifiche ed intimistiche negli slow e mid tempo. Possiamo recare, quali esempi di tale riuscitissimo gioco chiaroscurale, la trascinante La Maggioranza e la ballad Spettro. La prima, sin dai primi secondi, intreccia gli strumenti tradizionali ad un riffing strizzante l’occhio all’heavy, lanciando scintillanti strali al conformismo della società moderna:

Sorriso d’ordinanza
Sei una fotocopia
Sei la tua maggioranza
Ma io me ne sbatto il cazzo
E sputo un po’ più in là
Prendo a calci in culo il mondo
Mentre brucia la città


Tale verve, quasi punk nella sua espressività al vetriolo, fa da contrappasso al lirismo delicato e cantautorale che troviamo in Spettro, sostenuta quasi del tutto dal lavorio di fino degli strumenti cordofoni -le quattro corde sono qui più incisive che mai- acustici nel corso delle strofe ed elettrici in corrispondenza dello splendido refrain. Ad armonizzarsi con gli stessi è l’immancabile ghironda, donante il consueto lustro folk alla partitura:

Tu sapevi che ero io
Tu sapevi chi ero io
Il mio spettro tra le mani
schianto di una notte che è già ieri
Tu che investi ogni difesa
Tu che inganni ogni accusa
Disarmato
Mi lasci esanime guardare te che te ne vai


Ulteriore highlight del disco è indubbiamente il singolo Eliciso (C’era un Pazzo), per il quale è stato realizzato un pregevole videoclip. In quest’ultimo la progressione gioiosa affidata alle sei corde ed alle cornamuse fa da cornice alla delicata storia d’amore tra una signora non più nel fiore degli anni, presumibilmente di buona famiglia, ed il folle clochard abitante nella sua strada. Costui assurge ad espressione di una genuinità e libertà di spirito inimmaginabili tra le soffocanti mura di un’abitazione borghese, e riuscirà a trasportare nel suo mondo d’incanto l’amata: emblematico è in merito il passaggio dalla sala da pranzo in cui i due sorseggiano un the insieme e la danza in cui sono lanciati all’aperto sul finire del filmato. Menzione particolare merita anche Fossile, brano in cui la sinergia tra le voci di Lorenzo e Roberta raggiunge il proprio picco nel contesto di una composizione acustica dalla tonalità drammatica:

Costretto tra i miei sforzi ed i miei sbagli
Rimango solo a farmi compagnia
E tu stringimi le mani
Non abbiamo più quegli anni ormai
Oggi i tuoni son lontani
è ferma l’aria ed io sono lì con te


