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Tragodia - Before the Fall
02/04/2019
( 1174 letture )
Il sincretismo tra generi musicali differenti e atmosfere di vari immaginari ha dato luce a Before the fall, album dei bresciani Tragodia. Gli elementi che lo compongono sono parecchi e ad un primo ascolto può risultare complesso cogliere una continuità sonora, che tuttavia è presente. Certo, un brano di elettro-metal come Adrift potrebbe spiazzare -data anche la collocazione a metà album che ne aumenta la visibilità- se lo si considera genericamente come un climax prima ascendente e poi discendente, ma una volta accettata quella parte più moderna che contraddistingue il gruppo, anche i puristi potranno godersi il lavoro.

L’intro della prima traccia The Untrodden Road, ad esempio, esplica immediatamente il sistema sul quale si regge l’intero disco: i suoni elettronici fanno capolino in un crescendo che anticipa la pesantezza di chitarre, basso e batteria che ripetono i riff poi seguiti dalla voce pulita. Il tono della voce è molto espressivo e il connubio tra questa e l’oscurità del resto del comparto fa sì che il brano fluisca senza intoppi, comprensibile ed assimilabile già ad un primo ascolto. In alcuni punti si sfocia nel groove metal, in altri invece alcuni puntuali effetti di tastiera creano un’atmosfera sospesa. È un pezzo che vaga tra terra e cielo e ciò è pienamente percepibile. Il protagonista afferma di essere uscito da una gabbia dorata e di voler percorrere una strada mai battuta prima: vuole raggiungere il sole. I luoghi musicali, infatti, ci fanno chiaramente avvertire il continuo movimento verticale tra il cielo più rarefatto, il futuro ancora gassoso, e la terra del presente, movimento intersecato quindi anche con il piano orizzontale temporale. Prima dell’assolo di chitarra la voce si sporca notevolmente e rompe quel momentaneo equilibrio che ormai avevamo nelle orecchie, e poi ancora tastiere aleatorie e l’ultimo ritornello con conseguente chiusura nel nome della distorsione e della ritmica quasi thrash.
Master of the Loss inizia con un riff di chitarra cantabile (forse anche troppo) sostenuto da accordi distesi e ben distinguibili. La voce attacca dopo un breve fill di batteria e di nuovo coglie di sorpresa per l’effetto che le è stato applicato, come a voler differenziare chi pronuncia le varie parole del testo, impregnate di disillusione e al contempo di celata sfida. L’architettura del brano può inizialmente sembrare molto semplice, ma accanto a ritmiche e armonie abbastanza tradizionali e sentite compaiono interessanti figure ritmiche. La potenza evocativa del pezzo è immediata, la batteria è in risalto e riesce a far piacere anche ciò che potrebbe essere considerato scontato, amalgamando il tutto senza esclusione di colpi. Imponente e carica quasi quanto Also sprach Zarathustra di Strauss è l’introduzione di Veils of Grey, terza canzone di Before the fall. L’iniziale maestosità orchestrale viene spezzata dalla batteria che imperterrita accompagna anche la strofa. Il brano alterna momenti riflessivi a parti risolute che però, grazie alle note alte, piano piano si estraniano dal tempo duro scandito dalla distorsione. Nel finale compare un innalzamento di tonalità che inevitabilmente fa prendere un grosso respiro al pezzo, così come anche alcuni brevi vocalizzi accompagnati da arpeggi di chitarra e dalle percussioni, il tutto seguito da un assaggio di solo. Di approccio fondamentalmente melo-death è The Fifth Season, contraddistinto da molte sfaccettature. Anche qui le tastiere smorzano il tono altrimenti abbastanza aggressivo del brano. L’atmosfera è nostalgica, la narrazione fortemente suggestiva e allusiva si concentra prima sul contesto immaginifico e poi sull’Io lirico, per poi risolversi nello svelamento del grande mistero: il fatto che vita e morte coincidano, oltre i confini della memoria.
Segue la già citata Adrift, caratterizzata da una sproporzione tra testo e musica. Mi rendo conto della durezza del giudizio, ma solitamente questo è un fenomeno che non assume particolare rilevanza proprio perché parole e musica si compenetrano. Ma in questo caso il tono apocalittico del testo, profetico nelle sue sentenze, suona ristretto dalla musica che lo contiene e il contrasto stride, tanto da non sembrare ricercato. Si ha una forte ripresa con l’intermezzo strumentale Of Dark Suns and Dying Stars, principalmente pianistico, che gode di un carattere autonomo e meditativo, astrale. La titletrack Before the Fall è il momento della redenzione, in cui ogni strumento pare giungere a delle conclusioni finali, clementi con loro stesse, abbracciando con lo sguardo il susseguirsi delle civiltà. Ma le tracce non sono ancora terminate. Dopo la redenzione dal sapore dilatato giunge Star-Driven, intensa invocazione che raccoglie in sé la catarsi dell’album. La batteria è instancabile, le voci si moltiplicano e la chiusura è netta e non lascia adito a compromessi. Ciò che era iniziato con Star-Driven trova infinita espressione in The Forgery: pungente ma bilanciata, la canzone offre diversi gradi di dinamiche. A tratti sfiora il metalcore -ma nulla di stucchevole- e subisce un’evoluzione, rappresentando così uno dei pezzi più maturi dell’album. Ultimo brano è The House by the Grove, solenne nel suo scorrere e nel far percepire ambigui barlumi di speranza. L’interruzione alla fine sospende tutto come a farci risvegliare di colpo da un sogno. Ottima foce per il lungo viaggio incarnato in Before the Fall.

Come impressione finale è possibile affermare che l’album è stato registrato finemente e ogni strumento trova una sua ampia voce. Questo fa sì che anche le parti più ripetitive possano venire apprezzate in quanto è possibile concentrarsi a dovere sulle linee suonate dai singoli strumenti. Questo viaggio attraverso le ere, le civiltà e la psiche dal baluardo italiano non può facilmente deludere, considerate la sua varietà e la tecnica -mai smisurata- impiegata.



VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
93.4 su 5 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2018
Revalve Records
Prog Metal
Tracklist
1. The Untrodden Road
2. Master of the Loss
3. Veils of Grey
4. The Fifth Season
5. Adrift
6. Of Dark Suns and Dying Stars
7. Before the Fall
8. Star-Driven
9. The Forgery
10. The House by the Grove
Line Up
Luca Meloni (Voce)
Riccardo Tonoli (Chitarre)
Marco Nicoli (Basso)
Daniele Valseriati (Batteria e percussioni)
 
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