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Ufomammut - Snailking
23/03/2019
( 712 letture )
Cercare di catalogare un lavoro degli Ufomammut è di per sé compito improbo e gravoso, tanto più se non si è particolarmente avvezzi a un determinato genere musicale; ma già qui si pone un problema di importanza vitale: quale genere musicale? Il doom, certo, ma anche psychedelic, sludge, post-metal e chissà cos'altro. Forse l'immagine migliore per descrivere la loro musica è quella di concepire i loro album come la colonna sonora in sottofondo a un viaggio; ma la meta non è una spiaggia affollata o una baita immersa nel verde, attraverso infiniti deserti lunari e tramonti di soli gemelli giungiamo al cospetto di monoliti oscuri che si stagliano tetri verso le stelle... e il trip è soprattutto mentale.

Snailking è un tentacolo armato di aculei avviluppato su se stesso e pronto a colpire, parte di un mostruoso essere alieno le cui dimensioni paiono infinite e che ci minaccia dallo spazio profondo, mosso dalla volontà dell'entità chiamata Ufomammut. I radar captano un segnale lontano ma sempre più crescente, Blotch, allarme sci-fi, dovrebbe avvisarci del pericolo incombente ma ormai siamo già schiavi di Hopscotch. Il pachiderma alieno muove i suoi passi in modo lento ma inesorabile, schiaccia le nostre menti e con esse le ultime resistenze; basso, riff sludge, urla lontane di droni, disperazione e Odio. Tra Alcool, ustioni nucleari e visioni oniriche spaventose il viaggio si fa sempre più impervio, e nella lunghissima suite finale (che potremmo definire come un mini-album dentro l'album) ritroviamo addirittura echi dei Pink Floyd, la qual cosa non fa che avvalorare la sensazione di aver perso completamente il senno. Siamo all'ipnosi sonora, Snailking è terminato ma non finirà mai. Gli Ufomammut sono dei marziani che hanno stabilito la loro base a Tortona e questo disco (volante) è un messaggio: Snailking ci avrà, il Braindome è solo l'inizio.

Secondo full length della band alessandrina, Snailking estremizza gli aspetti presenti nel predecessore Godlike Snake, risultando sì maggiormente "melodico" -sempre che tale termine possa essere accostato a un lavoro targato Ufomammut- ma anche cupo e violento (Hopscotch). Odio è un pezzo appartenente al repertorio dei Judy Corda, la vecchia band dei Nostri, il cui testo era originariamente in italiano, mentre Lacrimosa è stata ripescata da un demo e opportunamente rivisitata con un trattamento al laser. La registrazione dell'album è stata completata nel luglio del 2003 e dopo vari rinvii la label americana lo pubblica nell'aprile 2004, ma inspiegabilmente sul CD dell'epoca la data stampata è quella dell'anno precedente... misteri spazio-temporali. Poia e Urlo, come art lab Malleus, si sono come di consueto occupati della veste grafica dell'album completando così il concept in maniera totale.
Siamo al cospetto di un'opera lovecraftiana, proveniente da eoni lontani e caduta sulla Terra come un meteorite che minaccia di cancellare l'umanità intera: forse il capolavoro degli Ufomammut, forse la seconda tappa del viaggio di Chtulu in mondi sonici innominabili, verso l'infinito e oltre.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
75.66 su 3 voti [ VOTA]
Gruto86
Sabato 23 Marzo 2019, 19.47.27
3
Disco stupendo di una band stupenda. Nella mia personale classifica lo metto dietro solamente ad Idolum e all'ultimo 8.
Galilee
Sabato 23 Marzo 2019, 19.19.19
2
Mi manca, lo devo recuperare.
InvictuSteele
Sabato 23 Marzo 2019, 17.55.24
1
Potrebbe trattarsi del miglior album della band, poi dopo questo il cambio di stile, più distensivo. Tra questo e Idolum non saprei scegliere.
INFORMAZIONI
2004
The Music Cartel
Doom
Tracklist
1. Blotch
2. Hopscotch
3. Lacrimosa
4. Odio
5. God
6. Alcool
7. Braindome
8. Demontain
Line Up
Urlo (Voce, Basso, Tastiera)
Poia (Chitarra, Tastiera)
Vita (Batteria)
Hendrix R. (Virtual Synth)
 
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