Oltre alle peculiarità fin qui sottolineate, Diario di un Ultimo gode di una produzione cristallina dai suoni morbidi e brillanti, che ben si adatta alla proposta della combo bergamasca. L’amalgama qui proposto, in grado di portare a sintesi e perfezione più di un decennio di carriera, ha potenzialmente le carte in regola per render felici tanti coloro che si sono appassionati al nuovo corso, quanto chi avrebbe preferito brani maggiormente ricchi di mordente. Non dunque un ritorno puro e semplice alle origini bensì un’opera di riorganizzazione della propria semantica: da non perdere.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
80.82 su 17 voti [ VOTA]
The Pilgrim
Lunedì 6 Maggio 2019, 10.46.32
23
Beh! che dire il primo ascolto come spesso mi capita mi fa dire "questo è un passo indietro" poi li ascolti e li riascolti e la valutazione cresce, cresce, cresce. Gran bel lavoro, suonato e cantato alla grande, BRAVI!
Area
Lunedì 1 Aprile 2019, 13.18.58
22
@Joker, grazie per la risposta. Comunque dalla foto noto anche un parziale ritorno all'immagine delle origini...
Joker
Sabato 30 Marzo 2019, 4.03.33
21
@Area distribuiti da Audioglobe a questo giro, a quanto pare il salto con la Major non ha dato i risultati sperati e, a quanto ne sò, hanno voluto fare tutto da soli per quest'ultimo disco. E la cosa a mio avviso è molto positiva; vuol dire che certi risultati li possono raggiungere benissimo anche con le loro gambe
Area
Venerdì 29 Marzo 2019, 12.19.25
20
Nessuno mi ha risposto... ma sono ancora distribuiti dalla Major? Con il precedente disco sapere che sarebbe stato distribuito da Universal mi aveva lasciato abbastanza stupito...
AL
Venerdì 29 Marzo 2019, 11.15.46
19
Qualche miglioramento rispetto all'ultimo. La maggioranza è il pezzo che mi piace di più. Copertina alla vecchia e logo nuovo direi che rappresenta bene anche il contenuto dell'album. Però per me i primi due inarrivabili. Confermo cmq che non c'è un vero grande pezzo qui. Mi sarebbe bastata anche una Pianetti 2. per me 70
The Ancient Mariner
Mercoledì 27 Marzo 2019, 17.08.06
18
Per me alla pari di "Oltre l'Abisso" e un gradino sotto a "Il Confine". Grande disco!
Andy90
Lunedì 25 Marzo 2019, 15.50.07
17
Molto curioso...il singolo mi è piaciuto molto. Noto che a pochi è piaciuto Ossidiana...boh, personalmente mi piace un sacco...linee vocali e testi stupendi, un sound molto intimo.
Joker
Lunedì 25 Marzo 2019, 3.59.23
16
Una classe ed una compattezza senza pari, ecco......... Se devo descrivere questo inaspettato disco-lampo in una sola parola direi proprio questo: COMPATTEZZA. Questi umili ragazzi hanno raggiunto un livello di maturità incredibile, se pensiamo che questi sono appena i loro primi 10 anni di vita. Il sound è rimasto il loro, che è splendidamente unico; le canzoni sono tutte valide e con la giusta profondità nei testi (cosa che non ho avvertito, o sentito solo parzialmente in Ossidiana); hanno saputo ottimizzare la svolta mainstream e più improntata al rock "made in Italy" del dopo-Oltre...L'Abisso mischiandola al loro impatto più classicamente Folk Metal degli esordi, riallacciandosi al disco appena citato. Per carità, siamo più vicini ad Ossidiana che a Il Confine tanto per dirne una, ma se c'è un gruppo qui da noi sfigati musicali che si merita "di sfondare" nel mainstream, quelli sono proprio loro. Ci vediamo nella mischia banda di ubriaconi celtici, come sempre, \m/
Luky
Sabato 23 Marzo 2019, 17.50.36
15
Album secondo me compatto e senza canzoni deboli. Rispetto a Ossidiana si ritorna a uno stile più rock, anche se l'originalità non manca. Bentornati folkstone!
Tevildo75
Sabato 23 Marzo 2019, 12.23.04
14
Personalmente trovo Ossidiana un' ottimo album e se avesse la produzione cristallina e potente di quest'ultimo sarebbe stato ottimo. Diario è sicuramente un gran bel lavoro, ma paga troppo la perdita di epicità e gli arrangiamenti degli strumenti medievali ormai davvero risicati. Tra le migliori canzoni su tutte spiccano Astri, Danza verticale,Il grammo di un'ora e I miei giorni. voto 80 @Metal Shock, seguo gli In Extremo fin dal primo album, ma li ho sempre trovati profondamente diversi dai Folkstone, però si dai anche se di poco li preferisco pure io
Carcaroth
Sabato 23 Marzo 2019, 6.30.38
