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Weedeater - God Luck and Good Speed
13/04/2019
( 839 letture )
Dopo il loro secondo album gli Weedeater firmano con la label americana Southern Lord Records, debuttando poi nel 2007 con God Luck and Good Speed.
Registrazione e produzione vengono affidate a Steve Albini, produttore famoso per le sue collaborazioni e per la particolarità del suo “modus operandi” puntato verso l’aderenza all’esperienza del live, con grosse stanze per far suonare insieme tutti i membri del gruppo e microfoni panoramici posizionati con precisione impeccabile.
Il suono è l’indubbio protagonista, distorto e di una profondità avvolgente; un timbro collaudato da questo power trio formatosi alla fine degli anni novanta a Wilmington, nel North Carolina. La storia è nota: il bassista “Dixie” Dave Collins, in quegli anni impegnato con i Buzzo-ven, crea il gruppo come progetto parallelo insieme all’amico d’infanzia Shepherd, alla chitarra, e al batterista “Keko” Kirkum. Col tempo la formazione ha affermato sempre più profondamente il proprio nome all’interno della comunità stoner/sludge mondiale grazie anche a un album come God Luck and Good Speed, vero e proprio “must have” per ogni appassionato.
La title track comincia con potenza, una canzone diventata un inno per i fan del gruppo affezionati alle sonorità trascinate e cavernose che lo contraddistinguono.
L’album procede inesorabilmente verso Wizard Fight che, insieme alla quinta traccia $20 Peanut, fa emergere la loro vena sludge segnata da ritmi incisivi e tirati.
Il ruggito di ”Dixie” prende pieghe più oscure in una delle due canzoni-macigno del disco: For Evan’s Sake, il cui giro, spalmato per quattro su sette minuti di traccia, dilata il tempo fino ai suoi limiti riempiendo ogni spazio con feedback e distorsioni.
Alone, come Willow in chiusura, è uno dei componimenti acustici che il gruppo è solito inserire negli album. Unica prodotta personalmente dalla band, la quarta traccia è composta dalla sola voce di “Dixie” accompagnata da un banjo e dal suo particolare timbro metallico.
Procedendo con la sesta traccia, ambiguamente conosciuta sia col titolo di It Is What It Is che di Dirt Merchant, il ritmo prende le forme della ballata, scandito e martellante, per poi espandersi e fare da sfondo alle linee vocali sempre straziate di “Dixie” ( è nota la “dieta” a base di alcool, sigarette e sciroppo per la tosse che lo stesso frontman afferma di seguire per la costruzione della sua voce ). Linee vocali che si fanno più articolate nella cover di Gimme Back my Bullets, brano dei Lynyrd Skynyrd qui riportato però con toni abbassati e distorsioni prepotentemente forti che vanno a esaltarsi maggiormente nel riff cantilenante e nel furore finale di Weed Monkey, alla traccia numero otto.

God Luck and Good Speed, tecnicamente parlando, è, come già detto, un capolavoro diventato fondamentale in questo genere variegato e in espansione. Un genere in cui un lavoro di questo livello viene eretto a punto di riferimento al quale tendere l’orecchio sia nei primi ascolti che in quelli più maturi. La produzione “purista” di Albini ha garantito la perfetta resa del gruppo e del suo personalissimo suono grezzo e deciso che ha influenzato (e continua a influenzare) l’intera scena insieme all’incredibile carattere del gruppo, capace di rendere i loro concerti delle esperienze sonore e visive uniche.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
93.5 su 2 voti [ VOTA]
ObscureSolstice
Sabato 20 Aprile 2019, 17.25.01
2
Molto meglio di Jason...the Dragon, anche se quell'album ha una cover-art spettacolare. Album maturo questo, forse il piú maturo, la qualità qui é indubbia e nel songwriting lo lascia spiazzato di molto con un bel distacco alla Mennea. 85
Pacino
Domenica 14 Aprile 2019, 11.01.55
1
Grande band, un monolite oscuro questo album. Voto 88
INFORMAZIONI
2007
Southern Lord Records
Stoner/Sludge
Tracklist
1. God Luck and Good Speed
2. Wizard Fight
3. For Evan’s Sake
4. Alone
5. $20 Peanut
6. It Is What It Is / Dirt Merchant
7. Gimme Back My Bullets
8. Weed Monkey
9. Willow
Line Up
Dave “Dixie” Collins (Basso e voce)
Dave “Shep” Shepherd (Chitarra)
Keith “Keko” Kirkum (Batteria)
 
RECENSIONI
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