13
Beh..se la gurdiamo da questo lato,anche gli in extremo non hanno inventato nulla,hanno solo continuato una strada gia aperta dai subway to sally almeno 4/5 anni prima....cmq grandi folkstone!!
duke
Venerdì 22 Marzo 2019, 21.10.22
12
...beh....ovvio....gli in extremo sono stati i primi a proporre certe cose.....meglio i tedeschi.....
Metal Shock
Venerdì 22 Marzo 2019, 20.15.24
11
Provato ad ascoltare qualcosa: in pratica gli In Extremo italiani, ma preferisco i tedeschi.
MARCO
Venerdì 22 Marzo 2019, 19.39.52
10
Sono anni ormai che ascolto i Folkstone e ne sono follemente dipendente. Personalmente ho apprezzato molto Ossidiana, anche se offriva sonorità diverse dai precedenti album, ma diverso non vuol dire peggiore (per me). Quest'ultimo album mi sembra in continuità, rispetto al precedente lavoro, e l'ho apprezzato dal primo ascolto. Il brano che mi crea le maggiori emozioni sono fossile ed una sera. Comunque ad aprile a Roma sarò presente come sempre in prima fila. MITICI !!!
Dona
Venerdì 22 Marzo 2019, 15.31.02
9
Questo album sequestra il cervello, puoi decidere di divorare libri, ascoltare altro, ma ritorna in testa ...di prepotenza! L'evoluzione annunciata con Ossidiana la sento concretizzarsi in sonorità facilmente riconducibili ai grandissimi Folkstone, ma non per questo scontate. Di musica però non posso speculare perché non ne sono in grado! Per me sono i migliori semplicemente perché con molta (troppa) umiltà si fanno portavoce degli ultimi, dei diversi, delle piccole ma rilevanti storie quotidiane, senza commiserazione. Voto: 15milionidimiliardi Grandissimi!
Rosario
Venerdì 22 Marzo 2019, 15.05.19
8
Dopo "Oltre...l'Abisso", che per me resta una vera e propria rivelazione, con "Ossidiana", a mio avviso, si era persa un po la vera essenza dei Folkstone... Questo nuovo lavoro riprende la "retta via" e ci regala una performance straordinaria, sia sonora che testuale. Tutto il disco scorre una bellezza e nessun brano risulta calante rispetto agli altri .... molti testi sono degni di poeti ben più blasonati. Bravi ragazzi. SKÖLL !!!!
Area
Venerdì 22 Marzo 2019, 13.56.03
7
Non li seguo, ma solo per curiosità vi chiedo: Sono ancora distribuiti dalla Major? Credo che il disco precedente lo fosse e quando me lo dissero stentai a crederci.
eldy
Venerdì 22 Marzo 2019, 10.47.38
6
Gran bel disco come sempre grandi. Essendo io un fan sin dai loro albori però sento la mancanza di qualche traccia più epica. Questo lo dico con tutto l'affetto che provo e son molto contento della nuova fatica ma ho paura che non ci saranno più in futuro certi pezzi e questo mi dispiace molto in quanto, in questo, erano quasi unici soprattutto nel panorama nazionale.
Rossana
Venerdì 22 Marzo 2019, 9.47.12
5
Davvero un gran bel lavoro. Sono entusiasta. Ancora una volta grandi emozioni. Credo che dal vivo saranno devastanti questi pezzi. Non vedo l ora di averne conferma il 30 a Trezzo.
Andry Stark
Venerdì 22 Marzo 2019, 0.39.50
4
Un ottimo album, si lascia conquistare pezzo dopo pezzo fino ad amarlo, nonostante i 14 pezzi e quasi un'ora si durata non ho trovato cali o momenti vuoti, tutti i pezzi sono godibili (specialmente se canta la Roby, adoro la sua voce), un lavoro decisamente migliore rispetto ad Ossidiana, grandissimi Folkstone! Voto 84
JC
Giovedì 21 Marzo 2019, 20.35.16
3
Basta La Collina per il 100. Bravi.
enrico86
Giovedì 21 Marzo 2019, 19.49.45
2
band che mi sembra in netta fase calante
MetalFlaz
Giovedì 21 Marzo 2019, 19.17.26
1
Decisamente un buon album, meno patinato e più grintoso ed incavolato del precedente (di cui, personalmente, gradisco 2-3 brani e basta). Pienamente d'accordo con la recensione e col voto
INFORMAZIONI
2019
FolkStone Productions
Folk Metal
Tracklist
1.Astri
2.Diario di un ultimo
3.La maggioranza
4.Elicriso (C'era un pazzo)
5.Naufrago
6.Danza verticale
7.La collina
8.Una sera
9.Spettro
10.In assenza di rumore
11.Il grammo di un'ora
12.Fossile
13.Escludimi
14. I miei giorni
Line Up
Lorenzo Marchesi (Voce)
Roberta Rota (Voce, Cornamusa)
Luca Bonometti (Chitarra)
Federico Maffei (Basso)
Marco Legnani: Ghironda, Cetra, Bouzouki)
Maurizio Cardullo: (Cornamusa, Legni, Cetra)
Edoardo Sala (Batteria)
 
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